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sabato, gennaio 31, 2004
Rassegna Ansa
il faraone IL FOGLIO - ''La crescita americana continua, Greespan non alza i tassi e Bush gode''.
gode o non gode?
IL SOLE 24 ORE - ''Crescita Usa piu' lenta: 4%''..
magnifica ossessione
''Berlusconi alla cronista del Tg3: si vesta meglio, sembra una Soviet''.
e a Detroit?
''A Terni gli operai non si arrendono''
Amen
'Casini ai soldati a Nassiriya: con voi per la pace''.
venerdì, gennaio 30, 2004
Rita da Cascia
Mercoledì 28 gennaio, Firenze, cinema-teatro Alfieri, lo stesso dove si proiettano gli spettacoli del Festival dei Popoli. Terzo dei 5 incontri su “Percorsi del comico nel teatro italiano del 900: da Ettore Petrolini a Totò. Conduttrice Teresa Megale.
Oggi si parlava di Paolo Poli. Un regalo inaspettato: proiezione della videocassetta “Rita da Cascia”; un’ora di godimento estetico e di compiacimento intellettuale: estetico per le scenografie, i costumi, la musica e il ballo, la parola cantata di Paolo, il movimento delle mani, le mille articolazione e variazioni della voce… soddisfazione intellettuale per la finezza dei riferimenti storici e il garbo dell’ironia; una demolizione sorridente e spregiudicata delle mille forme dell’alienazione religiosa attraverso i tempi. Da parte mia, ex insegnante di storia, l’ammirazione per il testo parlato, tutto basato su testi storici originali, da edizione critica. E le canzoni; le belle canzoni melodiche del buon tempo antico (la vecchia signora indegna alla mia sinistra che quasi mi dava di gomito alla rievocazione di Vanda Osiris).
La Firenze del Rinascimento e la Parigi dell’Illuminismo. Bravo Paolo (quando ti si veniva a vedere al Rondò di Bacco, in Piazza Pitti!).
La videocassetta non è in commercio. Un gruppo di fans, me compreso, a fine proiezione, si è intrattenuto con la prof. , giovane e simpatica, per trovare il modo di contattare in via diretta la Compagnia di Paolo Poli per acquistarne delle copie.
Se riuscirò ad averne una faremo una serata speciale alle Lame, da Stefano, con gli amici dal palato fine chi io so. Sicuramente gradiranno.
mercoledì, gennaio 28, 2004
In attesa di Mosè
arbeit macht frei
Quasi un milione di dollari al minuto è la differenza negativa tra quanto sborsa e quanto incassa il tesoro degli Stati Uniti nel 2004. Per chi non volesse imbarcarsi in operazioni aritmetiche con troppo zeri, l'ufficio congressuale del bilancio, ha fatto i conti: alla fine dell'anno in corso il disavanzo raggiungerà 477 miliardi di dollari. Tra il 2005 e il 2014 il buco di bilancio sfiorerà i due trilioni di dollari e se i tagli alle tasse temporanei voluti da George Bush diventeranno permanenti altri 1.800 miliardi si aggiungeranno alla cambiale. [Vittorio Zucconi - La Repubblica - a pagamento]
Un milione di dollari al minuto. Chi lo paga? Mi viene in mente la fila di schiavi che spinge i massi di pietra lungo il piano inclinato per la costruzione delle piramidi. Noi - occidente ricco - siamo i kapò del grande lager.
martedì, gennaio 27, 2004
Il disordine che piace all'America
Una delle risposte più provocatorie alla principale domanda politico-filosofica di questi anni (se il mondo globale sia puro caos o un impero monitorato dagli interessi americani) è quella del francese Alain Joxe, figura anomala che fonde la conoscenza della strategia militare con le scienze sociali, il realismo di Clausewitz col pensiero di Foucault e Bourdieu. Abolendo quella facile opposizione, Joxe vede nel disordine seguìto al mondo simmetrico e manicheo della Guerra fredda una "nuova morfologia" congeniale al mantenimento della supremazia degli Stati Uniti. [Sandro Modeo Corriere della Sera]
In parole semplici: pescano bene nel torpido. Particolare non irrilevante: I pesci siamo noi.
Nella novella di Esopo: Il pescatore che batteva l'acqua. Un pescatore pescava in un fiume. Dopo aver teso le reti e sbarrato la corrente dall’una all’altra riva, batteva l’acqua con una pietra legata a una funicella, perché i pesci, fuggendo all’impazzata, andassero ad impigliarsi tra le maglie. Vedendolo intento a quest’operazione, uno degli abitanti del luogo si mise a rimproverarlo perché insudiciava il fiume e rendeva loro impossibile di bere un po’ d’acqua limpida. E quello rispose: "Ma se non intorbido così l’acqua, a me non resta che morir di fame". Così anche negli Stati (Uniti tra loro ndr), per i demagoghi gli affari vanno bene specialmente quando essi son riusciti a seminare il disordine nel loro paese.
Lifting della democrazia a Saxa nigra
E al Tg1 è gelo su Mimun: "Censura la crisi del paese" La lettera di Daniela Tagliafico, vice di Mimun al Tg1, è affissa in bacheca nel lungo corridioio al piano nobile del telegiornale, quello della direzione. Una pagina e mezza, c'è un piccolo capannello che legge. "Caro direttore, ti espressi il mio disappunto, al tempo del caso Berlusconi-Schultz, per il mancato utilizzo dei sonori". Massimo De Angelis, inviato storico della redazione, è già arrivato in fondo al testo, aggiunge a penna il suo nome all'elenco dei quaranta che firmano in solidarietà . Se ne va, altri arrivano. [Concita De Gregorio La Repubblica - a pagamento]
Girotondi e Globalforum, diamogli una mano!
Prima di Cheney.
Paolo Conti Teheran, parlamento "occupato" pacificamente. Al sedicesimo sit in di protesta organizzato dai deputati progressisti iraniani davanti all'aula parlamentare e sotto le solite due fotografie d'ordinanza, cioè l'imam Khomeini e l'attuale guida della rivoluzione Alì Khamenei, partecipano in tanti: i parlamentari (gli uomini seduti a gambe incrociate sui tappeti, le donne più composte sui divani), nugoli di bambini che giocano, scrittori, docenti universitari che si alternano al microfono e ripetono dal 12 gennaio un solo slogan sotto tanti striscioni di protesta: elezioni libere, democrazia. [Corriere della Sera]
Memoria selettiva
memoria dimezzata
It was only after I moved to the Los Angeles area several years ago that I realized that many people were not aware that millions of victims of the Holocaust were NOT Jewish.
Fu solo quando andai ad abitare nella zona di Los Angeles molti anni fa che mi resi conto del fatto che la gente non sapeva che milioni di vittime dell'olocausto non erano ebree.
Continua qui
lunedì, gennaio 26, 2004
"Il maschilismo
è una malattia che attacca gli uomini ma è trasmessa dalle donne"
La Nobel iraniana: maschilismo trasmesso da noi madri "Il maschilismo è una malattia che attacca gli uomini ma è trasmessa dalle donne", dice Shirin Ebadi, l'iraniana premio Nobel per la pace. Alla domanda: "Si sta muovendo qualcosa nella condizione della donna islamica?", risponde: "Certo che sì. Le donne musulmane cominciano a credere in loro stesse. Prendono coscienza di essere state oppresse da una cultura maschilista. E capiscono che non c'è bisogno di abbandonare la religione per liberarsi. Perché il problema è l'interpretazione che ne hanno dato per secoli gli uomini". [Paolo Conti - Corriere della Sera 26.01.2004]
27 gennaio: giorno della memoria.
Memoria selettiva
memoria dimezzata
Primo - Ho appena sentito il Direttore della Gazzetta dello Sport (Tg 2 lunedi 26 Gennaio 2004, ore 14) che domani ci sarà una partita di calcio “alla memoria” degli ebrei sterminati nei campi di sterminio nazisti. Ci risiamo. Zingari, testimoni di Geova, partigiani di ogni nazionalità , prigionieri di guerra polacchi e sovietici, tutti sterminati ad Auschwitz, stanno fuori del cimitero’ in terra non consacrata, in una foiba interrata e fatta sparire per sempre. Secondo – Gli italiani deportati nei campi di sterminio sono stati 40.000. (8.000 erano ebrei); il 90 % dei 40.000 non sono ritornati; la partita di calcio vale per gli 8000 o per tutti i 40.000? Terzo – Nei campi di sterminio sono morti 12 milioni di esseri umani: 6 milioni erano ebrei. E gli altri 6? Lo devo dire io? Oppositori politici (triangolo rosso cucito sulla giacca) Delinquenti comuni ( triangolo verde) Asociali (triangolo nero) Omosessuali (triangolo rosa) Zingari (triangolo arancione) Apolidi (triangolo azzurro) Testimoni di Geova (triangolo viola) Potremmo organizzare per loro una partita di baseball o almeno un torneo di briscola. Guarda l'immagine
( fine prima puntata)
Nel frattempo dammi un'occhiata qui.
Amerika d'oggi.
oppure
Manomorta
"E' esentato dalle impronte digitali chi non ha dita"''. (rassegna stampa di oggi )
Il panino
Il "panino" è un metodo sistematico per il confezionamento delle notizie di giornata.
La prima fetta di pane tocca sempre al governo: è una fetta abbondante e saporita, ricca di immagini e di dichiarazioni che i ministri rilasciano a una telecamera, senza che nessun giornalista faccia mai loro uno straccio di domanda. Poi la parola passa all'opposizione: una frasetta di Fassino, una dichiarazioncina di Rutelli, una svelta citazione di Pecoraro Scanio, insomma un riassuntino insapore e incolore di un dibattito che sembra privo di senso. A quel punto la palla torna alla maggioranza, cui tocca la seconda fetta di pane: così appaiono a turno il rubizzo Calderoli, il sardonico Nania e il curiale Sandro Bondi, lo sghignazzante Schifani, che si prendono puntualmente il compito di ribattere al centro-sinistra.
Così, dietro una distribuzione apparentemente imparziale degli spazi - un terzo al governo, un terzo all'opposizione, un terzo alla maggioranza: come se il governo e la maggioranza fossero avversari - si nasconde un subdolo metodo persuasivo che, come ha ricordato Umberto Eco, applica un'infallibile regola mediatica: "Ha ragione chi parla per ultimo". (Repubblica, 26.01.2004)
Occhio ragazzi
(ovvero: resistere, resistere,resistere)
domenica, gennaio 25, 2004
Terza etĂ
Gennaio 2004: forza italia compie 10 anni; l'Italia è invecchiata di 82 anni.
martedì, gennaio 20, 2004
Di palo in frasca.
E’ colpa mia se Wolfowitz è ebreo? E’ Merito mio se Einstein è ebreo? E’ colpa nostra se Israele fa una politica di m. e appesta il M.O.? E’ merito nostro se alcune centinaia di soldati e ufficiali israeliani si sono ricordati la poesia di Brecht “generale il tuo carroarmato è potente ma ha bisogno di un guidatore?” Se gli arabi sono semiti, chi più antisemita al mondo? Quando penso a Sharon mi viene in mente la sindrome di Stoccolma; mi sbaglio: la sindrome del bambino violentato che da grande diventa violentatore. Fa bene “Diario” a mettere nella sua home page il cursore-detonatore della bomba demografica che rovescia sul pianeta esseri umani destinati a peste fame guerra morte e distruzione? Caro Vojtila, “ma perché dare alla vita chi poi di quella consolar convenga?” Perché le donne maomettane si nascondono sotto i vestiti e quelle cristiane “vanno mostrando con le poppe il petto”? Posso abbozzare una risposta (balzana)? Maometto non dichiara peccato il sesso, le donne si sentono libere e l’uomo le deve incatenare per garantirsene la proprietà privata; il Vaticano condanna e blocca il sesso, inibisce da “dentro” le donne e risparmia all’uomo nostrano la fatica della vigilanza coatta o guardiania. Grande merito del Concilio di Trento e annessa Controriforma. Che ci fa una donna nuda tra quei beceri di Biscardi? si parla di pallone mentre si guardano poppe e chiappe! (In Dante si chiama contrappasso per analogia: una cosa tonda richiama altri tondi ). Se Biondo Ape riscuote già la pensione perché condannarlo a condannarci a vita alle zuppe agrodolci fatte con la risciacquatura delle minestra all’anilina di Gian Burrasca? E' un po' che non vedo il cardinal Tonini. Meglio sospendere; Paola mi annuncia che è partita la videocassetta de “La grande Illusione” (in prestito gratuito da parte della Biblioteca di Quartiere. Grande biblioteca, nel suo piccolo: un giorno o l’altro gli dedicherò un post).
...consigli per gli acquisti...
Riprendo dopo “La grande illusione”, con il cuore che dà più ordine ai pensieri. Prima di risedermi al PC ho aperto il Mereghetti e letto ad alta voce – per Paola - la scheda che qui trascrivo:
Prima guerra mondiale: dopo inutili tentativi di fuga, il capitano d'aviazione De Boëldieu(Fresnay)e il luogotenente Maréchal (Gabin) vengono trasferiti alla fortezza di Winterborn dove ritrovano il capitano Von Rauffenstein (Stroheim) che li aveva abbattuti. Costretto da un incidente a lasciare l'aviazione, Von Rauffenstein vive in un mondo di regole cavalleresche che i tempi hanno sconfitto, ma a cui si dimostrerà sensibile De Boëldieu, capace di sacrificare la vita perché Marechal e Rosenthal (Dalio) possano tentare la fuga. Von Rauffenstein tratta molto umanamente i prigionieri, che, proprio in virtù di tale particolare condizione, compiono un nuovo tentativo di evasione: due vi riescono, mentre De Boëldieu resta ucciso da von Rauffenstein. Durante il faticoso cammino verso il confine svizzero, i due fuggitivi sono costretti a rifugiarsi in un casolare di montagna abitato da una giovane vedova di guerra e dalla sua bimba. Nel breve periodo di permanenza, la donna e Maréchal s’innamorano e, al momento della partenza, il vuoto del loro cuore è solo parzialmente colmato dalla promessa del prigioniero di tornare alla fine della guerra. Con la passiva complicità di una sentinella tedesca che finge di non vederli, i due francesi riescono poi a entrare nel territorio svizzero. Renoir contempla con malinconia la fine dell’aristocrazia, dei suoi ideali e del suo senso dell’onore; ma guarda al futuro con lo spirito di solidarietà interclassista incarnato da Maréchal. Toccante il tema dell’amicizia che vince le barriere di classe e di nazione, e impossibile non commuoversi alla scena in cui von Stroheim (forse nella sua interpretazione più grande) coglie l’unico fiore del castello per onorare il nemico che ha fatto uccidere. Uno dei più bei film pacifisti che siano mai stati girati( anche se dopo la guerra alcuni cretini lo accusarono di collaborazionismo). La colonna sonora è di Joseph Kosma ( il musico di Prévert, mi dice Paola), e uno dei capolavori di Renoir. Vinse la coppa della giuria del festival di Venezia, scatenando le ire della critica fascista .
Nota a margine: La grande Illusione fu proibito in Italia dalla censura fascista e venne proiettato solo nel 1947, se si esclude una proiezione alla Triennale di Milano nel 1940. "La storia della Grande Illusione è rigorosamente autentica e mi è stata raccontata da alcuni amici con cui ho fatto la guerra - parlo naturalmente della guerra del '14 - e in modo particolare da Pinsard. Pinsard era nell'aviazione da caccia, io invece in una squadriglia da ricognizione. Io facevo delle fo-to delle linee tedesche e lui mi salvò varie volte la vita intervenendo quando i caccia tedeschi co-minciavano a serrarmi troppo da vicino. Anche lui fu fatto prigioniero sette volte, e anche lui riuscì ad evadere. Dalle sue evasioni è nata La Grande Illusione... Una storia di evasioni, però, anche se appas-sionante, non basta a fare un film. Bisogna sceneggiarla. Ecco perché Charles Spaak collaborò con me. Fu una collaborazione facile, senza drammi. Ai legami di amicizia che ci univano, s'aggiungeva quello della nostra fede profonda nell'uguaglianza e nella fraternità degli uomini... " (JEAN RENOIR nel 1958, in occasione della riedizione del film, presentandolo dallo schermo).
La Grande Illusione
Francia (1937)
Regista: Jean Renoir
Soggetto: Charles Spaak e J. Renoir
Sceneggiatura: Charles Spaak e J. Renoir
Fotografia: Christian Matras.
Scenografia: Eugène Luoriè
Musica: Joseph Kosma
Attori Principali: Jean Gabin (ten. Maréchal), Pierre Fresnay (cap. de Boieldieu), Erich von Stroheirn (cap. Von Rauffenstein), Marcel Dallo (Rosenthal).
Per le recensioni dei critici dell'epoca apri qui.
Come si vede son saltato di palo in frasca.
lunedì, gennaio 19, 2004
E pianto ed inni e de le Parche il canto
(Sepolcri, 213)
Uno studio pubblicato a fine ottobre 2003 da un'organizzazione indipendente americana - Project on Defense Alternatives del Commonwealth Institute di Cambridge (Massachussetts) - afferma che la guerra vera e propria, quella che si considera convenzionalmente chiusa il 30 aprile, ha fatto circa 13.000 vittime. Di queste circa 4.000 sono civili. Almeno 40 mila sarebbero stati gli iracheni feriti. Sulle vittime irachene - civili, militari o guerriglieri - non vi sono dati delle autorita' americane, peraltro solerti nel fornire ogni giorno il bilancio dei soldati americani uccisi o feriti. Ansa 18/01/2004 16:08
terroristi che sbagliano: chi saranno? ''E' stato un attentato suicida'', ha confermato. Secondo il generale Ahmed Ibrahim, capo della polizia irachena, ''l'attentato e' opera di gruppi stranieri, e' contrario all'Islam. Non prendono di mira le forze della coalizione, perche' la maggioranza delle vittime sono iracheni''. ''Se i terroristi - ha aggiunto Ibrahim - credono di far tornare al potere il partito Baath in questo modo si sbagliano''. Ansa 18/01/2004 16:30
domenica, gennaio 18, 2004
Lagazuoi
Son tornato dalla Val di Fassa. Una settimana con gli amici casentinesi, in gran parte vecchie conoscenze. La montagna sacra: il Sella, weblog per una settimana, e tutt'intorno valli e passi, mille logs e links sospesi tra cielo e terra che ci trasportano in questa favola bianca, mi sento il Barone Rampante di Italo Calvino che vede il mondo passando di albero in albero, di seggiovia in ovovia, di skilift in funicolare, tra vecchie amate montagne che per me si sono sollevate dai fondali marini, si sono levigate al soffio dei venti, lavate e scavate tra pioggie e tormente e ora sono qui, Sassolungo, Civetta, 5 Torri, Tofane, Marmolada, piene di dolomie, polvere di mare immersa nell'azzurro del cielo, vette dentate e scintillanti al sole. O Natura Natura! Salire la mattina dal Col Rodella, trovarsi di fronte il Saslong, grande Sassolungo,e il passo Sella, ricordi di estati lontane, e giù tra gli abeti del Plan de Galba fino a Selva, risalire sul Ciampinoi per scivolare in lunga diagonale fino a Santa Cristina per raggiungere le piste assolate del Seceda, scivolare fino a Ortisei e poi via, come pazzi, verso il passo Gardena, giù fino a Colfosco e Corvara e Arabba e Belvedere per il rientro appena in tempo giù in picchiata su Canazei. E la volta che Massimo vuole arrivare a Predaces, via La Villa, attraverso il Pralongià spazzato dal vento, giù per la Gran Risa (la rossa, troppo più bella della nera, checché ne dicano gli amanti dei paletti) verso Santa Croce - bellissima pista, posta sotto la protezione di S.Cristoforo o chi per lui, antica chiesetta con monastero, uno strudel favoloso preso a S.Leonardo anni fa, delizia di Paola, spuntino al sacco e rientro veloce sul raccordo anulare del Sellaronda per non rimanere a piedi (grazie a Mario che ci mette sull'avviso).
Ma la giornata più bella è stata giovedi 15 gennaio: dopo il primo tentativo andato a vuoto per le condizioni di scarsa visibilità del mercoledi 14, ecco la discesa dal Col Rodella fino al Lupo Bianco e Belvedere con la lunga bella interminabile discesa verso Arabba, la città del Cardinal Merry del Val, grande luminare del potere ecclesiastico primo 900, la risalita verso Val Badia, la lunga pista dalle grandi mammelle, che ti porta attraverso il passo di Campolongo su una lunga, interminabile seggiovia sullo spiazzo del Kerz, oggi solatio e senza vento, poi il Pralongià e la lunga bella discesa all'Armentarola, il sogno delle notti precedenti, il soggetto dei discorsi dei giorni passati, la promessa finalmente mantenuta del Massimo trisolino, l'umbro-casentinese più doc dei doc, nostro mentore. L'assalto allo skibus di italiani e austroungarici, la corsa attraverso Val Parola, il Falzarego, la funivia sospesa nel vuoto lungo l'unica campata ed eccoci sulla vetta del Lagazuoi. Ottant'anni prima, altri italiani e austroungarici hanno coabitato insieme sulla stessa cima per lunghi inverni, l'un contro l'altro armato. Fotografie e cartelli ricordano la storia; gli occhi nostri, in questo momento distratti e frettolosi, vedono le grandi feritorie ancora aperte sui fianchi della montagna; siamo di nuovo qui, i pronipoti, vicini e stretti l'uno all'altro, in diverso atteggiamento. Ma servirò l'amaro alla fine del pranzo, dopo il dolce. Quello che ci aspetta ora è il clou della giornata, la discesa "fuori pista" verso il rifugio Scotoni, mitico per tutti gli sciatori, il grappino, l'Armentarola, i cavalli al traino, la risalita verso il Kerz e la via del ritorno del Sellaronda arancione, ripassando da Arabba attaverso Porta Vescovo (il Cardinal M.del Val), con le debite imprecazioni di Valeria, Giuseppe e mie per lo stato "francese"della pista nelle parte alta (Sapete cosa sono le bosses?). Grande giornata, grandi momenti.
Non come allora, 1915-18. Ciò che segue è dedicato ai soldati della prima guerra mondiale e. in questo momento, ai soldati israeliani obiettori di coscienza. agli americani obiettori di coscienza, ai politici inglesi e americani dimissionari perché contrari alla guerra, a Rachel Corrie, ai pacifisti, a tutti i palestinesi.
Apriamo la scatola magica di Internet.
Lagazuoi prima guerra mondiale Note storiche...
Le vette dominanti da vicino la strada delle Dolomiti e proteggenti gli accessi alla Val Badia e quindi alla Val Pusteria, furono conquistate gradualmente e al prezzo di duri sacrifici da parte delle truppe della 17a Divisione della quarta Armata, risalenti dalla conca di Cortina. Prima "Cima Bois", poi "Cima Falzarego" furono prese e fortificate dai nostri soldati, ma la barriera rocciosa, vero fortino naturale, formata dal "Lagazuoi", dalla "Cima e Torri di Fanis", dal monte "Castello", impedì la conquista della testata di Val Travenanzes e ogni ulteriore avanzamento verso le valli del Gader. Il "piccolo Lagazuoi", posizione di destra del cosiddetto sbarramento di Valparola, completato dal Sasso di Stria a sinistra, dalla posizione trincerata "Vonbank" nella depressione del passo e dal retrostante Forte di Valparola, fu oggetto di ripetuti attacchi delle nostre truppe alpine che ne conquistarono l'anticima e il caratteristico "cengione" a metà costa: la Cengia Martini, dal nome del Maggiore Martini, comandante il Battaglione di Alpini che la occupò e la fortificò. Dalla caratteristica cime ove ora vi è la stazione d'arrivo della funivia che parte dal passo Falzarego, gli austriaci cercarono di fare sloggiare con ogni mezzo le sottostanti nostre truppe aggrappate alla cengia. Le larghe ferite aperte nella parete strapiombante e distinguibili dal colore più chiaro della roccia e i ghiaioni depositati alla base, testimoniano della guerra di mine scatenate dai nostri nemici. Nel fondo del passo di Valparola occhi attenti possono ricostruire l'andamento della trincee austriache che si appoggiavano ad alcuni grossi massi scavati internamente e trasformati in veri "blockhaus". Il "Sasso di Stria", vera spina nel fianco per i nostri battaglioni assaltanti il Col di Lana e la sella del Sief dal bosco di Castello, costituì per tutto il periodo del Fronte un formidabile caposaldo fortificato austriaco: tra l'altro una galleria lunga 500 metri e aperta con feritoie verso il Falzarego, lo difendeva dalle provenienze da quella parte. Occupato parzialmente da un battaglione di Alpini nei primi giorni di guerra, fu abbandonato per ordini superiori e non fu mai più ripreso nonostante sforzi generosi come quello guidato dal tenente Fusetti che con un colpo di mano militar/alpinistico, ne conquistò la vetta e, attaccato da forze soverchianti, preferì morire sul posto con i suoi soldati piuttosto che arrendersi: le ossa "sbiancate" del tenente Fusetti sono da qualche parte nei profondi crepacci che segnano la parte superiore del Sasso. La grande croce sulla vetta ricorda il sacrificio dei valorosi. Il Forte di Valparola, colpito dai grossi calibri italiani nelle prime settimane di guerra, fu volontariamente smantellato dagli austriaci e i pezzi di artiglieria furono mimetizzati tra le rocce della zona chiamata "Tra i Sass": il Forte, illuminato di notte come se fosse ancora in efficienza costituì per mesi lo "specchietto per le allodole" per i grossi calibri italiani che continuarono a sprecarci munizioni preziose. Tutte le posizioni dovettero essere abbandonate dalle forze italiane nei primi giorni di Novembre 1917, a seguito dei fatti di Caporetto. Vedi qui.
...ossa sbiancate dal sole e dal gelo, ossa disperse in un mondo di vivi... Dedicato ai soldati della PRIMA GUERRA MONDIALE, di ogni Patria, sbriciolati dalle esplosioni, le ossa dei quali biancheggiano tra i sassi nei ghiaioni delle Alpi Centro-Orientali. vedi qui.
Lettere dal fronte
"Vi sono truppe allo scoperto, sotto il tiro del cannone nemico, con 15° sotto zero, e si vuole che avanzino. Muoiono gelati a centinaia e ciò è ignorato dal paese. Gli ufficiali più arditi hanno crisi di pianto di fronte alla vanità degli sforzi, davanti all'impossibile. Lettera di un generale dissidente a Giolitti, 1915
" Siamo balzati fuori tutti insieme: siamo a 1.000m dalle prime trincee tedesche. Il rumore dalla fucileria e del bombardamento è infernale. Un proiettile scoppia a 2m da me: una scheggia mi ammacca l'elmetto, ma non sono ferito. Altri 15m e un altro proiettile mi cade ai piedi. Abbiamo conquistato la prima linea: un centinaio di tedeschi, con le mani alzate, corrono verso di noi. Non riesco a impedirmi di sparargli addosso. Molti miei compagni sono morti, non abbiamo più ufficiali. Anche le trincee adesso sono piene di tedeschi che sono morti."
Fronte occidentale
"Non si creda agli atti di valore dei soldati, non si dia retta alle altre fandonie del giornale, sono menzogne. Non combattono, no, con orgoglio, né con ardore; essi vanno al macello perché sono guidati e perché temono la fucilazione. Se avessi per le mani il capo del governo, o meglio dei briganti, lo strozzerei".
(B.N. anni 25, soldato; condannato a 4 anni di reclusione per lettera denigratoria,1916)
leggi qui: leggi attentamente.
venerdì, gennaio 09, 2004
Sondaggio
Sono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato dalla FAO rivolto ai governi di tutto il mondo. La domanda era: "Dite onestamente qual è la vostra opinione sulla scarsità di alimenti nel resto del mondo". - gli europei non hanno capito cosa fosse la scarsità ; - gli africani non sapevano cosa fossero gli alimenti; - gli americani hanno chiesto il significato di resto del mondo; - i cinesi hanno chiesto maggiori delucidazioni sul significato di opinione; - il governo Berlusconi sta ancora discutendo su cosa possa significare l'avverbio "onestamente".
(appena trovata nella mia email - da Eugenio -)
Da leggere
Le regole del potere nel regime mediatico
(U. Eco, su La Repubblica di oggi, in prima)
Se l'hai perso leggilo ora qui.
Ottimo scambio
ANSA - 09/01/2004 15:11 20 ANNI CONCORDATO: PAPA, OTTIMO SCAMBIO ITALIA-VATICANO Il Concordato riconosce 'il valore della cultura religiosa', ha ricordato il Pontefice e 'i principi del cattolicesimo' che 'fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano'
Non c'è dubbio
L’Istituzione si serve dei carabinieri e della Digos per bloccare la celebrazione dell’eucaristia della comunità cristiana di Sant’Angelo a Scala.
Leggi il seguito
Twins (parere ed essere)
Vittorio Zucconi Ground Zero, il ricordo sull'acqua, ma il memoriale divide l'America. "Tenerezza", lamentano i vivi, questa cosa manca di "tenerezza", con tutta quell'acqua fredda, quel selciato, quel nulla, che farà rabbrividire chi vuole fermarsi a immaginare che le voci di chi non c'è più, possano ancora parlare a chi c'è ancora. Hanno ragione a lamentarsi, perché lo ammettono gli stessi autori, il memoriale dell'11 settembre che sarà costruito sui trenta metri di fondamenta e di resti umani fusi nell'implosione delle torri gemelle è freddo, pensato non per consolare con l'illusione di una presenza, ma con la certezza di un assenza. [La Repubblica - a pagamento]
Servi e padroni
Natalia Aspesi Padroni e servitori, a londra la prima mostra sul tema Una delle virtĂą dei domestici era quella di essere invisibili. Le nuove case eleganti erano costruite con una gran quantitĂ di corridoi bui e scale nascoste per tener separati i padroni di casa e i loro ospiti dalla servitĂą. Il personale, sbrigando le faccende all'alba, brulicava poi nei locali di servizio, nei sottoscala, nelle cantine: "below stairs" in inglese. E Below Stairs, si intitola la mostra alla National Portrait Gallery, forse la prima mai dedicata a un soggetto sfuggente, come la servitĂą, una folla senza volto e senza voce. [La Repubblica 8/01-2004 - a pagamento]
Ma guarda un po'
Pierluigi Battista Un veleno che si nasconde dietro gli attacchi a Israele In mezzo a una crescente indifferenza, espressioni di odio assoluto per il governo di Gerusalemme dilagano in Europa, anche fra gli intellettuali. Ma il senso dell'abbandono che attanaglia gli ebrei in Europa è alimentato da un'angoscia più sottile: la percezione di una rassegnata accondiscendenza, anche istituzionale, del continente europeo nei confronti del nuovo antisemitismo travestito da antisionismo, di un'indifferenza per i mille segnali, che denunciano la crescita atroce di un sentimento diffuso di ostilità antiebraica. [La Stampa - a pagamento]
Do you speak english? FLASHBACK: Israeli Professor - 'We Could Destroy All European Capitals' Posted Jan 8, 2004 06:38 PM PST Speaking during an interview which was published in Jerusalem Friday, Professor Martin Van Crevel said Israel had the capability of hitting most European capitals with nuclear weapons. "We possess several hundred atomic warheads and rockets and can launch them at targets in all directions, perhaps even at Rome. Most European capitals are targets of our air force."
giovedì, gennaio 08, 2004
TERRORISMO:
Ansa 08/01/2004 22:41 PISANU, E' CRESCIUTA LA MINACCIA INTERNA 'Il pericolo e' la saldatura tra Br e anarco-insurrezionalisti'. Per Prodi nessuna sottovalutazione, e' piu' tutelato dal 27 ottobre
Santa madonna!
08 gen 10:44 Usa: elezioni, Madonna si schiera con Clark NEW YORK - Iniziano a delinearsi gli schieramenti pro-democratici e pro-repubblicani in vista delle prossime elezioni negli Stati Uniti. Da parte sua, la cantante Madonna ha deciso di schierarsi a favore del candidato democratico Wesley Clark. "Non l'ho mai fatto prima - ha dichiarato l'artista - ma se nella vita non si rischia che vita e'?". "Il futuro dei miei figli e' a rischio" ha proseguito la cantante: "Voglio che i miei figlicrescano con le stesse opportunita' che ho avuto io... non vi chiedo di unirvi a me, ma scrivo queste parole perche' sento che il futuro che voglio per i miei figli e' a rischio". (Agr)
martedì, gennaio 06, 2004
Oggi è la Befana.
Buon giorno a tutti. Ricordi d'infanzia, la calza, i doni , la befana fascista...
Vecchio scarpone quanto tempo è passato (ieri zoccoli di legno, oggi scarpe da sci).
Ricordi, Ila, quando ti raccontavo che un giorno l'uomo sarebbe andato sulla luna? Me lo ripeti tutte le volte che mi inviti a mangiare i ravioli.
Sto guardando le cartoline che Spirit invia da Marte. Viva l'Astronomia, Viva l'America, questa america, insieme a questa, e a questa, e ancora, e quella che ho visto, non la potenza esuberante e incontenibile evocata ieri da Vittorio Zucconi: ieri in Iraq, oggi su Marte...Tutto fa brodo.
Luttazzi mi scrive che è online il nuovo numero delle newsletter. Guardatelo un minuto anche voi.
Riporto un flash da LUTTAZZI INTERVISTE:
L'umorismo è l'arma più potente contro demagoghi e tiranni? "Ovvio.Quanto sarebbe durato Hitler se Woody Allen avesse fatto monologhi su di lui? Adesso che ci penso: quanto sarebbe durato Woody Allen?"
Perché ce l'hai con la religione? "Le religioni sono pericolose. Non puoi correggere un'istituzione quando è una religione. Guardate come i mussulmani lapidano le loro donne. Non potrebbero farla franca se non fosse per motivi religiosi. L'odio viene da qualche meandro profondo, ma le religioni gli danno una cornice nobile. Ecco perché sono pericolose. Sono assurde. Gli ebrei non mangiano carne di maiale. Una legge rituale vecchia di 5000 anni, quando non era stata ancora inventata la salsa Wrochester. Quanto al cattolicesimo, il messaggio è: la sofferenza eterna attende tutti coloro che mettono in discussione l'amore infinito di Dio. Credi o muori. Grazie Signore per tutta questa scelta."
lunedì, gennaio 05, 2004
Non rimane che pregare
Così
Insieme a lui
o con chiesa battista dell'acqua dolce
Scherzi del lessico
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