13' e 30'': l'uomo non è cattivo, è gregario...
15' :la mente dell'uomo e il computer, (internet...quantico);
19' : il testamento biologico;
21' e 39'': la vita e la morte;
22' e 30'': la prima donna bigliettaia;
24' e 40'': diritti e doveri, anzi: doveri e diritti.
Dalla stampa:
Roma, 22 nov. (Apcom) - Il testamento biologico è una cosa eccellente". Lo dice la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, ospite a 'Che tempo che fa' su Raitre.
"Sono a favore del testamento biologico - afferma - se fatto quando si ha capacità di intendere e di volere è giusto chiedere di mettere fine ad una vita che non ha più senso per dolore o per mancanza capacità cognitive. E' una eccellente cosa che deve essere permessa".
"Ognuno ha il diritto di parlare della propria vita - precisa Rita Levi Montalcini - non degli altri, non abbiamo diritto di parlare degli altri".
Un iscanesu in Medio Oriente: così viene presentato Francesco Sanna, nativo di Scano Montiferro (Oristano).
Un iscanesu in Medio Oriente: Francesco Sanna est bistadu tantos annos in giru peri su mundu, e unu pagu da tottue nd'at bogadu ispirazione po sa poesia sua, semper perfetta de istile e carriga de argumentos profundos chi faghen pensare. Sa sua est una poesia universale, chi superat sas costas de s'Isula nostra in chilca de unu confrontu cun sas atteras culturas de su mundu.
...tanti anni in giro per il mondo, un po' ovunque, per trarre ispirazione ai suoi esercizi spirituali in forma di sonetto o di ottava, cercando perfezione di stile e profondità di argomenti, fascinato da una poesia universale che attraversa tutte le culture e ne valorizza il senso. Alcuni dei componimenti riportati in questa pagina ci sono stati inviati via email dal paese del Medio Oriente dove Tzitzu risiede attualmente. Altri li trascriviamo per gentile concessione dell'autore e del curatore del sito,
Gianfranco De Rosa
SU TEMPUS Il Tempo
Caru frade no t'apo immentrigadu Caro fratello, non ti ho dimenticato
ma su Tempus, tue puru za l'as biu, e però il tempo. l'hai visto anche tu,
mo lu sun dande como a mindighiu ce lo concedono come al mendico
chi mancu l'amos tentu e ch'est boladu. manco lo sfiori e se n'è già volato
Ca s'Ispatziu chi est male incarabadu E lo Spazio malamente appiccato
in dogni domo anzena faghet niu, in ogni casa estranea ha fatto nido.
e Cronos chi fuit semper bagadiu Cronos, da sempre vedovo,
como invece in tott'ue est allogadu. si ritrova a servire dappertutto.
E gai custu progressu materiale Così questo progresso materiale
mo che furat sas oras de reposu ci ruba anche le ore del riposo
destruinde s'afetu familiare: e distrugge l'affetto familiare:
ischimos novas in "tempus reale" abbiamo news in tempo reale
da dogni logu, ma fattu curiosu, da ogni parte, eppure, è curioso,
cun sos de domo no ischimos faeddare. coi familiari non sappiamo più parlare.
L'ho conosciuto, per telefono, in maniera virtuale, nel viaggio in Siria, presentatomi dalla nostra guida Abdel Nasser. Galeotto il mio libretto "Dante in Casentino". Per email, al ritorno a Firenze, mi scrive che lui è stato sette anni in Casentino, a Papiano, allevando 50 capre, 10 maiali, due cavalli, in località Terricola, a due passi dalla chiesetta di Montalto, sosta obbligata delle macchine di coloro che vogliono salire sul Falterona, al laghetto degli idoli (etrusco), alle sorgenti dell'Arno, alla cime del Monte Falco...
Per il caso che domina la nostra vita, o per i disegni di Allah come lui sostiene, dopo 15 giorni ci siamo trovati a passeggiare sul lungarno dell'Isolotto, come da foto.
Mi racconta che in Casentino, 20 anni fa, ebbe l'illuminazione che lo portò in Madagascar, Spagna, Eritrea, Giordania, Siria (è difficile seguirlo quando descrive le sue peregrinazioni). Adesso è in Italia, con amici siriani e sta cercando l'ennesima combinazione per continuare la sua vita laboriosa ed errabonda. Sa far di tutto, perfetta macchina da agriturismo natura pura.
L'emozione d'averlo ricondotto, domenica scorsa 23 novembre - una splendida giornata di sole - fino a Terricola, una casa bellissima ancora in piedi, ma predestinata a veloce deperimento, tutta rifatta da capo a piedi da lui giovane trentenne (qui c'era la fonte, bellissima, in pietra, ma dov'è...se la sono portata via, qui il seccatoio per le castagne, guarda questo pavimento in pietra, il mio capolavoro, hanno tolto la canna fumaria della stufa senza tappare il buco sul tetto, andrà tutto in demolizione...), qui la stalla dove ho dormito a volte per assistere la scrofa o capra gravida... E questo il panorama da lassù.
Caro Tzitzu, lo so che consideri ultimativa ogni tappa della tua vita e che a Papiano non vorrai tornare, ma forse un libretto di memorie potresti anche scriverlo...Magari un libro di ricette o indicazioni su come si fa un pane come quello che ci hai fatto sabato 22 scorso col forno di cucina o sui formaggi e latticini, senza snobbare le pizze, la differenza tra il latte delle pecore e capre siriane e quelle di Terricola ...
Ma a te piace insistere sulle questioni esoteriche, sul quarto significato della Divina Commedia, e Dante che era un affiliato di alto grado dei Templari...e S.Bernardo nel Paradiso...
Sto leggendo il libretto che mi hai voluto regalare:René Guénon, L'Esoterismo di Dante, Adelphi ed. 2006, quarta ed.
«Ahi, anime ingannate e fatte empie,
che da sí fatto ben torcete i cori,
drizzando in vanitá le vostre tempie!»
( Dante, Par. IX,, 10-12 )
Suttumissione
I
In su nomen 'e Deus Onnipotente
chi dominat sos mundos Maestosu…
sa laude a su Clemente e a su Grassiosu
Soberanu 'e Zudissiu Universale.
Adoramos a Tie unicamente,
siat grassias po Ti render in su gosu,
siat cando in sa traschìa, Generosu
cunfortu mos aporris a ogni male.
Sottomissione
Nel nome d’Iddio, l’Onnipotente,
che Maestoso domina sui mondi…
Lode al Clemente e Misericordioso
Sovrano del Giudizio Universale.
E’ Te che adoriamo unicamente,
sia per renderTi grazie nella gioia,
sia quando nel bisogno Generoso,
per tutti i mali a noi doni conforto.
Ghíamos in sa ficcada zenitale,
sa chi as mustradu a cussos bene-itos…
e no a sos miscredentes derelittos
castigados da Furias infernales,
ne a cuddos baddinosos ignorantes
ch'in fattu a dogni ‘entu sun’ errantes.
Guidaci nel sentiero zenitale…
quello che Tu hai mostrato ai benedetti,
e non ai miscredenti, abbandonati
ai castighi delle Furie infernali,
e neanche a quegli stupidi ignoranti
che dietro a tutti i venti vanno erranti.
II
Sos astros faghen tottu ballu tundu
e in chelu a su Criadore cantan gloria…
Ma s'omine “modernu”, prenu 'e boria,
frantu si ch'est da s'amorosa dansa.
“O Mere chi gruvenas custu mundu,
torramos de Babele sa memoria
ca galu ripitinde s'est s'istoria
de s'umana superbia e i s'arrogansa.
II
Gli astri tutti fanno il girotondo
e nel ciel del Creator cantan la gloria,
solo l’uomo “moderno” pien di boria
ha abbandonato l’amorosa danza.
“Signore che governi questo mondo,
ridacci di Babele la memoria
ché ripetendo si sta ancor la storia
dell'umana superbia ed arroganza.
Mandamos, o Amorosu, cudda Fiansa
ch'aiat prommissu chi deviat torrare
po che finire su carrasegare
e mos chirrare da sa mala criansa:
da cuddos chi, asservidos a passiones,
si glorian d'esser liberas pessones!”
Mandaci, o Amoroso, quella Guida
che aveva promesso di tornare
per metter fine a questo carnevale
e separarci dalla ‘mala creanza’:
da quelli che, asserviti alla passione,
si glorian d’esser libere persone."
III
Dae ora amos lassadu sa carrela,
chi a faltzas libertades est chimera,
e in betza abbandonada caminera
sas arrastas antigas pressighimos.
Cumpresu amos s'errore de sa mela,
e po torrare a Libertade vera
mos semus suttumissos, de manera
chi volontade 'e Deus ebia faghimos.
III
Da tempo le piazze abbiam lasciato,
che di false libertà sono chimera,
e in un vecchio sentiero abbandonato
antiche tracce andiamo seguitando.
Capito abbiam l’errore della mela …
e per tornare a Libertà, la vera,
ci siamo sottomessi, in modo tale
che il voler di Dio solo seguiamo.
Ca giai da su momentu chi naschimos
semus che semenadu unu giardinu(1)
e custu - chi giamamos ‘su destinu’ -
prantare torra a nou no lu podimos:
ca pertenet a Deus cussu Podere,
nois semus solu giualzos... Issu est Mere.
Poiché gia dal momento che nasciamo
siamo come un giardino seminato(1)
e questo -che noi chiamiamo ‘destino’-
ripiantare di nuovo non possiamo:
perché a Dio appartiene quel Podere,
noi siamo gli operai…. e Lui il Padrone.
IV
Su puite poi divressa est sa sementza(2)
lu cumandat sa terra e s'istasione,
no sas maccas teorias d'evolutzione
a Natura contrarias e a Dottrinas.
Su chi mos at prantau sa Provvidentza
cultivare podimos cun resone,
ma it'ada a mezorare s'istrutzione
‘ue semene non b'ada ne’ raighinas ?
IV
La ragione per cui diversa è la semenza(2)
dipende dalla terra e la stagione,
non da stupide teorie d’evoluzione
contrarie sia a Natura che a Dottrine.
Cio che la Provvidenza ha seminato
coltivare ben possiamo con ragione,
ma che può migliorare l’istruzione
dove non ci son semi ne radici ?
Za est beru chi evolvidu s'est finas
chie innanti no cherian’ mancu a teraccu
ca oe, prus disonestu chi no maccu,
mos bendet primmu males poi meighinas.(3)
E no est sa zente ebbia, fintzas sas baccas
‘evolvinde’ si sun... chi paren’ maccas !
Vero è che tra gli altri si è “evoluto”
colui che non serviva neanche a servo,
ed oggi, disonesto più che stupido,
ci vende prima i mali e poi i rimedi.(3)
E non solo la gente… anche le vacche
evolvendo si stan che sembran pazze !
V
Laudau siat Deus a ogni torrada 'e alientu
gloriadu a dogni fremitu de core,
de ogni cosa est s'Immobile Motore
su Printzipiu e su Fine de ogni motu.
Po Issu calat aba e pesat bentu,
da Issu amos sa lughe e i su calore,
cun Issu est comintzau su Primmu Amore,
a Issu calchi die torramos tottu.
V
Iddio sia lodato, ogni respiro,
glorificato ogni fremito del cuore,
d’ogni cosa è l’Immobile Motore
il Principio ed il Fine di ogni moto.
Per Lui cade l’acqua e s’alza il vento,
da Lui abbiam la luce ed il calore,
con Lui ha avuto inizio il Primo Amore
ed a Lui tutti un dì farem ritorno.
Ma sos chi a sa materia an fattu votu
e a Deus no l'ana crefidu adorare
sa die, a cale chirriu ana a furriare...?
Ogni chirriu lis ad' esser chirriu drotu.
Sos Chelos e sa Terra tottu umpare
sun solu isprumma in su Divinu Mare.
Ma coloro che, votati alla materia,
Iddio non han’ voluto adorare
quel dì, da che parte fuggiranno…?
Ogni posto sarà quello sbagliato.
I Cieli e la Terra tutti insieme
son solo schiuma nel Divino Mare.
* * *
Chelos e Terra sun s'isprumma ebia
chi de s'eternu Mare 'e s'Aba santa
aizu mustran sas laras cando cantan
a gloria de sa Tua Sabiduria…
De fronte a tanta pasida Armonia
fintzas s'animu ruzzu si nd'ispantat
ca li 'enit naturale su pensare
chi si b'at un'isprumma... b'est su Mare.
I Cieli e la Terra son la schiuma
che dell’eterno Mare d’Acqua santa
mostran solo le labbra, quando cantan
per la gloria della Tua Saggezza…
Di fronte a tanta placida Armonia
anche l’animo rozzo si stupisce
e gli vien naturale di pensare
che se c’è una schiuma…c’è anche il mare.
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1) Custu est su sensu de sas castas in sa traditzione indù.
2) "Considerate la vostra semenza..." ( Inf. 118 ).
3) Gai faghen sos signores de sa chimica petrolica.
* * *
________________________________
1) E’ questo il senso delle caste nella tradizione indù.
2) "Considerate la vostra semenza..." ( Inf. 118 ).
3) Così fanno i signori della chimica petrolica.
Altre poesie con testo italiano a fronte le trovi qui.
Come viene vissuta a New York la vittoria di Obama
Intervista di Antonio Venier a Stefano Spadoni
Come ha accolto questa vittoria e cosa ne pensa il newyorkese medio?
New York è una città a larga maggioranza democratica per cui si è festeggiato come si fa in Italia quando vince la nazionale: la gente è uscita in strada fino a tarda notte e in molte zone le auto hanno dovuto rallentare per sfilare in mezzo ad ali di folla festante. Niente bandiere, ma al loro posto ritratti e distintivi di Obama.
In realtà non si festeggiava una vittoria in un campionato ma l'acquisto di un giovane, famoso centravanti che promette miracoli.
Vuoi dire che Obama è stato scelto soprattutto per il carattere carismatico della sua personalità?
La sua personalità, più che il suo programma, ha inciso sicuramente sul risultato. Dal 20 gennaio però si cominceranno a giocare le vere partite sul campo dove bisogna segnare dei goal e vincere un campionato. Nel quale le altre squadre si chiamano crisi economica e terrorismo.
Si è votato puntando sul nuovo, sul futuro e soprattutto contro il fallimento Bush: non per la guerra in Iraq (con solo quella sul tavolo avrebbe vinto McCain), ma per la crisi economica scoppiata – per Obama - proprio al momento giusto.
Che ruolo hanno giocato i media nella sua elezione?
I media sono stati largamente dalla parte di Obama...
Che strada prenderà ora Obama?
Se vuole assicurarsi la rielezione nel 2012 dovrà presentarsi probabilmente come un moderato e un unificatore. ...
E' il nuovo presidente degli Stati Uniti e a lui va il merito di aver portato i giovani alle urne, suscitato speranze, affascinato gli elettori e saputo condurre una campagna moderna e vincente.
Quali si pensa a New York dovrebbero essere le priorità di Obama?
Sicuramente l’economia, più del terrorismo.
Cosa si pensa della frase di Berlusconi sull'abbronzatura di Obama?
Dipende dalla parte politica a cui si appartiene. Per i democratici che sono politically correct è un insulto o comunque una gaffe, per gli altri solo una battuta.
Come sta vivendo la crisi New York?
New York è profondamente legata all’andamento della Borsa e quindi sta soffrendo. Nel settore ristoranti si parla di un calo medio del 25% e molti arrivano al 75% di minori presenze. Ma la città resta viva ...
Qual è il problema più grave che credi abbia Obama oggi davanti a sé: le guerre? il terrorismo? la crisi?
La crisi economica potrebbe secondo alcuni seguire il normale ciclo economico e rientrare tra circa 9 mesi, un anno. L’entusiasmo popolare e l’appoggio incondizionato della stampa aiuteranno moltissimo Obama a superare le crisi interne. Tra l’altro il partito repubblicano è sbandato, alla ricerca di una propria linea e di nuovi leader, per cui molti tra i suoi esponenti potrebbero addirittura disertare in previsione di 8 anni di Obama e di altri 8 – è una battuta ma non tanto - di… Michelle Obama. La vera incognita è la politica estera. ... Altra variabile il terrorismo ...
Obama ha votato con Bush per provvedimenti come quello che di fatto ha permesso le intercettazioni (non consentendo cause contro le compagnie telefoniche che le hanno realizzate) ma ha dichiarato che vuole chiudere Guantanamo anche se non si capisce cosa vuol fare dei prigionieri.
...E poi c’è l’Afghanistan che potrebbe diventare in futuro il prossimo Vietnam.
Questo è il problema del gruppo di potere israelstatunitenswallstreetcitydilondra
che finora se l'è cavata con gli assassini mirati
degli uomini eccellenti
e l'invenzione del terrorismo.
La Cassazione ha autorizzato lo stop all'alimentazione di Eluana Englaro, in coma irreversibile da oltre 16 anni. Siete d'accordo con la decisione della Cassazione?
Sì
(24763 voti) 83%
No
(2196 voti) 7%
Una scelta del genere non deve essere mai demandata ai giudici
(2639 voti) 9%
Non so
(404 voti) 1%
30002 voti alle 17:36. Sondaggio aperto alle 16:46 del 13.11.2008
In mostra a palazzo Pitti 60 ritratti di Giovanni Fattori (da ottobre 2008 a gennaio 2009). Ci fa vedere l’artista in uno degli aspetti meno noti, ma certo tra i più complessi e sorprendenti della sua personalità: una fisionomia pittorica che, mutando nel tempo attraverso il costante aggiornamento dello stile, impone Fattori tra gli osservatori più attenti e acuti dell’anima del proprio tempo.
Vista oggi con Paola.
Compresa nella visita l'Accademia Palatina con gli appartamenti usati dal grande Pietro Leopoldo di Lorena, Napoleone e i Savoia...). Rifatti gli occhi con Andrea del Sarto, Tiziano, Velasquez, Raffaello (non ricordavo il ritratto del Card. Dovizi, bibbienese).
Mi sto guardando il catalogo della mostra (€ 29 ben spesi). Un piacere.
Consigliata la visita.
Tarpley, già noto come critico spietato dei neoconservatori, è anche autore di due libri citici su Obama usciti nel 2008, che comprendono il pamphlet Obama: The Postmodern Coup e Obama: The Unauthorized Biography, la prima e unica "biografia non autorizzata" di Barack Obama. Secondo Tarpley, è di primaria importanza indagare sulle origini di Obama e sull'ambiente che lo circonda. Indagando sugli anni della formazione di Obama, Tarpley ha scoperto che il neopresidente americano si è laureato con lo stratega Zbigniew Brzezinski con una tesi sullo smantellamento dell'arsenale nucleare russo. Brzezinski è stato il consigliere militare del presidente Carter e si compiace di aver creato, fomentando e finanziando i militanti islamisti, la famosa "trappola afgana", un "Vietnam afgano" che costò caro all'Unione Sovietica (si veda la sua intervista al "Nouvelle Observateur", 15-21 gennaio 1998). Lo stesso Obama ha dichiarato pubblicamente la sua grande gratitudine e fiducia nei confronti di Brzezinski (http://it.youtube.com/watch?v=ASlETEx0T-I). Inoltre Tarpley, anche sulla base di altri dati relativi agli uomini con cui Obama ha avuto a che fare, sostiene che Obama è fortemente vincolato alla Commissione Trilaterale (fondata dallo stesso Brzezinski) e da un ambiente politico-economico corrotto. Tarpley ritiene che si possano vedere forti analogie con la nascita del fascismo italiano: nelle spavalde politiche internazionali propugnate da Obama (che includono, per esempio, l'idea di attaccare il Pakistan, o di aumentare i soldati in Afghanistan); nel giovanilismo della "obamania", il "culto" di Obama che, nei suoi discorsi, basati su formule vuote ripetute a non finire (come il famoso "change"), viene osannato da masse di giovani pseudo-ribelli; nel disastrato contesto socio-economico statunitense (già privato di libertà fondamentali, per esempio, con il Patriot Act). Le tesi di Tarpley, apparentemente estreme ma giudicate credibili e rilevanti da esperti come Jerome Corsi e Robert Steele, ventilano il rischio di trascinare l'America in una nuova forma di fascismo morbido su base carismatica. La presidenza Obama potrebbe essere, secondo Tarpley, parte di un grande piano strategico volto a: 1) rispolverare l'immagine degli USA come paese pacifico e accogliente, dopo la disastrosa presidenza Bush, con consensi al minimo e con alle spalle due tragiche guerre mai vinte, e con lo spettro di una "guerra infinita" 2) uno smembramento delle potenze crescenti di Russia e Cina. Questo, secondo Tarpley, se avvenisse con una strategia tipica di Brzezinski, comporterebbe la "cacciata" dei cinesi dalle risorse petrolifere africane. L'uomo giusto per intessere la giusta rete di rapporti con l'africa, in tal caso sarebbe nientemeno che un uomo di origini africane. I cinesi, conseguentemente, sarebbero costretti a cercare il petrolio soprattutto in Siberia, e questo potrebbe portare a forti tensioni Cina-Russia. L'obiettivo di Brzezinski sarebbe, appunto, quello di provocare uno scontro fra queste potenze crescenti tramite operazioni militari e insurrezionali clandestine, sulla scia di quelle proposte e realizzate dallo stesso Brzezinski specialmente con la guerra URSS-Afghanistan degli anni Ottanta, la quale contribuì a determinare il collasso economico sovietico.
Tarpley ha completato gli studi a Princeton nel 1966 in inglese e italiano (summa cum laude) e Phi Beta Kappa; è stato studente Fulbright all'Università di Torino. Ha un master in materie umanistiche (Skidmore College). Ha collaborato con vari giornali e riviste, statunitensi, italiane, del Vaticano e di altri paesi; è stato commentatore e portavoce del movimento per la verità sull'11/9 sulla CNN e su Fox News, due fra le reti televisive statunitensi più seguite. Ha partecipato al film italiano Zero (2007), di Franco Fracassi e Giulietto Chiesa.
I was on 125th Street in Harlem Tuesday night, and down through Manhattan until late, among people dancing in the streets, honking horns, blocking streets with joy at the election of Barack Obama.
Martedi sera ero alla 125ma strada in Harlem e poi giù per Manhattan fino a tardi, in mezzo a gente cheballava nelle strade, azionando il clacson, bloccando le strade per la gioia dell'elezione di Obama.
As we promised, World Can't Wait was at Grant Park (left, with banner reading, "No More Wars for Empire") and other locations around the country, talking with people, experiencing the moment, and yes...arguing with and learning from people on what they think Obama will change. My favorite moment was an exchange with an African American woman, age 75. I was wearing the orange "no attack on Iran" t-shirt. She pointed to it and said, "I see you haven't drunk the kool-aid...You know, that's what Obama wants to do!"
Come promesso, noi di "Il mondo non può aspettare" eravamo al Parco Grant con lo striscione: Non più guerre per l'Impero e anche in altre zone per tutto il paese, parlando con la gente, vivendo quel momento, e, sì...discutendo e litigando su quello che la gente pensava riguardo ai cambiamenti che si aspettava da Obama.
Il mio più bel momento è stato uno scambio con una donna afroamericana di 75 anni. Io portavo la maglietta arancione con la scritta "no all'attacco all'Iran". Lei la indicò e disse: Vedo che tu non hai bevuto alla salute...tu hai capito quello che Obama vuol fare!
Stop thinking like an American, and start thinking like someone who cares for the whole planet. Smetti di pensare come un Americano e comincia a pensare come un essere umano che fa parte dell'intero pianeta.
What is there to celebrate in an Obama presidency? Making us feel good about the country again when Obama is trying to unite us to behind what he calls "the good war" in Afghanistan? While people in the US were lining up to vote, a US air strike on an Afghan wedding party killed 34 civilians. Another strike killed 7 more yesterday.
Obama vuol portare fino in fondo la "giusta guerra" in Afghanistan: mentre la gente faceva la fila qui per votare, un attacco aereo US uccideva 34 persone riunite per una festa di matrimonio. E ieri altri 7 civili. Obama, the "anti-war" candidate, wants to leave 50 to 80,000 troops in Iraq, and move more combat brigades to Afghanistan. He promises to increase the US military by 92,000, ready to project American empire further on the lives of kids in high school now. Obama proposed sending drones and special forces into Pakistan - a sovereign country - and the Bush regime secretly began attacks on Pakistan in July, which have killed scores of civilians, as part of the Bush doctrine of pre-emptive war.
Obama è pronto a realizzare il progetto dell'Impero Americano con la vita dei nostri ragazzi che ora sono alle elementari...
Parliamone anche noi. E' il più bel prodotto della grande oligarchia americana. Infatti gli USA non sono una democrazia, non lo sono mai stati. Parola di Howard Zinn, Storia del popolo americano dal 1492 a oggi... La "democrazia" statunitense è quindi nata a sostegno dei potenti e ha sempre agito in nome del cosiddetto "interesse nazionale", legittimato dalla retorica nazionalista e dalle falsificazioni storiche.
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Tutti possiamo essere Obama
La pallottola che uccise Martin Luther King è rientrata nel fucile, i pugni chiusi di Tommie Smith e John Carlos si aprono e ci salutano da Città del Messico, Rosa Parks (nella foto) può tranquillamente rimanere seduta sull'autobus che la porta al lavoro e sorridere dal finestrino, a Montgomery, in Alabama.
(Rosa Parks è l'espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà. "Rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future" . Luther King.)
Oggi è un nuovo giorno per l'America, la lunga notte è terminata, l'incubo dal quale sembrava non dovessimo uscire mai si è trasformato in un sogno planetario. La notizia che il popolo statunitense ha portato un nero alla Casa Bianca apre i cuori e spinge ovunque a sperare di nuovo nell'essere umano. In Italia, mentre Berlusconi e i berluscones si rendono conto che la democrazia americana gli ha giocato un brutto scherzo, gli immigrati extracomunitari hanno acquisito tutti gli occhi del neopresidente Obama. Se qualcuno dovesse minacciarli d'ora in avanti potranno dirgli: Guarda che se continui così chiamo mio fratello Barack!.
...Poco importa se in Italia non si vede un politico che assomigli lontanamente a Obama: la lezione americana insegna che tutti possiamo essere Obama.
Lo siamo nelle scuole (Obama sono gli studenti che non si fanno intimidire dalla Gelmini, né dai picchiatori fascisti coperti dal Viminale e incitati dal miserevole e misericordioso Cossiga), lo siamo nel Casertano (Obama sono gli immigrati che si sono ribellati per primi alla camorra), lo siamo nelle nostre case e nei luoghi di lavoro (Obama sono coloro che s'indignano contro il trio della paura e dei misteri, Andreotti-Gelli-Dell'Utri, che racconta il Novecento a Odeon tv), lo siamo nelle città del Sud (Obama sono i ragazzi di Locri, di Palermo, di Catania che fanno informazione dal basso e scendono in piazza per difendere la parte migliore della magistratura). Lo siamo e possiamo esserlo nel nostro piccolo, ogni giorno.
Riccardo De Gennaro (citato da Riccardo Oriolo).
D'accordo, condivido e, accanto a Luther King aggiungo Malcom X.
Caro Obama, con la tua vittoria si può sognare un mondo migliore...
NELSON MANDELA (nella lettera a Obama)
E' vero anche questo: in questi giorni tutti stiamo sognando di poter sognare.
Roma, 13 nov. (Adnkronos) - La Cassazione in 21 pagine di motivazione (sentenza 27145) mette la parola fine ad un calvario giudiziario lungo quasi 17 anni.
Non quello sociale e politico, ma quello di oggi 10 novembre in Casentino, località Lame di Ortignano-Raggiolo.
Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro senti nel cuore...
Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.
A Raggiolo, dal primo di Novembre, il vecchio mulino del 1700, recentemente ristrutturato, è divenuto patrimonio pubblico annesso al percorso dell'ecomuseo della castagna.
Le castagne hanno costituito per secoli la base alimentare della montagna casentinese e di conseguenza la coltura del castagno e la castagnatura erano operazioni centrali nel ciclo annuale. La sopravvivenza era garantita da questo frutto.
Una filastrocca recita così:
Raggiolo in mezzo tra due fiumi giace
la sua ricchezza son le quattro brice
ma se le brice non vengono a bono
vedo ballar Raggiolo senza sono.
La “Castagnatura” era un periodo di circa due mesi e mezzo che iniziava a ottobre.
Un vecchio detto dice “S.Michele, la castagna nel paniere” e si riferisce alla ricorrenza del Santo Patrono di Raggiolo che cade il 29 settembre, giorno di festa grande.
Dopo quella data le foglie cominciano a ingiallire e dalle rame, piene di ricci, cominciano a cadere le prime castagne.
A metà ottobre la “castagnatura” era in pieno svolgimento. Dopo la fine di ottobre iniziava l'ultima fase della raccolta. Era la “ricerca”, in cui si andava a scovare le castagne rimaste sotto lo spesso strato di foglie, aiutandosi con la forca, ricavata da un ramo di castagno biforcuto.
Poi arrivava la “busca”: chiunque poteva andare liberamente in cerca in tutte le selvi delle castagne rimaste.
Finita la raccolta si portavano le castagne a seccare. Se i castagneti erano vicini a casa, ci si caricavano “a reni” o sulla “miccia” i sacchi pieni del raccolto e si depositavano nel seccatoio, che generalmente si trovava a fianco della casa; se invece erano lontani, il seccatoio era costruito in mezzo alla selva.
Il lavoro nel seccatoio durava quasi due mesi, giorno e notte, perché il fuoco non si doveva mai spengere.
Ho citato Raggiolo, ma avrei dovuto dire Cuorle, in quel di Poppi, tempo d'infanzia, periodo di guerra, cosa volevano dire per noi le castagne col baldino, la pulenda dolce, le brici e le ballotte. Mi ricordo quel giorno di novembre quando con Umberto di Canapino si partì da Piazza Nova, Ponte a Poppi, per il bosco di S.Torello, con due sporte per le castagne, l'invidia per i grandi (tutti gli adulti liberi del paese...)con i sacchi pieni di marroni, raggiolane e pistoiesi, e me e Umberto niente. La vista del seccatoio, le castagne stese allora allora sui graticci, il tentativo di furto, l'arrivo del boscaiolo, la fuga e la paura come non l'avevano avuta i partigiani del Pratomagno di fronte alla Brigata Goering inviata apposta dalla Polonia per l'operazione di "ricerca e distruzione...
Le castagne erano pane e a casa le mamme s'spettavano di far le ballotte.
"Oggi, 10 Novembre 2008, è il giorno più bello da Agosto". Parola di Stefano.
Sono quelle di Massimo Seriacopi (nella foto), come quella di ieri 7 Novembre alla Libreria Chiari di Piazza Salvemini, di fronte all' arco di San Pierino, zona via Pietrapiana, profumo della Firenze antica. Un profumo che si respira in questa libreria pur così moderna e aperta al nuovo, spazi ristretti, libri che ti cascano in collo, atmosfera calda. Se ci passi vicino, entra e, se non ce l'hai ancora, chiedi "Ivi è Romena, Dante in Casentino" di U. Cipriani, ed, Fruska. Perché lì ce l'hanno, a differenza della Edison di Piazza Repubblica e della Libreria Martelli di via Martelli. Che dovrebbero tenerlo, perché la Fruska di Stia gliel'ha inviato. Chiedilo anche lì, aiuta la piccola editoria. Dove spesso puoi trovare roba buona. O no?
Massimo è un grande dantista e non solo dantista; giorni addietro l'ho sorpreso in casa - sta a due passi da me, qui all'Isolotto di Firenze - io tra i Rododendri lui tra gli Agrifogli, tutti e due tra roseti, aceri, mimose magnolie ortensie e tutte le vie profumate del vecchio Isolotto dove i tassisti si perdono come cani confusi dai troppi odori di tanti fiori...l'ho sorpreso - dicevo - a spulciare un testo manoscritto di Giovanni Pascoli, naturalmente inedito, calligrafia non pessima ma sempre duro il lavoro di lettura e confronto. Complimenti Massimo. No, non sto pagando il debito del favore che mi fai curando la recensione al mio "Dante in Casentino" su "La Rassegna della Letteratura Italiana" che uscirà a marzo 2009. Ti ho ascoltato ieri, per la prima volta, alla Libreria Chiari, ed è un piacere sentirti esporre Dante vita e opere con la scioltezza - e il garbo - di chi è familiare al personaggio e alla sua epoca. Ho finito di leggere il tuo "Bonifacio VIII nella storia e nell'opera di Dante" Libreria Chiari ed. Firenze 2003 e per me è stato un godimento ritrovare "rilegate in un volume" le mille notizie sparse un po' disordinatamente nel mio cervello riguardo a questa figura così presente e invadente nella vita di Dante, nella storia di Firenze, nelle vicende dell'Italia e dell'Impero in quel periodo bello e terribile che sta a cavallo tra il 1200 e il 1300 della nostra Era (ancora così) Volgare.
Nota Se vuoi avere un'idea dei libri scritti da Massimo Seriacopi su Dante clicca qui.
Scheda (copiata qui): Massimo Seriacopi, Dottore di Ricerca in Filologia Dantesca presso l’Università di Firenze. Seriacopi è uno studioso dantista di prima grandezza. Benché sia giovane ha già all’attivo venticinque anni di studi danteschi che hanno fruttato un gran numero di eccellenti pubblicazioni, che sarebbe troppo lungo elencare; tra di esse è però impossibile non ricordare almeno i volumi Bonifacio VIII nella storia e nell’ opera di Dante, Intorno a Dante, Fortuna di Dante Alighieri e, appena usciti nell’anno in corso, Dieci studi danteschi e il Volgarizzamento inedito del Commento di Pietro Alighieri alla "Commedìa" di Dante. Seriacopi scrive anche su riviste letterarie italiane, francesi, statunitensi e spagnole, e dal 2000 è Vicedirettore della rivista "Letteratura Italiana Antica" di Roma e dal 2003 dirige la Collana Dantesca. Il suo grande amore per Dante lo spinge inoltre a tenere numerose conferenze dantesche volte a far conoscere a tutti la Divina Commedia, e questo lo sappiamo bene anche a Montevarchi, dove Seriacopi ha già tenuto ben tre Lecturae (due nel 2006 ed una nel 2007). Per chi ama Dante la sua conferenza di quest’anno rappresenta dunque un occasione da non perdere. (Montevarchi, Arezzo, 24 ottobre 2008).
Fallo per dovere. Per i nostri soldati. Quelli morti e quelli vivi. Anche per gli ufficiali che oggi sono stati mandati nelle scuole dal Ministro della difesa, come si chiama. Grazie.