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   Don't curse the darkness; light a candle. (proverbio cinese)

 

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mercoledì, novembre 18, 2009
 

Olio combusto












http://blogs.nybooks.com/search/berlusconi




Nice picture. Silvio adjusts tie while sniffing at horse's rear end. profumo di m.



L'unto del Signore

Di Berlusconi molto è stato detto e scritto. Ma pochi si sono soffermati sull’intreccio di rapporti che lo legano al mondo cattolico. In queste pagine, Pinotti e Gümpel ripercorrono la straordinaria avventura del Cavaliere in una prospettiva originale, che ne illumina i lati oscuri caricando di nuovo senso le sue scelte politiche. Partendo dai suoi primi passi di imprenditore, l’inchiesta racconta la vera storia della Banca Rasini e dei suoi soci, analizza le connessioni con Calvi e Sindona e le operazioni offshore, e ricostruisce le origini della Fininvest, con il suo complesso e inestricabile gioco di scatole cinesi. Attraverso preziose testimonianze inedite, rilegge la nascita di Forza Italia, i rapporti con l’Opus Dei e Cl, lo scambio di favori con la Curia, i legami con i nuovi cavalieri della finanza bianca, fino all’involuzione teocon sui grandi temi bioetici e alle battaglie in favore della famiglia. Una “santa alleanza” unisce i due poteri forti del nostro Paese, che sembrano non poter più fare a meno uno dell’altro.



http://www.nogaraeuropa.org/?tag=udo-gumpel

Bur Futuropassato, Rizzoli








L’8 per mille dello Stato? Incredibile, ma va alla Chiesa

di Carmelo Lopapa

Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L´elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi....Il sisma del dicembre 2008 in Emilia garantisce a 9 tra parrocchie e monasteri del Parmense altri 4 milioni, mentre 11 milioni sono parcellizzati per i danni delle restanti calamità in tutta Italia. ...Oltre 10 milioni finiscono ad appannaggio dei Beni culturali. Ventisei tra consolidamenti e restauri, quasi tutti per diocesi, chiese, parrocchie, monasteri. Solo per restare alle cifre più consistenti, ecco il milione 314 mila euro per la cattedrale dell´Assunta di Gravina di Puglia, il milione 167 mila euro per il restauro degli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, oppure i 987 mila euro per il restauro di Santa Maria ad Nives di Casaluce (Caserta), i 579 mila euro per San Lorenzo Martire in Molini di Triora o i 413 mila euro per la «valorizzazione della chiesa San Giovanni in Avezzano». E poi, la Pontificia Università Gregoriana e la Compagnia di Gesù. ...Ci sarebbe anche il capitolo «Assistenza ai rifugiati», al quale però, per il 2009, il decreto firmato dal premier Berlusconi destina 2,6 milioni, poco più del 5 per cento del totale. E quasi tutto (2,3 milioni) va al solo Consiglio italiano per i rifugiati. Concentrazione «non opportuna», censura infine la commissione Bilancio: «Altri progetti non finanziati risultavano meritevoli di attenzione».

[Fonte Repubblica]









venerdì, novembre 13, 2009
 

5 dicembre a Roma

Ricominceremo. Come allora.










Lo avrai

camerata Besserlusk

il monumento che pretendi da noi italiani

ma con che pietra si costruirà

a deciderlo tocca a noi.


Su queste strade se vorrai tornare

ai nostri posti ci ritroverai

morti e vivi collo stesso impegno

popolo serrato intorno al monumento

che si chiama

ora e sempre

RESISTENZA


Il 5 dicembre chi può vada a Roma. Coraggio ragazzi.



domenica, novembre 08, 2009
 

Curva Fiesole




Lungo 10 metri






4 novembre 2009: la vittoria porge la chioma.



 Champions League Fiorentina-Debreceni 



 5 a 2 per la fiorentina.





venerdì, novembre 06, 2009
 

Crocifisso sì, crocifisso no (I)













E quando miro in cielo arder le stelle;







Dico fra me pensando:







A che tante facelle?







Che fa l'aria infinita, e quel profondo







Infinito seren? che vuol dir questa







Solitudine immensa? ed io che sono?







(Leopardi, canto notturno di un pastore errante dell'Asia)











In questo pianeta siamo tutti accomunati dal destino di vivere su un piccolo sasso sperduto alla periferia di un universo probabilmente infinito, forse parte di un numero infinito di universi infiniti, dove la nostra esistenza è la sola certezza, piccola luce nell’ignoranza cosmica in cui siamo avvolti.







Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.







(
Gabriele Zamparini)











C'è la necessità di un accordo tra filosofi (leggi:scienziati) e teologi, perché «la fede si richiede per l'istituzione di rozzi popoli che denno esser governati», l'infinità dell'universo e l'esistenza di mondi infiniti, la mancanza di un centro in un universo infinito comporta la scomparsa dell'antico, ipotizzato ordine gerarchico, la «vanissima fantasia» che riteneva che al centro vi fosse il «corpo più denso e crasso» e si ascendesse ai corpi più fini e divini. La concezione aristotelica è difesa ancora da quei dottori che hanno fede nella «fama de gli autori che gli son stati messi nelle mani», ma i filosofi (leggi:scienziati) moderni, che non hanno interesse a intendere quello che dicono gli altri, ma pensano con la loro testa, si sbarazzano di queste anticaglie e si avviano «con più sicuri passi alla cognizione della natura".







  Giordano Bruno De l'infinito, universo e mondi (citato a senso)











Un giorno Dio, sotto mentite spoglie , incontra un contadino che cammina lungo la strada e gli chiede “Dove stai andando?” Al che il contadino risponde “A Saragozza” dimenticando di aggiungere la chiosa obbligatoria nel medioevo “Se Dio vuole”.  A causa di questa mancanza di rispetto Dio trasforma il contadino in una rana e la spedisce nella pozza più vicina.  Dopo avere osservato la rana sguazzare per un po’ Dio inverte la trasformazione e dice al contadino , una volta ripresa la forma umana “Ed ora dove vai?” Al che il contadino risponde “ A Saragozza o nella pozza!” . Gli irosi dei del mondo antico avrebbero rispedito il contadino nella pozza. Il mio Dio per contro si sarebbe assicurato che arrivasse a   Saragozza.  Un errore di tutte le religioni fondamentaliste è che il loro Dio non ha senso dell’humor. Ciò perché le religioni fondamentaliste si mantengono per lungo tempo per mezzo di rituali che per loro natura non hanno alcun senso dell’humor.







Fred Hoyle (citato da
Barbabianca)















L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomo nella religione contempla se stesso come un oggetto divino, come un divino scopo, e che i suoi rapporti con Dio non sono che rapporti con se stesso, con il suo proprio essere.







La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.







(Feuerbach)








I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.







 La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.







Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.







A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza.
La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.



Einstein












Sento il bisogno come Machiavelli ai tempi dell'esilio politico all'Albergaccio, dalle parti di S.Casciano, qui alle porte di Firenze, sulla via per Siena, di rivestirmi un po' di panni curiali per cercare la compagnia di uomini illustri e gustare con loro di quel pane della sapienza "che solum è mio". Dopo essermi levato da questa mediatica Italia bordello devastata da "ruffian, baratti e simile lordura". (rileggere il VI del Purgatorio).







La riflessione mia di oggi  è che Cristo non è dio. Non lo è mai stato. E' proprio lui che dice, in quel momento di m. in cui viene a trovarsi, come i 10 milioni "dieci" di uomini crocifissi sulle pubbliche strade romane nei secoli dell'Impero: dio de' dei, mi hai proprio abbandonato! Ma perché a Nicea l'Imperatore Costantino fece scrivere che quel povero cristo, uno tra 10 milioni di vittime dell'Impero, era quel "nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti". E perché fece quel concordato con la santa chiesa cattolica alla quale dare in appalto la remissione dei peccati, preludio alla resurrezione della carne e alla vita eterna amen?



Perché Costantino - mai battezzato ma considerato santo - da preveggente aveva già letto il cap. XVIII del Principe di Machiavelli...







(continua)







Post Scriptum. Aggiornamento del 7 novembre: a proposito di Costantino, leggi qui.



sabato, ottobre 17, 2009
 

S.Ignazio d'oltremare





Anzi: Marino. L'ho sentito stasera al teatro Puccini di Firenze. Confermo quanto detto su FB: domenica 25 andrò al circolo ARCI di via Maccari e lo voterò come Segretario del partito  alle Primarie del PD. Non sono iscritto, ma tutti possono votare. Coraggio.


mercoledì, ottobre 07, 2009
 

Le bugie hanno la bara lunga

Lodo la Corte costituzionale







L'avevo sognato una di queste notti là in Iran. Cercava di fuggire mescolato alle donne dell'harem, ma Lario e D'addario gli hanno tolto il parrucchino.. Come l'altra volta che s'era messo in testa un elmetto da soldato tedesco.


Nota di storia patria


Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti. (Piero Calamandrei)



martedì, settembre 01, 2009
 

Micromega



giovedì, agosto 20, 2009
 

Pity the nation whose people are sheep

 


 


http://www.youtube.com/watch?v=lKCblAJtzgE


Questa poesia è stata letta a Farheneit il 19 agosto 2009, nella puntata dedicata a Fernanda Pivano.


Pity the nation whose people are sheep

And whose shepherds mislead them

Pity the nation whose leaders are liars

Whose sages are silenced

And whose bigots haunt the airwaves

Pity the nation that raises not its voice

Except to praise conquerers

And acclaim the bully as hero

And aims to rule the world

By force and by torture

Pity the nation that knows

No other language but its own

And no other culture but its own

Pity the nation whose breath is money

And sleeps the sleep of the too well fed

Pity the nation oh pity the people

Who allow their rights to erode

And their freedoms to be washed away

My country, tears of thee

Sweet land of liberty!


Lawrence Ferlinghetti



domenica, agosto 16, 2009
 

Le idee marxiste più convincenti

 

Borgo alla Collina - casa e cattedra di Cristoforo Landino.


I problemi ineludibili posti dal comunismo



 All’interno della famiglia liberaldemocratica  si è distinto anche un filone propriamente di sinistra che, pur rifiutando la filosofia marxista della storia e la deriva totalitaria dell’URSS, si è chiesto quali problemi ineludibili  il comunismo moderno – non diversamente dal socialismo - abbia sollevato nel lungo periodo. In alcuni autori (come Dewey e Kelsen, Karl Polanyi e Bertrand Russell, Norberto Bobbio e Claude Lefort) le idee marxiste che sono risultate più convincenti sono le seguenti:

 1) la tendenza costante dell’economia capitalistica a generare la mercificazione, lo sfruttamento e l’isolamento  del lavoratore salariato (la marxiana Entfremdung), e dunque forme inique di diseguaglianza di potere tra chi detiene il potere economico e chi compie un lavoro subordinato. 

 2) la debolezza teorica e la smentita pratica delle teorie economiche (‘neoclassiche’ e ‘marginaliste’)  fondate sull’autoregolamentazione del mercato. Al riguardo, celebri e di bruciante attualità sono le pagine scritte da Keynes e da Karl Polanyi tra le due guerre  (e quindi prima e dopo la grande crisi del ’29) contro le politiche liberiste che puntavano esclusivamente sulle forze della domanda e dell’offerta. 

 3) la concezione della libertà come potere effettivo di fare da parte degli oppressi (v. Politica e cultura, p. 240 “Io sono sicuro che se non avessimo imparato dal marxismo a veder la storia dal punto di vista degli oppressi, guadagnando una immensa prospettiva sul mondo umano, non ci saremmo salvati. O avremmo cercato riparo nell’isola dell’interiorità [come i religiosi] o ci saremmo messi al servizio dei vecchi padroni”).


Parte finale della conferenza di Franco stamani a Borgo alla Collina (AR) intitolata:


La forza dei bisogni e le ragioni della libertà. Il comunismo nella riflessione liberale e democratica del ‘900.


Nota - In questa situazione di m. in cui si trova la patria mia, mi è sembrato di essere Astolfo sulla luna, a cavallo dell'ippogrifo. Grazie Franco.


Tre foto



lunedì, luglio 13, 2009
 

14 luglio 2009

Free speech

 

Barcamp Palazzo Vecchio

Visto e commentato da me

e da Antonio Machado
--------------------------------------------------------------------------------
 
Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre el mar.
Nunca perseguí la gloria,
ni dejar en la memoria
de los hombres mi canción;
yo amo los mundos sutiles,
ingrávidos y gentiles,
como pompas de jabón.
 
 Tutto passa e tutto rimane
però il nostro è passare,
passare facendo cammini
cammini sopra il mare.
Mai ho cercato la gloria,
né di lasciare il mio canto
alla memoria degli uomini;
io amo i mondi delicati,
lievi e gentili
come bolle di sapone.

La canzone per intero qui.



sabato, luglio 11, 2009
 

Barcamp Palazzovecchio

Sabato 11 luglio 2009
ore 10,30

Ci sono stato la mattina, con la videocamera.

Le altre foto

Dal sito del Barcamp:

3 commenti di partecipanti

 Susanna said
Prima impressione ore 10.30:
Salone dei Cinquecento com molte persone accanto a 4 tavoli da cui parlano delle persone ma possono udire solo quelli che sono a 1/2 di distanza il resto è silenzio. Due pannelli con appuntato gli appuntamenti (ognuno mette il suo). Per il resto persone che chiacchierano per conto loro. Impressione di qualità organizzativa totalmente assente. IL wifi è di fatto assente (iltecnicodice che in altra sala sarebbe presente) ma lì niente salvo complicate operazioni di settaggio del proprio browser. All'ingresso un tavolo con un appello per un giorno vegetariano; neanche un cartello che dica cosa sta accadendo nella sala o come sono organizzate le cose.

 riccardo ghiribelli - bafomet - centro culturale said
at 4:21 pm on Jul 11, 2009
.. che meraviglia.. il salone dei 500 stracolmo di persone perplesse e speranzose di trovare finalmente qualche cosa di nuovo e di stimolante per ridare a Firenze quell energia culturale oramai assopita da anni...
azz. e c'è del nuovo... vedere quei ragazzi giovani pieni di entusiasmo e pronti a dare battaglia mi hanno emozionato... il sincaco, il vice, l'assessore alla cultura... ragazzi che hanno coraggio e lungimiranza... dobbiamo dargli una mano... come ha detto Carlo Frittelli.. ho visto le persone che dopo un primo disorientamento hanno capito che stava accadendo qualche cosa di nuova e iportante... e che a firenze non era mai successo.. e li sono nate le prime discussioni "Costruttive" fra associazioni, fra artisti, fra gente intelligente..... Grazie Sindaco ... e avanti.... poi che centra c'è anche come alla Giaccai non va bene niente....

 fanutti fernando said
on Jul 11, 2009
Bella giornata, la testimonianza a un tempo di quante cose abbiamo da condividere e da fare e quante poche occasioni abbiamo avuto in passato. Forse le aree di discussione avevano bisogno di un microfonino per aiutare la concentrazione dei più interessati, ma la discussione era ovunque ci fossero più di tre persone... Da oggi questa collegialità dovrà essere capace di innestarsi nella realtà, trasformarsi in concreti atti di progresso: vorrei dire che le cose esistono per essere cambiate. Grazie a tutti quelli che ho incontrato oggi...
Fernando Fanutti - Musicus Concentus

Sintesi di Barbabianca:

Se l'universo è nato dal caos, da Susanna (v.sopra) nascerà riccardo ghiribelli (v. soprasotto).
Al bar, in Italia, da sempre parliamo tutti insieme.
La prossima volta: il salone dei Cinquecento per l'inizio, quattro spazi nel vecchio palazzo per i gruppi e di nuovo il 5cento per le sintesi. E micro-foni a disposizione. 
Come scrive
De Biase: Il messaggio è il metodo, per ora. Le idee emergenti dalla sala si raccoglieranno sul wiki e sui blog interessati. Le parole rubate qui e là.  Il progetto per ripensare quel quartiere o questo palazzo. Gli accordi, gli appuntamenti, i sogni, i progetti vaganti, le promesse di ritrovarsi.
La sintesi? Emergerà.

Nota storico-etimologica

 BarCamp è una rete internazionale di non conferenze aperte i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi.

Gli eventi si occupano soprattutto di temi legati alle innovazioni sull'uso del World Wide Web, del software libero e delle reti sociali.

Il nome di BarCamp si rifà al termine foobar già utilizzato dagli hacker: i BarCamp, infatti, sono nati in risposta ai Foo Camp, una "non-conferenza" annuale, su invito, ospitata dall'editore di testi sul software libero Tim O'Reilly.

BarCamp e’ una nonconferenza, così come solitamente intendiamo per conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web. Una non conferenza (unconference) quindi una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi.

I barcamp si stanno diffondendo anche in Italia: nelle città, il primo si è svolto a Milano, seguito da analoghi eventi a Torino, Roma, Ancona, Genova, Matera, Bari, Catania, nelle regioni Marche, Veneto, Lazio, Piemonte, Liguria e anche in Sicilia. (da wikipedia)

 Nota storica

Il salone dei Cinquecento
Fu costruito in un solo anno, il 1494, da Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca, e Francesco di Domenico su commissione di Girolamo Savonarola.
Savonarola  dispose che fosse creato il Consiglio dei Cinquecento o Maggior Consiglio , formato da 500 cittadini appunto, in modo che si "spalmasse" il potere decisionale sulla popolazione, rendendolo più difficilmente controllabile da un singolo, sul modello del Consiglio maggiore di Venezia.

postato da stigli | 18:03 | commenti
internet, firenze, democrazia


sabato, giugno 20, 2009
 

Nomen est omen - il nome è presagio

L'Occidente che tramonta

 "Le competizioni elettorali controllate da professionisti esperti nelle tecniche di persuasione, i cittadini ridotti all’acquiescenza, la politica decisa tra governi eletti ed élite economiche, strapotere delle lobby, disuguaglianze sociali crescenti e riduzione delle politiche sociali a misure di ordine pubblico. La post-democrazia è questo regime delle oligarchie del denaro, che possono comprare il consenso o, in mancanza, possono reprimere il dissenso, anche con l’uso della forza e perfino della guerra».


«La strategia odierna di conquista delle democrazie produce “costituzioni incostituzionali”, attraverso l’eliminazione, dall’interno e senza dare nell’occhio, delle strutture di garanzia.: la separazione dei poteri, i controlli giuridici e politici. “Nessuno si proclama dittatore. Tutti fanno finta di essere democratici. Ma non lo sono”.

Estratto da

LA FINZIONE DEMOCRATICA. – DI GUSTAVO ZAGREBELSKY
da: la Repubblica di venerdì 19 giugno 2009

Zagrebelscky commenta due recenti libri: “Il Sultanato” di Giovanni Sartori (Laterza, 15 euro) e “Democrazia senza democrazia” di Massimo L. Salvadori (Laterza, 14 euro) che affrontano il tema della democrazia del nostro tempo.

Nota estravagante:
Ma quante preoccupazioni per l'IRAN!

postato da stigli | 09:46 | commenti
democrazia, costituzione


domenica, maggio 17, 2009
 

Eluana e il Grande Inquisitore

Eluana e Peppino Englaro alle prese con il Grande Inquisitore. Avvocati della difesa: Dante Alighieri, Pico della Mirandola, Fedor Michajlovic Dostoevskij, Giacomo Leopardi, Comunità cristiana di base dell'Isolotto di Firenze. Relatore: Barbabianca. Fonte del diritto: Costituzione Italiana.
Testimoni a carico: Terry Schiavo, Vincent Humbert, Piergiorgio Welby, i fratelli Karamazof.
Accompagna l'arpa celtica di Antonella Natangelo.

Video Youtube


Premi col mouse sull'immagine

Nota storicoconfermativa:

...La terza parte, la religione dell'amore e della vita, affronta alcuni capitoli particolarmente dolenti della storia della chiesa: le molte inquisizioni, da quelle medievali ai "tre secoli di bolle e stragi" in età moderna; l'antisemitismo, che conosce una svolta significativa solo con Giovanni XXIII e con il Concilio Vaticano II; l'omofobia ancora ampiamente in auge; il sostegno dato alle guerre - "sante", "giuste" o semplicemente di conquista - e alla pena di morte; infine, le attuali battaglie contro diritti ormai largamente acquisiti nel comune sentire - come quello delle donne all'autodeterminazione e all'interruzione della gravidanza, delle coppie alla procreazione artificiale, dei malati al rifiuto dell'accanimento terapeutico - condotte con atteggiamenti disumani in nome di una feroce pretesa a conservare o a estendere il massimo controllo sulla vita e sulla morte.

Trovato qui

Nota tecnica

Programma di montaggio: Adobe Première 4. Ringrazio Marta Marraccini per l'aiuto fin qui prestato ad un principiante. Tecnicamente siamo alla stentata sufficienza, ma prometto un veloce miglioramento. Il mio modello rimane Stefano Dei che viaggia sul Final Cut del Mac: il miglior programma di editing, credo. Ho approfittato del fatto che Marta, insieme a Leonardo, è in volo per l'Andalusia, altrimenti mi avrebbe impedito la pubblicazione del video per insufficienza di parametri tecnici. Buon viaggio, amici cari.




venerdì, maggio 08, 2009
 

Aspettando la finale del giallo

Anche Machiavelli strabuzza gli occhi

Dopo che noi sudditi gli siamo serviti a pagare i debiti, riempirsi il portafoglio e la cassaforte, gli abbiamo permesso di fare l'intellettuale con addirittura un propria collana personale all'interno della più famosa casa editrice italiana (è storia la sua introduzione ad Erasmo da Rotterdam cose da Ceausescu),  gli abbiamo permesso di frequentare tutti i grandi del mondo (con cui ha fatto affari personali colossali di fronte ai disinteressi della nazione che rappresentava), gli abbiamo permesso di fare cucu alla Merkel, di urlare di fronte alla regina, di dare di abbronzato a Obama, di ricevere in dono un ranch da Bush, di farci il gesto dell'ombrello in pubblico .... Dopo tutto questo l'incredibile omino ci usa anche per risolvere le sue beghe di condominio ... ha un contenzioso legale con la confinante di villa Certosa (i confini sono grosse rogne si sa), e come credete che la risolva la sua rogna condominiale? Candidando la vicina Maristella Cipriani al Parlamento europeo.

Da Georgiamada

Nota storico-letteraria

Quomodo fides a principibus sit servanda.
[In che modo e' principi abbino a mantenere la fede]

Quanto sia laudabile in uno principe mantenere la fede e vivere con integrità e non con astuzia, ciascuno lo intende: non di manco si vede, per esperienzia ne' nostri tempi, quelli principi avere fatto gran cose che della fede hanno tenuto poco conto, e che hanno saputo con l'astuzia aggirare e' cervelli delli uomini; et alla fine hanno superato quelli che si sono fondati in sulla lealtà.

Dovete adunque sapere come sono dua generazione di combattere: l'uno con le leggi, l'altro con la forza: quel primo è proprio dello uomo, quel secondo delle bestie: ma, perché el primo molte volte non basta, conviene ricorrere al secondo. Per tanto a uno principe è necessario sapere bene usare la bestia e lo uomo.

Sendo adunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da' lacci, la golpe non si difende da' lupi. Bisogna, adunque, essere golpe a conoscere e' lacci, e lione a sbigottire e' lupi. Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendano. Non può per tanto uno signore prudente, né debbe, osservare la fede, quando tale osservanzia li torni contro e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. E, se li uomini fussino tutti buoni, questo precetto non sarebbe buono; ma perché sono tristi, e non la osservarebbano a te, tu etiam non l'hai ad osservare a loro. Né mai a uno principe mancorono cagioni legittime di colorare la inosservanzia. Di questo se ne potrebbe dare infiniti esempli moderni e monstrare quante pace, quante promesse sono state fatte irrite e vane per la infedelità de' principi: e quello che ha saputo meglio usare la golpe, è meglio capitato. Ma è necessario questa natura saperla bene colorire, et essere gran simulatore e dissimulatore: e sono tanto semplici li uomini, e tanto obediscano alle necessità presenti, che colui che inganna troverrà sempre chi si lascerà ingannare.

A uno principe, adunque, non è necessario avere in fatto tutte le soprascritte qualità, ma è bene necessario parere di averle. Anzi ardirò di dire questo, che, avendole et osservandole sempre, sono dannose, e parendo di averle, sono utile: come parere pietoso, fedele, umano, intero, relligioso, et essere; ma stare in modo edificato con l'animo, che, bisognando non essere, tu possa e sappi mutare el contrario. Et hassi ad intendere questo, che uno principe, e massime uno principe nuovo, non può osservare tutte quelle cose per le quali li uomini sono tenuti buoni, sendo spesso necessitato, per mantenere lo stato, operare contro alla fede, contro alla carità, contro alla umanità, contro alla religione. E però bisogna che elli abbi uno animo disposto a volgersi secondo ch'e' venti e le variazioni della fortuna li comandono, e, come di sopra dissi, non partirsi dal bene, potendo, ma sapere intrare nel male, necessitato.

Debbe, adunque, avere uno principe gran cura che non li esca mai di bocca una cosa che non sia piena delle soprascritte cinque qualità, e paia, a vederlo et udirlo, tutto pietà, tutto fede, tutto integrità, tutto relligione. E non è cosa più necessaria a parere di avere che questa ultima qualità. E li uomini in universali iudicano più alli occhi che alle mani; perché tocca a vedere a ognuno, a sentire a pochi. Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se'; e quelli pochi non ardiscano opporsi alla opinione di molti che abbino la maestà dello stato che li difenda: e nelle azioni di tutti li uomini, e massime de' principi, dove non è iudizio da reclamare, si guarda al fine. Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e' mezzi saranno sempre iudicati onorevoli, e da ciascuno laudati; perché el vulgo ne va preso con quello che pare e con lo evento della cosa; e nel mondo non è se non vulgo; e li pochi ci hanno luogo quando li assai hanno dove appoggiarsi. Alcuno principe de' presenti tempi, quale non è bene nominare, non predica mai altro che pace e fede, e dell'una e dell'altra è inimicissimo; e l'una e l'altra, quando e' l'avessi osservata, li arebbe più volte tolto o la reputazione o lo stato.

Lo trovi qui




lunedì, aprile 27, 2009
 

Biennale democrazia (II)

Electronical town meeting - b

Torino-Firenze, 25 aprile 2009

 Il bias (leggi baias) di conferma è un fenomeno intellettuale al quale l'uomo è soggetto. È un processo mentale che consiste nel prendere atto delle informazioni ricevute e selezionarle in modo da porre maggiore attenzione, e quindi attribuire maggiore credibilità, a quei dati che confermano le proprie credenze e allontanano le paure e, viceversa, ignorare o sminuire quei dati che contraddicono le proprie credenze e incrementano le paure. (Wikipedia, Babylon e dintorni).
Questo processo, se abilmente sfruttato, è un grande strumento di potere, in quanto riesce
a portare un individuo o una collettività a negare addirittura l'evidenza.

Se ti trovi a parlare di testamento biologico e relativo diritto di autodeterminazione con
due signori di età esperienza e cultura e non riesci a far comprendere che Beppino Englaro non è l'assassino di sua figlia, non ha fatto dispetto a dio, ma ha cercato il rispetto della natura figlia di dio, perché la morte è natura e la vita fa parte della morte, ecc ecc..Se ti trovi come mi sono trovato io nell'occasione del meeting sul testamento biologico, di fronte ad affermazioni così dure a mandar giù, ti devi porre il problema del funzionamento del cervello umano.
Due persone preparate, documentate, testi alla mano, già predisposti alla difesa contro gli
attacchi di una prevedibile maggioranza che ti bloccano sul postulato "la vita è indisponibile". E la morte non è affar tuo. Neppure parlarne. Ci può pensare solo Lui. Anche quando si serve dei medici e dei giudici "da lui ispirati". E' dura, ragazzi. Ti senti soffiare sommessamente negli orecchi voci di Englaro assassino, di pericoli nazistoidi, di valdesi protervi, a differenza altri cristiani protestanti. E' dura,ragazzi. Tutta un'altra aria con i più giovani del mio tavolo, due ragazzi e due ragazze, venuti lì senza paletti di protezione né tesi da far prevalere; solo la determinazione di essere e rimanere padroni di se stessi, della propria vita, del prorpio corpo. Il loro bias ridotto al minimo. Sicuramente invece più robusto quello delle due signore  e mio, tutti e tre intenti a rivendicare la disponibilità della "nostra vita" e della "nostra morte", cioè del nostro corpo (habeas corpus), perché la morte fa parte della vita, è un passaggio non voluto né desiderato, ma inevitabile. Spero che il mio bias si mantenga in dimensioni accettabili; d'altronde, dicono gli psicologi, non lo posso eliminare; posso solo prenderne coscienza, possibilmente piena coscienza.
Proprio oggi mi viene in aiuto La federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri con un documento (v. sotto)  basato sui seguenti p
unti salienti:

Alimentazione ed idratazione riconosciuti per quello che sono: trattamenti sanitari

Autodeterminazione elemento fondate della moderna alleanza terapeutica

L'appello ad un Diritto mite e condiviso

I miei amici dovranno tenere un po' a distanza l'"opus dei" e CL, grandi spacciatori di dosi-bias da distorsione molto pesanti.

Postilla 

 Ancora su bias o pregiudizio:

...vi sono basi psicologiche perché è un pensiero che si basa sulle paure e le fobie del singolo individuo.

Un pregiudizio è generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o una particolare ideologia. Un tale pregiudizio può ad esempio condurre ad accettare o rifiutare la verità di una dichiarazione non in base alla forza degli argomenti a supporto della dichiarazione stessa, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette. Senza quindi alcuna riflessione.

...non significa che sia necessario, prima di affrontare qualsiasi questione, liberarsi da ogni pregiudizio (Raimon Panikkar ha dimostrato l’impossibilità di una tale operazione, cui Hannah Arendt aveva già accennato alla fine del libro Le origini del totalitarismo), ma solo che di ogni proprio pregiudizio vada assunta piena consapevolezza, al fine di relativizzarne il peso e di abbandonare ogni insostenibile pretesa di verità a priori. tuttavia il dialogo è possibile proprio perché nessuno crede che la propria verità renda menzogna quella dell’altro. (wikipedia e dintorni).

Appendice

COMUNICATO STAMPA

"Il Comitato Centrale della FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odonoiatri), riunito a Roma il 27 marzo 2009, considerato l'evolversi dell'iter del provvedimento sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, già licenziato in prima lettura dal Senato, sulla base delle valutazioni emerse nella prima riunione del Forum di bioetica della Federazione, esprime le seguenti considerazioni.

1. Il testo sarà oggetto di un'approfondita valutazione in ragione dei principi e delle indicazioni contenute nel nostro Codice Deontologico, che rappresenta il punto di equilibrio di sensibilità e culture differenti, nel pieno rispetto delle regole fondanti la nostra comunità civile.

2. Nutrizione e idratazione artificiali sono, come da parere pressoché unanime della comunità scientifica, trattamenti assicurati da competenze mediche e sanitarie.

3. L'autonomia decisionale del paziente, che si esprime nel consenso/dissenso informato, rappresenta l'elemento fondante della moderna alleanza terapeutica al pari dell'autonomia e della responsabilità del medico; in questo equilibrio, alla tutela della libertà di scelta del paziente deve corrispondere la tutela della libertà del medico, in ragione di scienza e coscienza (obiezione di coscienza).
Questo straordinario incontro, ogni volta unico e irripetibile, di libertà e responsabilità non ha per noi natura meramente contrattualistica, ma esprime l'autentico e moderno ruolo professionale e civile del medico nell'esercizio delle sue funzioni di tutela.

4. Sotto questo profilo, cioè quello delle tutele, anche alla luce di un dibattito tecnico-scientifico talora contraddittorio, riteniamo che le attuali conoscenze diagnostiche, prognostiche, terapeutiche ed assistenziali, relative agli stati vegetativi, richiedano ulteriori approfondimenti, anche mediante la predisposizione di studi osservazionali coordinati in modo da garantire l'esercizio delle scelte più appropriate sia del paziente sia del medico.
Nel merito, una questione fondamentale è rappresentata dalla rete efficace ed accessibile di servizi di sostegno alle famiglie impegnate nel ruolo di assistenza.

Per queste ragioni, chiediamo che il processo legislativo, peraltro caratterizzato da forti contrasti politico-istituzionali, faccia una doverosa pausa di riflessione, per consentire lo sviluppo di un confronto nella Società che aiuti il Parlamento a dispiegare, su questa materia così intima e delicata, un Diritto mite e condiviso nella certezza di un'Etica forte delle persone e della comunità."

 

Biennale democrazia (I)

Electronical town meeting - a

Torino-Firenze, 25 aprile 2009

Il tavolo n.5 al momento della pausa-pranzo

Sì, è stata una esperienza. Dei 10 tavoli attrezzati io occupavo il n.5: rotondo, 11 posti, video e tastiera. Due tra di noi ci siamo alternati alla tastiera per sintetizzare l'intervento dei singoli che veniva mandato direttamente al server di Torino per la memorizzazione e la sintesi generale che ci veniva riepilogata in tempo (sur)reale sullo schermo gigante. Siamo 100 persone qui a Firenze e 300 su a Torino. Tutto avviene in contemporanea.
Più semplice la risposta a domanda a cui si replica con un semplice impulso sulla tastierina numerica personale.

 Esempio di botta e risposta immediate:

Quanti uomini  e quante donne tra i 400 partecipanti al meeting?

1 - donna  60%
2 - uomo 40%

Quale religione?

1 - cattolica  51%
2 - altra cristiana 6%
3 - islamica  0%
4 - ebraica  0%
5 - altro  4%
6 - nessuna religione 32%
7 - non rispondo 7%

La volontà del paziente deve prevalere sempre su quella del medico?

1 - sì   70%
2 - no   15%
3 - non so  10%
4 - non rispondo   5%

E' giusto consentire l'interruzione di idratazione e nutrizione artificiali?

sì -    76% (Calabrò, piglia e porta a casa)
no -    14%
non so -   7%
non rispondo  3%

Più complessa, giustamente, la sintesi delle risposte - tramite intervento digitato sul display -  a domande tipo:
- di fronte al testamento biologico come dovrebbero comportarsi i medici?
- quali limiti definire per il testamento biologico?
- come si dovrebbe costruire il testamento biologico?
- se il testamento biologico avesse valore legale tu lo scriveresti?
E via seguitando.
 Questa seconda batteria di domande ha permesso a tutti e singoli noi meetingoli di confrontarci, entrando nelle sfumature, nella zona sottopelle, un po' nell'anima di ciascuno. Mi son trovato il medico e il giurista "opus dei", preparati e documentati, la giovane moglie con problema per il marito a rischio grave, il giovane dipendente telecom preoccupato di vedere garantita la propria autonomia decisionale, la giovane su posizioni autonomiche non meno esplicite, le due insegnanti di mezza età a me più omogenee. Ci assisteva tecnicamente un giovane, credo, universitario.
In sala c'erano, per eventuali richieste di chiarimenti da parte dei singoli gruppi, due medici esperti, diversamente orientati:
Alfredo Zuppiroli, presidente della Commissione Regionale di bioetica;
Pierluigi Rossi Ferrini, componente della Commissione regionale bioetica e del comitato scientifico di Scienza e Vita di Firenze.

Qualche foto dalla sala Pegaso di Firenze

(continua)

 

Il mio XXV aprile 2009

Tre cose da rimarcare:

! - Durante l'intera giornata Il meeting virtual-informatico Torino-Firenze sul testamento biologico si è tenuto con mia divertita curiosità, non tanto per l'argomento di cui ho saturato i miei 25 lettori giornalieri, ma per lo strumento elettronico. Per me prima esperienza.  (Non ti risparmierò un accenno più diffuso in un prossimo post).

2 - di prima mattina è nato Diego. Grande festa in Casentino, casa Cipriani-Vannini. Lo zio, mentre si congratula col fratello Carlo, si augura di poter, quandochessia, essere anche lui nonno.

3 - In serata la Fiorentina batte la Roma per 4 a 1. Sergino s'è finalmente calmato (quasi riconciliato con Gilardino).



domenica, aprile 26, 2009
 

Libera volpe in libero pollaio

Vangelo della domenica

Una storiella…
In Africa gira una storiella per spiegare alla gente, a digiuno di economia, la frana finanziaria e il crollo delle Borse che hanno travolto il globo. «Un giorno, uno sconosciuto arriva in un villaggio e annuncia agli abitanti che è pronto a comperare scimmie a 10 dollari l’una. Subito, quei paesani vanno in foresta e catturano scimmie a centinaia, a migliaia addirittura. Poco a poco, la popolazione dei primati si assottiglia e i cacciatori devono ridurre il ritmo.
Lo sconosciuto annuncia che, d’ora in poi, pagherà 15 dollari la scimmia. I paesani raddoppiano lo zelo, e così, ben presto, non si trova più una sola scimmia nella foresta. Allora, lo sconosciuto offre prima 20 e poi 50 dollari per animale, avvertendo, però, che deve assentarsi. Sarà il suo aiutante a comperare le loro prede. Questi riunisce la gente e indica le gabbie con le migliaia di scimmie che il padrone ha comperato. “Se le volete – dice – ve le cedo a 35 dollari l’una. Così, quando il mio padrone tornerà, potrete rivendergliele a 50”. Accecati dalla prospettiva dell’arricchimento facile, i paesani vendono i loro beni per riscattare le scimmie. Incassato il malloppo, l’assistente sparisce nella notte. Né lui né il padrone si vedranno più. Nel villaggio, solo scimmie che corrono all’impazzata».
Benvenuti nel mondo della Borsa!
 
E' una buona predica domenicale...

Continua qui



venerdì, aprile 24, 2009
 

Eppure il vento soffia ancora

XXV Aprile
L'anno scorso ero in Piazza S.Croce, in coda per firmare 2 referendum (Legge Gasparri e Ordine dei giornalisti), quest'anno sarò in Piazza Duomo n.10, sala Pegaso della Regione Toscana, e parteciperò, insieme a 350 cittadini di Torino e Firenze ad un Convegno Elettronico tra città (Electronic Town Meeting). Siamo dentro l'iniziativa torinese attualmente in corso denominata "Biennale Democrazia" per i festeggiamenti del 150° dell'Unità d'Italia. L'argomento di conversazione di questo salotto virtuale sarà il testamento biologico. Saremo distribuiti in gruppi di otto intorno a tavoli rotondi collegati tramite un computer ed un server centrale ed ognuno di noi avrà una tastierina per il televoto individuale (anonimo).
I commenti dei tavoli possono essere registrati durante ogni discussione, così come i risultati del televoto.
A me interessa più il mezzo elettronico che l'argomento, del quale sono ormai piene tutte le carte (del mio blog), tanto che qualcuno potrebbe dar di gomito indicandomi come un necroforo. In Svizzera possono accompagnare alla dolce morte un paziente che lo chiede - perché vive tra i tormenti e senza speranza di migliorare, anzi peggiorando minuto per minuto - solamente dimostrando che l'aiuto a morire (si chiama eutanasia passiva) è stato dato non per motivi egoistici né per fini di lucro (art.13 o 15 del Codice Penale). I giudici e i governanti, per loro dichiarazione formale, si rimettono alle direttive  dell'Accademia delle Scienze Etiche costituita su iniziativa delle 5 facoltà di medicina e delle 2 di veterinaria. I governanti hanno capito che in un campo come questo non sono in grado di dare la soluzione unica, i medici devono solo dimostrare di non aver agito per motivi egoistici.
Noi siamo in mano a governanti che mandano a dire a tutti i reparti di rianimazione degli ospedali d'Italia, quali sono i prodotti e le tecniche di sostegno vitale per i "pazienti" in rianimazione o per i malati terminali. Sul tipo di alimentazione hanno intercettato addirittura  il ricettario della mensa di Palazzo Madama, considerando indigeste e velenose  le formulazioni di medici senatori del calibro di Marino e Veronesi. La storia sta facendo il giro del mondo e rimarrà negli annali per i posteri, come - scrivo da Firenze-anno galileiano - la sentenza romana sull'astronomia di 4 secoli fa.
Riguardo alla Biennale Democrazia, vado giù di brutto, mi viene in mente il racconto di una donna scampata da un campo di sterminio nazista: parlavamo per ore di ricette di cucina...In una società così bene descritta da Beppe Grillo stiamo facendo teoria e filosofia sul come e qualmente...Il Senato romano dibatte e dibatte sul tipo di intervento per liberare Sagunto sotto assedio e intanto Sagunto... kaput.

Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli

Eppure il vento soffia ancora!!!

Mattis Chiroux

(si è rifiutato di tornare in Iraq e ha vinto la causa)

If I can refuse to go to Iraq, climb monuments, march into presidential debates, lobby congress, face the military, not go to jail and not even loose my G.I. Bill, we just don’t have any excuses anymore! Resistance is rising, and IVAW will stand firm underneath it. My story is now history, and I humbly pass the torch.

Se io posso rifiutare di andare in Iraq, salire e scender giù dai monumenti, marciare tra dibattiti presidenziali e congressi lobbistici, tener testa all'apparato militare, senza andare in galera e senza perdere i diritti del GIs Bill (Legge in favore dei reduci di guerra - vedi assistenza sanitaria e esenzione tasse universitarie), noi allora non abbiamo più scuse. La Resistenza sta crescendo e IVAW (l'Associazione veterans against war) la sosterrà con forza e determinazione. La mia vicenda è ora storia, e io umilmente passo la fiaccola.
Guarda anche qui:
http://kokesh.blogspot.com/2009/04/matthis-vindicated.html

Qui sotto - Youtube - a Strasburgo chiede scusa a Malalai, Afghana, per tutto quello che la NATO sta facendo al suo paese.



sabato, marzo 28, 2009
 

Cento passi da casa mia

Terry Schiavo         Eluana Englaro

 

Piergiorgio Welby     Vincent Humbert

 

Peppino Englaro sarà alle baracche verdi dell'Isolotto domani mattina,  domenica 29 marzo 2009.
Cento passi da casa mia. Un luogo che mi ha visto vivo e impegnato per alcuni decenni in una grande battaglia di civiltà - tale la considero - Sarò lì con la videocamera, ci saranno tante persone che vorranno esprimere le proprie emozioni. Non avrò modo di intervenire. Ma questo vorrei sentisse da me:
Caro sig.Englaro, quest'anno il mondo celebra l'anno di Galileo. Siamo a due passi da Arcetri. Vorrei dirle questo: Galileo aprì al mondo la finestra sull'universo e le genti di allora ne rimasero turbate: troppo grande per la nostra terra, troppa la paura di perdersi nella sua immensità. Oggi un'altra finestra si sta aprendo dentro di noi. E ci prende la paura di guardarci dentro, di vederci come siamo, esseri destinati a finire. Il tabù della morte finora coperto dalla considerazione del mistero, del non conosciuto. L'umanità, di fronte al contrasto tra lo sviluppo della scienza medica e la nostra naturale finitezza non vuol rinunciare alla illusione di immortalità, in nome del Mistero insondabile. Messa di fronte al destino di morire si tira indietro spaventata. Come un Faraone che vuole garantirsi l'immortalità si chiude dentro la Piramide del Mistero, come un comune mortale di oggi si rifugia dentro al tempio grande e prezioso di S.Giovanni Rotondo. Salme imbalsamate, salme surgelate, salme inviate nello spazio...Poi arrivano Terry Schiavo, 26 anni nel 1990, Eluana, 21 anni nel 1992, Piergiorgio Welby, 34 anni nel 1997, Vincent Humbert, 19 anni nel 2000, e i nostri occhi sono costretti ad aprirsi dentro l'universo che è in noi, di fronte al quale abbiamo tenuto sempre chiusi gli occhi: ci spaventa a tal punto la nostra finitezza che ci rifugiamo nelle braccia di chi ci introduce nel regno del Mistero.
 Ma oggi siamo tutti  costretti a fare  un passo avanti nel percorso grande e ammirabile della nostra storia antropologica; e questo lei ci aiuta a fare con la dura  fermezza dell'amore paterno che durante lunghi anni ha continuato a combattere e non da solo ma richiamando la responsabilità e la solidarietà dell'intera società organizzata, così come Galileo si richiamò alla società organizzata e pensante col suo annuncio delle stelle.


Vorrei qui scomodare Dante Alighieri con il discorso fatto a lui da Virgilio sulla cima del Purgatorio

Come la scala tutta sotto noi
fu corsa e fummo in su 'l grado superno,
in me ficcò Virgilio li occhi suoi, 126

e disse: «Il temporal foco e l'etterno
veduto hai, figlio; e se' venuto in parte
dov'io per me più oltre non discerno.

Tratto t'ho qui con ingegno e con arte;
lo tuo piacere omai prendi per duce;
fuor se' de l'erte vie, fuor se' de l'arte.

Non aspettar mio dir più né mio cenno;
libero, dritto e sano è tuo arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno
:

per ch'io te sovra te corono e mitrio».

(Purg.XXVII,124-142)

Vorrei scomodare Pico della Mirandola che all'età di 23 anni, qui da Firenze scriveva: 

 «Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché come libero, straordinario plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che avrai preferito.  Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini».
(Giovanni Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate)

Vorrei richiamare il Dostojesvsky dei fratelli Karamazof, quando mette a confronto il Grande Inquisitore spagnolo con Gesù Cristo incontrato nelle vie di Madrid:

(Le parole che seguono sono quelle dell''Inquisitore rivolto a Cristo:)

...non è la libera decisione dei loro cuori quello che importa, né l’amore, ma un mistero, a cui essi debbono ciecamente inchinarsi, anche contro la loro coscienza. E cosí abbiamo fatto. Abbiamo corretto l’opera Tua e l’abbiamo fondata sul miracolo, sul mistero e sull’autorità. E gli uomini si sono rallegrati di essere nuovamente condotti come un gregge e di vedersi infine tolto dal cuore un dono cosí terribile (la libertà ndr), che aveva loro procurato tanti tormenti.
Oh, noi li persuaderemo che allora soltanto essi saranno liberi, quando rinunzieranno alla libertà loro in favore nostro e si sottometteranno a noi.Tutti, tutti i piú tormentosi segreti della loro coscienza, li porteranno a noi, e noi risolveremo ogni caso, ed essi avranno nella nostra decisione una fede gioiosa, perché li libererà dal grave fastidio e dal terribile tormento odierno di dovere personalmente e liberamente decidere. E tutti saranno felici, milioni di esseri, salvo un centinaio di migliaia di condottieri. Ti ripeto che domani stesso Tu vedrai questo docile gregge gettarsi al primo mio cenno ad  attizzare i carboni ardenti del rogo sul quale Ti brucerò per essere venuto a disturbarci. Perché se qualcuno piú di tutti ha meritato il nostro rogo, sei Tu. Domani Ti arderò. Dixi”.

Ma terminerò con la voce del poeta a noi più vicino temporalmente e, in questa circostanza, a me più congeniale:
E tu, lenta ginestra,
Che di selve odorate
Queste campagne dispogliate adorni,
Anche tu presto alla crudel possanza
Soccomberai del sotterraneo foco,
Che ritornando al loco
Già noto, stenderà l'avaro lembo
Su tue molli foreste. E piegherai
Sotto il fascio mortal non renitente
Il tuo capo innocente:
Ma non piegato insino allora indarno
Codardamente supplicando innanzi
Al futuro oppressor; ma non eretto
Con forsennato orgoglio inver le stelle,
Nè sul deserto, dove
E la sede e i natali
Non per voler ma per fortuna avesti;
Ma più saggia, ma tanto
Meno inferma dell'uom, quanto le frali
Tue stirpi non credesti
O dal fato o da te fatte immortali.

(G. Leopardi - LA GINESTRA, O FIORE DEL DESERTO 
Sottotitolo:  E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce. GIOVANNI, III, 19.)

Nota: se domani riuscirò a prender la parola, mi limiterò, per brevità, a recitare gli ultimi versi della Ginestra. Perché la parola del Poeta fa sintesi, perfora le corazze del nostro bias come non possono fare concetti e sillogismi.

Postilla tecnico-giuridica:

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 32

Buona giornata.

Post Scriptum:

Il 4 aprile esce in libreria

A CHI APPARTIENE LA TUA VITA?

Una riflessione filosofica su etica, testamento biologico, eutanasia e diritti civili nell’epoca oscurantista di Ratzinger e Berlusconi

di
PAOLO FLORES D’ARCAIS

edito da “Ponte alle Grazie” (pp. 160, 12,5 euro)
 
La prima parte del volume, più “militante”, è stata scritta appositamente per questa circostanza e analizza la vicenda di Eluana Englaro, la legge contro il testamento biologico in discussione in parlamento, e le lotte della società civile per impedire “la tortura di Stato”.
La seconda, molto più filosofica, raccoglie quattro saggi intorno al tema dell’eutanasia, pubblicati negli scorsi quindici anni sulla rivista MicroMega (e ormai introvabili), di cui l’ultimo nella forma di una controversia con il cardinal Tettamanzi.
Aggiornamento del 29 marzo 2009:
Il coma dell'anima, di Barbara Spinelli.

...Non è solo il corpo a esser sequestrato, dalla legge che il Senato ha approvato sul testamento biologico.
... È la vita a essere sequestrata, nel suo scabroso intreccio tra materia e spirito, corpo e anima.
...La legge e lo Stato non si limitano a gestire al nostro posto i corpi, ma meditano, si esercitano, vivono insomma, al nostro posto.
Quando lo Stato s’impadronisce dell’esercizio di morte non nega all’uomo solo la libertà. Gli toglie la responsabilità: quella di riconoscere la finitezza dell’essere. Per questo non è appropriato parlare esclusivamente di diritti calpestati. Calpestato è il senso del dovere che impregna il viver bene, se è vero che il pensiero della morte, per chi voglia redigere il più importante dei testamenti (quello che riguarda non gli averi, ma l’essere) è meditazione sul proprio presente e memoria di una vita fatta di emancipazioni.
...Il contrario dell’esercizio di morte è l’indifferenza e dunque più fondamentalmente: la perdita di controllo su di sé, l’anticipato coma dell’anima. Per lo Stato che monopolizzando ogni cosa si sostituisce alla natura, il cittadino comatoso è l'ideale.


martedì, marzo 24, 2009
 

Oh ce biel cjscjel a Udin

Debora Serracchiani

video


baciala col mouse

Insisto: apri il video.

oh ce biele zoventût

       Zoventût come a Udin
no l'si cjate in nissun lûc

       A bussâ fantatis bielis
no l'è un frêgul di pecjât

Traduzione
 
       Oh che bel castello a Udine
oh che bella gioventù

      Gioventù come a Udine
non si trova da nessuna parte

       A baciare le belle ragazze
non c'è un minimo di peccato

Coraggio, Italia

 (post dedicato ai miei amici del PD)



sabato, marzo 21, 2009
 

Buon ascolto

E buona giornata



martedì, marzo 17, 2009
 

Res venit ad triarios

http://www.youtube.com/watch?v=JLiCbHJJtIQ

Ma che buona notizia!

L'ultima trincea

Proprio l'ultima

Aggiornamento del 19 marzo, su Micromega:



mercoledì, marzo 11, 2009
 

Meetup con Beppe Grillo

Un nuovo Rinascimento

Video:

Firenze, 8 marzo 2009

Nota storico-letteraria

Dante e Pico precursori del Rinascimento italiano e della Riforma protestante

(In rilievo le parti presenti nel video)

Come la scala tutta sotto noi
fu corsa e fummo in su 'l grado superno,
in me ficcò Virgilio li occhi suoi, 126

e disse: «Il temporal foco e l'etterno
veduto hai, figlio; e se' venuto in parte
dov'io per me più oltre non discerno.

Tratto t'ho qui con ingegno e con arte;
lo tuo piacere omai prendi per duce;
fuor se' de l'erte vie, fuor se' de l'arte.

Vedi lo sol che 'n fronte ti riluce;
vedi l'erbette, i fiori e li arbuscelli
che qui la terra sol da sé produce.

Mentre che vegnan lieti li occhi belli
che, lagrimando, a te venir mi fenno,
seder ti puoi e puoi andar tra elli.

Non aspettar mio dir più né mio cenno;
libero, dritto e sano è tuo arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno:

per ch'io te sovra te corono e mitrio».

(Purg.XXVII,124-142)

Dante anticipa qui di quasi 2 secoli "il discorso di Dio ad Adamo" col quale Pico della Mirandola pone le basi del Rinascimento italiano che ha per culla Firenze:
Ma non c'è solo l'anticipo del Rinascimento in Dante. Virgilio, la ragione, gli impone corona e mitria: la corona dell'habeas corpus della Magna Charta Libertatum, la mitria del sacerdozio universale proprio della Riforma religiosa del quindicesimo e sedicesimo secolo. Non è poco.

Dopo che Virgilio lo ha lasciato solo con se stesso, Matelda lo immerge nelle acque purificatrici e lo affida alle quattro virtù cardine della vita e dignità dell'uomo: la prudenza e la giustizia, la fortezza e temperanza. Quattro virtù laiche. Ora è pronto al grande balzo.

Pico

Il "De hominis dignitate" lo compose a 23 anni. (Morì a 31, forse avvelenato)

§ 1. Preambolo
 Ho letto, molto venerabili Padri, nelle fonti degli Arabi che Abdalla Saraceno interrogato su che cosa, in questa sorta di scena del mondo, scorgesse di sommamente mirabile, rispose che non scorgeva nulla di più mirabile dell'uomo.

§ 4. Il racconto della creazione

10. Già il sommo Padre, Dio architetto aveva foggiato questa dimora del mondo, che noi vediamo, il tempio augustissimo della divinità, secondo le leggi della sapienza arcana.

11. Aveva ornato con le intelligenze la regione iperurania; aveva animato i globi eterei di anime eterne; aveva riempito le parti escrementizie e sozze del mondo inferiore con turba di animali di ogni specie.

12. Ma, compiuta l'opera, l'artefice desiderava che vi fosse qualcuno che sapesse apprezzare il significato di tanto lavoro, che ne sapesse amare la bellezza, ammirarne la grandezza11.

13. Perciò, terminata ogni cosa, come attestano Mosè e Timeo, pensò alla fine di produrre l'uomo12.

14. Ma tra gli archetipi non c'era di che dar formare la nuova progenie, non c'era nei tesori qualcosa a elargire in eredità al figlio, non c'era tra i seggi di tutto il mondo dove potesse sedere il contemplatore dell'universo.

15. Tutto era ormai pieno; tutto era stato distribuito tra gli ordini, sommi, medi, infimi.

16. Ma sarebbe stato tuttavia indegno della potestà paterna venir meno in quest'ultimo parto, quais fosse incapace di generare; indegno della sapienza,ondeggiare per mancanza di consiglio in un'opera necessaria; indegno dell'amore benefico che colui che avrebbe lodato negli altri la divina liberalità fosse indotto a condannarla a suo riguardo.

§ 5. Il discorso di Dio all'uomo

17. Stabilì infine l'attimo artefice che a colui cui non si poteva dare nulla di proprio fosse comune quanto apparteneva ai singoli13.

18. Prese perciò l'uomo, opera dall'immagine non definita14, e postolo nel mezzo del mondo15 così gli parlò: «Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto.

19.La natura agli altri esseri, una volta definita, è costretta entro le leggi da noi dettate.

20. Nel tuo caso sarai tu, non costretto da alcuna limitazione, secondo il tuo arbitrio, nella cui mano ti ho posto, a decidere su di essa.

21. Ti ho posto in mezzo al mondo, perché di qui potessi più facilmente guardare attorno a quanto è nel mondo.

22. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale16, perché come libero, straordinario17plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che avrai preferito.

23. Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini».

1. [132r] Legi,1 Patres Colendissimi, in Arabum monumentis,2 interrogatum Abdalama sarracenum,b quid in hac quasi mundana scenac admirandum maxime spectaretur, nihil spectari homine mirabilius respondisse.d

§ 4.

10. Iam summus Pater architectus deus hanc quam videmusl mundanam domum, divinitatis templum augustissimum, archanae legibus sapientiae fabrefecerat.

11. Supercaelestem regionem mentibus decorarat; ethereos globos aeternis animis vegetarat; excrementarias et feculentas inferioris mundi partesm omnigena animalium turba complerat.

12. Sed, opere consumato, desiderabat artifex esse aliquem qui tanti operis rationem perpenderet, pulchritudinem amaret, magnitudinem admiraretur.

13. Idcirco iam rebus omnibus (ut Moses Timeusque testantur) absolutis, de producendo homine postremo cogitavit.8

14. Verum nec erat in archetipis unde novam sobolem effingeretn nec in thesauris quod novo filio hereditarium largiretur,o nec in subsellisp totius orbis, ubi universi contemplator iste sederet.

15. Iam plena omnia; omnia summis, mediis infimisque ordinibus fuerant distributa.

16. Sed non erat paternae potestatis in extrema faetura quasi effetam defecisse; non erat sapientiae, consilii inopia in re necessaria fluctuasse; non erat benefici amoris, ut qui in aliis esset divinamq liberalitatem laudaturus in se illam damnare cogeretur.

§ 5.

17. Statuit tandem optimus artifex, ut cui dari nihil proprium poteratr commune esset quicquid privatum singulis fuerat.

18. Igitur hominem accepit indiscretae opus imaginis9 atque in mundi positum meditullio10 sic est alloquutus: «Nec certam sedem, nec propriam faciem, nec munus ullum peculiare tibi dedimus, o Adam, ut quam sedem, quam faciem, quae munera tute optaveris, ea, pro voto, pro tua sententia, habeas et possideas.

19. Definita caeteris natura intra praescriptas a nobis leges cohercetur.

20. Tu, nullis angustiis cohercitus, pro tuo arbitrio, in cuius manu te posui, tibi illam prefinies.

21. Medium tes mundi posui, ut circumspiceres inde commodius quidquid est in mundo.

22. Nec te celestem neque terrenum, neque mortalem neque immortalem fecimus, ut tui ipsius quasi arbitrarius honorariusquet 11 plastes in quam [132v] malueris tute formamu effingas.

23. Poteris in inferiora quae sunt bruta degenerare; poteris in superiora quae sunt divina ex tui animi sententia regenerari».

Link da me utilizzati:

http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/pico/

http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/pico/text/bori/frame2.html

http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/pico/saggi/tre_giardini.html