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Gianluigi Nuzzi

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venerdì, novembre 06, 2009
 

Crocifisso sì, crocifisso no (I)













E quando miro in cielo arder le stelle;







Dico fra me pensando:







A che tante facelle?







Che fa l'aria infinita, e quel profondo







Infinito seren? che vuol dir questa







Solitudine immensa? ed io che sono?







(Leopardi, canto notturno di un pastore errante dell'Asia)











In questo pianeta siamo tutti accomunati dal destino di vivere su un piccolo sasso sperduto alla periferia di un universo probabilmente infinito, forse parte di un numero infinito di universi infiniti, dove la nostra esistenza è la sola certezza, piccola luce nell’ignoranza cosmica in cui siamo avvolti.







Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.







(
Gabriele Zamparini)











C'è la necessità di un accordo tra filosofi (leggi:scienziati) e teologi, perché «la fede si richiede per l'istituzione di rozzi popoli che denno esser governati», l'infinità dell'universo e l'esistenza di mondi infiniti, la mancanza di un centro in un universo infinito comporta la scomparsa dell'antico, ipotizzato ordine gerarchico, la «vanissima fantasia» che riteneva che al centro vi fosse il «corpo più denso e crasso» e si ascendesse ai corpi più fini e divini. La concezione aristotelica è difesa ancora da quei dottori che hanno fede nella «fama de gli autori che gli son stati messi nelle mani», ma i filosofi (leggi:scienziati) moderni, che non hanno interesse a intendere quello che dicono gli altri, ma pensano con la loro testa, si sbarazzano di queste anticaglie e si avviano «con più sicuri passi alla cognizione della natura".







  Giordano Bruno De l'infinito, universo e mondi (citato a senso)











Un giorno Dio, sotto mentite spoglie , incontra un contadino che cammina lungo la strada e gli chiede “Dove stai andando?” Al che il contadino risponde “A Saragozza” dimenticando di aggiungere la chiosa obbligatoria nel medioevo “Se Dio vuole”.  A causa di questa mancanza di rispetto Dio trasforma il contadino in una rana e la spedisce nella pozza più vicina.  Dopo avere osservato la rana sguazzare per un po’ Dio inverte la trasformazione e dice al contadino , una volta ripresa la forma umana “Ed ora dove vai?” Al che il contadino risponde “ A Saragozza o nella pozza!” . Gli irosi dei del mondo antico avrebbero rispedito il contadino nella pozza. Il mio Dio per contro si sarebbe assicurato che arrivasse a   Saragozza.  Un errore di tutte le religioni fondamentaliste è che il loro Dio non ha senso dell’humor. Ciò perché le religioni fondamentaliste si mantengono per lungo tempo per mezzo di rituali che per loro natura non hanno alcun senso dell’humor.







Fred Hoyle (citato da
Barbabianca)















L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomo nella religione contempla se stesso come un oggetto divino, come un divino scopo, e che i suoi rapporti con Dio non sono che rapporti con se stesso, con il suo proprio essere.







La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.







(Feuerbach)








I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.







 La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.







Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.







A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza.
La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.



Einstein












Sento il bisogno come Machiavelli ai tempi dell'esilio politico all'Albergaccio, dalle parti di S.Casciano, qui alle porte di Firenze, sulla via per Siena, di rivestirmi un po' di panni curiali per cercare la compagnia di uomini illustri e gustare con loro di quel pane della sapienza "che solum è mio". Dopo essermi levato da questa mediatica Italia bordello devastata da "ruffian, baratti e simile lordura". (rileggere il VI del Purgatorio).







La riflessione mia di oggi  è che Cristo non è dio. Non lo è mai stato. E' proprio lui che dice, in quel momento di m. in cui viene a trovarsi, come i 10 milioni "dieci" di uomini crocifissi sulle pubbliche strade romane nei secoli dell'Impero: dio de' dei, mi hai proprio abbandonato! Ma perché a Nicea l'Imperatore Costantino fece scrivere che quel povero cristo, uno tra 10 milioni di vittime dell'Impero, era quel "nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti". E perché fece quel concordato con la santa chiesa cattolica alla quale dare in appalto la remissione dei peccati, preludio alla resurrezione della carne e alla vita eterna amen?



Perché Costantino - mai battezzato ma considerato santo - da preveggente aveva già letto il cap. XVIII del Principe di Machiavelli...







(continua)







Post Scriptum. Aggiornamento del 7 novembre: a proposito di Costantino, leggi qui.



sabato, ottobre 17, 2009
 

S.Ignazio d'oltremare





Anzi: Marino. L'ho sentito stasera al teatro Puccini di Firenze. Confermo quanto detto su FB: domenica 25 andrò al circolo ARCI di via Maccari e lo voterò come Segretario del partito  alle Primarie del PD. Non sono iscritto, ma tutti possono votare. Coraggio.


sabato, ottobre 10, 2009
 

Testamento biologico e Parlamento italiano

Lectio magistralis







di GiancarloFornari sul testamento biologico







...







Paradossalmente un Berlusconi forte come poteva essere a maggio scorso, prima che esplodessero gli scandali di Villa Certosa, di Palazzo Grazioli e delle feste di compleanno delle ragazzine di Casoria poteva anche assecondare il filone “agnostico” della sua personalità: agnostico, sia chiaro, non per una scelta morale ma, al contrario, per una scelta di immoralità.







Un Berlusconi debole come quello attuale – oltretutto costretto, dopo l'annullamento del Lodo Alfano, a difendersi in tribunale dalle accuse dei giudici come un qualunque cittadino - non può permettersi divagazioni laiciste, la sua leadership si sfalderebbe in una settimana sotto i colpi di un attacco violento del Vaticano.







Tutto lascia supporre, quindi, che il testamento biologico sia la prima delle concessioni che il Cardinal Bertone pretenderà. Seguiranno la RU 486, nuovi finanziamenti alle scuole e agli ospedali cattolici, e via barattando. Lo Stato laico immolato un pezzo dopo l'altro dal Presidente del Consiglio per colpa delle registrazioni sul “lettone di Putin” di una escort barese, il povero Cavour si starà rivoltando nella tomba.







 







Che fare







Se tutto, dunque, lascia credere che alla fine la legge rimarrà più o meno com'è, che cosa potrebbe fare l'opposizione, e che cosa potremmo fare noi?







L'idea del referendum abrogativo, come è ovvio, è la prima che viene alla mente. A quanto si dice, le opinioni degli italiani sarebbero favorevoli. Secondo gli ultimi sondaggi (Renato Mannheimer, sul "Corriere della Sera" del 1° aprile), il 51% della popolazione sa oggi cos'è un Testamento biologico (e un altro 41% ne ha almeno sentito parlare), il 75% (il 55% - cioè la maggioranza assoluta - anche di chi si professa credente e frequenta regolarmente le funzioni religiose) si augura di poter liberamente rifiutare o limitare nel tempo le cure per l'ipotesi di venire a trovarsi un domani in una situazione di coma irreversibile, e il 68% chiederebbe, per quel caso, anche l'interruzione di nutrizione e idratazione artificiali (tra i cattolici il 47%, il 24% lo esclude, mentre il rimanente 29% non ha ancora un'opinione in merito).







Qualunque cosa dicano i sondaggi, il referendum rimane però un argomento su cui meditare, perché il rischio di un insuccesso – davanti a pressioni vaticane prevedibilmente ancora più violente di quelle esercitate nel referendum sulla legge 40, allo strapotere mediatico delle cinque stazioni televisive berlusconiane, allo schieramento maggioritario dei partiti del centrodestra con l'aggiunta dell'Udc, alla debolezza e alle divisioni del PD - sarebbe assai preoccupante. Non dico che il referendum non andrebbe comunque fatto, dico che bisognerebbe pensarci non una ma dieci volte per evitare il flop di quello sulla legge 40.  







Più incoraggiante mi sembra la strada del ricorso alla Corte costituzionale, tali e tanti – come ha confermato anche la sentenza del 17 settembre del Tar del Lazio - sono i profili di illegittimità di una legge che si mette sotto i piedi almeno tre o quattro articoli della Costituzione.







Altrettanti incoraggianti sono i segnali che arrivano dai Comuni italiani, che negli ultimi mesi hanno cominciato a muoversi istituendo registri per il testamento biologico dei cittadini, sotto la spinta di varie associazioni tra cui la nostra (che per prima si è attivata per l'istituzione del registro nel X Municipio di Roma) e l'Associazione Luca Coscioni.







Ad oggi sono 16 i Comuni (oltre ai due Municipi romani Roma X e Roma XI) e due le Province che hanno istituito il registro. In altri 30 comuni sono in atto raccolte di firme da parte delle associazioni - tra cui, per quanto riguarda in particolare Modena e Firenze, l'Associazione LiberaUscita - per presentare proposte di iniziativa popolare o appoggiare mozioni di consiglieri a tali fini. Gli ultimi importanti Comuni in cui è stato istituito, o è in corso di istituzione, il registro dei testamenti biologici sono Vicenza, Siena, Calenzano.







E' di ieri a Firenze l'approvazione di una delibera del consiglio comunale presentata dal Pd, partito di maggioranza, che istituisce il registro dei testamenti biologici. La delibera, prima firmataria la consigliera del Pd Claudia Livi, garantisce la possibilità di inserire in un apposito registro le indicazioni del notaio, del fiduciario o del depositario del testamento, in modo da garantire la certezza della data di presentazione e la fonte di provenienza.







Contro la delibera, tutti i consiglieri dell'opposizione e tre della maggioranza. Il sindaco, Matteo Renzi, ha deciso di non partecipare ai lavori e di non rilasciare dichiarazioni. Polemica l’Arcidiocesi, che ha espresso “rammarico e preoccupazione”. La stessa censura lanciata, tre mesi fa, contro la delibera che aveva concesso la cittadinanza onoraria a Beppe Englaro.










L'attacco è complessivo, dobbiamo prepararci







Come ho detto all'inizio, dobbiamo tenere presente che l'attacco al testamento biologico è solo uno dei punti di emersione di una strategia più ampia. Mettere in discussione il principio di autodeterminazione del malato, presupporre che il nostro corpo, non più nostro, debba seguire il destino imposto non da noi ma da medici, poliziotti, magistrati, stabilire che ciascuno di noi possa essere condannato da una legge dello stato a dieci, venti o trenta anni di coma alimentato da macchine, trasformare quello che loro chiamano “il diritto inalienabile” alla idratazione e all'alimentazione forzate in un “dovere inderogabile” di alimentazione e idratazione, è solo un primo passo verso una normalizzazione clericale del nostro sistema politico. In una situazione di progressivo arretramento e indebolimento dello Stato laico non ci sono limiti alle pretese della Chiesa di riconquistare gli spazi che la secolarizzazione le aveva fatto perdere.







Dopo il testamento biologico la nuova frontiera di questa offensiva sono le conquiste dei diritti civili maturate negli ultimi decenni, a cominciare dall'aborto e dal divorzio. Non a caso nei giorni scorsi Benedetto XVI in visita nella Repubblica Ceca ha aperto un nuovo fronte scagliandosi contro il divorzio e la famiglia allargata, prodotti avvelenati del Demonio che ha corrotto la nostra società.







Dobbiamo quindi prepararci sin da ora a combattere un nuovo “KulturKampf” per la laicità delle istituzioni. Un compito fondamentale in questa battaglia spetta alle associazioni laiche, che dovranno mobilitarsi come poche volte hanno fatto, per raccolte di firme, discussioni, manifestazioni, azioni di disturbo, disobbedienze civili. Prevedendo anche manifestazioni particolari tra cui un sit-in davanti alla Camera da tenere al momento che la legge andrà in aula. Cercando di procedere il più possibile unite, anziché divise come per solito hanno fatto finora.







Leggi tutto l'intervento







Aggiornamento del 16 Ottobre 2009:



Link per il video dell'intervento di Giancarlo Fornari:




http://www.youtube.com/view_play_list?p=B29894F9903F9D72



 






martedì, ottobre 06, 2009
 

Viaggio in Iran (III)

Le donne dell'Iran




(Esfahan, mattina di sabato 26 settembre, all'entrata di una scuola femminile)


Ho camminato per le strade di Shiraz, Yazd, Esfahan e ancor più che le moschee e i palazzi, maestosi e attraenti nella loro bellezza orientale,  guardavo le donne, sole, a coppie, a gruppi, ma sempre infagottate nei loro mantelli neri o, nei casi migliori, avvolte nel piccolo soprabito che  le copriva quasi fino al ginocchio, là dove spuntavano gli immancabili pantaloni. La stagione era calda, metà settembre, ma raramente ho visto  un piede nudo nel sandalo, mai una testa scoperta. L'attrice del filmetto per famiglie che ho visto in un'affollata sala di Esfahan, molto  elegante, con un grazioso soprabito e tacchi alti, portava il foulard perfino la notte, quando andava a dormire. Però l'argomento del film non  sarebbe dispiaciuto nemmeno qua da noi. La giovane coppia in crisi decideva di scambiarsi i ruoli: lui a casa a districarsi nelle faccende  domestiche e nella cura dei due figli, lei a dirigere la piccola azienda di famiglia per la gestione di una sala per banchetti di nozze. Alla fine il  risultato è quasi femminista: lei si rivela una manager superiore al marito, lui si arrende e desidera ardentemente far pace e detti pure lei le condizioni. Il tutto piuttosto ingenuo e cinematograficamente scontato, ma a suo modo significativo. Mi è anche capitato di vedere un  matrimonio nel momento in cui le donne restano sole e si danno alla pazza gioia, spogliandosi dei mantelli e mostrandosi con vestiti così  scollati, aderenti e rilucenti di lustrini che difficilmente verrebbero indossati da noi in simili occasioni. E i balli, le grida, il tripudio di gioia  liberata che è d'uso in queste occasioni. Per cui, traendo una più che probabile conclusione, viene da dire che la coltre nera che avvolge queste  donne e tanto le imbruttisce resta un funesto quanto superficiale mezzo di repressione che in sostanza intacca poco la vitalità e il desiderio di  affermare le proprie esigenze imprescindibili. So che le donne iraniane sono presenti largamente nelle scuole, nei pubblici uffici (non possono  diventare giudice) in vari ambienti di lavoro, ho visto nel cortile di una scuola superiore gruppi di ragazze che chiacchieravano vivacemente tra  loro e si affollavano e si affollavano intorno al nostro piccolo drappello di turisti, desiderose di scambiare parole e di respirare un'aria diversa. 

Poi è arrivata un'arcigna insegnante a portarle via, ma loro hanno continuato a ridere e a fare cenni amichevoli da dietro le finestre chiuse.

In poche parole quello che si percepisce con sufficiente chiarezza è un livello di maturazione di capacità di autonomia che con difficoltà viene  trattenuto e imprigionato in forme rigide destinate secondo me   a non durare a lungo. Il personaggio di Soheila, la nostra brava guida iraniana,  impersona bene questa situazione. E' una donna giovane e attraente, divorziata da vari anni, che si guadagna la vita con un lavoro che fa con  passione. E nessuno la giudica male, anzi è rispettata e apprezzata. In questo la situazione di Soheila non è diversa da quella di una donna sola in un paese europeo. Mi fermo un momento perché non voglio lasciarmi prendere la mano da queste impressioni positive. "La gabbia d'oro" di  Shirin Ebadi, premio nobel per la pace 2003 e oggi anche firmataria dell'appello a mobilitarsi contro la censura dell'informazione qui in Italia,  e "Un matrimonio a Tehran" di Azadeh Moaveni svelano retroscena piuttosto cupi della situazione politica iraniana e del resto gli avvenimenti  recenti del dopo elezioni del giugno scorso parlano chiaro in fatto di repressione. "Morale della favola", come dice spesso Soheila, è che da  una parte c'è una volontà politica che non esita a imporre un regime intollerante a vari livelli, dall'altra però c'è la presa di coscienza di una  popolazione in buona parte matura, anche culturalmente, che è in disaccordo con questo regime e sceglie, quando può, di battere strade  iverse. In questo senso va la lotta silenziosa delle donne che anche giornalmente, nelle piccole cose quotidiane, fanno quello che possono per  recuperare quello che pretende di togliere loro una visone maschilista e arretrata nel tempo. (Paola)



martedì, settembre 01, 2009
 

Micromega



lunedì, luglio 13, 2009
 

14 luglio 2009

Free speech



lunedì, aprile 27, 2009
 

Biennale democrazia (II)

Electronical town meeting - b

Torino-Firenze, 25 aprile 2009

 Il bias (leggi baias) di conferma è un fenomeno intellettuale al quale l'uomo è soggetto. È un processo mentale che consiste nel prendere atto delle informazioni ricevute e selezionarle in modo da porre maggiore attenzione, e quindi attribuire maggiore credibilità, a quei dati che confermano le proprie credenze e allontanano le paure e, viceversa, ignorare o sminuire quei dati che contraddicono le proprie credenze e incrementano le paure. (Wikipedia, Babylon e dintorni).
Questo processo, se abilmente sfruttato, è un grande strumento di potere, in quanto riesce
a portare un individuo o una collettività a negare addirittura l'evidenza.

Se ti trovi a parlare di testamento biologico e relativo diritto di autodeterminazione con
due signori di età esperienza e cultura e non riesci a far comprendere che Beppino Englaro non è l'assassino di sua figlia, non ha fatto dispetto a dio, ma ha cercato il rispetto della natura figlia di dio, perché la morte è natura e la vita fa parte della morte, ecc ecc..Se ti trovi come mi sono trovato io nell'occasione del meeting sul testamento biologico, di fronte ad affermazioni così dure a mandar giù, ti devi porre il problema del funzionamento del cervello umano.
Due persone preparate, documentate, testi alla mano, già predisposti alla difesa contro gli
attacchi di una prevedibile maggioranza che ti bloccano sul postulato "la vita è indisponibile". E la morte non è affar tuo. Neppure parlarne. Ci può pensare solo Lui. Anche quando si serve dei medici e dei giudici "da lui ispirati". E' dura, ragazzi. Ti senti soffiare sommessamente negli orecchi voci di Englaro assassino, di pericoli nazistoidi, di valdesi protervi, a differenza altri cristiani protestanti. E' dura,ragazzi. Tutta un'altra aria con i più giovani del mio tavolo, due ragazzi e due ragazze, venuti lì senza paletti di protezione né tesi da far prevalere; solo la determinazione di essere e rimanere padroni di se stessi, della propria vita, del prorpio corpo. Il loro bias ridotto al minimo. Sicuramente invece più robusto quello delle due signore  e mio, tutti e tre intenti a rivendicare la disponibilità della "nostra vita" e della "nostra morte", cioè del nostro corpo (habeas corpus), perché la morte fa parte della vita, è un passaggio non voluto né desiderato, ma inevitabile. Spero che il mio bias si mantenga in dimensioni accettabili; d'altronde, dicono gli psicologi, non lo posso eliminare; posso solo prenderne coscienza, possibilmente piena coscienza.
Proprio oggi mi viene in aiuto La federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri con un documento (v. sotto)  basato sui seguenti p
unti salienti:

Alimentazione ed idratazione riconosciuti per quello che sono: trattamenti sanitari

Autodeterminazione elemento fondate della moderna alleanza terapeutica

L'appello ad un Diritto mite e condiviso

I miei amici dovranno tenere un po' a distanza l'"opus dei" e CL, grandi spacciatori di dosi-bias da distorsione molto pesanti.

Postilla 

 Ancora su bias o pregiudizio:

...vi sono basi psicologiche perché è un pensiero che si basa sulle paure e le fobie del singolo individuo.

Un pregiudizio è generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o una particolare ideologia. Un tale pregiudizio può ad esempio condurre ad accettare o rifiutare la verità di una dichiarazione non in base alla forza degli argomenti a supporto della dichiarazione stessa, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette. Senza quindi alcuna riflessione.

...non significa che sia necessario, prima di affrontare qualsiasi questione, liberarsi da ogni pregiudizio (Raimon Panikkar ha dimostrato l’impossibilità di una tale operazione, cui Hannah Arendt aveva già accennato alla fine del libro Le origini del totalitarismo), ma solo che di ogni proprio pregiudizio vada assunta piena consapevolezza, al fine di relativizzarne il peso e di abbandonare ogni insostenibile pretesa di verità a priori. tuttavia il dialogo è possibile proprio perché nessuno crede che la propria verità renda menzogna quella dell’altro. (wikipedia e dintorni).

Appendice

COMUNICATO STAMPA

"Il Comitato Centrale della FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odonoiatri), riunito a Roma il 27 marzo 2009, considerato l'evolversi dell'iter del provvedimento sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, già licenziato in prima lettura dal Senato, sulla base delle valutazioni emerse nella prima riunione del Forum di bioetica della Federazione, esprime le seguenti considerazioni.

1. Il testo sarà oggetto di un'approfondita valutazione in ragione dei principi e delle indicazioni contenute nel nostro Codice Deontologico, che rappresenta il punto di equilibrio di sensibilità e culture differenti, nel pieno rispetto delle regole fondanti la nostra comunità civile.

2. Nutrizione e idratazione artificiali sono, come da parere pressoché unanime della comunità scientifica, trattamenti assicurati da competenze mediche e sanitarie.

3. L'autonomia decisionale del paziente, che si esprime nel consenso/dissenso informato, rappresenta l'elemento fondante della moderna alleanza terapeutica al pari dell'autonomia e della responsabilità del medico; in questo equilibrio, alla tutela della libertà di scelta del paziente deve corrispondere la tutela della libertà del medico, in ragione di scienza e coscienza (obiezione di coscienza).
Questo straordinario incontro, ogni volta unico e irripetibile, di libertà e responsabilità non ha per noi natura meramente contrattualistica, ma esprime l'autentico e moderno ruolo professionale e civile del medico nell'esercizio delle sue funzioni di tutela.

4. Sotto questo profilo, cioè quello delle tutele, anche alla luce di un dibattito tecnico-scientifico talora contraddittorio, riteniamo che le attuali conoscenze diagnostiche, prognostiche, terapeutiche ed assistenziali, relative agli stati vegetativi, richiedano ulteriori approfondimenti, anche mediante la predisposizione di studi osservazionali coordinati in modo da garantire l'esercizio delle scelte più appropriate sia del paziente sia del medico.
Nel merito, una questione fondamentale è rappresentata dalla rete efficace ed accessibile di servizi di sostegno alle famiglie impegnate nel ruolo di assistenza.

Per queste ragioni, chiediamo che il processo legislativo, peraltro caratterizzato da forti contrasti politico-istituzionali, faccia una doverosa pausa di riflessione, per consentire lo sviluppo di un confronto nella Società che aiuti il Parlamento a dispiegare, su questa materia così intima e delicata, un Diritto mite e condiviso nella certezza di un'Etica forte delle persone e della comunità."

 

Biennale democrazia (I)

Electronical town meeting - a

Torino-Firenze, 25 aprile 2009

Il tavolo n.5 al momento della pausa-pranzo

Sì, è stata una esperienza. Dei 10 tavoli attrezzati io occupavo il n.5: rotondo, 11 posti, video e tastiera. Due tra di noi ci siamo alternati alla tastiera per sintetizzare l'intervento dei singoli che veniva mandato direttamente al server di Torino per la memorizzazione e la sintesi generale che ci veniva riepilogata in tempo (sur)reale sullo schermo gigante. Siamo 100 persone qui a Firenze e 300 su a Torino. Tutto avviene in contemporanea.
Più semplice la risposta a domanda a cui si replica con un semplice impulso sulla tastierina numerica personale.

 Esempio di botta e risposta immediate:

Quanti uomini  e quante donne tra i 400 partecipanti al meeting?

1 - donna  60%
2 - uomo 40%

Quale religione?

1 - cattolica  51%
2 - altra cristiana 6%
3 - islamica  0%
4 - ebraica  0%
5 - altro  4%
6 - nessuna religione 32%
7 - non rispondo 7%

La volontà del paziente deve prevalere sempre su quella del medico?

1 - sì   70%
2 - no   15%
3 - non so  10%
4 - non rispondo   5%

E' giusto consentire l'interruzione di idratazione e nutrizione artificiali?

sì -    76% (Calabrò, piglia e porta a casa)
no -    14%
non so -   7%
non rispondo  3%

Più complessa, giustamente, la sintesi delle risposte - tramite intervento digitato sul display -  a domande tipo:
- di fronte al testamento biologico come dovrebbero comportarsi i medici?
- quali limiti definire per il testamento biologico?
- come si dovrebbe costruire il testamento biologico?
- se il testamento biologico avesse valore legale tu lo scriveresti?
E via seguitando.
 Questa seconda batteria di domande ha permesso a tutti e singoli noi meetingoli di confrontarci, entrando nelle sfumature, nella zona sottopelle, un po' nell'anima di ciascuno. Mi son trovato il medico e il giurista "opus dei", preparati e documentati, la giovane moglie con problema per il marito a rischio grave, il giovane dipendente telecom preoccupato di vedere garantita la propria autonomia decisionale, la giovane su posizioni autonomiche non meno esplicite, le due insegnanti di mezza età a me più omogenee. Ci assisteva tecnicamente un giovane, credo, universitario.
In sala c'erano, per eventuali richieste di chiarimenti da parte dei singoli gruppi, due medici esperti, diversamente orientati:
Alfredo Zuppiroli, presidente della Commissione Regionale di bioetica;
Pierluigi Rossi Ferrini, componente della Commissione regionale bioetica e del comitato scientifico di Scienza e Vita di Firenze.

Qualche foto dalla sala Pegaso di Firenze

(continua)



venerdì, aprile 10, 2009
 

Beppino Englaro cittadino di Firenze

Video

della seduta del Consiglio Comunale di Firenze

del 30 marzo 2009

 Eugenio Giani legge le motivazioni della assegnazione della cittadinanza a Beppino Englaro

http://consiglio-online.comune.firenze.it/webtv/cmweb.dll/clip?SE=279&ODG=4&CLIP=9249&AN=2009

 Parla Englaro

http://consiglio-online.comune.firenze.it/webtv/cmweb.dll/clip?SE=279&ODG=4&CLIP=9715&AN=2009

Tutta la seduta dedicata al conferimento della cittadinanza a Beppino Englaro.

http://consiglio-online.comune.firenze.it/webtv/cmweb.dll/clip?SE=279&ODG=4&CLIP=&AN=2009

sito generale delle sedute 2009 del Consiglio Comunale di Firenze:

http://consiglio-online.comune.firenze.it/webtv/cmweb.dll/sedute?AN=2009



lunedì, aprile 06, 2009
 

Lo splendore di Eluana

E il coraggio di papà Beppino Englaro

Video:

Clicca sulla foto



sabato, marzo 28, 2009
 

Cento passi da casa mia

Terry Schiavo         Eluana Englaro

 

Piergiorgio Welby     Vincent Humbert

 

Peppino Englaro sarà alle baracche verdi dell'Isolotto domani mattina,  domenica 29 marzo 2009.
Cento passi da casa mia. Un luogo che mi ha visto vivo e impegnato per alcuni decenni in una grande battaglia di civiltà - tale la considero - Sarò lì con la videocamera, ci saranno tante persone che vorranno esprimere le proprie emozioni. Non avrò modo di intervenire. Ma questo vorrei sentisse da me:
Caro sig.Englaro, quest'anno il mondo celebra l'anno di Galileo. Siamo a due passi da Arcetri. Vorrei dirle questo: Galileo aprì al mondo la finestra sull'universo e le genti di allora ne rimasero turbate: troppo grande per la nostra terra, troppa la paura di perdersi nella sua immensità. Oggi un'altra finestra si sta aprendo dentro di noi. E ci prende la paura di guardarci dentro, di vederci come siamo, esseri destinati a finire. Il tabù della morte finora coperto dalla considerazione del mistero, del non conosciuto. L'umanità, di fronte al contrasto tra lo sviluppo della scienza medica e la nostra naturale finitezza non vuol rinunciare alla illusione di immortalità, in nome del Mistero insondabile. Messa di fronte al destino di morire si tira indietro spaventata. Come un Faraone che vuole garantirsi l'immortalità si chiude dentro la Piramide del Mistero, come un comune mortale di oggi si rifugia dentro al tempio grande e prezioso di S.Giovanni Rotondo. Salme imbalsamate, salme surgelate, salme inviate nello spazio...Poi arrivano Terry Schiavo, 26 anni nel 1990, Eluana, 21 anni nel 1992, Piergiorgio Welby, 34 anni nel 1997, Vincent Humbert, 19 anni nel 2000, e i nostri occhi sono costretti ad aprirsi dentro l'universo che è in noi, di fronte al quale abbiamo tenuto sempre chiusi gli occhi: ci spaventa a tal punto la nostra finitezza che ci rifugiamo nelle braccia di chi ci introduce nel regno del Mistero.
 Ma oggi siamo tutti  costretti a fare  un passo avanti nel percorso grande e ammirabile della nostra storia antropologica; e questo lei ci aiuta a fare con la dura  fermezza dell'amore paterno che durante lunghi anni ha continuato a combattere e non da solo ma richiamando la responsabilità e la solidarietà dell'intera società organizzata, così come Galileo si richiamò alla società organizzata e pensante col suo annuncio delle stelle.


Vorrei qui scomodare Dante Alighieri con il discorso fatto a lui da Virgilio sulla cima del Purgatorio

Come la scala tutta sotto noi
fu corsa e fummo in su 'l grado superno,
in me ficcò Virgilio li occhi suoi, 126

e disse: «Il temporal foco e l'etterno
veduto hai, figlio; e se' venuto in parte
dov'io per me più oltre non discerno.

Tratto t'ho qui con ingegno e con arte;
lo tuo piacere omai prendi per duce;
fuor se' de l'erte vie, fuor se' de l'arte.

Non aspettar mio dir più né mio cenno;
libero, dritto e sano è tuo arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno
:

per ch'io te sovra te corono e mitrio».

(Purg.XXVII,124-142)

Vorrei scomodare Pico della Mirandola che all'età di 23 anni, qui da Firenze scriveva: 

 «Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché come libero, straordinario plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che avrai preferito.  Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini».
(Giovanni Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate)

Vorrei richiamare il Dostojesvsky dei fratelli Karamazof, quando mette a confronto il Grande Inquisitore spagnolo con Gesù Cristo incontrato nelle vie di Madrid:

(Le parole che seguono sono quelle dell''Inquisitore rivolto a Cristo:)

...non è la libera decisione dei loro cuori quello che importa, né l’amore, ma un mistero, a cui essi debbono ciecamente inchinarsi, anche contro la loro coscienza. E cosí abbiamo fatto. Abbiamo corretto l’opera Tua e l’abbiamo fondata sul miracolo, sul mistero e sull’autorità. E gli uomini si sono rallegrati di essere nuovamente condotti come un gregge e di vedersi infine tolto dal cuore un dono cosí terribile (la libertà ndr), che aveva loro procurato tanti tormenti.
Oh, noi li persuaderemo che allora soltanto essi saranno liberi, quando rinunzieranno alla libertà loro in favore nostro e si sottometteranno a noi.Tutti, tutti i piú tormentosi segreti della loro coscienza, li porteranno a noi, e noi risolveremo ogni caso, ed essi avranno nella nostra decisione una fede gioiosa, perché li libererà dal grave fastidio e dal terribile tormento odierno di dovere personalmente e liberamente decidere. E tutti saranno felici, milioni di esseri, salvo un centinaio di migliaia di condottieri. Ti ripeto che domani stesso Tu vedrai questo docile gregge gettarsi al primo mio cenno ad  attizzare i carboni ardenti del rogo sul quale Ti brucerò per essere venuto a disturbarci. Perché se qualcuno piú di tutti ha meritato il nostro rogo, sei Tu. Domani Ti arderò. Dixi”.

Ma terminerò con la voce del poeta a noi più vicino temporalmente e, in questa circostanza, a me più congeniale:
E tu, lenta ginestra,
Che di selve odorate
Queste campagne dispogliate adorni,
Anche tu presto alla crudel possanza
Soccomberai del sotterraneo foco,
Che ritornando al loco
Già noto, stenderà l'avaro lembo
Su tue molli foreste. E piegherai
Sotto il fascio mortal non renitente
Il tuo capo innocente:
Ma non piegato insino allora indarno
Codardamente supplicando innanzi
Al futuro oppressor; ma non eretto
Con forsennato orgoglio inver le stelle,
Nè sul deserto, dove
E la sede e i natali
Non per voler ma per fortuna avesti;
Ma più saggia, ma tanto
Meno inferma dell'uom, quanto le frali
Tue stirpi non credesti
O dal fato o da te fatte immortali.

(G. Leopardi - LA GINESTRA, O FIORE DEL DESERTO 
Sottotitolo:  E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce. GIOVANNI, III, 19.)

Nota: se domani riuscirò a prender la parola, mi limiterò, per brevità, a recitare gli ultimi versi della Ginestra. Perché la parola del Poeta fa sintesi, perfora le corazze del nostro bias come non possono fare concetti e sillogismi.

Postilla tecnico-giuridica:

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 32

Buona giornata.

Post Scriptum:

Il 4 aprile esce in libreria

A CHI APPARTIENE LA TUA VITA?

Una riflessione filosofica su etica, testamento biologico, eutanasia e diritti civili nell’epoca oscurantista di Ratzinger e Berlusconi

di
PAOLO FLORES D’ARCAIS

edito da “Ponte alle Grazie” (pp. 160, 12,5 euro)
 
La prima parte del volume, più “militante”, è stata scritta appositamente per questa circostanza e analizza la vicenda di Eluana Englaro, la legge contro il testamento biologico in discussione in parlamento, e le lotte della società civile per impedire “la tortura di Stato”.
La seconda, molto più filosofica, raccoglie quattro saggi intorno al tema dell’eutanasia, pubblicati negli scorsi quindici anni sulla rivista MicroMega (e ormai introvabili), di cui l’ultimo nella forma di una controversia con il cardinal Tettamanzi.
Aggiornamento del 29 marzo 2009:
Il coma dell'anima, di Barbara Spinelli.

...Non è solo il corpo a esser sequestrato, dalla legge che il Senato ha approvato sul testamento biologico.
... È la vita a essere sequestrata, nel suo scabroso intreccio tra materia e spirito, corpo e anima.
...La legge e lo Stato non si limitano a gestire al nostro posto i corpi, ma meditano, si esercitano, vivono insomma, al nostro posto.
Quando lo Stato s’impadronisce dell’esercizio di morte non nega all’uomo solo la libertà. Gli toglie la responsabilità: quella di riconoscere la finitezza dell’essere. Per questo non è appropriato parlare esclusivamente di diritti calpestati. Calpestato è il senso del dovere che impregna il viver bene, se è vero che il pensiero della morte, per chi voglia redigere il più importante dei testamenti (quello che riguarda non gli averi, ma l’essere) è meditazione sul proprio presente e memoria di una vita fatta di emancipazioni.
...Il contrario dell’esercizio di morte è l’indifferenza e dunque più fondamentalmente: la perdita di controllo su di sé, l’anticipato coma dell’anima. Per lo Stato che monopolizzando ogni cosa si sostituisce alla natura, il cittadino comatoso è l'ideale.


martedì, marzo 24, 2009
 

Oh ce biel cjscjel a Udin

Debora Serracchiani

video


baciala col mouse

Insisto: apri il video.

oh ce biele zoventût

       Zoventût come a Udin
no l'si cjate in nissun lûc

       A bussâ fantatis bielis
no l'è un frêgul di pecjât

Traduzione
 
       Oh che bel castello a Udine
oh che bella gioventù

      Gioventù come a Udine
non si trova da nessuna parte

       A baciare le belle ragazze
non c'è un minimo di peccato

Coraggio, Italia

 (post dedicato ai miei amici del PD)



mercoledì, marzo 18, 2009
 

Il Vaticano brucerà

 per autocombustione

 PAPA: PRESERVATIVI NON SONO LA SOLUZIONE PER COMBATTERE L'AIDS 
 
(ASCA-AFP) - A bordo dell'aereo Papale, 17 mar - Distribuire i preservativi non e' la soluzione per combattere l'Aids. Lo ha detto Papa Benedetto XVI a bordo dell'aereo in viaggio verso l'Africa.

L'Aids ''e' una tragedia che non puo' essere risolta solo con il denaro, ne' con la distribuzione dei preservativi che invece peggiorano il problema'', ha detto il Pontefice.

La soluzione, secondo il Papa, consiste in un ''risveglio spirituale e umano'' e ''partecipare alle sofferenze di coloro che soffrono''.

 



lunedì, febbraio 23, 2009
 

Habeas corpus


IL CORPO COME LUOGO PUBBLICO

Con il passare dei giorni si fa più netta la natura del conflitto intorno al tema del testamento biologico, che nella prossima settimana verrà discusso al Senato. Nel fuoco delle polemiche che hanno accompagnato le ultime giornate della vita di Eluana Englaro sembrava che una legge dovesse avere una finalità precisa, quella di risolvere le due questioni che avevano appassionato e diviso l’opinione pubblica: le modalità del testamento biologico, per eliminare ogni dubbio sull’effettjva volontà della persona. e l’ammissibilità della rinuncia all’idratazione e alla alimentazione forzata. Ma il disegno di legge della maggioranza ha reso manifesta un’intenzione diversa, più generale, e tanto più inquietante perché incide  profondamente sui diritti fondamentali della persona, e così altera lo stesso quadro costituzionale.
Ciò di cui si discute è il rapporto della persona con il suo corpo, dunque l’area più intima e segreta dell’esistenza, alla quale la politica e la legge dovrebbero accostarsi con rispetto e prudenza, consapevoli che vi sono aspetti della vita che la Costituzione ha messo al riparo da ogni intervento esterno, che ha voluto intoccabili. Negli ultimi anni, invece, in Italia si è venuto consolidando un orientamento diverso, che descriverei ricorrendo al titolo di un libro di Barbara Duden: Il corpo della donna come luogo pubblico. Sull’abuso del concetto di vita. Del corpo della donna il legislatore si è pesantemente impadronito con l’autoritaria e proibizionista legge sulla procreazione assistita, negando la libertà femminile e creando davvero quel farwest legislativo che si diceva di voler combattere. Oggi, infatti, migliaia di donne emigrano ogni anno in altri paesi per sfuggire agli assurdi divieti di quella legge, obbligate a pesanti costi finanziari e umani, mettendo pure a rischio la salute loro e dei figli che nasceranno.
Ora si vuole far diventare “pubblico” il corpo di tutti noi. Il rifiuto di cure, diritto ovunque riconosciuto e caposaldo della stessa soggettività morale, viene sostanzialmente negato dalla proposta della maggioranza. La sorte del corpo nel tempo del morire è sottratta alla libera decisione dell’interessato, viene affidata ad un medico investito del ruolo di funzionario di uno Stato etico che, appunto, ha proceduto alla “pubblicizzazione” del corpo.
Il testamento biologico diviene un simulacro vuoto, una formula che contiene il suo opposto. Si obbligano le persone ad un infinito iter burocratico, con obblighi continui di recarsi dal notaio, di chiedere firme del medico, di effettuare rinnovi periodici. Tutto questo per approdare al nulla. Il delirio formalistico non produce una volontà da rispettare, ma un “orientamento” che il medico può ignorare del tutto. E non solo viene esclusa la possibilità di rinunciare a trattamenti come l’alimentazione e l’idratazione forzata. Si finisce con il sottrarre alla libera scelta delle persone materie nelle quali il rifiuto è stato finora riconosciuto, dalla trasfusione di sangue alla dialisi, all’amputazione di un arto, al ricorso a tecniche meccaniche e farmacologiche.
Non è di una vicenda specifica, sia pur rilevantissima, di cui dobbiamo preoccuparci. Siamo di fronte ad una ideologia riduzionista del senso e della portata dei diritti fondamentali, che vuole impadronirsi dell’intera vita delle persone. Del nascere si è già impadronita, ora vuole farlo per il morire, e pone pesanti ipoteche sul vivere, come accade quando si rifiuta ogni riconoscimento alle unioni di fatto.
Mettendo così le mani sulla vita delle persone, si mettono pure le mani sulla prima parte della Costituzione che, a parole, si continua a proclamare intoccabile. Si manipolano principi fondativi del nostro sistema, che la Corte costituzionale ha dichiarato immodificabili. E tutto questo avviene mentre tutte le rilevazioni ci dicono che la maggioranza dei cittadini interpellati ritiene che proprio le decisioni sulla vita debbano rimanere patrimonio dell’interessato e della sua famiglia. Si apre così non solo una questione di rispetto della Costituzione, ma di rappresentanza politica. Molti, sempre di più e più spesso, si riuniscono, scendono in piazza. In quali luoghi della politica ufficiale arriverà questa voce?
(Stefano Rodotà  su "la Repubblica" del 22 febbraio.)

Sembra di sognare. E quando sei nel bel mezzo di un incubo l'unica soluzione è quella di svegliarsi, amici miei e non della ventura!
Questi ci fregano il corpo dopo aver venduto le nostre anime. No pasaran.

Leggi della stupidità umana: (una delle più potenti e oscure forze che impediscono la crescita del benessere e della felicità umana)

1 - Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

2 - La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.

(Carlo Mario Cipolla Allegro ma non troppo, ed.Il Mulino, pp.45,48)




lunedì, febbraio 16, 2009
 

No comment

 



giovedì, febbraio 12, 2009
 

With comment

Stefano dal Casentino mi sorprende su Skype e mi manda un lungo articolo apparso in prima pagina il 10 febbraio sul C. della sera del mattino e della notte, a firma di Claudio Magris. Stefano ci si riconosce, e se lo fa lui che io conosco bene, mi ci riconsoco anch'io. L'articolo comincia: "Nel caso di Eluana Englaro gli avvoltoi,..."

La mia risposta per email così come mi è venuta in un linguaggio "confidenziale" di cui mi scuso:

Consiglio da amico: stampa la biocard elaborata dalla Consulta di Bioetica di Milano. La puoi compilare e tenere da parte. Nel caso, per esempio, di ricovero in ospedale, puoi disporre che sia allegata alla
cartella medica.
Questo il sito:

http://www.consultadibioetica.org/doc/biocard.pdf

Lo puoi fare da privato cittadino; non occorre essere iscritti a nulla.  Comunque Barbabianca ti invita e fargli compagnia come socio in Libera Uscita.

L'ho scritto nel dicembre 2007...
http://urbanocipriani.splinder.com/post/15189859/Biocard+o+Carta+di+autodetermi

La Legge che si preparano a fare abolisce proprio la validità del testamento, già riconosciuta dalla Costituzione italiana e dalla normativa europea. Non c'è bisogno di notaio, avvocato, giudice, cappellano, cristi e madonne.  Proprio per questo ce li metteranno. Quindi, con questi esemplari antropomorfi di cui a Youtube (v. post precedente), la discussione in Parlamento è soltanto un mezzo di distrazione di massa. Mentre tu discuterai del cannello di nutrizione che ti metteranno nel  naso anche per 100 anni, anche contro la tua volontà, anche contro il giudizio professionale dei medici curanti che non potranno fare obbiezione né di coscienza né di scienza, loro ti cacceranno  lavoro stipendi pensioni azioni obbligazioni Afghanistan ronde padane attacchi ai giudici leggi elettorali scuola università mafia appalti, golpe finale ... attraverso il c.     Why not?
Facciamo scorta di mutande di latta.

Nota aggiuntiva: Se questo è vero, il Testamento Biologico, ridotto allo stato vegetativo permanente, rimarrà sul tavolo dei lavori parlamentari per mesi, rimbalzerà da una clinica all'altra, da un tribunale all'altro, passerà da porta a porta, da ballarò a piangiarò, da corriere a giornale, da famiglia cristiana a famiglia dissestata, toccherà l'isola dei famosi cercherà un attracco  alla penisola dei fottuti (brutta parola, pardon), come le Compagnie delle Arti medioevali passerà dal Mediterraneo al Baltico, come le caravelle ispano portoghesi circumnavigherà l'Africa, sbarcherà sulle coste dell'Atlantico fino a ritornare a noi.  Come Adua della canzone.

Finale in poesia

( Leopardi  nella Ginestra):

Libertà vai sognando, e servo a un tempo

Vuoi di novo il pensiero,

Sol per cui risorgemmo

Della barbarie in parte, e per cui solo                 75

Si cresce in civiltà, che sola in meglio

Guida i pubblici fati.

Così ti spiacque il vero

Dell'aspra sorte e del depresso loco

Che natura ci diè. Per questo il tergo                 80

Vigliaccamente rivolgesti al lume

Che il fe palese: e, fuggitivo, appelli

Vil chi lui segue, e solo

Magnanimo colui

Che se schernendo o gli altri, astuto o folle,        85

Fin sopra gli astri il mortal grado estolle.


Nobil natura è quella

Che a sollevar s'ardisce

Gli occhi mortali incontra

Al comun fato, e che con franca lingua,

Nulla al ver detraendo,                                        115

Confessa il mal che ci fu dato in sorte,

E il basso stato e frale;

Quella che grande e forte

Mostra se nel soffrir, nè gli odii e l'ire

Fraterne, ancor più gravi                                     120

D'ogni altro danno, accresce

Alle miserie sue, l'uomo incolpando

Del suo dolor, ma dà la colpa a quella

Che veramente è rea, che de' mortali

Madre è di parto e di voler matrigna.                125

Costei chiama inimica; e incontro a questa

Congiunta esser pensando,

Siccome è il vero, ed ordinata in pria

L'umana compagnia,

Tutti fra se confederati estima                             130

Gli uomini, e tutti abbraccia

Con vero amor, porgendo

Valida e pronta ed aspettando aita

Negli alterni perigli e nelle angosce

Della guerra comune. Ed alle offese                   135

Dell'uomo armar la destra, e laccio porre

Al vicino ed inciampo,

Stolto crede così qual fora in campo

Cinto d'oste contraria, in sul più vivo

Incalzar degli assalti,                                           140

Gl'inimici obbliando, acerbe gare

Imprender con gli amici,

E sparger fuga e fulminar col brando

Infra i propri guerrieri.

Così fatti pensieri                                                 145

Quando fien, come fur, palesi al volgo,

E quell'orror che primo

Contra l'empia natura

Strinse i mortali in social catena,

Fia ricondotto in parte                                         150

Da verace saper, l'onesto e il retto

Conversar cittadino,

E giustizia e pietade, altra radice

Avranno allor che non superbe fole,

Ove fondata probità del volgo                            155

Così star suole in piede

Quale star può quel ch'ha in error la sede.


E tu, lenta ginestra,

Che di selve odorate

Queste campagne dispogliate adorni,

Anche tu presto alla crudel possanza                 300

Soccomberai del sotterraneo foco,

Che ritornando al loco

Già noto, stenderà l'avaro lembo

Su tue molli foreste. E piegherai

Sotto il fascio mortal non renitente                     305

Il tuo capo innocente:

Ma non piegato insino allora indarno

Codardamente supplicando innanzi

Al futuro oppressor; ma non eretto

Con forsennato orgoglio inver le stelle,              310

Nè sul deserto, dove

E la sede e i natali

Non per voler ma per fortuna avesti;

Ma più saggia, ma tanto

Meno inferma dell'uom, quanto le frali              315

Tue stirpi non credesti

O dal fato o da te fatte immortali.

 

No comment



mercoledì, febbraio 11, 2009
 

Il 21 febbraio a Piazza Navona



lunedì, febbraio 09, 2009
 

Galileo-Englaro

Il cielo stellato sopra di noi

La legge morale in noi



giovedì, febbraio 05, 2009
 

Il Vaticano brucerà

Per autocombustione

- “Per la dolorosissima vicenda Englaro non si tratta di accanimento terapeutico"

Cardinale messicano Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio degli operatori sanitari della Santa Sede, carica equivalente al ns. Ministro della salute.

Se continua così.



venerdì, gennaio 30, 2009
 

DONNA PRASSEDE E DON FERRANTE


questo è D.Ferrante
Donna Prassede era “una gentildonna molto inclinata a fare del bene”

Donna Prassede è un personaggio esemplarmente bigotto, che si intromette negli affari di tutti e lo dimostra con il comportamento di protezione che assume con le sue figlie. Si convince che Renzo sia un poco di buono per via degli ordini di cattura che lo riguardano, ed è quindi risoluta a far sì che Lucia lo dimentichi offendendo la persona di Renzo, perché si sa che agli uomini il bene bisogna, le più volte, farlo per forza.
Teneva essa per certo, come se lo sapesse di buon luogo, che tutte le sciagure di Lucia erano una punizione del cielo per la sua amicizia con quel poco di buono, e un avviso per far che se ne staccasse affatto; e stante questo, si proponeva di cooperare a un così buon fine. Giacché, come diceva spesso agli altri e a se stessa, tutto il suo studio era di secondare i voleri del cielo: ma faceva spesso uno sbaglio grosso, ch'era di prender per cielo il suo cervello.
Donna Prassede è sposata con Don Ferrante, uomo di cultura, perfetto erudito seicentesco, completamente assorbito dallo studio dei suoi libri.
Alla fine del romanzo si legge:
«Di donna Prassede, quando si dice ch’era morta, è detto tutto».
Se Prassede con Poletto
tu vuoi metter per diletto
puoi pensar che D. Ferrante
in S. Pietro sia imperante.
Se il tuo Stato di Diritto
or Lucia fosse chiamato
tu vedresti il nostro mondo
oggi qui rappresentato
.
Noi li vorremmo morti, Prassede-Poletto e Ferrante-Imperante, e in effetti lo sono (stato vegetativo permanente dai tempi del concilio di Trento o di Teodosio a scelta, tenuti in vita dalle équipes medi(ati)ca, finanziaria e politica con la tecnologia dei concordati, degli otto per mille, delle esenzioni e dei privilegi).
L'obiettivo delle équipes odierne è Lucia: nel romanzo di Licio d'Arezzo è lei che muore.
Alla fine del romanzo "I Promessi Gomorrati", di Licio Aretino, è previsto quanto segue:
"Quanto alla Costituzione Italiana scritta dai banditi partigiani, quando si dice ch'era morta, è detto tutto".
PS. Donna Prassede e Don Ferrante sono falsi obbiettivi. Meglio puntare direttamente sulle Equipes.
 
Nota. Email mandata dal Barba a Libera Uscita, pubblicata su 
IL PUNTO
Le notizie diLiberaUscita
Gennaio 2009 - n° 54
Sommario
LE LETTERE DI AUGIAS
971 - La disputa sull’inizio e la fine della vita
972 - La pubblicità degli atei sui bus di Genova
973 - A dio, esista o meno, non interessano gli spot
974 - Se la religione si mischia con la politica
975 - Eluana, pareri medici e spettri moralisti
ARTICOLI, INTERVISTE, COMUNICATI STAMPA
976 -Rifiuta amputazione e muore, è polemica - di Caterina Pasolini
977 - Il Vaticano non applicherà più le leggi italiane
978 - La triste storia dell’Italia corrotta - di Eugenio Scalfari
979 - La religione civile che manca all’Italia - di Vito Mancuso
980 - Testamento biologico: parliamone seriamente – di Ileana Argentin
981 - Il diritto e la cura - di Ignazio Marino
982 - Il caso Eluana Englaro - di Franco Bandiera
983 - … E se invece scegliesse Eluana? di Alessandra Sannella
984 - La clinica di Udine dice no a Eluana - di Piero Colaprico
985 - Eluana: Sacconi indagato
986 - Il diritto calpestato – di Stefano Rodotà
987 - Muore dopo la trasfusione forzata: medici condannati – di O. Liso
988 – Eluana, qui si rompe il principio di legalità - di Carlo F. Grosso
989 - Il Piemonte apre a Eluana
990 - Testamento biologico, il PD si spacca e non vota - di G. Casadio
991 - Dal PD una parola chiara - di Ignazio Marino
992 - Non è la repubblica degli ayatollah - di Edoardo Buffoni
993 - Il caso Eluana nel paese della doppia obbedienza – di Ezio Mauro
994 - L’80% degli italiani per il testamento biologico - di F. Bordignon
995 - Il TAR Lombardia boccia il ricorso della regione - di P. Colaprico
996 - Testamento biologico: si va indietro di 40 anni - di Luca Ubaldeschi
DALLA ASSOCIAZIONE
997 - Religione e religiosità
998 - La ballata dell’angelo ferito
999 - LiberaUscita alla fiaccolata per Eluana
 1000 - Donna Prassede e Don Ferrante
PER SORRIDERE…
 1001 – Le vignette di Ellekappa – Sacconi stacca la spina alla clinica
Riferimento letterario: Promessi Sposi Cap.XXVII


martedì, gennaio 27, 2009
 

Res venit ad triarios

Ho mandato la mia adesione alla manifestazione di Piazza Farnese, tramite Facebook, con questo messaggio:

Res venit ad triarios Lo battaglia arrivò a coinvolgere la terza linea.
La resistenza è sulla terza trincea: il potere giudiziario (perduti potere legislativo e potere esecutivo). Con Apicella siamo sulla linea del Piave. Seguo da casa.
Urbano Cipriani

I triari erano la terza linea della fanteria dell'esercito romano repubblicano.
Erano i veterani dell'esercito romano che entravano in causa solo in casi disperati. Erano i soldati con più esperienza, anche se non erano più giovanissimi.
Avevano lunghe lance, e scudi. Erano dunque il punto di riferimento dell'esercito, dovevano respingere gli attacchi della cavalleria nemica ed erano spesso lasciati a guardia del campo e non erano impiegati in battaglia. (Tranne casi estremi, come il nostro. Perché, cari giovani amici, a questo siamo).

 

Come se i giudici fossero eredi di Auschwitz

Non prevalebunt

IL TAR LOMBARDIA BOCCIA gli eversori sanfedisti

Da: www.repubblica.it di lunedì 26 gennaio 2009

"Non posso che essere soddisfatto", dice papà Beppino Englaro, dalla sua casa di Lecco. Oggi il Tar ha depositato la sentenza 214 e ha accolto il ricorso del professor Vittorio Angiolini e dell'avvocato Franca Alessio contro la Regione Lombardia.
Prima di tutto, il Tar dice quello che decine di giuristi, tranne una minoranza fortemente orientata non solo dal codice, ma anche dalla religione, affermava: e cioè che la decisione della corte d'appello di Milano rappresenta un accertamento definitivo e non più impugnabile.
Ma non solo. Un padre, che in assenza di leggi, ha colmato i vuoti, passaggio legale dopo passaggio legale, dai primi passi mossi insieme all'avvocato Maria Cristina Morelli a questi ultimi che l'hanno portato a vincere anche in cassazione, ha quindi il "diritto-potere" di esercitare come di rifiutare le cure in nome e per conto di sua figlia. Papà Beppino, che dal 2008, diceva di essere "la voce di Eluana", può dunque farla sentire e sostenere che quell'"invasione di mani altrui", dopo 17 anni e otto giorni di stato vegetativo persistente, va rifiutata. "Il rifiuto delle terapie mediche, anche quando conduca alla morte, non può essere scambiato per un'ipotesi di eutanasia, ossia per un comportamento che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte, esprimendo piuttosto tale rifiuto - così si legge nella sentenza del Tar - un atteggiamento di scelta, da parte del malato, che la malattia segua il suo corso naturale".
Non si può dunque, come sarebbe potuto accadere in base ad alcune prese di posizione politiche, "essere curati a oltranza". Alimentazione e nutrizione costituiscono terapie e sospenderle non equivale a eutanasia omissiva".
La nota del ministro Maurizio Sacconi, "senza dubbio autorevole perché proveniente dal vertice dell'amministrazione" resta comunque un atto "inidoneo a intaccare il quadro del diritto oggettivo". E la convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità "non contraddice affatto il diritto al rifiuto delle cure".
C'è un passaggio ancora più profondo, che va in contrasto con alcune richieste della curia torinese: l'obiezione di coscienza, dice il Tar, in questo caso non c'è. "Il diritto costituzionale di rifiutare le cure, come descritto dalla suprema corte, è un diritto di libertà assoluto, il cui dovere di rispetto s'impone erga omnes, nei confronti di chiunque intrattenga con l'ammalato il rapporto di cura, non importa se operante all'interno di una struttura sanitaria pubblica o privata".
Se questo è il quadro, la Regione Lombardia non può negare di sospendere le cure e deve anche indicare la struttura adeguata. "L'accettazione presso la struttura sanitaria pubblica non può essere condizionata alla rinuncia del malato ad esercitare un suo diritto fondamentale. Né il rifiuto opposto dall'amministrazione alla richiesta del signor Englaro può giustificarsi in base a ragioni attinenti l'obiezione di coscienza". Perciò, "conformandosi alla presente sentenza, l'amministrazione sanitaria in ossequio ai principi di legalità, buon andamento, imparzialità e correttezza, dovrà indicare la struttura sanitaria dotata di requisiti" idonei a rispettare la volontà di Eluana.
Come si vede, il presidente Roberto Formigoni esce sconfitto sul piano del diritto da questa decisione. Esce sconfitto anche quel gruppo di persone collegate al ministero del Welfare che in questi mesi hanno trasformato una tragedia in una guerra senza esclusione di colpi bassi. "Io - dice il professor Angiolini - ho fatto il possibile per affermare quello che il signor Englaro mi ha sempre chiesto, di provare a vivere in uno stato di diritto, facendo ogni cosa alla luce del sole. Non ho mai avuto dubbi della vittoria nei tribunali, ma il prezzo personale che ha pagato e che paga la famiglia che assisto è davvero alto".
La sentenza, aggiunge Sacconi nella nota, "sostiene che il mio atto, per quanto 'autorevole', non è sufficiente a inibire nello specifico caso Englaro una sorta di diritto soggettivo sostenuto dal provvedimento della Corte di Cassazione. Auspico peraltro il ricorso al Consiglio di Stato - continua la nota - da parte della Regione Lombardia, perché rimango convinto che, in assenza di una legge specifica, non vi siano ragioni per far venir meno uno dei contenuti principali dei livelli essenziali di assistenza che vanno garantiti su tutto il territorio nazionale: quello del dovere di idratazione e alimentazione di una persona non in grado di provvedere a se stessa".
 
Commento. Nemmeno l'ennesima sentenza della Magistratura ferma i fautori della "vita ad ogni costo". Dopo aver esperito tutti i gradi della Giustizia, ora pensano all'unico organo che ancora non si è pronunciato perchè non investito della questione: il Consiglio di Stato.  Come se giudici ordinari, giudici di appello, Corte di Cassazione, la stessa Corte Costituzionale fossero una banda di assassini, eredi di Auschwitz, incapaci di comprendere che il diritto degli esseri umani deve venire DOPO i comandamenti divini, dettati dal Dio dei cattolici e interpretati in terra da una sola persona, infallibile ma non sempre. E ciò mentre da ormai quindici anni TUTTI i sondaggi confermano che la maggioranza degli italiani la pensa diversamente da loro, come avveniva ai tempi del divorzio e dell'aborto.
Questa non è più la tragedia di una sola persona e della sua famiglia: è la tragedia di un'intera nazione, l'Italia,
ove si può governare con soli 24.000 voti di scarto e quindi il ricatto fondato su 26.000 parrocchie terrorizza molti, troppi uomini politici  il cui unico scopo è quello di mantenere o conquistare il POTERE..
Ma, per dirla col loro linguaggio, "non prevalebunt".
gps

Nota. Giampiero Sestini è segretario nazionale di Libera Uscita.

***LiberaUscitaAssociazione nazionale laica e apartitica per la legalizzazione del testamento biologico e la depenalizzazione dell'eutanasia Via Genova, 24 - 00184 Roma apertura sede: lun-merc-ven. ore 8:30 - 10:30tel e fax: 0647823807sito web: www.liberauscita.it email: info@liberauscita.it
 

Ancora una volta:

Res venit ad triarios

Magistratura terza trincea ( perdute Camera e Senato)

Alla base di tutto: la società civile.


Nota del giorno

27 gennaio, giorno della memoria:

G8, lo Stato rifiuta i risarcimenti
per le vittime della polizia a Bolzaneto

Ricorso dell'Avvocatura contro la sentenza che stabiliva rimborsi per due milioni di euro agli attivisti no global reclusi e sottoposti a violenze nella caserma di Genova otto anni fa di MASSIMO CALANDRI

Eluana, il Tar dà ragione al padre
La Cei: "Nessun diritto a morire"

Accolto il ricorso di Englaro. Annullato provvedimento che impediva alle strutture lombarde di accogliere la donna. Bagnasco: "Aiutare le persone in coma. Solidarietà a Poletto". Sacconi: "Non mi rassegno, auspico ricorso" di P. COLAPRICO /
Gaza striscia di sangue Gaza striscia di sangue  Gaza striscia di sangue   Gaza striscia di sangue  Gaza striscia di sangue Gaza striscia di sangue Gaza striscia di sangue Gaza chiama Auschwitz Gaza chiama Auschwitz Gaza chiama Auschwitz Gaza chiama Auschwitz Gaza chiama Auschwitz Gaza chiama Auschwitz


giovedì, gennaio 22, 2009
 

Inverti i termini

Sesso forte e sesso debole


Mercedes Bresso, governatore del Piemonte

"Le parole di ringraziamento di Beppino Englaro rivelano il profondo aspetto umano di questa storia. E' nostro dovere stargli vicino. Ritengo che questa tragica storia di Eluana sia una questione non più sopportabile in un paese civile: viviamo in un paese in cui non si rispetta più neppure una sentenza della Corte di Cassazione e tutto diventa materia di lotta politica, anche i dibattiti sulle grandi questioni etiche o religiose".


Claudio Martini, governatore della Toscana

La Toscana ha perso l’occasione per dare alle celebrazioni galileiane quel tocco di attualità che avrebbe potuto contribuire a renderle credibili: mentre nel Cinque-Seicento dette coraggiosa ospitalità all’eretico Galileo, oggi è stata sorda di fronte al bisogno di ospitalità dell’eretica Eluana.
Enzo Mazzi, su 
la Repubblica-Firenze,  22 gennaio 2009.

Vedi i riferimenti, qui.




lunedì, dicembre 22, 2008
 

Irricevibili

(ASCA-AFP) - Strasburgo, 22 dic - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha respinto come 'irricevibili' gli otto ricorsi presentati da diverse associazioni cattoliche italiane contro la decisione di autorizzare l'interruzione dell'alimentazione artificiale per Eluana Englaro. Secondo la Corte di Strasburgo, chi ha presentato i ricorsi non ha alcun legame con la giovane donna, in coma da oltre 16 anni, e non puo' essere quindi considerato "vittima diretta delle violazioni presunte".
 
Anche questo ennesimo tentativo dei fautori della "vita ad ogni costo" è dunque miseramente fallito, come peraltro avevamo previsto. Siamo ora in attesa di conoscere cosa altro si inventeranno. Intanto il tempo passa, ed ogni giorno che passa cresce il dolore di chi ad Eluana vuole veramente bene. Ma ciò non interessa a chi vuole usarla per dimostrare che i diritti divini vengono prima dei diritti umani.
gps
(email di Libera Uscita)

Credo quia absurdum (ci credo perché è assurdo): è uno dei detti di non so quale Padre della chiesa. Ricordi di collegio della mia educazione salesiana.  Ma non basta il fanatismo religioso a spiegare lo svolgersi delle scene di questa teletragicommedia.
Non basta neppure ripetere che...Giorno dopo giorno, con un'incessante monotonia, si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono improvvisamente e inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni. (Carlo M. Cipolla, Allegro ma non troppo, Il Mulino ed. p.46).

Per me questa insistenza demenziale, questa rabbia da bava alla bocca non è solo frutto di stupidità (che va comunque messa sempre nel conto), qui si tratta di gente che da anni porta avanti un progetto di demolizione della Stato nato dalla Resistenza: un lavoro che dura da tanto, tra bombe, attentati, false bandiere (BR, Anarchici), tutto scritto nel promemoria del mio concittadino di Arezzo, lavoro oramai quasi ultimato: i tre poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) devono finalmente riunirsi in uno, come il dio uno e trino rinchiuso tra le mura vaticane. Parlamento e governo sono ormai camicia e culo, molto del secondo. Ma resiste in maniera non prevista il terzo potere che rischia di far saltare il piano, come il terzo stato qualche secolo fa in Francia. Falcone e Borsellino si riproducono come mosche. Ma la Cassazione no! Come il nobile Mirabeau e il vescovoTalleyrand che tradiscono le classi di provenienza e preparano la strada al Napoleone del codice civile contro la Santa Alleanza della restaurazione.  Non era previsto. E questo spiega la "stupidità" di un ministro Wellfare (ministro del benestare) costretto a emettere fiato di tromba come un nuovo Barbariccia a capo di un'armata Brancaleone.   "Questo matrimonio tra terroristi e magistrati non s'ha da fare, questa sentenza non s'ha da applicare."
Ragazzi, siamo all'ultima trincea. la Magistratura è il nostro Piave. Era già pronto  il telegramma della Vittoria: "terroristi, banditi badogliani, cattocomunisti, sindacalisti rossi e magistrati forcaioli risalgono in fuga disordinata quelle colline pseudoriformiste da cui erano discesi con orgogliosa sicurezza negli anni sessanta. Sul Colle sventola ormai la bandiera di Arcore,
tessera N. 1816.  Signori, è fatta."

Popolo delle libertà, la festa è rimandata.

State, missa non est.

E tutto questo per un Peppino come si chiama..Englaro.  Così piccolo, piccolo, così. Pietro Micca che non vale una cicca... Ora poi ci voleva anche lo sbarco di Salerno.
Ma chi è questo pezzo di m. di
Carlo Vulpio?

P.S. La battaglia infuria:

Controcanto di M. Travaglio

Per non perdere il senso: si sono messi in tasca 8 milioni di € destinati a far depuratori, ospedali, scuole. Otto milioni, 16 miliardi di vecchie lire. Così finiscono tutti i contributi europei. Da sempre.