16-30 settembre 2009 - 3500 km. con Shahab (leggi Sciakob) alla guida.
Domenica alle baracche verdi dell'Isolotto, ospiti della Comunità, abbiamo, Paola ed io, fatto una relazione con audio e video sulla nostra recente traversata cavalcata dell'Iran, dichiarato "Stato canaglia" dagli Stati Uniti portatori riconosciuti di pace libertà e democrazia nei confinanti Iraq e Afghanistan. Mi sono emozionato nel presentare foto e video...non so giudicare quanta della mia emozione si è trasferita nei presenti. Mi trovo anche imbarazzato a fare una relazione decente ai miei cento lettori che anche ieri hanno dato uno sguardo al Barbabianca, nonostante l'assenza di un nuovo post.
Sto mettendo un po' di ordine su foto e video del viaggio per ricavarne una proiezione digeribile per l'assemblea domenicale del primo novembre prossimo alle baracche verdi di Via degli Aceri 1, sede storica della Comunità dell'Isolotto. Ne approfitto per rileggermi online notizie sulle vicissitudini storiche di questa parte di pianeta, posta come una strada sopraelevata sulle grandi direttrici del formicaio umano in corsa perenne tra Europa e Asia, in cerca d'acqua, di pascoli e di seta. Paola cura la parte letteraria e poetica. Le sto scaricando poesie di Hafez e Khayyam...Ma anche di Forùgh Farrokhzàd e Nadèr Naderpùr
Domenica 1 novembre, alle ore 10,30, zona Isolotto, autobus 9, 1, 17C, vicino alla Piazza del mercato. Per gli amici che sono in zona.
(Nota di servizio: quando Shahab parla inglese puoi trascinare il mouse, senza premere, sul quadrato che si forma al centro dell'immagine per far emergere i sottotili in italiano. Non sono riuscito a far di meglio).
Sciacob, così si pronuncia, ha guidato per 3600 km il suo furgoncino Toyota per mostrarci città, paesi, montagne, deserti, oasi e giardini, musei e moschee. Senza risparmio e con grande abilità. Nel video ho inserito immagini del soggiorno di due giorni a Garmeh, ai confini del deserto centro-nord dell'Iran, e l'intervista fatta a seguito di quella a Soheila, mentre siamo per 3 giorni a Esfahan, città natale di Shahab e città della famiglia di Soheila che è nata a Tehran. Per Garmeh ho fatto onore al gran capo Mazìar che con la moglie (francese) Aryan, il figlioletto Amyar, il fratello di lui e la cognata regge la casa-albergo da quando ha deciso di lasciare Tehran, immensa e per lui poco vivibile, per immergersi nella dura e splendida magia di un'oasi nel deserto, ritornando, d'altronde, alla casa dei suoi avi.
Come puoi approfondire consultando ilsuo sito: http://www.ateshooni.com/ (in inglese) o la guida Lonely Planet, IRAN, p.272.
Una menzione onorevole al fratello e cognata di Maziar per la migliore cucina - dice Paola - di tutto il nostro viaggio.
Quanto a Shahab, questo il suo cellulare: 0098 9133011083.
Le due serate al lago salato il 23 e nel deserto il 24 sono state un'extra per noi coraggiosi e fortunati. Mi ci vorrebbe la penna di Rumiz per descrivere i momenti passati la sera, quando è tramontato il sole per far posto a una luna quasi piena: sul lago salato Soheil, una specie di guru quasi santone, che ripassava con Soheila e Shahab i fondamenti di una sapienza indiana o sufi o che altro, mentre noi turisti occidentali ci si distraeva a puntare il sole che se ne andava, la luna che si illuminava, Giove che la insegue da tutta l'estate, e il triangolo estivo di Vega, Deneb e Altair, con la ricerca della stella polare facilitata dalla mia frequentazione del cielo casentinese, forse ancora più nitido di questo.. La sera dopo è stato commovente vedere Mazìar stendere sul deserto i tappeti, cercare la legna (in parte se l'era portata?), accendere il fuoco, mettere il bricco dell'acqua per il thé a bollire, mentre il piccolo Amyar gli stava addosso, tenuto a freno da mamma Aryan.
Questo è l'Iran "paese canaglia" contro il quale stiamo lucidando (Israele, Stati Uniti, governi NATO e mass media) la superbomba che distruggendo la centrale atomica di Natanz, permetterà alla Francia di costruire per noi le 5 centrali preventivate da SuperSilvio insieme al Ponte d'oro che unirà per la vita e per la morte le penisola continentale con l'Isola dei famosi, insieme al grande traforo TAV che ci permetterà lo scambio dei beni materiali e delle persone fisiche con la stessa immediatezza di YouTube: grande tubo. E' uno sfogo, amici miei, che avete sgranato gli occhi al vederci ritornare da là vivi e vegeti ostinandovi tutt'ora a rimaner chiusi dentro la trappola mediatica allo stesso tempo stupida e infame...Amen.
Esfahan, domenica 27 settembre 2009. Nel giardino antistante il Palazzo delle 40 colonne, due coppie italiane, Mariolina e Nicola, Paola e Urbano, si confrontano con le loro guide Soheila e Shahab...
L'intervista è stata fatta nel tardo pomeriggio di domenica 27 Settembre, al secondo giorno del nostro instancabile (per Soheila e la coppia di amici catanesi) girovagare nella "Isfahan nesf-e jahan" (Isfahan è la metà del mondo): bazar, Moschee, minareti oscillanti, Imam Square davvero spelndida, i 3 ponti dalle 100 archate su un fiume secco da 2 anni ( un'impressione passeggiare la sera sotto le archate pensili, tra gente appoggiata e seduta che ascolta cantanti solitari che si alternano uno dopo l'altro. L'intervista l'avevo chiesta io, ma Solheila la voleva quanto me. Perché ha tante cose da dire. E non solo lei. Ci vorranno altri due Youtube...
Peccato per Soheila che non possa aprire Youtube dall'Iran. Ma lo vedrà Arash, il figlio ingegnere che sta completando il suo perfezionamento a Perugia.
A proposito (per Mariella che pensava mi avrebbero requisito la mia videocamera): ho sbobinato le 8 cassette di riprese fatte dentro scuole e moschee, piazze e palazzi, caffè e ristoranti..ti facevano festa, curiosi di noi come noi di loro. Così non mi era successo in Tunisia, Marocco, Giordania, Siria. Avrò tempo per perfezionare il programma di montaggio Premiére insieme al mio istruttore Martino. Ne verrà fuori più di un DVD.
(Esfahan, mattina di sabato 26 settembre, all'entrata di una scuola femminile)
Ho camminato per le strade di Shiraz, Yazd, Esfahan e ancor più che le moschee e i palazzi, maestosi e attraenti nella loro bellezza orientale, guardavo le donne, sole, a coppie, a gruppi, ma sempre infagottate nei loro mantelli neri o, nei casi migliori, avvolte nel piccolo soprabito che le copriva quasi fino al ginocchio, là dove spuntavano gli immancabili pantaloni. La stagione era calda, metà settembre, ma raramente ho visto un piede nudo nel sandalo, mai una testa scoperta. L'attrice del filmetto per famiglie che ho visto in un'affollata sala di Esfahan, molto elegante, con un grazioso soprabito e tacchi alti, portava il foulard perfino la notte, quando andava a dormire. Però l'argomento del film non sarebbe dispiaciuto nemmeno qua da noi. La giovane coppia in crisi decideva di scambiarsi i ruoli: lui a casa a districarsi nelle faccende domestiche e nella cura dei due figli, lei a dirigere la piccola azienda di famiglia per la gestione di una sala per banchetti di nozze. Alla fine il risultato è quasi femminista: lei si rivela una manager superiore al marito, lui si arrende e desidera ardentemente far pace e detti pure lei le condizioni. Il tutto piuttosto ingenuo e cinematograficamente scontato, ma a suo modo significativo. Mi è anche capitato di vedere un matrimonio nel momento in cui le donne restano sole e si danno alla pazza gioia, spogliandosi dei mantelli e mostrandosi con vestiti così scollati, aderenti e rilucenti di lustrini che difficilmente verrebbero indossati da noi in simili occasioni. E i balli, le grida, il tripudio di gioia liberata che è d'uso in queste occasioni. Per cui, traendo una più che probabile conclusione, viene da dire che la coltre nera che avvolge queste donne e tanto le imbruttisce resta un funesto quanto superficiale mezzo di repressione che in sostanza intacca poco la vitalità e il desiderio di affermare le proprie esigenze imprescindibili. So che le donne iraniane sono presenti largamente nelle scuole, nei pubblici uffici (non possono diventare giudice) in vari ambienti di lavoro, ho visto nel cortile di una scuola superiore gruppi di ragazze che chiacchieravano vivacemente tra loro e si affollavano e si affollavano intorno al nostro piccolo drappello di turisti, desiderose di scambiare parole e di respirare un'aria diversa.
Poi è arrivata un'arcigna insegnante a portarle via, ma loro hanno continuato a ridere e a fare cenni amichevoli da dietro le finestre chiuse.
In poche parole quello che si percepisce con sufficiente chiarezza è un livello di maturazione di capacità di autonomia che con difficoltà viene trattenuto e imprigionato in forme rigide destinate secondo me a non durare a lungo. Il personaggio di Soheila, la nostra brava guida iraniana, impersona bene questa situazione. E' una donna giovane e attraente, divorziata da vari anni, che si guadagna la vita con un lavoro che fa con passione. E nessuno la giudica male, anzi è rispettata e apprezzata. In questo la situazione di Soheila non è diversa da quella di una donna sola in un paese europeo. Mi fermo un momento perché non voglio lasciarmi prendere la mano da queste impressioni positive. "La gabbia d'oro" di Shirin Ebadi, premio nobel per la pace 2003 e oggi anche firmataria dell'appello a mobilitarsi contro la censura dell'informazione qui in Italia, e "Un matrimonio a Tehran" di Azadeh Moaveni svelano retroscena piuttosto cupi della situazione politica iraniana e del resto gli avvenimenti recenti del dopo elezioni del giugno scorso parlano chiaro in fatto di repressione. "Morale della favola", come dice spesso Soheila, è che da una parte c'è una volontà politica che non esita a imporre un regime intollerante a vari livelli, dall'altra però c'è la presa di coscienza di una popolazione in buona parte matura, anche culturalmente, che è in disaccordo con questo regime e sceglie, quando può, di battere strade iverse. In questo senso va la lotta silenziosa delle donne che anche giornalmente, nelle piccole cose quotidiane, fanno quello che possono per recuperare quello che pretende di togliere loro una visone maschilista e arretrata nel tempo. (Paola)
Home sweet home, si torna sempre volentieri a casa. Dopo aver fatto, via terra, 3600 km in 13 giorni.
Ritrovare il pane lievitato, il rostbeef che sa fare Paola, con l'aiuto di Costantino macellaio a noi vicino, con la compagnia di una cappella di porcino che profuma di Casentino, di una bottiglia "Amarone della Valpolicella, 2005, classico" portata in tavola da Simone che ultimamente sembra orientato verso la professione di sommelier, probabilmente per la frequentazione sempre più assidua di amici casentinesi.
Perché in Iran si mangia tanto, si digerisce bene, yougurt e frutta a volontà, melanzane pasticciate in tutti i modi, ma il pane è azimo, la carne agnello, montone, pollo, pollo montone agnello...Provato il manzo, ma da lasciarci i denti. Da bere: acqua, pepsicola, birra analcolica.
E poi a me e Paola non corrispondono le porzioni o proporzioni; montagne di roba con inevitabile spreco, dato che quasi mai trovi il selfservice; chiedi uno spiedino e ti arriva un'alabarda; poi impari a dire "uno in due". Questo discorso non vale per gli altri 4 commensali molto disinvolti nel maneggiare le alabarde. Sì perché eravamo tre coppie: Shahkab e Soheila, driver e guida, Mariolina e Nicola, siculi, Urbi e Paola, toschi. Su un furgone Toyota a 11 posti, un 2500 a benzina. Quando eri stanco ti potevi metter dietro, stenderti e dormire. E questo grazie alla paura che governa il mondo e che ha provocato la rinuncia di un bel gruppo di veronesi ai quali eravamo stati aggregati.
Il furgoncini in Iran vanno tutti a benzina, che costa pochissimo. Il gasolio, che costa niente, è riservato ai TIR.
Nota
La foto è di giovedi 24 settembre, nel deserto Dasht e Kavir, località Garmeh. Dietro il fuoristrada Maziar ha aceso il fuoco per il nostro "Thè nel deserto". Nel frattempo il sole si avvia al tramonto. Bella serata, ne riparliamo.
Esfahan, sabato 26 settembre 2009. Decimo giorno del viaggio di 14 giornate. Per tutti quelli che si sono preoccupati per noi prima e durante la visita alla culla della nostra civiltà.
Grazie a Soheila che ha scovato un'altra coppia (come da noi richiesto). Partenza il 16 settembre. Appena il tempo di comprare i biglietti Ryan Air, chedo scusa: Iran Air. 546 € cd Roma-Teheran A/R. E così, invece di andare nella seconda metà di ottobre in un branco di 20/30 persone, ci godremo il settembre, in 4, a giro per la Persia in un toyota giapponese. Perché "la paura governa il mondo" (Alfieri ma non solo lui; lo capisce anche un bambino). A chi resta lasciamo per contrappasso la paura del virus che frutta miliardi alla Roche, che ha la bava alla bocca quando sente parlare Obama di riforma sanitaria. Quando entrai da un dentista a New York per farmi riincollare una capsula dentaria, la prima cosa che mi chiese la segretaria - ero ancora sulla porta - costa 95 $. Otherwise..european, go home!
di trovare una coppia che ci faccia compagnia per un viaggio in Iran, con una guida favolosa. !4 giorni da metà ottobre:
Programma del viaggio (sig. Urbano)
1- Italia Tehran
Arrivo in serata incontro con la guida trasferimento in albergo e pernottamento.
2- Tehran – Kerman
Prima colazione - Visita della citta’ con l’incantevole Iranbastan - celebre museo archeologico dove sono custoditi preziosi reperti delle antiche civiltà che hanno abitato la regione ed museo dei vetri - pranzo. Dopo la seconda colazione trasferimento in aeroporto - Partenza per Kerman arrivo in Hotel cena e pernottamento.
3- Kerman - Rain – Mahan - Kerman
Prima colazione - L’escursione a Mahan e Rayn - a Mahan si visita il Giardino del Principe ed il complesso funerario con la sua cupola azzurra del XVI secolo di Nurel-din Nemat Allah Vali il santo Sufi - Proseguimento per Rayn dove si visiterà Stupefacente cittadella fortificata tipico l’esempio dell’architettura ecologica del deserto costruito nel periodo sassanidi del 400 d.C. - Ritorno alla volta di Kerman e visita dell’antica città del deserto dall’animato Bazar tradizionale il complesso di Ganjalikhan comprendente l’esempio tipico dell’ architettura islamica (Moschea Congregazionale - Caravanserraglio - Hammam - Bazar e Cisterna d’acqua ), rientro in albergo cena e pernottamento
4- Kerman – Shiraz
Prima colazione - Partenza in pullman per Shiraz nel corso del viaggio si possono ammirare quattro paesaggi differenti dell’ altopiano iranico ( Lago- Deserto Montagna - Pianura ) sosta a cittadina di Neiriz per fare Pic nic e visita alla moschea più antica dell’ Iran famoso come moschea a mono Iwan dopo tale visita proseguimento del viaggio verso Shiraz arrivo nel tardo pomeriggio rientro in albergo cena e pernottamento.
5- Shiraz – Persepoli – shiraz
Prima colazione - In mattinata l’escursione a Persepoli visita approfondita del palazzo primavera fatto costruire da Dario I nel 518 a.C per celebrare le feste d’ inizio anno. L’enorme piattaforma e’ ricoperta di bassorilievi raffigurati tutte le popolazioni che facevano parte dell’ Impero Persiano - Prima Dario e poi Serse avevano fatto affluire in Persia i migliori artigiani di loro mondo - costruendo un palazzo che doveva essere la summa dell’ architettura e della scultura delle regioni Mesopotamiche. la visita prosegue con Naqsh-e Rostam - luogo delle tombe dei primi Imperatori cioe’ Dario il grande - Serse Artaserse I e Dario II - seconda colazione - rientro a Shiraz visita della città nota per i suoi giardini e per la mitezza del suo clima. Si visiteranno la tombe del poeta Hafez e complesso di Vakil : Bazar Vakil, La Moschea di Vakil (moschea della rosa ) La fortezza di Vakil , Caravanserraglio di Moshir , Madrasa Coranica ; rientro in albergo cena e pernottamento.
6- Shiraz – Pasargad – Yazd
Prima colazione -partenza per yazd , nel percorso vista a Pasargade - prima capitale Achemenide con la tomba del suo leggendario fondatore Ciro il Grande
Proseguimento per l' antica Yazd tra i più importanti centri carovanieri medioevali che accolto per secoli mercanti e viaggiatori arrivo in albergo cena e pernottamento.
7- Yazd
prima colazione - Visita della città fondata dai Sassanidi e centro dell’antico culto Zoroastriano che sopravvive con il “Fuoco Sacro” conservato nei tempio Atashkade quindi Dakhme con le suggestive “Torri di Silenzio” che si ergono nel deserto e dove gli zoroastriani deponevano i defunti per farli divorare dai rapaci - Pranzo - visite Delle Moschee Jame - Mirciakhmaq che si eregge in una bellissima piazza medioevale quindi gli antichi quartieri - il Bazar – il muse dell acqua - rientro nel albergo nel tardo pomeriggio cena e pernottamento.
8- Yazd – Garmeh
Prima colazione –mattina proseguimento della visita di Yazd dopo pranzo partenza per il villaggio di Garmeh nel deserto più grande dell' Iran Dasht e Kavir, che viene chiamato deserto di sale per i numerosi laghi salati presenti in quest area. Il tragitto da Yazd a Garmeh è molto affascinante per il panorama caratterizzato da montagne colorate.. Cena e alloggio nella casa tradizionale. pernottamento
9- Garmeh
Prima colazione. Visita del deserto .Sarà possibile fare una passeggiata sul cammello per 1/ 2 h circa. La guida locale preparerà il pranzo nel deserto (a base di carne di cammello arrosto ). Rientro in serata. Cena e pernottamento
10 – Garmeh – nain – Esfahan
Prima colazione.Partenza per Isfahan nel perrcorso visita a Nain con La Moschea Masjed-e Jamé ,pomeriggio arrivo alla citta’ delle mille e una notte. in albergo cena e pernottamento.
11- Esfahan
Pensione completa - Visita della città tra le più suggestive del mondo – la stupenda piazza centrale dove si affacciano le antiche botteghe del gran Bazar - le moschee masjed-e Emam e masjed-e Sheikh Lotfollah - capolavori dell’ architettura e decorazione dell’ arte persiana islamica e il palazzo Ali Qapu - Pranzo zar e i vari monumenti voluti dallo Shah Abbass e i successori Safavidi pranzo. dopo la seconda colazione proseguimento delle visite. nel tardo pomeriggio rientro in albergo cena e pernottamento.
12- Esfahan
Prima colazione - Proseguimento visita della città- il quartiere Armeno con le sue chiese e lae cattedrali - i famosi ponti Sio- se pol e Khajou dalla magnifica architettura - la moschea del Venerdi - l’animatissimo Bazar e i vari monumenti voluti dallo Shah Abbass e i successori Safavidi pranzo. Dopo la secona colazione proseguimento delle visite.
13- Esfahan – Ardestan – Abyaneh –
Prima colazione.Partenza per Abyaneh nel perrcorso visita ad Ardestan con La Moschea Masjed-e Jamé di 1000 anni fa ,pomeriggio arrivo ad Abyaneh , il vilaggio protetto dal Unesco , per avere conservato i suoi costumi e tradizioni antichi , passeggiato nel paese la sera alloggio nell unico albergo cena e pernottamento
14- Abyaneh - Kashan – Qom
Mattina partenza per Qom via Kashan , a Kashan visita a girdino di Fin , case bioclimatiche del epoca Cagiari e collina di sialk conosciuto come la nostra culla della civita' . nel pomerggio prtenza per Qom e visita al mausoleo di Masumeh (sorella del Ottavo Imam) cena e pernottamento.
N.B. la scela di Qom invece che Tehran perche e' molto piu' comdo per voi che giorno dopo dovete prendere il volo dall aeroporto di Tehran che si trova nella strda fra Qom e Tehran , cosi non vi sctanccate troppo (la durata del viaggio Da Tehran all aeroporto e' quasi uguale che da Qom all aeroporto ,abbiamo provato con altri gruppi e' assolutamento e' stato approvato)
15 – Qom – Italia
In mattinata trasferimento in aeroporto partenza con il volo di line per Italia.
Gli alberghi del viaggio o Similai di categorie :
Tehran – Hotel Enqelab 4*
Kerman – Hotel Mahmansara 4 *
Shiraz – Hotel Aryo Barzan 4*
Yazd – Hotel tradizionale Dad 4*
Garmeh – Casa Tradizionale
Isfahan – Hotel Zohreh 4* Top
Abyaneh – Hotel Abyaneh 3*
Qom – Hotel Qasr od Olampic 4*
I servizi comprendono:
1- Esecuzione di tutte le formalità da Tehran per il rilascio del visto in Italia.
La sezione islamica della rivoluzione francese è in corso a Teheran.
Il Terzo Stato è in rivolta contro Nobiltà e Clero, intendendo per Nobiltà i membri laici della classe di governo che finora aveva aderito alla rivoluzione di Komeini.
Come in Francia nell'89, membri di Nobiltà e Clero passano col terzo Stato, rappresentato dalla la borghesia non corrotta, dagli studenti e dalle donne (che sono maggioranza tra gli studenti stessi e superano in numero medici e ingegneri maschi).
l'Ayatollah_Khamenei è il clero teocrate
la Nobiltà alleata con i contadini della Vandea è Ahmadinejad
Mousavi come il nobile Mirabeau passa al terzo Stato;
Rafsanjani e Khatami come Talleyrand e Sieyès passano dal clero al terzo stato («Che cos'è il terzo stato? Tutto. Che cosa è stato finora nell'ordinamento politico? Nulla. Che cosa chiede? Chiede di essere qualcosa» (Abate di Sieyès).
Il più importante esperimento di ideologia islamista dalla nascita della Fratellanza musulmana costretto a cedere il passo al popolo sovrano, formato da sanculotti alfabettizzati, armati di Twitter e Youtube: Che cos'è il popolo? Tutto. Che cosa è stato finora nell'ordinamento politico? Nulla. Che cosa chiede? Essere qualcosa.
Gli iraniani, ma per la prima volta anche pezzi importanti dell'establishment come lo stesso Mousavi, sfidando la parola e gli ordini di Khamenei, hanno messo in dubbio la validità del principio del velayat-e faqih (la tutela del giurisperito), su cui si fonda la Repubblica islamica. Hanno messo in dubbio, in definitiva, la natura divina della legittimazione del potere della Guida Suprema.
Dall'Iran comincia una nuova era per il mondo islamico; dall'Iran partirà la lunga strada dell'emancipazione della donna islamica. (Nota)
E sarà la fine della teocrazia e degli sceicchi.
E della Santa Alleanza (Europa, Stati Uniti, Israele).
Ho scritto.
Nota intravagante:
Il rapporto immediato, naturale, necessario, dell’uomo all’uomo è il rapporto dell’uomo alla donna.
Il rapporto dell’uomo alla donna è il più naturale rapporto dell’uomo all’uomo. In esso si mostra, dunque, fino a che punto il comportamento naturale dell’uomo è divenuto umano. Da questo rapporto si può, dunque, giudicare ogni grado di civiltà dell’uomo.
(C. Marx, Scritti giovanili)
PS. A proposito dei sanculotti armati di Twitter, dai un'occhiata a Webgol dal quale ho preso la caricatura di testa.
I was on 125th Street in Harlem Tuesday night, and down through Manhattan until late, among people dancing in the streets, honking horns, blocking streets with joy at the election of Barack Obama.
Martedi sera ero alla 125ma strada in Harlem e poi giù per Manhattan fino a tardi, in mezzo a gente cheballava nelle strade, azionando il clacson, bloccando le strade per la gioia dell'elezione di Obama.
As we promised, World Can't Wait was at Grant Park (left, with banner reading, "No More Wars for Empire") and other locations around the country, talking with people, experiencing the moment, and yes...arguing with and learning from people on what they think Obama will change. My favorite moment was an exchange with an African American woman, age 75. I was wearing the orange "no attack on Iran" t-shirt. She pointed to it and said, "I see you haven't drunk the kool-aid...You know, that's what Obama wants to do!"
Come promesso, noi di "Il mondo non può aspettare" eravamo al Parco Grant con lo striscione: Non più guerre per l'Impero e anche in altre zone per tutto il paese, parlando con la gente, vivendo quel momento, e, sì...discutendo e litigando su quello che la gente pensava riguardo ai cambiamenti che si aspettava da Obama.
Il mio più bel momento è stato uno scambio con una donna afroamericana di 75 anni. Io portavo la maglietta arancione con la scritta "no all'attacco all'Iran". Lei la indicò e disse: Vedo che tu non hai bevuto alla salute...tu hai capito quello che Obama vuol fare!
Stop thinking like an American, and start thinking like someone who cares for the whole planet. Smetti di pensare come un Americano e comincia a pensare come un essere umano che fa parte dell'intero pianeta.
What is there to celebrate in an Obama presidency? Making us feel good about the country again when Obama is trying to unite us to behind what he calls "the good war" in Afghanistan? While people in the US were lining up to vote, a US air strike on an Afghan wedding party killed 34 civilians. Another strike killed 7 more yesterday.
Obama vuol portare fino in fondo la "giusta guerra" in Afghanistan: mentre la gente faceva la fila qui per votare, un attacco aereo US uccideva 34 persone riunite per una festa di matrimonio. E ieri altri 7 civili. Obama, the "anti-war" candidate, wants to leave 50 to 80,000 troops in Iraq, and move more combat brigades to Afghanistan. He promises to increase the US military by 92,000, ready to project American empire further on the lives of kids in high school now. Obama proposed sending drones and special forces into Pakistan - a sovereign country - and the Bush regime secretly began attacks on Pakistan in July, which have killed scores of civilians, as part of the Bush doctrine of pre-emptive war.
Obama è pronto a realizzare il progetto dell'Impero Americano con la vita dei nostri ragazzi che ora sono alle elementari...
My supposition is that, since Iran has been targeted for bombing by Bush (and openly by Olmert the other day), the press is jumping on the band wagon to label everything that Iran (and its ruler) do as extremism. The covering fire has begun.
La mia supposizione è che, siccome l'Iran, per Buhs e per Olmert, è l'obbiettivo da bombardare, la stampa salta sul loro carro ed etichetta tutto quello che fa l'Iran e il suo capo come estremismo. Il fuoco di copertura è incominciato.
Dear all,
I was surprised to see how the Italian media dealt with President Ahmadinajad's speech delivered yesterday at the FAO. It seemed to me little difference was accorded to the speech content: the Italian media had already prepared their reactions.
I personally found it more balanced than what I had expected but certainly less diplomatic than what one would expect to hear in such meetings, and to be honest, I don't think that was a bad thing. At least it contained more thruth than the Brazilian president speech that did not disclose the social effects of biofuels (but was largely applauded).
(ANSA) - ROMA, 3 GIU - Il mondo e' oggi 'gestito da incompetenti'. Lo ha detto il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, in una conferenza stampa alla Fao.
Per il primo maggio, che non è festa negli Stati Uniti, il sindacato dei lavoratori portuali della costa ovest, l´International Longshore and Warehouse Union, ha indetto uno sciopero per protestare contro le guerre in Iraq e Afghanistan.
Ci saranno manifestazioni a sostegno nei porti di San Francisco (California), Seattle e Olympia (Washington).
L´azione dei portuali ha anche l´appoggio di altri sindacati, tra cui la federazione degli insegnanti della California e dei postini di New York.
Chiedono l'appoggio del resto del mondo al grido di "No Peace No Work"
Sabato 22 marzo ho compiuto 52 anni, no, non è la preoccupazione dell’età anagrafica a farmi rabbrividire ma ben cose più pesanti. Da settembre 2007 non ho più percepito il mio salario, il 20 dicembre 07 la ditta per cui lavoravo ha chiuso i battenti ed il 20 febbraio c.a. è stata dichiarata fallita.
...
Raramente dopo aver inoltrato un c.v. qualcuno si degna di rispondere, non parliamo poi delle agenzie interinali che ormai nascono come funghi, ti attirano con ripetitive inserzioni su vari siti, mi sono chiesta seguendo vari annunci sempre ripetuti da mesi, se non sia uno specchio per allodole, la domanda nasce spontanea, ma hanno una sovvenzione per ogni candidato che annoverano sul loro database? Tipo canili che percepiscono un tot per ogni animale ospitato?
...
Un ulteriore fatto voglio sottoporLe, non ho mai chiesto in 30 anni di lavoro qualcosa all’INPS, il collocamento mi ha suggerito nel frattempo di fare domanda per la disoccupazione, anche li mai nessuno che ti guidi e ti dica cosa occorra a corredo della domanda, con flemma ti scrivono che manca un documento, lo porti e passano i giorni, ti riscrivono dicendoti che manca un altro foglio, per ben 4 volte ho dovuto fare su e giù e siamo arrivati quasi a fine marzo senza sapere se ti concederanno la sovvenzione o no. Trovata qui
Dove si dimostra che l'efficienza amministrativa e l'efficacia risolutiva non è né di destra né di sinistra. Coraggio, Italia: resistere e...insorgere.
Cielo grigio su Firenze, ieri ho compiuto ...anta5 anni, Dante in Casentino sta andando in stampa, sto leggendo le newsletters di Debra Sweet:
Some remarkable local protests last week targeted miliary recrutiing. High school students in Portland OR left school and marched on City Hall, demanding answers from the Mayor. Why are recruiters all over the high schools?
Will November 2008 bring a meaningful change to America? Will getting rid of George W. Bush and Richard Cheney without impeachment or indictment really make a difference? Will a 600 billion dollar war/defense budget be cut in half and used for desperately needed domestic spending? Will the ninety-three billion dollars profits in the private health insurance companies—those parasitic intermediates between you and your doctor—be used instead for full health care coverage for all? Will Habeas Corpus and Posse Comitatus be restored to the people? Will torture stop? Will all students in public universities be able to enroll for free? Will the US national security agencies stop mass spying on our personal communications? Will the neo-conservative agenda of total military domination of the world be reversed?
Il 20 marzo il governo canaglia ha dichiarato guerra all'Iran.
Questa non la sapevi, ammettilo.
Il vescovo ammazzato, il mussulmano convertito in mondovisione, la predica agli europei dell'ambasciatore israeliano in Vaticano, l'attacco agli sciiti della Bassora di Sadr con la "carica dei cavalieri" : romantico. Adolfo sugli Champs Elisées, George W sui campi elisi di Teheran, Gigante texano come James W Dean a fine corsa, ubriaco marcio.
Ma intanto andiamo a votare. Resistere per insorgere.
Cielo grigio su Firenze, ieri ho compiuto ...anta5 anni, "Dante in Casentino" sta andando in stampa. Ieri la Biblioteca delle Oblate, via dell'Oriuolo, era strapiena di gente che rivendicava il diritto di morire in pace senza gli accanimenti terapeutici di papa ratzinger. ( "Il dolore e la politica" di Boraschi, Manconi; "Coraggio, ricominciamo" di G. Bonadonna). Presto il sole ritornerà a splendere, domenica prossima la sua luce aumenterà di un'ora.
Nel frattempo il sole sta inondando quieto la stanza, sono le 10,20 e tutto va bene.
Scarce sent in this video and rough transcript of Bruce Springsteen’s appearance on NBC this morning. He slammed the Bush administraion over the way they have attacked our core US values. He sums it up nicely, wouldn’t you say? (Lo scrive Debra Sweet)
“This is a song called Livin’ In the Future. But it’s really about what’s happening now. Right now. It’s kind of about how the things we love about America, cheeseburgers, French fries, the Yankees battlin’ Boston… the Bill of Rights [holds up microphone, urging crowd to cheer] … v-twin motorcycles… Tim Russert’s haircut, trans-fats and the Jersey Shore… we love those things the way womenfolk love Matt Lauer.
Questa è una canzone chiamata vivere nel futuro. Ma è davvero ciò che accade ora. Proprio ora. Si tratta di cose che noi siamo soliti amare come America, cheeseburgers, patatine fritte, gli Yankees che battono i Boston… la Carta dei diritti [alza il microfono, fai svegliare la gente] … raids di moto… il taglio di capelli di Tim Russert, i trans-grassi e il Jersey shore… amiamo queste cose come le donne amano Matt Lauer.
But over the past six years we’ve had to add to the American picture: rendition, illegal wiretapping, voter suppression, no habeus corpus, the neglect of our great city New Orleans and its people, an attack on the Constitution. And the loss of our young best men and women in a tragic war.
Ma negli ultimi sei anni abbiamo dovuto aggiungere al quadro americano: resa, illegale intercettazione, soppressione del voto, negazionedell'habeus corpus, abbandono della nostra grande città New Orleans e del suo popolo, un attacco alla Costituzione. E la perdita dei nostri migliori giovani uomini e donne in una tragica guerra.
This is a song about things that shouldn’t happen here—happening here.”
Questa è una canzone di cose che non dovrebbero succedere qui - e che stanno succedendo.
It is important when all the instruments of government collapse, we go in the final hour, to the most important line of battle: the people themselves. The people of this nation, I think, and I know it, are awake, and are being more awakened every day. They are hearing, and sensing, the danger that sits on the horizon."
Harry Belafonte
"È importante quando tutti gli strumenti di governo collassano, che noi arriviamo al punto finale, alla più importante linea di battaglia: le persone stesse. Le persone di questa nazione, io penso, ed io lo so, sono sveglie, e si stanno svegliando ogni giorno di più. Loro stanno sentendo, e fiutando, il pericolo che incombe all'orizzonte."
Harry Belafonte's remarks to the Bush Crimes Commission still call out to us today, more than a year later. Enclosed are some upcoming events that reflect the spirit and content of the Not In Our Name Statement of Conscience and the Bush Crimes Commission which we urge you to support. The NION SOC does not give out your email address so we are sending this information to you.
Sono nato nel 1940 . I was born fifteen years after Iran was invaded by foreign forces- in August of 1940- and the time that another puppet, named mohammad Reza – the son of Reza Mirpange- was set as a monarch in Iran. Since the extinct shah -Mohammad Reza- was supposed to take and enter Iran into western civilization slavishly, so many schemes were implemented that Iran becomes another market for the western ceremonial goods without any progress in the scientific field. Our Islamic culture would not allow such an infestation, and this was an impediment in front of shah and his foreign masters’ way. Thus, they decided to make this noble and tenacious culture weak gradually that Iran be attached strongly to the west as far as its economy, politics, and culture was concern. After the implementation of this policy and the unreal and outward of upswing, the villagers began to rush to the cities.
Quarto della mia famiglia. Una famiglia povera. Mio padre aveva fatto la sesta elementare. Era un duro lavoratore fabbroferraio, un uomo religioso. Poi sospinto dalla miseria più che dalle luci della città decise di emigrare a Tehran. After my birth -the fourth one in the family- my family was under more pressures. My father had finished 6 grade of elementary school. He was a hard-bitten toiler blacksmith, a pious man who regularly participated in different religious programs. Even though never the dazzling look of the world was appealing to him, but the pressure of the life caused that he decided to migrate to Tehran when I was one year old. We chose to live in south central part of Tehran where is called Pamenar.
Mio padre comprava sempre il giornale. Ricordo un giorno, ero in prima elementare, lessi sul giornale, con l'aiuto dei grandi di casa nostra, che ...Mohammad Reza ...aveva venduto il nostro popolo agli americani.. My father used to buy newspaper all the time. I remember one day, when I was in first grade, by looking through a newspaper – with the help of the adults in our house- I read the news of the capitulation passage by the shah’s so called “parliament.” Even though I did not understand the meaning of that issue at that time, but due to the protests and the objections of the religious schools of thoughts with the leadership of Imam Khomeini -Almighty God bless his soul- and the relentless reaction of the extinct shah, I realized that Mohammad Reza attempted to add another page to his vicious case history which was the humiliation and indignity of the Iranian people versus Americans. That was the year that the extinct shah slaughtered many followers of Imam Khomeini.