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martedì, novembre 24, 2009
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mercoledì, novembre 18, 2009
 Robert Enke
OLANDA - Come togliersi la vita: un sito informa
Notizia
16 novembre 2009 10:23
Se in Germania c'è grande commozione per il portiere della nazionale di calcio, Robert Enke, che, depresso, pochi giorni fa si è buttato sotto un treno, l'olandese NVVE ("associazione per la fine volontaria della vita") ha messo su Internet un sito di istruzioni al suicidio. Vi può accedere chiunque abbia compiuto sedici anni, e che sia membro dell'associazione NVVE in regola con la quota annuale di 17,50 euro. La pagina internet è una guida al suicidio con farmaci. "Sappiamo che molte persone cercano questo tipo d'informazione. E vogliamo impedire che si uccidano nei modi più brutali -gettandosi sotto il treno o impiccandosi", spiega la direttrice Petra de Jong, la quale non crede che la sua associazione possa essere perseguita per quest'iniziativa, sebbene in Olanda l'aiuto al suicidio sia vietato. "Noi non diamo istruzioni, non agiamo in proprio, forniamo solo informazioni". I farmaci proposti sono indolori, hanno obbligo di ricetta e portano alla morte entro due-dodici ore. In precedenza, lo psichiatra olandese Boudewijn Chabot aveva pubblicato un libro sul suicidio tramite il digiuno. Secondo NVVE, in Olanda ci sono migliaia di persone intenzionate a morire, soprattutto tra i 60 e i 70 anni; molti sono malati gravi, diversi in procinto di diventare dementi e che vorrebbero non dover pesare sulla propria famiglia.
(email di M.Laura Cattinari, vicepresidente di Libera Uscita - a cui sono iscritto). L'ho chiesta per me nel testamento biologico depositato presso il notaio Ardigò, piazza Strozzi, Firenze. Naturalmente non l'otterrò. Tranquilli, tutto bene. Dedico questo post a A.M. mio compaesano, cacciatore, un colpo di carabina, pallettone - credo da cinghiale o capriolo -, testa avvolta in un sacchetto di naylon per non sporcare di sangue la terrazza, biglietto semplice di saluto...Questo quanto ho potuto sapere. Poco di più, perché non si parla di questa cosa. L'altro conoscente, sempre in Casentino, "si è impiccato", non so altro, vorrei sapere come ma non si chiede più di tanto. Penso sempre al Dott.Conciani, qui a Firenze, che dopo aver dato ricette atte al suicidio volontario, espulso dall'Ordine, sigillato l'ambulatorio, si è impiccato tre volte, prima di riuscire a sottrarsi alla pietà dei congiunti..Un eroe civile. Penso a questa maggioranza parlamentare tutta borsa e niente cuore né cervello. Riusciremo a suicidarla? Ci terrei ad arrivare secondo. E morire, se del caso, come un cane a cui si vuol bene.
PS. Caro Robert,
Ci mancherai perché eri un portiere straordinario, ma soprattutto perché eri una persona eccezionale. Noi siamo una squadra e tu ne farai sempre parte. ...Perché non abbiamo potuto aiutarti? Perché non hai potuto, non hai voluto parlarci dei tuoi problemi? Forse in uno sport e in una società così competitivi, non c'è spazio per parlare di paure e malattie?
(dalla lettera d'addio dei calciatori della nazionale tedesca).


http://blogs.nybooks.com/search/berlusconi
L'unto del Signore
Di Berlusconi molto è stato detto e scritto. Ma pochi si sono soffermati sull’intreccio di rapporti che lo legano al mondo cattolico. In queste pagine, Pinotti e Gümpel ripercorrono la straordinaria avventura del Cavaliere in una prospettiva originale, che ne illumina i lati oscuri caricando di nuovo senso le sue scelte politiche. Partendo dai suoi primi passi di imprenditore, l’inchiesta racconta la vera storia della Banca Rasini e dei suoi soci, analizza le connessioni con Calvi e Sindona e le operazioni offshore, e ricostruisce le origini della Fininvest, con il suo complesso e inestricabile gioco di scatole cinesi. Attraverso preziose testimonianze inedite, rilegge la nascita di Forza Italia, i rapporti con l’Opus Dei e Cl, lo scambio di favori con la Curia, i legami con i nuovi cavalieri della finanza bianca, fino all’involuzione teocon sui grandi temi bioetici e alle battaglie in favore della famiglia. Una “santa alleanza” unisce i due poteri forti del nostro Paese, che sembrano non poter più fare a meno uno dell’altro.
http://www.nogaraeuropa.org/?tag=udo-gumpel
Bur Futuropassato, Rizzoli L’8 per mille dello Stato? Incredibile, ma va alla Chiesa
di Carmelo Lopapa
Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L´elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi....Il sisma del dicembre 2008 in Emilia garantisce a 9 tra parrocchie e monasteri del Parmense altri 4 milioni, mentre 11 milioni sono parcellizzati per i danni delle restanti calamità in tutta Italia. ...Oltre 10 milioni finiscono ad appannaggio dei Beni culturali. Ventisei tra consolidamenti e restauri, quasi tutti per diocesi, chiese, parrocchie, monasteri. Solo per restare alle cifre più consistenti, ecco il milione 314 mila euro per la cattedrale dell´Assunta di Gravina di Puglia, il milione 167 mila euro per il restauro degli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, oppure i 987 mila euro per il restauro di Santa Maria ad Nives di Casaluce (Caserta), i 579 mila euro per San Lorenzo Martire in Molini di Triora o i 413 mila euro per la «valorizzazione della chiesa San Giovanni in Avezzano». E poi, la Pontificia Università Gregoriana e la Compagnia di Gesù. ...Ci sarebbe anche il capitolo «Assistenza ai rifugiati», al quale però, per il 2009, il decreto firmato dal premier Berlusconi destina 2,6 milioni, poco più del 5 per cento del totale. E quasi tutto (2,3 milioni) va al solo Consiglio italiano per i rifugiati. Concentrazione «non opportuna», censura infine la commissione Bilancio: «Altri progetti non finanziati risultavano meritevoli di attenzione».
[Fonte Repubblica]
giovedì, novembre 12, 2009

"Io sono convinto che non ci può essere cultura di pace se non con la eliminazione del sacro: la fine del sacro è la fine della cultura di guerra. Ciò che va eliminato è il sacro reificato, sequestrato dal potere, separato dalla vita, collocato in spazi e luoghi e gesti e riti determinati, gestito da persone sacralizzate. Le comunità di base sono comunità di pace nel senso forte e ricco della parola che mirano ad esorcizzare la violenza che si annida anche nei nostri riti, per inventare una forma di mediazione del messaggio evangelico del tutto libera dalle categorie sacrali". Teologo Ernesto Balducci, nella Tavola rotonda sulla Violenza del sacro - Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, Firenze - nell'ambito del Convegno delle comunità di base sulla Laicità nel 1987 Trovato qui
mercoledì, novembre 11, 2009
Leggiamo dall'ANSA che - dopo una settimana di studi di astrobiologia promossa dalla Pontificia accademia delle scienze e dalla Specola vaticana - fisici, chimici, astronomi biologi, geologi e filosofi sono arrivati alla conclusione che esistono condizioni di vita anche su altri pianeti. Gli scienziati e gli studiosi "mettendo a confronto i risultati delle loro ricerche, oggi in grado di registrare progressi in tempi incredibilmente più rapidi dei tempi di Galileo Galilei, sono giunti a ritenere ‘plausibile’ l’esistenza di centinaia di milioni di luoghi abitabili nella sola Via lattea, che è solo una dei miliardi di galassie dell’universo." Ragioniamo un momento. La Terra è un pianeta della via Lattea, la quale comprenderebbe "centinaia di milioni di luoghi abitabili". La via Lattea, a sua volta, è solo "una dei miliardi di galassie dell'universo". Ammesso che i luoghi abitabili della via Lattea siano soltanto cento milioni, e che le galassie siano soltanto un miliardo, i pianeti abitabili nell'intero universo sarebbero almeno cento milioni di miliardi. Ovviamente, se il discorso si estende ai pianeti non abitabili, i numeri crescono in modo incalcolabile. Ebbene, ammesso anche che esista un Dio dell'universo, credere che lo abbia creato ad uso e consumo di qualche microbo del microscopico pianeta Terra è obiettivamente difficile. Quando poi i microbi pretendono, avvalendosi di uno strumento inadatto a capire la complessità del creato (il loro microscopico cervello), di interpretare le leggi del Creatore e di imporle al di sopra delle leggi degli uomini, allora il confine tra Fede e Superbia non esiste più, e lo stato laico diventa teocratico. Giampietro Sestini ************ ********* ********* ********* ********* *** LiberaUscitaAssociazione nazionale laica e apartitica per la legalizzazione del testamento biologico e la depenalizzazione dell'eutanasia Via Magenta, 24 - 00185 Roma telefono (provvisorio) : 338.9595790 fax (provvisorio) : 06.69924050 sito web: www.liberauscita.it email: info@liberauscita.it
lunedì, novembre 09, 2009
Perché è importante che Cristo non sia Dio
Io sono laico. Ateo e bestemmiatore, come da sentenza.
Che c’entro io col Concordato?

Ma ora eccomi qua:

Io da quei chiodi mi sono staccato
Esseni di tutto il mondo, unitevi.
(da Barbabianca)
Citazioni
1 - Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il cantico del Gallo silvestre – Leopardi, operette morali) 2 -… Nonostante questa chiarezza evangelica, (Cristo intendeva abolire la casta sacerdotale intermediaria tra noi e Dio NDR) in epoche successive altri sapienti, potenti e ricchi hanno scoperto che c’era ancora posto per la lorostrumentalizzazione e mediazione di Dio. Si sono fatti mediatori esclusivi fra gli uomini e Cristo! Così essi hanno trovato il modo di tornare all’antico gioco, all’antico circolo vizioso. Accaparrando Cristo sono riusciti di nuovo adaccaparrare Dio e a dominare le coscienze. (Incontro a Gesù,Comunità dell’Isolotto, LEF ed.p.11 Firenze 1968)
Ecco perché insisto nell’affermare che il grande tradimento del messaggio dei vangeli è stato reso possibile dalla divinizzazione di Gesù Cristo. Questo fatto ha permesso ad Anna e Caifa di resuscitare, riprendere il controllo del tempio, senza bisogno di rinnovare il guardaroba o la carta intestata "Summus Pontifex"! E sono andati anche oltre.
Mi spiego: se io, per esempio mi dichiaro e faccio riconoscere come vicario di Cristo, automaticamente sono vicario di Dio, a tutti gli effetti. Sono dio. Sono infallibile. So tutto. Lucifero volle fare lo stesso, ma gli andò male. Non può esistere un angelo-dio. Mentre un uomo-dio sì. Ed io sono il suo rappresentante: “eccomi qua, papa Vojtila che proclamo a 1 miliardo di indiani, nel mio viaggio a New Delhi: solo Cristo può “salvarci”. Qui all’Isolotto da dove scrivo, molto tempo fa si riunirono in chiesa gli operai licenziati della Galileo, grande fabbrica di ottica (e ora di armi di puntamento); una prima assoluta. All'Isolotto c’era un parroco che poi fu estromesso, a Firenze c’era un cardinale che poi fu sostituito. A tutt' oggi, se tu entri in chiesa, silentium: c’è il Santissimo! Che non vuol sentir parlare. Si chiama Gesù sacramentato. Di ritorno dal viaggio recente in Iran, dopo aver visto, l’anno scorso, Siria e Giordania, trovo naturale il confronto tra chiesa e moschea: la nostra è la casa del prete, la loro è un luogo d’incontro del popolo. Ti levi le scarpe, ti veli se donna, ma puoi sederti in gruppo, parlare, anche dormire. E pure pregare e concentrarti. Lì non c’è il Santissimo. Nella grande moschea omayade di Damasco c'è un tabernacolo, una grande urna di vetro e cristallo dedicata a S.Giovanni Battista. Ad Amman in Giordania la grande moschea cittadina ha di fronte, dall'altra parte della strada una grandissima chiesa cristiana. Per loro Gesù Cristo è un grande profeta, noi troviamo Maometto in Malebolge spaccato in due dalla testa all’ano, in mano a diavoli “assatanati”naturalmente (Inferno, XXVIII, 22-33). In Iran le donne sono velate, le ragazze vestite da suore, d’accordo. Fa impressione. Non fa impressione che la chiesa cattolica dichiari le donne “essenzialmente” diverse dagli uomini per quanto riguarda la possibilità di essere intermediarie tra Cristo e noi. Chador integrale dell’anima. Per carità, manteniamocele, fuori dal sacerdozio: sarà più facile abolire la casta rappresentata da soli maschi. In gran parte nevrotici, con la storia incredibile del celibato obbligatorio vita natural durante, senza possibilità di ripensamento, salvo l’esclusione a divinis. Tutto questo perché non deve nascere all’interno della casta sacerdotale un diritto, che so, ereditario, una pretesa di qualcosa, una concorrenza, diritti di successione, democrazia interna. Come le ragazze senza dote e i cadetti senza diritto di eredità dei tempi andati. I carabinieri non potevano sposarsi fino a 30 anni, ora non so. Tu prete puoi avere figli, ma non legittimati, meglio se neppure dichiarati, possibilmente tenuti nascosti. Ad evitare lo scandalo. Tanti del prete del frate della monaca del monaco in Italia, figl di coppie di fatto non riconosciute. I pedofili in compenso non fanno figli. Come avrebbe fatto un Ruini a spodestare da un giorno all’altro, senza colpo ferire, tutti i parroci d’Italia del diritto di proprietà o quantomeno di usufrutto dei beni parrocchiali estesi su tutto il territorio se dietro ogni parroco ci fosse stata una famiglia? D.Alessandro Santoro può essere trasferito dalle Piagge a Romena in poche ore. Come il carabiniere giovane e scapolo. In questo modo Il Vaticano è potuto diventare un buco nero estragalattico che attrae a sé tutti i beni materiali e immateriali, l’intero 8x1000 dell’Italia e delle nazioni cattoliche e può far sparire tutto in quella macchina infernale che si chiama IOR, istituto opere di religione, direttore Marcinkus. Al tempo dei Calvi e dei Sindona. Quando papa Luciani – santo subito nel senso in paradiso dopo 20 giorni – fu trovato morto a letto mentre teneva in mano i tabulati dello IOR mascherati sotto la copertina dell'Imitazione di Cristo. Lasciò il posto a papa Vojtila. Opus dei. Pinochet. Grande attore, anche nella parte del santo.
Per concludere: immaginare un essere dio-uomo o uomo-dio è un po’ come pretendere che questo ammasso di universi infiniti sia opera di uno di noi e che la terra sia il centro dell’Universo, non un pulviscolo dentro una galassia di milioni di stelle che sta dentro un ammasso di mi-li-ar-di di galassie che pare siano solo una parte di un tutto senza confini di spazio e tempo.
E’ difficile pensare a un paradiso immobile in un mondo fatto di stelle infinite che nascono crescono ingrossano fino a scoppiare in un continuo replay da caleidoscopio. Altro che stare per l’eternità a contemplare dio motore immobile, io immobile guardone. E’ dura. Ma come faccio a dirlo a nonna sorella amici e parenti contadini e anche a Trapattoni…
Meglio oprando obliar senza indagarlo
questo enorme mister de l'Universo.
In effetti l’assunto del post è diretto al Cristo crocifisso di scuole caserme tribunali ospedali chiese e sacrestie, obitori e cimiteri, non ad altro (così almeno credevo all'inizio...)Il simbolo simbolo niceno-costantinopolitano recita: credo in Gesù Cristo suo "unico" figliolo, nostro Signore.
E noi che credevamo di essere, come lui, "tutti" figli di dio, siamo invece dei bastardi nati peccatori da madri costrette a purificarsi dopo la nostra nascita. Correzione: credo in G.C. suo figliolo e nostro fratello. Chi va in chiesa lo suggerisca al parroco. In Curia passerebbe inosservato. Salvo...i guardiani dell'ortodossia, Opus Dei, Cl, pdl pdmnoelle (v. la dichiarazione del rappresentante fiorentino di Rifondazione sul caso Piagge-Santoro).
Stacchiamolo, il nostro amico e compagno Cristo, una volta per sempre dalla croce. E noi con lui.L'immagine giusta è lla seconda qui sopra, caro ministro della difesa (delle guerre perse).
Ritorno al punto di partenza: Su, mortali, destatevi. Il dì rinasce: torna la verità in sulla terra e partonsene le immagini vane. Sorgete; ripigliatevi la soma della vita; riducetevi dal mondo falso nel vero. (Il gallo silvestre)
Ti ho deluso? Fatto arrabbiare? Come non detto. Dimentichiamo Leopardi e finiamo con Manzoni:
La vita è un mistero di contraddizioni in cui la mente si perde se non lo considera come uno stato di prova e dipreparazione ad un'altra esistenza.
Aggiungiamoci anche che "i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta epiù innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio liraddolcisce, e li rende utili per una vita migliore". (Promessi Sposi, pag. finale) L'aveva già scritto questo pezzo quando approvò la breccia di Porta Pia e quando votò, in Senato, l'annessione di Roma al Regno d'Italia. Scomunicato anche lui. Insomma, in parole povere povere, il problema non è Cristo ma i suoi sedicenti rappresentanti. E qui la storia dovrebbe ricominciare.
Concludo l'impegnativo discorso ritornando a Feuerbach:
L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomonella religione contempla se stesso come un oggetto divino. La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.
All'Universo noi dobbiamo invece rimaner attaccati, perché è lui il nostro Dio (parola di Spinoza*). Potremo così girare per sempre - in modi vari e forme diverse - tra miliardi di stelle e di galassie. In una perenne varia imprevedibile corsa da formula uno sulle astronavi stellari. Mai fermi né immobili. Ci ritroveremo a gareggiare anche con con quel piantagrane di Giacomo Leopardi se non preferirà stare ai box delle stazioni spaziali a mangiar gelati. Appendice finale
*Spinoza
Aprendo Wikipedia mi sono trovato di fronte ad una figura d'uomo straordinaria.
La sua fama è legata all'opera Ethica ordine geometrico demonstrata ("Etica dimostrata con metodo geometrico"), in cui Spinoza propone un modello di mondo materiale e morale alternativo, in cui "attraversare la vita non con paura e pianto, ma in serenità, letizia e ilarità". Una grande figura. Vallo a leggere qui.
http://it.wikipedia.org/wiki/Baruch_Spinoza
Ma c'è un pezzo scritto da un rabbino che ti voglio mettere subito sotto gli occhi, perché è portentoso. Dichiarazione rabbinica autentica datata 27 luglio 1656 e firmata da Rabbi Saul Levi Morteira ed altri
I Signori del Mahamad rendono noto che, venuti a conoscenza già da tempo delle cattive opinioni e delcomportamento di Baruch Spinoza, hanno tentato in diversi modi e anche con promesse di distoglierlo dalla cattivastrada. Non essendovi riusciti e ricevendo, al contrario, ogni giorno informazioni sempre maggiori sulle orribili eresieche egli sosteneva e insegnava e sulle azioni mostruose che commetteva – cose delle quali esistono testimoni degni di fede che hanno deposto e testimoniato anche in presenza del suddetto Spinoza – questi è stato riconosciutocolpevole. Avendo esaminato tutto ciò in presenza dei Signori Rabbini, i Signori del Mahamad hanno deciso, con l’accordo dei Rabbini, che il nominato Spinoza sarebbe stato bandito (enhermado) e separato dalla Nazione d’Israelein conseguenza della scomunica (herem) che pronunciamo adesso nei termini che seguono:
Con l’aiuto del giudizio dei santi e degli angeli, con il consenso di tutta la santa comunità e al cospetto di tutti inostri Sacri Testi e dei 613 comandamenti che vi sono contenuti, escludiamo, espelliamo, malediciamo ed esecriamoBaruch (=Benedetto) Spinoza. Pronunciamo questo herem nel modo in cui Giosuè lo pronunciò contro Gerico. Lo malediciamo nel modo in cui Eliseo ha maledetto i ragazzi e con tutte le maledizioni che si trovano nella Legge. Che sia maledetto di giorno e di notte, mentre dorme e quando veglia, quando entra e quando esce. Che l’Eterno non lo perdoni mai. Che l’Eterno accenda contro quest’uomo la sua collera e riversi su di lui tutti i mali menzionati nel librodella Legge; che il suo nome sia per sempre cancellato da questo mondo e che piaccia a Dio di separarlo da tutte le tribù di Israele affliggendolo con tutte le maledizioni contenute nella Legge. E quanto a voi che restate devoti all’Eterno, vostro Dio, che Egli vi conservi in vita. Sappiate che non dovete avere con Spinoza alcun rapporto né scritto né orale. Che non gli sia reso alcun servizio e che nessuno si avvicini a lui più di quattro gomiti. Che nessuno dimori sotto il suo stesso tetto e che nessuno legga alcuno dei suoi scritti.
Nota
L'eresia principale che portò alla scomunica di Spinoza sarebbe stata - scrive Wikipedia - il non credere all'immortalità dell'anima, posizione che determinava il crollo della dottrina della ricompensa nell'aldilà e quindi la perdita del controllo delle anime sulla terra da parte delle autorità religiose.
Comunque grazie agli Olandesi, Baruch-Benedetto Spinoza riuscì a morire a letto. Era un ottimo tornitore di lenti, le stesse che servirono a Galileo per diventare anche lui eretico.
venerdì, novembre 06, 2009

E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo
Infinito seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
(Leopardi, canto notturno di un pastore errante dell'Asia)
In questo pianeta siamo tutti accomunati dal destino di vivere su un piccolo sasso sperduto alla periferia di un universo probabilmente infinito, forse parte di un numero infinito di universi infiniti, dove la nostra esistenza è la sola certezza, piccola luce nell’ignoranza cosmica in cui siamo avvolti.
Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.
(Gabriele Zamparini)
C'è la necessità di un accordo tra filosofi (leggi:scienziati) e teologi, perché «la fede si richiede per l'istituzione di rozzi popoli che denno esser governati», l'infinità dell'universo e l'esistenza di mondi infiniti, la mancanza di un centro in un universo infinito comporta la scomparsa dell'antico, ipotizzato ordine gerarchico, la «vanissima fantasia» che riteneva che al centro vi fosse il «corpo più denso e crasso» e si ascendesse ai corpi più fini e divini. La concezione aristotelica è difesa ancora da quei dottori che hanno fede nella «fama de gli autori che gli son stati messi nelle mani», ma i filosofi (leggi:scienziati) moderni, che non hanno interesse a intendere quello che dicono gli altri, ma pensano con la loro testa, si sbarazzano di queste anticaglie e si avviano «con più sicuri passi alla cognizione della natura".
Giordano Bruno De l'infinito, universo e mondi (citato a senso)
Un giorno Dio, sotto mentite spoglie , incontra un contadino che cammina lungo la strada e gli chiede “Dove stai andando?” Al che il contadino risponde “A Saragozza” dimenticando di aggiungere la chiosa obbligatoria nel medioevo “Se Dio vuole”. A causa di questa mancanza di rispetto Dio trasforma il contadino in una rana e la spedisce nella pozza più vicina. Dopo avere osservato la rana sguazzare per un po’ Dio inverte la trasformazione e dice al contadino , una volta ripresa la forma umana “Ed ora dove vai?” Al che il contadino risponde “ A Saragozza o nella pozza!” . Gli irosi dei del mondo antico avrebbero rispedito il contadino nella pozza. Il mio Dio per contro si sarebbe assicurato che arrivasse a Saragozza. Un errore di tutte le religioni fondamentaliste è che il loro Dio non ha senso dell’humor. Ciò perché le religioni fondamentaliste si mantengono per lungo tempo per mezzo di rituali che per loro natura non hanno alcun senso dell’humor.
Fred Hoyle (citato da Barbabianca)
L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomo nella religione contempla se stesso come un oggetto divino, come un divino scopo, e che i suoi rapporti con Dio non sono che rapporti con se stesso, con il suo proprio essere.
La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.
(Feuerbach)
I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.
La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.
Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.
A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza. La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.
Einstein
Sento il bisogno come Machiavelli ai tempi dell'esilio politico all'Albergaccio, dalle parti di S.Casciano, qui alle porte di Firenze, sulla via per Siena, di rivestirmi un po' di panni curiali per cercare la compagnia di uomini illustri e gustare con loro di quel pane della sapienza "che solum è mio". Dopo essermi levato da questa mediatica Italia bordello devastata da "ruffian, baratti e simile lordura". (rileggere il VI del Purgatorio).
La riflessione mia di oggi è che Cristo non è dio. Non lo è mai stato. E' proprio lui che dice, in quel momento di m. in cui viene a trovarsi, come i 10 milioni "dieci" di uomini crocifissi sulle pubbliche strade romane nei secoli dell'Impero: dio de' dei, mi hai proprio abbandonato! Ma perché a Nicea l'Imperatore Costantino fece scrivere che quel povero cristo, uno tra 10 milioni di vittime dell'Impero, era quel "nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti". E perché fece quel concordato con la santa chiesa cattolica alla quale dare in appalto la remissione dei peccati, preludio alla resurrezione della carne e alla vita eterna amen?
Perché Costantino - mai battezzato ma considerato santo - da preveggente aveva già letto il cap. XVIII del Principe di Machiavelli...
(continua)
Post Scriptum. Aggiornamento del 7 novembre: a proposito di Costantino, leggi qui.
postato da stigli |
18:30
| commenti vaticano, italia, personale, scienza, europa, papa, donna, diritti civili, democrazia, costituzione, fascismo, radici cristiane, laicità , opus dei, sos italia
sabato, ottobre 17, 2009
Anzi: Marino. L'ho sentito stasera al teatro Puccini di Firenze. Confermo quanto detto su FB: domenica 25 andrò al circolo ARCI di via Maccari e lo voterò come Segretario del partito alle Primarie del PD. Non sono iscritto, ma tutti possono votare. Coraggio.
sabato, ottobre 10, 2009
Lectio magistralis
di GiancarloFornari sul testamento biologico
...
Paradossalmente un Berlusconi forte come poteva essere a maggio scorso, prima che esplodessero gli scandali di Villa Certosa, di Palazzo Grazioli e delle feste di compleanno delle ragazzine di Casoria poteva anche assecondare il filone “agnostico” della sua personalità: agnostico, sia chiaro, non per una scelta morale ma, al contrario, per una scelta di immoralità.
Un Berlusconi debole come quello attuale – oltretutto costretto, dopo l'annullamento del Lodo Alfano, a difendersi in tribunale dalle accuse dei giudici come un qualunque cittadino - non può permettersi divagazioni laiciste, la sua leadership si sfalderebbe in una settimana sotto i colpi di un attacco violento del Vaticano.
Tutto lascia supporre, quindi, che il testamento biologico sia la prima delle concessioni che il Cardinal Bertone pretenderà. Seguiranno la RU 486, nuovi finanziamenti alle scuole e agli ospedali cattolici, e via barattando. Lo Stato laico immolato un pezzo dopo l'altro dal Presidente del Consiglio per colpa delle registrazioni sul “lettone di Putin” di una escort barese, il povero Cavour si starà rivoltando nella tomba.
Che fare
Se tutto, dunque, lascia credere che alla fine la legge rimarrà più o meno com'è, che cosa potrebbe fare l'opposizione, e che cosa potremmo fare noi?
L'idea del referendum abrogativo, come è ovvio, è la prima che viene alla mente. A quanto si dice, le opinioni degli italiani sarebbero favorevoli. Secondo gli ultimi sondaggi (Renato Mannheimer, sul "Corriere della Sera" del 1° aprile), il 51% della popolazione sa oggi cos'è un Testamento biologico (e un altro 41% ne ha almeno sentito parlare), il 75% (il 55% - cioè la maggioranza assoluta - anche di chi si professa credente e frequenta regolarmente le funzioni religiose) si augura di poter liberamente rifiutare o limitare nel tempo le cure per l'ipotesi di venire a trovarsi un domani in una situazione di coma irreversibile, e il 68% chiederebbe, per quel caso, anche l'interruzione di nutrizione e idratazione artificiali (tra i cattolici il 47%, il 24% lo esclude, mentre il rimanente 29% non ha ancora un'opinione in merito).
Qualunque cosa dicano i sondaggi, il referendum rimane però un argomento su cui meditare, perché il rischio di un insuccesso – davanti a pressioni vaticane prevedibilmente ancora più violente di quelle esercitate nel referendum sulla legge 40, allo strapotere mediatico delle cinque stazioni televisive berlusconiane, allo schieramento maggioritario dei partiti del centrodestra con l'aggiunta dell'Udc, alla debolezza e alle divisioni del PD - sarebbe assai preoccupante. Non dico che il referendum non andrebbe comunque fatto, dico che bisognerebbe pensarci non una ma dieci volte per evitare il flop di quello sulla legge 40.
Più incoraggiante mi sembra la strada del ricorso alla Corte costituzionale, tali e tanti – come ha confermato anche la sentenza del 17 settembre del Tar del Lazio - sono i profili di illegittimità di una legge che si mette sotto i piedi almeno tre o quattro articoli della Costituzione.
Altrettanti incoraggianti sono i segnali che arrivano dai Comuni italiani, che negli ultimi mesi hanno cominciato a muoversi istituendo registri per il testamento biologico dei cittadini, sotto la spinta di varie associazioni tra cui la nostra (che per prima si è attivata per l'istituzione del registro nel X Municipio di Roma) e l'Associazione Luca Coscioni.
Ad oggi sono 16 i Comuni (oltre ai due Municipi romani Roma X e Roma XI) e due le Province che hanno istituito il registro. In altri 30 comuni sono in atto raccolte di firme da parte delle associazioni - tra cui, per quanto riguarda in particolare Modena e Firenze, l'Associazione LiberaUscita - per presentare proposte di iniziativa popolare o appoggiare mozioni di consiglieri a tali fini. Gli ultimi importanti Comuni in cui è stato istituito, o è in corso di istituzione, il registro dei testamenti biologici sono Vicenza, Siena, Calenzano.
E' di ieri a Firenze l'approvazione di una delibera del consiglio comunale presentata dal Pd, partito di maggioranza, che istituisce il registro dei testamenti biologici. La delibera, prima firmataria la consigliera del Pd Claudia Livi, garantisce la possibilità di inserire in un apposito registro le indicazioni del notaio, del fiduciario o del depositario del testamento, in modo da garantire la certezza della data di presentazione e la fonte di provenienza.
Contro la delibera, tutti i consiglieri dell'opposizione e tre della maggioranza. Il sindaco, Matteo Renzi, ha deciso di non partecipare ai lavori e di non rilasciare dichiarazioni. Polemica l’Arcidiocesi, che ha espresso “rammarico e preoccupazione”. La stessa censura lanciata, tre mesi fa, contro la delibera che aveva concesso la cittadinanza onoraria a Beppe Englaro.
L'attacco è complessivo, dobbiamo prepararci
Come ho detto all'inizio, dobbiamo tenere presente che l'attacco al testamento biologico è solo uno dei punti di emersione di una strategia più ampia. Mettere in discussione il principio di autodeterminazione del malato, presupporre che il nostro corpo, non più nostro, debba seguire il destino imposto non da noi ma da medici, poliziotti, magistrati, stabilire che ciascuno di noi possa essere condannato da una legge dello stato a dieci, venti o trenta anni di coma alimentato da macchine, trasformare quello che loro chiamano “il diritto inalienabile” alla idratazione e all'alimentazione forzate in un “dovere inderogabile” di alimentazione e idratazione, è solo un primo passo verso una normalizzazione clericale del nostro sistema politico. In una situazione di progressivo arretramento e indebolimento dello Stato laico non ci sono limiti alle pretese della Chiesa di riconquistare gli spazi che la secolarizzazione le aveva fatto perdere.
Dopo il testamento biologico la nuova frontiera di questa offensiva sono le conquiste dei diritti civili maturate negli ultimi decenni, a cominciare dall'aborto e dal divorzio. Non a caso nei giorni scorsi Benedetto XVI in visita nella Repubblica Ceca ha aperto un nuovo fronte scagliandosi contro il divorzio e la famiglia allargata, prodotti avvelenati del Demonio che ha corrotto la nostra società.
Dobbiamo quindi prepararci sin da ora a combattere un nuovo “KulturKampf” per la laicità delle istituzioni. Un compito fondamentale in questa battaglia spetta alle associazioni laiche, che dovranno mobilitarsi come poche volte hanno fatto, per raccolte di firme, discussioni, manifestazioni, azioni di disturbo, disobbedienze civili. Prevedendo anche manifestazioni particolari tra cui un sit-in davanti alla Camera da tenere al momento che la legge andrà in aula. Cercando di procedere il più possibile unite, anziché divise come per solito hanno fatto finora.
Leggi tutto l'intervento
Aggiornamento del 16 Ottobre 2009:
Link per il video dell'intervento di Giancarlo Fornari: http://www.youtube.com/view_play_list?p=B29894F9903F9D72

martedì, settembre 01, 2009
postato da stigli |
09:58
| commenti vaticano, italia, papa, donna, diritti civili, democrazia, costituzione, eutanasia, fascismo, laicità , opus dei, vita e morte, sos italia
domenica, maggio 17, 2009
Eluana e Peppino Englaro alle prese con il Grande Inquisitore. Avvocati della difesa: Dante Alighieri, Pico della Mirandola, Fedor Michajlovic Dostoevskij, Giacomo Leopardi, Comunità cristiana di base dell'Isolotto di Firenze. Relatore: Barbabianca. Fonte del diritto: Costituzione Italiana.
Testimoni a carico: Terry Schiavo, Vincent Humbert, Piergiorgio Welby, i fratelli Karamazof.
Accompagna l'arpa celtica di Antonella Natangelo.
Video Youtube

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Nota storicoconfermativa:
...La terza parte, la religione dell'amore e della vita, affronta alcuni capitoli particolarmente dolenti della storia della chiesa: le molte inquisizioni, da quelle medievali ai "tre secoli di bolle e stragi" in età moderna; l'antisemitismo, che conosce una svolta significativa solo con Giovanni XXIII e con il Concilio Vaticano II; l'omofobia ancora ampiamente in auge; il sostegno dato alle guerre - "sante", "giuste" o semplicemente di conquista - e alla pena di morte; infine, le attuali battaglie contro diritti ormai largamente acquisiti nel comune sentire - come quello delle donne all'autodeterminazione e all'interruzione della gravidanza, delle coppie alla procreazione artificiale, dei malati al rifiuto dell'accanimento terapeutico - condotte con atteggiamenti disumani in nome di una feroce pretesa a conservare o a estendere il massimo controllo sulla vita e sulla morte.
Trovato qui
Nota tecnica
Programma di montaggio: Adobe Première 4. Ringrazio Marta Marraccini per l'aiuto fin qui prestato ad un principiante. Tecnicamente siamo alla stentata sufficienza, ma prometto un veloce miglioramento. Il mio modello rimane Stefano Dei che viaggia sul Final Cut del Mac: il miglior programma di editing, credo. Ho approfittato del fatto che Marta, insieme a Leonardo, è in volo per l'Andalusia, altrimenti mi avrebbe impedito la pubblicazione del video per insufficienza di parametri tecnici. Buon viaggio, amici cari.
mercoledì, maggio 06, 2009
Da 2 minuti.
Ma non riesco più a sorridere quando ripenso a Report di ieri l'altro. Vedere come è finita la Legge 180 nei manicomi "ecclesiastici" calabresi e pugliesi: 3000 € al mese per ogni vittima predestinata, mantenuta pazza in vita e a vita per ingrassar maiali ( anche fisicamente) posti al riparo di santa madre chiesa cattolica italiana: Istituto Giovanni XXIII, Casa della Divina Provvidenza... Qui non parlo più di clown tragico né di iena ridens. Vado a letto con l'incubo, ma tu leggerai di mattina. A nottata già passata.
lunedì, aprile 27, 2009

Electronical town meeting - b
Torino-Firenze, 25 aprile 2009
Il bias (leggi baias) di conferma è un fenomeno intellettuale al quale l'uomo è soggetto. È un processo mentale che consiste nel prendere atto delle informazioni ricevute e selezionarle in modo da porre maggiore attenzione, e quindi attribuire maggiore credibilità, a quei dati che confermano le proprie credenze e allontanano le paure e, viceversa, ignorare o sminuire quei dati che contraddicono le proprie credenze e incrementano le paure. (Wikipedia, Babylon e dintorni).
Questo processo, se abilmente sfruttato, è un grande strumento di potere, in quanto riesce a portare un individuo o una collettività a negare addirittura l'evidenza.
Se ti trovi a parlare di testamento biologico e relativo diritto di autodeterminazione con due signori di età esperienza e cultura e non riesci a far comprendere che Beppino Englaro non è l'assassino di sua figlia, non ha fatto dispetto a dio, ma ha cercato il rispetto della natura figlia di dio, perché la morte è natura e la vita fa parte della morte, ecc ecc..Se ti trovi come mi sono trovato io nell'occasione del meeting sul testamento biologico, di fronte ad affermazioni così dure a mandar giù, ti devi porre il problema del funzionamento del cervello umano.
Due persone preparate, documentate, testi alla mano, già predisposti alla difesa contro gli attacchi di una prevedibile maggioranza che ti bloccano sul postulato "la vita è indisponibile". E la morte non è affar tuo. Neppure parlarne. Ci può pensare solo Lui. Anche quando si serve dei medici e dei giudici "da lui ispirati". E' dura, ragazzi. Ti senti soffiare sommessamente negli orecchi voci di Englaro assassino, di pericoli nazistoidi, di valdesi protervi, a differenza altri cristiani protestanti. E' dura,ragazzi. Tutta un'altra aria con i più giovani del mio tavolo, due ragazzi e due ragazze, venuti lì senza paletti di protezione né tesi da far prevalere; solo la determinazione di essere e rimanere padroni di se stessi, della propria vita, del prorpio corpo. Il loro bias ridotto al minimo. Sicuramente invece più robusto quello delle due signore e mio, tutti e tre intenti a rivendicare la disponibilità della "nostra vita" e della "nostra morte", cioè del nostro corpo (habeas corpus), perché la morte fa parte della vita, è un passaggio non voluto né desiderato, ma inevitabile. Spero che il mio bias si mantenga in dimensioni accettabili; d'altronde, dicono gli psicologi, non lo posso eliminare; posso solo prenderne coscienza, possibilmente piena coscienza.
Proprio oggi mi viene in aiuto La federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri con un documento (v. sotto) basato sui seguenti punti salienti:
Alimentazione ed idratazione riconosciuti per quello che sono: trattamenti sanitari
Autodeterminazione elemento fondate della moderna alleanza terapeutica
L'appello ad un Diritto mite e condiviso
I miei amici dovranno tenere un po' a distanza l'"opus dei" e CL, grandi spacciatori di dosi-bias da distorsione molto pesanti.
Postilla
Ancora su bias o pregiudizio:
...vi sono basi psicologiche perché è un pensiero che si basa sulle paure e le fobie del singolo individuo.
Un pregiudizio è generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o una particolare ideologia. Un tale pregiudizio può ad esempio condurre ad accettare o rifiutare la verità di una dichiarazione non in base alla forza degli argomenti a supporto della dichiarazione stessa, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette. Senza quindi alcuna riflessione.
...non significa che sia necessario, prima di affrontare qualsiasi questione, liberarsi da ogni pregiudizio (Raimon Panikkar ha dimostrato l’impossibilità di una tale operazione, cui Hannah Arendt aveva già accennato alla fine del libro Le origini del totalitarismo), ma solo che di ogni proprio pregiudizio vada assunta piena consapevolezza, al fine di relativizzarne il peso e di abbandonare ogni insostenibile pretesa di verità a priori. tuttavia il dialogo è possibile proprio perché nessuno crede che la propria verità renda menzogna quella dell’altro. (wikipedia e dintorni).
Appendice
COMUNICATO STAMPA
"Il Comitato Centrale della FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odonoiatri), riunito a Roma il 27 marzo 2009, considerato l'evolversi dell'iter del provvedimento sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, già licenziato in prima lettura dal Senato, sulla base delle valutazioni emerse nella prima riunione del Forum di bioetica della Federazione, esprime le seguenti considerazioni.
1. Il testo sarà oggetto di un'approfondita valutazione in ragione dei principi e delle indicazioni contenute nel nostro Codice Deontologico, che rappresenta il punto di equilibrio di sensibilità e culture differenti, nel pieno rispetto delle regole fondanti la nostra comunità civile.
2. Nutrizione e idratazione artificiali sono, come da parere pressoché unanime della comunità scientifica, trattamenti assicurati da competenze mediche e sanitarie.
3. L'autonomia decisionale del paziente, che si esprime nel consenso/dissenso informato, rappresenta l'elemento fondante della moderna alleanza terapeutica al pari dell'autonomia e della responsabilità del medico; in questo equilibrio, alla tutela della libertà di scelta del paziente deve corrispondere la tutela della libertà del medico, in ragione di scienza e coscienza (obiezione di coscienza).
Questo straordinario incontro, ogni volta unico e irripetibile, di libertà e responsabilità non ha per noi natura meramente contrattualistica, ma esprime l'autentico e moderno ruolo professionale e civile del medico nell'esercizio delle sue funzioni di tutela.
4. Sotto questo profilo, cioè quello delle tutele, anche alla luce di un dibattito tecnico-scientifico talora contraddittorio, riteniamo che le attuali conoscenze diagnostiche, prognostiche, terapeutiche ed assistenziali, relative agli stati vegetativi, richiedano ulteriori approfondimenti, anche mediante la predisposizione di studi osservazionali coordinati in modo da garantire l'esercizio delle scelte più appropriate sia del paziente sia del medico.
Nel merito, una questione fondamentale è rappresentata dalla rete efficace ed accessibile di servizi di sostegno alle famiglie impegnate nel ruolo di assistenza.
Per queste ragioni, chiediamo che il processo legislativo, peraltro caratterizzato da forti contrasti politico-istituzionali, faccia una doverosa pausa di riflessione, per consentire lo sviluppo di un confronto nella Società che aiuti il Parlamento a dispiegare, su questa materia così intima e delicata, un Diritto mite e condiviso nella certezza di un'Etica forte delle persone e della comunità."
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23:52
| commenti vaticano, cultura, scienza, resistenza, diritti civili, morte, democrazia, costituzione, eutanasia, radici cristiane, laicità , opus dei, vita e morte, sos italia
Tre cose da rimarcare:
! - Durante l'intera giornata Il meeting virtual-informatico Torino-Firenze sul testamento biologico si è tenuto con mia divertita curiosità, non tanto per l'argomento di cui ho saturato i miei 25 lettori giornalieri, ma per lo strumento elettronico. Per me prima esperienza. (Non ti risparmierò un accenno più diffuso in un prossimo post).
2 - di prima mattina è nato Diego. Grande festa in Casentino, casa Cipriani-Vannini. Lo zio, mentre si congratula col fratello Carlo, si augura di poter, quandochessia, essere anche lui nonno.
3 - In serata la Fiorentina batte la Roma per 4 a 1. Sergino s'è finalmente calmato (quasi riconciliato con Gilardino).
venerdì, aprile 24, 2009

XXV Aprile
L'anno scorso ero in Piazza S.Croce, in coda per firmare 2 referendum (Legge Gasparri e Ordine dei giornalisti), quest'anno sarò in Piazza Duomo n.10, sala Pegaso della Regione Toscana, e parteciperò, insieme a 350 cittadini di Torino e Firenze ad un Convegno Elettronico tra città (Electronic Town Meeting). Siamo dentro l'iniziativa torinese attualmente in corso denominata "Biennale Democrazia" per i festeggiamenti del 150° dell'Unità d'Italia. L'argomento di conversazione di questo salotto virtuale sarà il testamento biologico. Saremo distribuiti in gruppi di otto intorno a tavoli rotondi collegati tramite un computer ed un server centrale ed ognuno di noi avrà una tastierina per il televoto individuale (anonimo).
I commenti dei tavoli possono essere registrati durante ogni discussione, così come i risultati del televoto.
A me interessa più il mezzo elettronico che l'argomento, del quale sono ormai piene tutte le carte (del mio blog), tanto che qualcuno potrebbe dar di gomito indicandomi come un necroforo. In Svizzera possono accompagnare alla dolce morte un paziente che lo chiede - perché vive tra i tormenti e senza speranza di migliorare, anzi peggiorando minuto per minuto - solamente dimostrando che l'aiuto a morire (si chiama eutanasia passiva) è stato dato non per motivi egoistici né per fini di lucro (art.13 o 15 del Codice Penale). I giudici e i governanti, per loro dichiarazione formale, si rimettono alle direttive dell'Accademia delle Scienze Etiche costituita su iniziativa delle 5 facoltà di medicina e delle 2 di veterinaria. I governanti hanno capito che in un campo come questo non sono in grado di dare la soluzione unica, i medici devono solo dimostrare di non aver agito per motivi egoistici.
Noi siamo in mano a governanti che mandano a dire a tutti i reparti di rianimazione degli ospedali d'Italia, quali sono i prodotti e le tecniche di sostegno vitale per i "pazienti" in rianimazione o per i malati terminali. Sul tipo di alimentazione hanno intercettato addirittura il ricettario della mensa di Palazzo Madama, considerando indigeste e velenose le formulazioni di medici senatori del calibro di Marino e Veronesi. La storia sta facendo il giro del mondo e rimarrà negli annali per i posteri, come - scrivo da Firenze-anno galileiano - la sentenza romana sull'astronomia di 4 secoli fa.
Riguardo alla Biennale Democrazia, vado giù di brutto, mi viene in mente il racconto di una donna scampata da un campo di sterminio nazista: parlavamo per ore di ricette di cucina...In una società così bene descritta da Beppe Grillo stiamo facendo teoria e filosofia sul come e qualmente...Il Senato romano dibatte e dibatte sul tipo di intervento per liberare Sagunto sotto assedio e intanto Sagunto... kaput.
Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale
ha dato il suo putrido segno all'istinto bestiale
ha ucciso, bruciato, distrutto in un triste rosario
e tutta la terra si è avvolta di un nero sudario
e presto la chiave nascosta di nuovi segreti
così copriranno di fango persino i pianeti
vorranno inquinare le stelle la guerra tra i soli
i crimini contro la vita li chiamano errori
Eppure il vento soffia ancora
spruzza l'acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
bacia i fiori li bacia e non li coglie
eppure sfiora le campagne
accarezza sui fianchi le montagne
e scompiglia le donne fra i capelli
corre a gara in volo con gli uccelli
Eppure il vento soffia ancora!!!
Mattis Chiroux
(si è rifiutato di tornare in Iraq e ha vinto la causa)
If I can refuse to go to Iraq, climb monuments, march into presidential debates, lobby congress, face the military, not go to jail and not even loose my G.I. Bill, we just don’t have any excuses anymore! Resistance is rising, and IVAW will stand firm underneath it. My story is now history, and I humbly pass the torch.
Se io posso rifiutare di andare in Iraq, salire e scender giù dai monumenti, marciare tra dibattiti presidenziali e congressi lobbistici, tener testa all'apparato militare, senza andare in galera e senza perdere i diritti del GIs Bill (Legge in favore dei reduci di guerra - vedi assistenza sanitaria e esenzione tasse universitarie), noi allora non abbiamo più scuse. La Resistenza sta crescendo e IVAW (l'Associazione veterans against war) la sosterrà con forza e determinazione. La mia vicenda è ora storia, e io umilmente passo la fiaccola.
Guarda anche qui:
http://kokesh.blogspot.com/2009/04/matthis-vindicated.html
Qui sotto - Youtube - a Strasburgo chiede scusa a Malalai, Afghana, per tutto quello che la NATO sta facendo al suo paese.
venerdì, aprile 10, 2009
venerdì, aprile 03, 2009
se no,
puoi tornare da dove sei venuto

"Lascia da parte i giudizi degli uomini: sono sempre incerti e ambigui. Lascia da parte gli studi fatti durante tutta la vita: ti giudicherà la morte. La vera forza d'animo non la mettono in luce le dispute filosofiche e le conversazioni letterarie, le parole raccolte dall'insegnamento dei saggi e i discorsi eruditi: anche gli uomini più vili sono capaci di parole coraggiose. Quanto hai fatto sarà evidente solo in punto di morte. Accetto questa condizione, non temo il giudizio."
Così dico a me stesso, ma è come se parlassi anche con te. Tu sei più giovane: che importa? Gli anni non contano. Non puoi sapere dove ti attenda la morte; perciò aspettala dovunque.
Chi ha imparato a morire, ha disimparato a essere schiavo: è superiore a ogni umana potenza o, almeno, ne è al di fuori. Che gli importa del carcere, delle guardie, delle catene? Ha sempre la porta aperta. Una sola è la catena che ci vincola, l'amore per la vita: non dobbiamo soffocarlo, ma ridurlo, così che, se le circostanze lo richiedono, niente ci trattenga, né ci impedisca di essere pronti a compiere subito un passo che presto o tardi bisogna compiere.
Troverai anche uomini che hanno fatto professione di saggezza e sostengono che non si debba fare violenza a se stessi; per loro il suicidio è un delitto: bisogna aspettare il termine fissato dalla natura. Non si accorgono che in questo modo si precludono la via della libertà? Averci dato un solo ingresso alla vita, ma diverse vie di uscita è quanto di meglio abbia stabilito la legge divina. Dovrei aspettare la crudeltà di una malattia o di un uomo, quando posso invece sottrarmi ai tormenti e stroncare le avversità? Ecco l'unico motivo per cui non possiamo lamentarci della vita: non trattiene nessuno. La condizione dell'uomo poggia su buone basi: nessuno è infelice se non per sua colpa.
Citazioni trovate da Paola (che legge un libro al giorno)
su:
Bioetica cattolica e bioetica laica
Giovanni Fornero
Chi è lo scrittore citato?
Leggi qui
sabato, marzo 28, 2009
Terry Schiavo Eluana Englaro

Piergiorgio Welby Vincent Humbert

Peppino Englaro sarà alle baracche verdi dell'Isolotto domani mattina, domenica 29 marzo 2009.
Cento passi da casa mia. Un luogo che mi ha visto vivo e impegnato per alcuni decenni in una grande battaglia di civiltà - tale la considero - Sarò lì con la videocamera, ci saranno tante persone che vorranno esprimere le proprie emozioni. Non avrò modo di intervenire. Ma questo vorrei sentisse da me:
Caro sig.Englaro, quest'anno il mondo celebra l'anno di Galileo. Siamo a due passi da Arcetri. Vorrei dirle questo: Galileo aprì al mondo la finestra sull'universo e le genti di allora ne rimasero turbate: troppo grande per la nostra terra, troppa la paura di perdersi nella sua immensità. Oggi un'altra finestra si sta aprendo dentro di noi. E ci prende la paura di guardarci dentro, di vederci come siamo, esseri destinati a finire. Il tabù della morte finora coperto dalla considerazione del mistero, del non conosciuto. L'umanità, di fronte al contrasto tra lo sviluppo della scienza medica e la nostra naturale finitezza non vuol rinunciare alla illusione di immortalità, in nome del Mistero insondabile. Messa di fronte al destino di morire si tira indietro spaventata. Come un Faraone che vuole garantirsi l'immortalità si chiude dentro la Piramide del Mistero, come un comune mortale di oggi si rifugia dentro al tempio grande e prezioso di S.Giovanni Rotondo. Salme imbalsamate, salme surgelate, salme inviate nello spazio...Poi arrivano Terry Schiavo, 26 anni nel 1990, Eluana, 21 anni nel 1992, Piergiorgio Welby, 34 anni nel 1997, Vincent Humbert, 19 anni nel 2000, e i nostri occhi sono costretti ad aprirsi dentro l'universo che è in noi, di fronte al quale abbiamo tenuto sempre chiusi gli occhi: ci spaventa a tal punto la nostra finitezza che ci rifugiamo nelle braccia di chi ci introduce nel regno del Mistero.
Ma oggi siamo tutti costretti a fare un passo avanti nel percorso grande e ammirabile della nostra storia antropologica; e questo lei ci aiuta a fare con la dura fermezza dell'amore paterno che durante lunghi anni ha continuato a combattere e non da solo ma richiamando la responsabilità e la solidarietà dell'intera società organizzata, così come Galileo si richiamò alla società organizzata e pensante col suo annuncio delle stelle.
Vorrei qui scomodare Dante Alighieri con il discorso fatto a lui da Virgilio sulla cima del Purgatorio
Come la scala tutta sotto noi
fu corsa e fummo in su 'l grado superno,
in me ficcò Virgilio li occhi suoi, 126
e disse: «Il temporal foco e l'etterno
veduto hai, figlio; e se' venuto in parte
dov'io per me più oltre non discerno.
Tratto t'ho qui con ingegno e con arte;
lo tuo piacere omai prendi per duce;
fuor se' de l'erte vie, fuor se' de l'arte.
Non aspettar mio dir più né mio cenno;
libero, dritto e sano è tuo arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno:
per ch'io te sovra te corono e mitrio».
(Purg.XXVII,124-142)
Vorrei scomodare Pico della Mirandola che all'età di 23 anni, qui da Firenze scriveva:
«Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché come libero, straordinario plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che avrai preferito. Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini».
(Giovanni Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate)
Vorrei richiamare il Dostojesvsky dei fratelli Karamazof, quando mette a confronto il Grande Inquisitore spagnolo con Gesù Cristo incontrato nelle vie di Madrid:
(Le parole che seguono sono quelle dell''Inquisitore rivolto a Cristo:)
...non è la libera decisione dei loro cuori quello che importa, né l’amore, ma un mistero, a cui essi debbono ciecamente inchinarsi, anche contro la loro coscienza. E cosí abbiamo fatto. Abbiamo corretto l’opera Tua e l’abbiamo fondata sul miracolo, sul mistero e sull’autorità. E gli uomini si sono rallegrati di essere nuovamente condotti come un gregge e di vedersi infine tolto dal cuore un dono cosí terribile (la libertà ndr), che aveva loro procurato tanti tormenti.
Oh, noi li persuaderemo che allora soltanto essi saranno liberi, quando rinunzieranno alla libertà loro in favore nostro e si sottometteranno a noi.Tutti, tutti i piú tormentosi segreti della loro coscienza, li porteranno a noi, e noi risolveremo ogni caso, ed essi avranno nella nostra decisione una fede gioiosa, perché li libererà dal grave fastidio e dal terribile tormento odierno di dovere personalmente e liberamente decidere. E tutti saranno felici, milioni di esseri, salvo un centinaio di migliaia di condottieri. Ti ripeto che domani stesso Tu vedrai questo docile gregge gettarsi al primo mio cenno ad attizzare i carboni ardenti del rogo sul quale Ti brucerò per essere venuto a disturbarci. Perché se qualcuno piú di tutti ha meritato il nostro rogo, sei Tu. Domani Ti arderò. Dixi”.
Ma terminerò con la voce del poeta a noi più vicino temporalmente e, in questa circostanza, a me più congeniale:
E tu, lenta ginestra,
Che di selve odorate
Queste campagne dispogliate adorni,
Anche tu presto alla crudel possanza
Soccomberai del sotterraneo foco,
Che ritornando al loco
Già noto, stenderà l'avaro lembo
Su tue molli foreste. E piegherai
Sotto il fascio mortal non renitente
Il tuo capo innocente:
Ma non piegato insino allora indarno
Codardamente supplicando innanzi
Al futuro oppressor; ma non eretto
Con forsennato orgoglio inver le stelle,
Nè sul deserto, dove
E la sede e i natali
Non per voler ma per fortuna avesti;
Ma più saggia, ma tanto
Meno inferma dell'uom, quanto le frali
Tue stirpi non credesti
O dal fato o da te fatte immortali.
(G. Leopardi - LA GINESTRA, O FIORE DEL DESERTO
Sottotitolo: E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce. GIOVANNI, III, 19.)
Nota: se domani riuscirò a prender la parola, mi limiterò, per brevità, a recitare gli ultimi versi della Ginestra. Perché la parola del Poeta fa sintesi, perfora le corazze del nostro bias come non possono fare concetti e sillogismi.
Postilla tecnico-giuridica:
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 32
Buona giornata.
Post Scriptum:
Il 4 aprile esce in libreria
A CHI APPARTIENE LA TUA VITA?
Una riflessione filosofica su etica, testamento biologico, eutanasia e diritti civili nell’epoca oscurantista di Ratzinger e Berlusconi
di PAOLO FLORES D’ARCAIS
edito da “Ponte alle Grazie” (pp. 160, 12,5 euro)
La prima parte del volume, più “militante”, è stata scritta appositamente per questa circostanza e analizza la vicenda di Eluana Englaro, la legge contro il testamento biologico in discussione in parlamento, e le lotte della società civile per impedire “la tortura di Stato”.
La seconda, molto più filosofica, raccoglie quattro saggi intorno al tema dell’eutanasia, pubblicati negli scorsi quindici anni sulla rivista MicroMega (e ormai introvabili), di cui l’ultimo nella forma di una controversia con il cardinal Tettamanzi.
Aggiornamento del 29 marzo 2009:
Il coma dell'anima, di Barbara Spinelli.
...Non è solo il corpo a esser sequestrato, dalla legge che il Senato ha approvato sul testamento biologico.
... È la vita a essere sequestrata, nel suo scabroso intreccio tra materia e spirito, corpo e anima.
...La legge e lo Stato non si limitano a gestire al nostro posto i corpi, ma meditano, si esercitano, vivono insomma, al nostro posto.
Quando lo Stato s’impadronisce dell’esercizio di morte non nega all’uomo solo la libertà. Gli toglie la responsabilità: quella di riconoscere la finitezza dell’essere. Per questo non è appropriato parlare esclusivamente di diritti calpestati. Calpestato è il senso del dovere che impregna il viver bene, se è vero che il pensiero della morte, per chi voglia redigere il più importante dei testamenti (quello che riguarda non gli averi, ma l’essere) è meditazione sul proprio presente e memoria di una vita fatta di emancipazioni.
...Il contrario dell’esercizio di morte è l’indifferenza e dunque più fondamentalmente: la perdita di controllo su di sé, l’anticipato coma dell’anima. Per lo Stato che monopolizzando ogni cosa si sostituisce alla natura, il cittadino comatoso è l'ideale.
martedì, marzo 24, 2009
Debora Serracchiani
video

baciala col mouse
Insisto: apri il video.
oh ce biele zoventût
Zoventût come a Udin
no l'si cjate in nissun lûc
A bussâ fantatis bielis
no l'è un frêgul di pecjât
Traduzione
Oh che bel castello a Udine
oh che bella gioventù
Gioventù come a Udine
non si trova da nessuna parte
A baciare le belle ragazze
non c'è un minimo di peccato
Coraggio, Italia
(post dedicato ai miei amici del PD)
mercoledì, marzo 11, 2009
Un nuovo Rinascimento
Video:

Firenze, 8 marzo 2009
Nota storico-letteraria
Dante e Pico precursori del Rinascimento italiano e della Riforma protestante
(In rilievo le parti presenti nel video)
Come la scala tutta sotto noi
fu corsa e fummo in su 'l grado superno,
in me ficcò Virgilio li occhi suoi, 126
e disse: «Il temporal foco e l'etterno
veduto hai, figlio; e se' venuto in parte
dov'io per me più oltre non discerno.
Tratto t'ho qui con ingegno e con arte;
lo tuo piacere omai prendi per duce;
fuor se' de l'erte vie, fuor se' de l'arte.
Vedi lo sol che 'n fronte ti riluce;
vedi l'erbette, i fiori e li arbuscelli
che qui la terra sol da sé produce.
Mentre che vegnan lieti li occhi belli
che, lagrimando, a te venir mi fenno,
seder ti puoi e puoi andar tra elli.
Non aspettar mio dir più né mio cenno;
libero, dritto e sano è tuo arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno:
per ch'io te sovra te corono e mitrio».
(Purg.XXVII,124-142)
Dante anticipa qui di quasi 2 secoli "il discorso di Dio ad Adamo" col quale Pico della Mirandola pone le basi del Rinascimento italiano che ha per culla Firenze:
Ma non c'è solo l'anticipo del Rinascimento in Dante. Virgilio, la ragione, gli impone corona e mitria: la corona dell'habeas corpus della Magna Charta Libertatum, la mitria del sacerdozio universale proprio della Riforma religiosa del quindicesimo e sedicesimo secolo. Non è poco.
Dopo che Virgilio lo ha lasciato solo con se stesso, Matelda lo immerge nelle acque purificatrici e lo affida alle quattro virtù cardine della vita e dignità dell'uomo: la prudenza e la giustizia, la fortezza e temperanza. Quattro virtù laiche. Ora è pronto al grande balzo.
Pico
Il "De hominis dignitate" lo compose a 23 anni. (Morì a 31, forse avvelenato)
§ 1. Preambolo
Ho letto, molto venerabili Padri, nelle fonti degli Arabi che Abdalla Saraceno interrogato su che cosa, in questa sorta di scena del mondo, scorgesse di sommamente mirabile, rispose che non scorgeva nulla di più mirabile dell'uomo.
§ 4. Il racconto della creazione
10. Già il sommo Padre, Dio architetto aveva foggiato questa dimora del mondo, che noi vediamo, il tempio augustissimo della divinità, secondo le leggi della sapienza arcana.
11. Aveva ornato con le intelligenze la regione iperurania; aveva animato i globi eterei di anime eterne; aveva riempito le parti escrementizie e sozze del mondo inferiore con turba di animali di ogni specie.
12. Ma, compiuta l'opera, l'artefice desiderava che vi fosse qualcuno che sapesse apprezzare il significato di tanto lavoro, che ne sapesse amare la bellezza, ammirarne la grandezza11.
13. Perciò, terminata ogni cosa, come attestano Mosè e Timeo, pensò alla fine di produrre l'uomo12.
14. Ma tra gli archetipi non c'era di che dar formare la nuova progenie, non c'era nei tesori qualcosa a elargire in eredità al figlio, non c'era tra i seggi di tutto il mondo dove potesse sedere il contemplatore dell'universo.
15. Tutto era ormai pieno; tutto era stato distribuito tra gli ordini, sommi, medi, infimi.
16. Ma sarebbe stato tuttavia indegno della potestà paterna venir meno in quest'ultimo parto, quais fosse incapace di generare; indegno della sapienza,ondeggiare per mancanza di consiglio in un'opera necessaria; indegno dell'amore benefico che colui che avrebbe lodato negli altri la divina liberalità fosse indotto a condannarla a suo riguardo.
§ 5. Il discorso di Dio all'uomo
17. Stabilì infine l'attimo artefice che a colui cui non si poteva dare nulla di proprio fosse comune quanto apparteneva ai singoli13.
18. Prese perciò l'uomo, opera dall'immagine non definita14, e postolo nel mezzo del mondo15 così gli parlò: «Non ti abbiamo dato, o Adamo, una dimora certa, né un sembiante proprio, né una prerogativa peculiare affinché avessi e possedessi come desideri e come senti la dimora, il sembiante, le prerogative che tu da te stesso avrai scelto.
19.La natura agli altri esseri, una volta definita, è costretta entro le leggi da noi dettate.
20. Nel tuo caso sarai tu, non costretto da alcuna limitazione, secondo il tuo arbitrio, nella cui mano ti ho posto, a decidere su di essa.
21. Ti ho posto in mezzo al mondo, perché di qui potessi più facilmente guardare attorno a quanto è nel mondo.
22. Non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale16, perché come libero, straordinario17plasmatore e scultore di te stesso, tu ti possa foggiare da te stesso nella forma che avrai preferito.
23. Potrai degenerare nei esseri inferiori, che sono i bruti; potrai rigenerarti, secondo la tua decisione, negli esseri superiori, che sono divini».
1. [132r] Legi,1 Patres Colendissimi, in Arabum monumentis,2 interrogatum Abdalama sarracenum,b quid in hac quasi mundana scenac admirandum maxime spectaretur, nihil spectari homine mirabilius respondisse.d
§ 4.
10. Iam summus Pater architectus deus hanc quam videmusl mundanam domum, divinitatis templum augustissimum, archanae legibus sapientiae fabrefecerat.
11. Supercaelestem regionem mentibus decorarat; ethereos globos aeternis animis vegetarat; excrementarias et feculentas inferioris mundi partesm omnigena animalium turba complerat.
12. Sed, opere consumato, desiderabat artifex esse aliquem qui tanti operis rationem perpenderet, pulchritudinem amaret, magnitudinem admiraretur.
13. Idcirco iam rebus omnibus (ut Moses Timeusque testantur) absolutis, de producendo homine postremo cogitavit.8
14. Verum nec erat in archetipis unde novam sobolem effingeretn nec in thesauris quod novo filio hereditarium largiretur,o nec in subsellisp totius orbis, ubi universi contemplator iste sederet.
15. Iam plena omnia; omnia summis, mediis infimisque ordinibus fuerant distributa.
16. Sed non erat paternae potestatis in extrema faetura quasi effetam defecisse; non erat sapientiae, consilii inopia in re necessaria fluctuasse; non erat benefici amoris, ut qui in aliis esset divinamq liberalitatem laudaturus in se illam damnare cogeretur.
§ 5.
17. Statuit tandem optimus artifex, ut cui dari nihil proprium poteratr commune esset quicquid privatum singulis fuerat.
18. Igitur hominem accepit indiscretae opus imaginis9 atque in mundi positum meditullio10 sic est alloquutus: «Nec certam sedem, nec propriam faciem, nec munus ullum peculiare tibi dedimus, o Adam, ut quam sedem, quam faciem, quae munera tute optaveris, ea, pro voto, pro tua sententia, habeas et possideas.
19. Definita caeteris natura intra praescriptas a nobis leges cohercetur.
20. Tu, nullis angustiis cohercitus, pro tuo arbitrio, in cuius manu te posui, tibi illam prefinies.
21. Medium tes mundi posui, ut circumspiceres inde commodius quidquid est in mundo.
22. Nec te celestem neque terrenum, neque mortalem neque immortalem fecimus, ut tui ipsius quasi arbitrarius honorariusquet 11 plastes in quam [132v] malueris tute formamu effingas.
23. Poteris in inferiora quae sunt bruta degenerare; poteris in superiora quae sunt divina ex tui animi sententia regenerari».
Link da me utilizzati:
http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/pico/
http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/pico/text/bori/frame2.html
http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/pico/saggi/tre_giardini.html
giovedì, febbraio 26, 2009
LETTERA APERTA ALL’ONOREVOLE FRANCESCHINI
da: micromega.it di mercoledì 25 febbraio 2009
Stimato onorevole Franceschini,
appena eletto segretario del Partito democratico, lei ha fatto riferimento alla laicità come valore irrinunciabile del suo partito, in quanto valore irrinunciabile della carta costituzionale. Il banco di prova della coerenza pratica rispetto a questa affermazione è costituito dall’atteggiamento che il suo partito assumerà nella discussione sulla legge cosiddetta “fine-vita”.
Laicità significa che nessuna convinzione religiosa o morale viene imposta per legge da un gruppo di persone, per quanto ampio, alla totalità dei cittadini. E questo vale più che mai per quanto riguarda ciò che è più proprio di ciascuno, che fa anzi tutt’uno con la propria esistenza, la sua stessa vita, e la parte finale di essa.
E infatti la Costituzione della Repubblica nel suo articolo 32, e la convenzione di Oviedo ratificata dall’Italia, la legge sul servizio sanitario nazionale, e numerose e univoche sentenze della Cassazione negli ultimi anni, stabiliscono in modo tassativo che nessun cittadino può essere sottomesso a “interventi nel campo della salute” senza il suo consenso (debitamente informato) e che tale consenso può essere ritirato in qualsiasi momento. La convenzione di Oviedo evita ogni distinzione tra “cure” e altri interventi (“di sostegno vitale”, ecc.) proprio perché non si possa giocare sulle parole e violare così il diritto del paziente di rifiutare qualsiasi trattamento medico e/o ospedaliero (tranne che per gli eccezionali motivi di sicurezza pubblica: epidemie, vaccini e simili).
Sulla propria vita, insomma, può decidere solo chi la vive, e nessun altro. Questo l’abc della laicità che l’Europa tutta ha adottato in campo medico, confermando l’essenzialità del consenso informato nell’articolo 3 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Il disegno di legge Calabrò distrugge tale diritto. All’art. 2, comma 2 dice infatti: “L'attività medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all'alleviamento della sofferenza non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente”.
Il che significa che Piergiorgio Welby non potrebbe far disattivare il respiratore artificiale, e che Luca Coscioni non avrebbe potuto rifiutare la tracheotomia, e che l’amputazione di un arto che va in gangrena diventerebbe coatto, e così la trasfusione di sangue anche a chi la rifiuta per motivi religiosi (tutti rifiuti garantiti oggi dalla legge e più volte applicati fino al “prodursi della morte del paziente”).
Non basta. L’articolo 5 comma 6 stabilisce che “Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. In tal modo il cosiddetto testamento biologico diventa una beffa. Qualsiasi cosa abbia stabilito il cittadino, davanti a un notaio e reiterando le sue volontà ogni tre anni, il sondino gli sarà messo in gola a forza. I medici delle cure palliative hanno del resto spiegato drammaticamente che alimentazione e idratazione non alleviano ma moltiplicano e intensificano le sofferenze nei malati terminali. Queste sofferenze aggiuntive, che è difficile non definire torture in malati in quelle condizioni, diventano con questa legge obbligatorie.
E’ evidente il carattere anticostituzionale di tale legge, ma anche il suo carattere semplicemente disumano. Purtroppo gli emendamenti proposti dal suo partito (primo firmatario Anna Finocchiaro) lasciano intatta la violenza dell’articolo 2 comma 2, e aprono solo un modesto spiraglio rispetto a quella dell’articolo 5 comma 6. Non parliamo della cosiddetta “mediazione” di Rutelli, praticamente indistinguibile dal disegno di legge della maggioranza, e che non a caso è stata benevolmente accolta dall’on. Quagliariello.
Il Partito democratico aveva il suo progetto di legge da anni, e con tale programma andò alle elezioni che portarono al secondo governo Prodi: la legge firmata da Ignazio Marino. Ogni passo indietro rispetto a tale proposta sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione.
Abbiamo letto che il suo partito sarebbe comunque orientato a dare ai suoi parlamentari “libertà di coscienza” al momento del voto. Ci sembra che tale atteggiamento sia frutto di un fraintendimento molto grave.
Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibisce il culto ai protestanti valdesi e obbliga gli ebrei a battezzare i propri figli, sarebbe pensabile - per un partito politico che prenda sul serio la Costituzione - lasciare i propri parlamentari liberi di “votare secondo coscienza”, a favore, contro, astenendosi? O non sarebbe un elementare dovere, vincolante, opporsi a una legge tanto liberticida?
La legge ora in discussione sulle volontà di fine vita è, se possibile, ancora più liberticida (e disumana) di quella sopra evocata. Non costringe al battesimo forzato, costringe al sondino forzato, al respiratore forzato, a qualsiasi accanimento che prolunghi artificialmente una vita che, per la persona che la vive, non è più vita ma solo tortura. Peggiore quindi della morte.
In ogni caso la libertà di coscienza del parlamentare non può essere invocata per violare e cancellare la libertà di coscienza delle persone.
Siamo certi perciò che nulla di tutto questo accadrà, e che in coerenza con il valore della laicità da lei riaffermato, il Partito democratico non tollererà scelte che violino, opprimano e vanifichino l’elementare diritto di ciascuno sulla propria vita.
Andrea Camilleri
Paolo Flores d’Arcais
Stefano Rodotà
Umberto Veronesi
lunedì, febbraio 16, 2009
giovedì, febbraio 12, 2009
Stefano dal Casentino mi sorprende su Skype e mi manda un lungo articolo apparso in prima pagina il 10 febbraio sul C. della sera del mattino e della notte, a firma di Claudio Magris. Stefano ci si riconosce, e se lo fa lui che io conosco bene, mi ci riconsoco anch'io. L'articolo comincia: "Nel caso di Eluana Englaro gli avvoltoi,..."
La mia risposta per email così come mi è venuta in un linguaggio "confidenziale" di cui mi scuso:
Consiglio da amico: stampa la biocard elaborata dalla Consulta di Bioetica di Milano. La puoi compilare e tenere da parte. Nel caso, per esempio, di ricovero in ospedale, puoi disporre che sia allegata alla
cartella medica.
Questo il sito:
http://www.consultadibioetica.org/doc/biocard.pdf
Lo puoi fare da privato cittadino; non occorre essere iscritti a nulla. Comunque Barbabianca ti invita e fargli compagnia come socio in Libera Uscita.
L'ho scritto nel dicembre 2007...
http://urbanocipriani.splinder.com/post/15189859/Biocard+o+Carta+di+autodetermi
La Legge che si preparano a fare abolisce proprio la validità del testamento, già riconosciuta dalla Costituzione italiana e dalla normativa europea. Non c'è bisogno di notaio, avvocato, giudice, cappellano, cristi e madonne. Proprio per questo ce li metteranno. Quindi, con questi esemplari antropomorfi di cui a Youtube (v. post precedente), la discussione in Parlamento è soltanto un mezzo di distrazione di massa. Mentre tu discuterai del cannello di nutrizione che ti metteranno nel naso anche per 100 anni, anche contro la tua volontà, anche contro il giudizio professionale dei medici curanti che non potranno fare obbiezione né di coscienza né di scienza, loro ti cacceranno lavoro stipendi pensioni azioni obbligazioni Afghanistan ronde padane attacchi ai giudici leggi elettorali scuola università mafia appalti, golpe finale ... attraverso il c. Why not?
Facciamo scorta di mutande di latta.
Nota aggiuntiva: Se questo è vero, il Testamento Biologico, ridotto allo stato vegetativo permanente, rimarrà sul tavolo dei lavori parlamentari per mesi, rimbalzerà da una clinica all'altra, da un tribunale all'altro, passerà da porta a porta, da ballarò a piangiarò, da corriere a giornale, da famiglia cristiana a famiglia dissestata, toccherà l'isola dei famosi cercherà un attracco alla penisola dei fottuti (brutta parola, pardon), come le Compagnie delle Arti medioevali passerà dal Mediterraneo al Baltico, come le caravelle ispano portoghesi circumnavigherà l'Africa, sbarcherà sulle coste dell'Atlantico fino a ritornare a noi. Come Adua della canzone.
Finale in poesia
( Leopardi nella Ginestra):
Libertà vai sognando, e servo a un tempo
Vuoi di novo il pensiero,
Sol per cui risorgemmo
Della barbarie in parte, e per cui solo 75
Si cresce in civiltà, che sola in meglio
Guida i pubblici fati.
Così ti spiacque il vero
Dell'aspra sorte e del depresso loco
Che natura ci diè. Per questo il tergo 80
Vigliaccamente rivolgesti al lume
Che il fe palese: e, fuggitivo, appelli
Vil chi lui segue, e solo
Magnanimo colui
Che se schernendo o gli altri, astuto o folle, 85
Fin sopra gli astri il mortal grado estolle.
Nobil natura è quella
Che a sollevar s'ardisce
Gli occhi mortali incontra
Al comun fato, e che con franca lingua,
Nulla al ver detraendo, 115
Confessa il mal che ci fu dato in sorte,
E il basso stato e frale;
Quella che grande e forte
Mostra se nel soffrir, nè gli odii e l'ire
Fraterne, ancor più gravi 120
D'ogni altro danno, accresce
Alle miserie sue, l'uomo incolpando
Del suo dolor, ma dà la colpa a quella
Che veramente è rea, che de' mortali
Madre è di parto e di voler matrigna. 125
Costei chiama inimica; e incontro a questa
Congiunta esser pensando,
Siccome è il vero, ed ordinata in pria
L'umana compagnia,
Tutti fra se confederati estima 130
Gli uomini, e tutti abbraccia
Con vero amor, porgendo
Valida e pronta ed aspettando aita
Negli alterni perigli e nelle angosce
Della guerra comune. Ed alle offese 135
Dell'uomo armar la destra, e laccio porre
Al vicino ed inciampo,
Stolto crede così qual fora in campo
Cinto d'oste contraria, in sul più vivo
Incalzar degli assalti, 140
Gl'inimici obbliando, acerbe gare
Imprender con gli amici,
E sparger fuga e fulminar col brando
Infra i propri guerrieri.
Così fatti pensieri 145
Quando fien, come fur, palesi al volgo,
E quell'orror che primo
Contra l'empia natura
Strinse i mortali in social catena,
Fia ricondotto in parte 150
Da verace saper, l'onesto e il retto
Conversar cittadino,
E giustizia e pietade, altra radice
Avranno allor che non superbe fole,
Ove fondata probità del volgo 155
Così star suole in piede
Quale star può quel ch'ha in error la sede.
E tu, lenta ginestra,
Che di selve odorate
Queste campagne dispogliate adorni,
Anche tu presto alla crudel possanza 300
Soccomberai del sotterraneo foco,
Che ritornando al loco
Già noto, stenderà l'avaro lembo
Su tue molli foreste. E piegherai
Sotto il fascio mortal non renitente 305
Il tuo capo innocente:
Ma non piegato insino allora indarno
Codardamente supplicando innanzi
Al futuro oppressor; ma non eretto
Con forsennato orgoglio inver le stelle, 310
Nè sul deserto, dove
E la sede e i natali
Non per voler ma per fortuna avesti;
Ma più saggia, ma tanto
Meno inferma dell'uom, quanto le frali 315
Tue stirpi non credesti
O dal fato o da te fatte immortali.
mercoledì, febbraio 11, 2009
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