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venerdì, novembre 06, 2009

E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo
Infinito seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
(Leopardi, canto notturno di un pastore errante dell'Asia)
In questo pianeta siamo tutti accomunati dal destino di vivere su un piccolo sasso sperduto alla periferia di un universo probabilmente infinito, forse parte di un numero infinito di universi infiniti, dove la nostra esistenza è la sola certezza, piccola luce nell’ignoranza cosmica in cui siamo avvolti.
Dietro allo scontro sul crocifisso nelle scuole, un tema che anche a molti laici sembra banale e insignificante, c’è in realta’ l’eco di una battaglia vecchia di secoli, di millenni, una battaglia delle e sulle idee che reggono il mondo e la civiltà umana. Quella battaglia ha visto guerre sanguinarie, rivoluzioni, riforme e ha avuto esiti differenti in differenti aree geografiche, anche all’interno della piccola Europa. C’e’ chi ha abbracciato la Ragione e chi è rimasto schiacciato dal Dogma, chi ha sviluppato la democrazia e i diritti e chi è rimasto vittima della violenza del fondamentalismo, chi ha costruito una societa’ aperta e chi è rimasto prigioniero dei feudi e delle corporazioni.
(Gabriele Zamparini)
C'è la necessità di un accordo tra filosofi (leggi:scienziati) e teologi, perché «la fede si richiede per l'istituzione di rozzi popoli che denno esser governati», l'infinità dell'universo e l'esistenza di mondi infiniti, la mancanza di un centro in un universo infinito comporta la scomparsa dell'antico, ipotizzato ordine gerarchico, la «vanissima fantasia» che riteneva che al centro vi fosse il «corpo più denso e crasso» e si ascendesse ai corpi più fini e divini. La concezione aristotelica è difesa ancora da quei dottori che hanno fede nella «fama de gli autori che gli son stati messi nelle mani», ma i filosofi (leggi:scienziati) moderni, che non hanno interesse a intendere quello che dicono gli altri, ma pensano con la loro testa, si sbarazzano di queste anticaglie e si avviano «con più sicuri passi alla cognizione della natura".
Giordano Bruno De l'infinito, universo e mondi (citato a senso)
Un giorno Dio, sotto mentite spoglie , incontra un contadino che cammina lungo la strada e gli chiede “Dove stai andando?” Al che il contadino risponde “A Saragozza” dimenticando di aggiungere la chiosa obbligatoria nel medioevo “Se Dio vuole”. A causa di questa mancanza di rispetto Dio trasforma il contadino in una rana e la spedisce nella pozza più vicina. Dopo avere osservato la rana sguazzare per un po’ Dio inverte la trasformazione e dice al contadino , una volta ripresa la forma umana “Ed ora dove vai?” Al che il contadino risponde “ A Saragozza o nella pozza!” . Gli irosi dei del mondo antico avrebbero rispedito il contadino nella pozza. Il mio Dio per contro si sarebbe assicurato che arrivasse a Saragozza. Un errore di tutte le religioni fondamentaliste è che il loro Dio non ha senso dell’humor. Ciò perché le religioni fondamentaliste si mantengono per lungo tempo per mezzo di rituali che per loro natura non hanno alcun senso dell’humor.
Fred Hoyle (citato da Barbabianca)
L'amore di Dio per l'uomo - centro e fondamento della religione - è la prova più chiara, più irrefutabile che l'uomo nella religione contempla se stesso come un oggetto divino, come un divino scopo, e che i suoi rapporti con Dio non sono che rapporti con se stesso, con il suo proprio essere.
La provvidenza è un privilegio dell'uomo; esprime la superiorità dell'uomo sugli altri esseri naturali; lo sottrae alla concatenazione di tutto l'universo.
(Feuerbach)
I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.
La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.
Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.
A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza. La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.
Einstein
Sento il bisogno come Machiavelli ai tempi dell'esilio politico all'Albergaccio, dalle parti di S.Casciano, qui alle porte di Firenze, sulla via per Siena, di rivestirmi un po' di panni curiali per cercare la compagnia di uomini illustri e gustare con loro di quel pane della sapienza "che solum è mio". Dopo essermi levato da questa mediatica Italia bordello devastata da "ruffian, baratti e simile lordura". (rileggere il VI del Purgatorio).
La riflessione mia di oggi è che Cristo non è dio. Non lo è mai stato. E' proprio lui che dice, in quel momento di m. in cui viene a trovarsi, come i 10 milioni "dieci" di uomini crocifissi sulle pubbliche strade romane nei secoli dell'Impero: dio de' dei, mi hai proprio abbandonato! Ma perché a Nicea l'Imperatore Costantino fece scrivere che quel povero cristo, uno tra 10 milioni di vittime dell'Impero, era quel "nostro Signore che verrà a giudicare i vivi e i morti". E perché fece quel concordato con la santa chiesa cattolica alla quale dare in appalto la remissione dei peccati, preludio alla resurrezione della carne e alla vita eterna amen?
Perché Costantino - mai battezzato ma considerato santo - da preveggente aveva già letto il cap. XVIII del Principe di Machiavelli...
(continua)
Post Scriptum. Aggiornamento del 7 novembre: a proposito di Costantino, leggi qui.
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martedì, settembre 01, 2009
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venerdì, marzo 20, 2009
per autocombustione

1 - 20.3.09 Francamente ci è passata la voglia di parlare di questo Papa che non ne indovina una, passando da una gaffe all'altra come un elefante in una cristalleria quasi fosse un qualunque Berlusconi. Esordisce attaccando Maometto e procurandosi l'ostilità di tutto il mondo islamico dopodiché si scusa dicendo che è stato frainteso, riabilita il vescovo negazionista procurandosi l'ostilità di tutto il mondo e si scusa spiegando che lui non ne sapeva nulla, attaccato violentemente dai vescovi tedeschi scrive una lettera in cui dice di essere un incompreso e si lamenta di essere lasciato solo ma poi andando in Africa in uno scatto di orgoglio racconta che non è vero che sia solo e una volta lì non trova di meglio che spiegare agli africani bersagliati dall'Aids che per evitare la malattia devono restare casti e per carità non usino i preservativi. Non perché la Chiesa non vuole, no, ma perché “aumentano i problemi”. Uomo di grande onestà intellettuale, non c'è che dire.
La storia di domani dirà se questa pervicace ostinazione a vietare un indispensabile mezzo di protezione in un mondo in cui centinaia di migliaia di bambini nascono infetti da Aids non si risolva in un genocidio perpetrato in nome di Dio - sia pure involontariamente. Ma sappiamo già che in nome di Dio si può far morire, eccome. Così come in nome di Dio si scomunicano i medici che salvano la vita di una bambina violentata da un disumano patrigno ma non si scomunica il patrigno, non si scomunicano gli assassini della mafia e della 'ndrangheta e neppure i pedofili di cui la Chiesa è piena: ce n'è uno sotto processo a Roma anche in questi giorni, chissà se usa il preservativo almeno lui.
Ma lasciamo stare, fermiamoci al commento del Sunday Times che ha parlato di un pontefice “che sta guidando la Chiesa e i suoi 1,2 miliardi di fedeli come un monarca, separato dal mondo esterno, aiutato solo da consiglieri fidati ma inetti”. O a quello di Francia, Germania e Unione europea che nell'imbarazzato silenzio degli zuavi pontifici di cui sono pieni il governo e la casta politica italiana hanno giudicato la sua dissennata condanna dei preservativi pericolosa per l'Africa e per il mondo.
Giancarlo Fornari

Aggiornamento del 26 marzo.
2 - Il papa ha le mani sporche di sangue.
The Guardian, 4/4/2005
... Come risultato dell'accentramento di tutto il potere a Roma,
vi fu una regressione di tutte le chiese locali. Il clero si trovò
incapace di assumere decisioni autonome senza guardarsi alle spalle,
verso il Sant'Uffizio. In questo clima esplose lo scandalo degli
abusi su minori. La risposta di Giovanni Paolo fu quella di
trasferire a Roma e premiare con un alto incarico il cardinale
americano che aveva assiduamente cercato di coprire lo scandalo
finché era stato possibile.
Il più grosso crimine di questo papato, comunque, non è stato né il suo atteggiamento di copertura di tali fatti, né il suo atteggiamento troglodita verso le donne. È stata la grottesca ironia con la quale il Vaticano ha condannato - come "cultura della morte" - i profilattici, che avrebbero potuto salvare non si sa quanti cattolici del terzo mondo da una lenta e dolorosa morte per AIDS. Il papa va verso la sua gloria eterna portando in braccio tutti questi morti. È stato una delle più grandi disgrazie per il cristianesimo dai tempi di Darwin.
Terry Eagleton insegna all'Università di Manchester, Regno Unito
The Pope has blood on his hands"
...The result of centring all power in Rome was an infantilisation of
the local churches. Clergy found themselves incapable of taking initiatives
without nervous glances over their shoulders at the Holy Office. It was at
just this point, when the local churches were least capable of handling a
crisis maturely, that the child sex abuse scandal broke. John Paul's response was to
reward an American cardinal who had assiduously covered up the outrage with
a plush posting in Rome.
The greatest crime of his papacy, however, was neither his part in this cover up nor his neanderthal attitude to women. It was the grotesque irony by which the Vatican condemned - as a "culture of death" - condoms, which might have saved countless Catholics in the developing world from an agonising Aids death. The Pope goes to his eternal reward with those deaths on his hands. He was one of the greatest disasters for the Christian church since Charles Darwin.
• Terry Eagleton is professor of cultural theory at Manchester University
L'articolo lo trovi qui:
in originale
in italiano
3 - E ancora (per analogia)

4 - Ma finiamo con un canto di speranza (e di lotta):

We are the world
we are the children
we are the ones who make
a brighter day.
So let's start giving.
There comes a time
When we need a certain call
When the world must come together as one
There are people dying
Oh and it's time to lend a hand to life -
The greatest gift of all
We can't go on pretending day by day
That someone, somewhere
will soon make a change
We are all part of God's great big family
And the truth you know, love is all we need
We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
So let's start giving
There's a choice we're making
We're saving our own lives
It's true we'll make a better day, just you and me
We'll send them your heart
So they know that someone cares
And their lives will be stronger and free
As God has shown us
By turning stone to bread
And so we all must lend a helping hand
We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
So let's start giving
There's a choice we're making
We're saving our own lives
It's true we'll make a better day, just you and me
When you're down and out
There seems no hope at all
But if you just believe
There's no way we can fall
Well, let us realize
That a change can only come
When we stand together as one
We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
So let's start giving
There's a choice we're making
We're saving our own lives
It's true we'll make a better day, just you and me
We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
So let's start giving
There's a choice we're making
We're saving our own lives
It's true we'll make a better day, just you and me
We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
So let's start giving
There's a choice we're making
We're saving our own lives
It's true we'll make a better day, just you and me
We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day
So let's start giving
Video da aprire, assolutamente. Se sei arrivato fin qui te lo meriti.
(Ray Charles, Bob Dylan, Henry Belafonte, Jackie Jackson, Bruce Springsteen, Stevie Wonder, Tina Turne, Dionne Warwich, Diana Ross...)
Qui lo trovi coi sottotitoli
mercoledì, marzo 18, 2009
per autocombustione
PAPA: PRESERVATIVI NON SONO LA SOLUZIONE PER COMBATTERE L'AIDS
(ASCA-AFP) - A bordo dell'aereo Papale, 17 mar - Distribuire i preservativi non e' la soluzione per combattere l'Aids. Lo ha detto Papa Benedetto XVI a bordo dell'aereo in viaggio verso l'Africa.
L'Aids ''e' una tragedia che non puo' essere risolta solo con il denaro, ne' con la distribuzione dei preservativi che invece peggiorano il problema'', ha detto il Pontefice.
La soluzione, secondo il Papa, consiste in un ''risveglio spirituale e umano'' e ''partecipare alle sofferenze di coloro che soffrono''.
giovedì, febbraio 12, 2009
lunedì, settembre 15, 2008
Che cosa succede quando Dio, il Dio Onnipotente della Chiesa papale, entra in politica? Innanzitutto, la laicità, i diritti civili e l’autonomia dello Stato vacillano e vanno in crisi. E poi, la democrazia rischia di rovesciarsi in teocrazia, politica e religione si confondono, causando disastrosi effetti di inciviltà. Effetti già largamente e tristemente dimostrati da secoli di storia di guerre sante e scontri religiosi, di Crociate, roghi e Inquisizione. Perché ripetere gli errori e orrori del passato?
Eppure si è formato di recente in Italia un nuovo «Partito di Dio» guidato dalla Cei di Ruini e Bagnasco, alacremente seguito da gruppi trasversali di politici, giornalisti e intellettuali (teocon, teodem, atei devoti, postsecolari e islamofobi), ostili alle conquiste della moderna civiltà illuministica, scientifica e razionalistica. Il Dio degli eserciti e della Chiesa/Stato costantiniana del passato e il Dio che in tutto si immischia dell’attuale offensiva politico-clericale non possono essere disgiunti.
Non bisogna tuttavia dimenticare che non c’è solo la Chiesa papale e il suo arrogante e dogmatico Dio del potere, disposto ieri come oggi a giustificare guerre, conflitti, repressione, fanatismi e interventismi di ogni genere. C’è anche la Chiesa dei poveri, del Dio sofferente e impotente delle Comunità cristiane di base, democratiche e antigerarchiche, dedite alla cura amorosa dei deboli, dei diversi, dei più poveri e diseredati della terra.
Il volume, un vero e proprio pamphlet, si propone una critica radicale della nuova strategia politico-religiosa di papa Ratzinger e delle alte gerarchie clericali (i ripetuti «no» all’aborto, all’eutanasia, alla procreazione assistita, alle coppie di fatto, al divorzio), mostrando, con una scrittura agile e provocatoria, la contraddittorietà e l’infondatezza dei valori assoluti oggi difesi dai vertici ecclesiastici.
Alla tesi ratzingeriana dell’ingresso di Dio nella sfera pubblica l’autore contrappone l’idea di una politica senza Dio, razionale, laica e democratica. Alle religioni è riconosciuta la più piena libertà di espressione e organizzazione nella società civile. Ma non la pretesa di occupare lo Stato o limitarne la sovranità, di ispirare, orientare e dirigere l'attività legislativa di governi e parlamenti in nome di presunte e incontestabili verità sacre o rivelate.
Michele Martelli : "Quando Dio entra in politica", Fazi ed. € 16.
Il volume tratta temi di grande attualità con uno stile ironico e pungente, lontano da tecnicismi e accademismi: è un testo progettato per essere letto da un largo pubblico
Nota del barba
Perché Dante, 700 anni fa, può dire peste e corna dei papi compresi quelli in carica e Sabina Guzzanti no? Perché il mio otto per mille va alla banca di Marcinkus, anche se io non voglio? Perché a Firenze deve piovere un Dirigente ecclesiastico preso al di fuori e all'insaputa della comunità cattolica fiorentina? Diabolus ex machina.
In questi giorni all'Isolotto di Firenze si commemorano i 40 anni della vicenda che ebbe nel '68 il suo punto d'arrivo e di partenza. Perché alla TV italiana fu impedito di testimoniarla, a fronte di "tutte" le grandi TV del mondo là presenti?
Perché?
Perché il braccio secolare (leggi: laico)
in Italia ha sempre funzionato come guardia esecutiva del tribunale ecclesiastico.
Gli atei devoti di oggi non fanno molto di più e di peggio degli atei illuminati di ieri. Il Parlamento italiano ha sempre raggiunto la quasi unanimità, quando si è trattato di concordare col Vaticano la messa al bando dei suoi dissidenti interni.
Ma la Chiesa dei poveri, del Dio sofferente e impotente delle Comunità cristiane di base, democratiche e antigerarchiche, dedite alla cura amorosa dei deboli, dei diversi, dei più poveri e diseredati della terra, è solo una scheggia del grande gregge. Il grosso della truppa è ancora rinchiuso nei Bandustan sudafricani, nei lager israeliani delimitati dal muro del Concordato tra lo Stato Italiano e lo Stato Città Vaticano. Ma lo SCV non è la Chiesa cattolica; lo SCV contrabbanderà "sempre" un dio arrogante e dogmatico al servizio dei poteri forti. Ed è vero che quanto più questi poteri forti si sentono venir meno, tanto più si stringono al Vaticano e quanto più il Vaticano si sente assediato in casa tanto più invoca l'intervento dello Stato. In questo momento di malattia terminale la Prostituta "e quel Gigante che con Lei delinque" del 32 e 33 del Purgatorio sono in congiunzione carnale permanente, senza più vergogna, cinicamente, come cani appunto, salvo il rispetto per questi grandi amici dell'h.
E allora, concludo, questo non è solo il momento di riconoscere - finalmente - l'esistenza in vita delle Comunità di base sofferenti e impotenti; questo è il momento di applicare l'articolo 2 della Costituzione: la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'h, sia come singolo sia nele formazioni sociali in cui si trova a vivere. Se una parrocchia, a grande maggioranza, elegge il suo pastore o il suo gruppo dirigente, le squadre d'azione mussolini devono rimanere in caserma, in attesa di essere sciolte. In fondo in fondo quella parrocchia fiorentina fu trattata alla stregua della scuola Diaz genovese. Solo la forma dell'intervento è stata diversa: bomba esplosiva la prima, bomba a lenta combustione la seconda (processo penale a 500 persone lungo tre lunghi anni, sfratto dagli edifici e beni, totale oscuramento mediatico televisivo, invio di truppe speciali ecclesiastiche da fuori Toscana...). Restiamo in attesa degli atei illuminati. I quali debbono capire che è venuto il momento di pensare al grosso della truppa ecclesiale ancora rinchiusa nel Bandustan italo-vaticano, una grande striscia di Gaza teocratica, a forma di stivale. Facciamo una contro-alleanza, diamo la possibilità al dissenso di esprimersi (in TV), riconosciamo questa chiesa di fatto, a tutti gli effetti: politici, civili e finanziari. La teologia di Ratzinger è vecchia come il cucco; otre imporrito, muffo. Scrittura su carta patinata senza corrispondenza veruna col reale, neppure al suo interno. Ci sono in circolazione altre teologie, tipo quella della Liberazione. Ma non solo quella. Non facciamo di ogni erba un fascio- La Costituzione ci impone di garantir loro ogni pari opportunità.
Il libro di Michele Martelli è un primo avvio teorico. Coraggio: E' l'ora dei fuochi; non ci sarà che luce (Marty). Il miglior modo di difendersi è quello di attaccare (Foch).
Anche Dante è dalla nostra. Chi parla è S.Pietro:
«Non fu la sposa di Cristo allevata
del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto,
per essere ad acquisto d'oro usata; 42
ma per acquisto d'esto viver lieto
e Sisto e Pïo e Calisto e Urbano
sparser lo sangue dopo molto fleto. 45
Non fu nostra intenzion ch'a destra mano
d'i nostri successor parte sedesse,
parte da l'altra del popol cristiano; 48
né che le chiavi che mi fuor concesse,
divenisser signaculo in vessillo
che contra battezzati combattesse; 51
né ch'io fossi figura di sigillo
a privilegi venduti e mendaci,
ond' io sovente arrosso e disfavillo. 54
In vesta di pastor lupi rapaci
si veggion di qua sù per tutti i paschi:
o difesa di Dio, perché pur giaci? 57
Del sangue nostro Caorsini e Guaschi
s'apparecchian di bere: o buon principio,
a che vil fine convien che tu caschi! 60
Ma l'alta provedenza, che con Scipio
difese a Roma la gloria del mondo,
soccorrà tosto, sì com' io concipio; 63
e tu, figliuol, che per lo mortal pondo
ancor giù tornerai, apri la bocca,
e non asconder quel ch'io non ascondo». 66
(Paradiso, XXVII, 40-66)
Forza, Sabina.
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martedì, luglio 08, 2008
Giove

clicca sulla foto (visto da Voyager1)
Lo rivedo in queste sere casentinesi, grande e luminoso più di Antares che gli si trova accanto in queste sere di luglio, lato sud.
E' un gigante, anzi il gigante del sistema solare. Per un pelo non è diventato stella. E chissà se noi ci saremmo stati. Apprezzare la sconfitta: Sertorio, Gorbaciov. In attesa di Berlusc (si licet iniquum componere aequis). Con pensierino finale al papa che apprezza la ventata finalmente fresca e nuova del governo berlusc.
In mancanza di telescopio o di cielo non inquinato dalle nostre luci ridondanti, scarica il programma da questa web: http://www.skylive.it/skylive-new/index.php e cerca compagnia tra gli astrofili dilettanti.
Sempre con il Dantino a portata di mano; e Wikipedia:
Il sesto è il Cielo di Giove, la cui virtù caratteristica è la giustizia: il cielo è infatti sede delle anime di principi saggi e giusti; essi appaiono a Dante come luci che volano e cantano, formando lettere luminose che compongono la frase «Diligite iustitiam qui iudicatis terram» (cioè "Amate la giustizia voi che giudicate il mondo"); dopo le lettere i beati, a partire dall'ultima m (prima lettera della parola "Monarchia"), danno anche forma all'immagine di un'aquila, allegoria dell'Impero.
Le questioni filosofiche e teologiche affrontate in questo cielo sono:
-
l'imperscrutibilità della giustizia divina: perché sono condannati coloro che non poterono conoscere Cristo;
-
Questo cielo è ancora mosso da intelligenze angeliche della seconda gerarchia, cioè dalle dominazioni.
Sono qui beati: David, Marco Ulpio Nerva Traiano, Ezechia, Gaio Flavio Valerio Aurelio Costantino, Guglielmo II di Sicilia e Rifeo.
Preghiera
O dolce stella, quali e quante gemme
mi dimostraro che nostra giustizia
effetto sia del ciel che tu ingemme!
Per ch'io prego la mente in che s'inizia
tuo moto e tua virtute, che rimiri
ond' esce il fummo che 'l tuo raggio vizia;
sì ch'un'altra fïata omai s'adiri
del comperare e vender dentro al templo
che si murò di segni e di martìri.
O milizia del ciel cu' io contemplo,
adora per color che sono in terra
tutti svïati dietro al malo essemplo!
Già si solea con le spade far guerra;
ma or si fa togliendo or qui or quivi
lo pan che 'l pïo Padre a nessun serra.
Ma tu che sol per cancellare scrivi,
pensa che Pietro e Paulo, che moriro
per la vigna che guasti, ancor son vivi.
Ben puoi tu dire: «I' ho fermo 'l disiro
sì a colui che volle viver solo
e che per salti fu tratto al martiro,
ch'io non conosco il pescator né Polo».
(Paradiso XVIII, 115-136)
O dolce pianeta Giove, quali e quante anime luminose mi mostrarono ( prima col loro canto e poi con la figura dell’aquila, simbolo dell’Impero e della giustizia che esso solo può realizzare ) che la giustizia umana deriva dall’influsso del cielo che tu adorni con il tuo splendore!
Perciò prego Dio, dal quale prende inizio il tuo movimento e il tuo potere di influsso, affinché rivolga la sua attenzione al luogo da cui esce il fumo che offusca la tua luce, in modo che Egli si adiri una seconda volta per i commerci che si fanno nel la Chiesa che fu edificata con i miracoli e il martirio (di Cristo e dei suoi santi).
O anime beate del cielo di Giove, che io contemplo (nella mia memoria), pregate per i mortali, che hanno deviato dalla giusta via per il cattivo esempio ( degli uomini di chiesa) !
Un tempo si era soliti fare la guerra con le armi, ma ora si fa sottraendo ai fedeli, or qua or 1à, il pane spirituale che il misericordioso Padre celeste non nega a nessuno.
Ma tu che scrivi ( i decreti di scomunica ) solo per annullarli poi ( per denaro ), pensa che Pietro e Paolo, che morirono per la Chiesa che tu ora vai distruggendo, sono ancora vivi (in cielo e pronti a chiedere vendetta a Dio).
A buon diritto puoi dire: “ Il mio desiderio è volto con tanta forza a San Giovanni Battista, colui che volle vivere solitario nel deserto e che fu martirizzato per premiare una danza, che io non mi curo né di San Pietro né di San Paolo”.
8 luglio a Piazza Navona.
venerdì, marzo 28, 2008
Dal Giordano al Tevere


lunedì, gennaio 07, 2008
Speranze e paure
“la esperanza y el infierno”
del teologo spagnolo José Castillo
Le (antiche) paure di Ratzinger
don Enzo Mazzi
Leggili qui
sabato, marzo 31, 2007
Radici cristiane d’Europa (4)
Anniversario: 1307-2007

Il Monte Rubello, da "ribelli", nel Biellese, ove i resistenti montanari e gli eretici dolciniani si asserragliarono per l'ultima, disperata resistenza. Alla fine, molti furono massacrati sul posto, qualcuno riuscì a fuggire, mentre Dolcino, Margherita e Longino Cattaneo, catturati, furono successivamente posti al rogo. Sulla cima del Rubello, fu eretto dapprima un oratorio, poi un santuario dedicato a San Bernardo (nella foto), per celebrare la vittoria delle forze cattoliche contro i "figli di satana".
Trovato qui
Durante settimana santa del 1307 ebbe fine la resistenza triennale di Fra Dolcino e Margherita contro la crociata indetta da papa Clemente V.
Freddo fame morte e distruzione, cavalieri dell’Apocalisse, arrivarono con le spade dei crociati sulla cima del monte ribelle e la pace fu.
Questa:
La crociata contro fra' Dolcino fu bandita dal papa Clemente V. Con lo "Statutum Ligae contra Haereticos" (statuto di Scopello) redatto il 24 agosto 1305 e firmato da quasi tutti i paesi della valle, i valligiani decisero di costituire una lega per combattere i dolciniani e il 3 settembre dello stesso anno, numerosi rappresentanti delle genti delle tre principali valli valsesiane, riuniti nella chiesa di San Bartolomeo a Scopa, giurarono sui Vangeli di scendere in armi contro i dolciniani fino al loro totale sterminio. Chiunque indossi la veste con croce e si appresti a partire verso le valli del Novarese e Vercellese per combattere l'eresia dolciniana - questo il senso della disposizione delle autorità ecclesiastiche - avrà rimessa la totalità dei peccati.
Nella settimana Santa (23 marzo) del 1307 le truppe di Raniero riuscirono a penetrare nel fortilizio fatto costruire da Dolcino sul Monte Rubello, vicino a Biella, dove ancora resistevano disperatamente gli ultimi superstiti del gruppo ormai falcidiato. Lo spettacolo che si presentò loro era drammatico: gli assediati, per sopravvivere, si erano cibati dei resti dei compagni morti. Tutti vennero immediatamente passati per le armi eccetto Dolcino, Longino e Margherita.
Il processo e l'esecuzione
Fra' Dolcino fu processato a Novara e condannato a morte. L'Anonimo Fiorentino (uno dei primi commentatori della Divina Commedia) riferisce che egli rifiutò di pentirsi e anzi proclamò che, se lo avessero ucciso, sarebbe resuscitato il terzo giorno.
Margherita e Longino furono arsi vivi sulle rive del torrente Cervo, il corso d'acqua che scorre vicino a Biella. Un cronista annota che fra' Dolcino, costretto ad assistere, "darà continuo conforto alla sua donna in modo dolcissimo e tenero". L'Anonimo Fiorentino però scrive invece che Margherita fu giustiziata dopo di lui.
Per fra' Dolcino si volle procedere ad un'esecuzione pubblica esemplare: secondo Benvenuto da Imola (un altro antico commentatore dantesco), fu condotto su un carro attraverso la città, venne torturato a più riprese con tenaglie arroventate e gli furono strappati il naso e il pene. Dolcino sopportò tutti i tormenti con resistenza non comune, senza gridare né lamentarsi. Infine fu issato sul rogo e arso vivo a sua volta.
Dante ricorda fra' Dolcino nella Divina Commedia con questi versi:
«Or di' a fra Dolcin dunque che s'armi,
tu che forse vedrai lo sole in breve,
s'egli non vuol qui tosto seguitarmi,
sì di vivanda, che stretta di neve
non rechi la vittoria al Noarese,
ch'altrimenti acquistar non sarìa lieve.»
" Dì dunque, tu che forse vedrai il sole tra poco, a fra Dolcino, se non vuole seguirmi all’inferno fra breve, di provvedersidi vettovaglie, in modo che l’assedio causato dalla neve non consenta al vescovo di Novara quella vittoria, che non sarebbe facile conquistare in altro modo. "
(Inferno XXVIII, 55-60)
Nota storica
Nel 1300 il Purgatorio era una scoperta recente. La seconda grande donazione a favore del papato romano. Se la prima, un dono del Secolo VIII, aveva fruttato a Bonifacio VIII la primazia politica su tutta l’Europa occidentale, l’acquisto del Purgatorio, dono del secolo XIII, gli permise di inaugurare il secolo quattordicesimo con il primo Giubileo della storia ecclesiastica: amnistia generale da tutte le pene comminate al peccatore pentito, ivi comprese la custodia cautelare in purgatorio e l’affidamento ai servizi sociali delle buone opere sulla terra. Col giubileo diventi puro e perfetto e vai direttamente in paradiso, sei giubilato. Il potere delle chiavi, spirituale e materiale, di proprietà papale, ti apre le porte: l’offerta monetaria e la sottomissione a Roma sono la prova del pentimento, le sole condizioni e valgono il sangue di Cristo. Industria dell’olocausto.
Fu un grande avvenimento, il primo pellegrinaggio alla mecca romana, una folla ininterrotta sul ponte di Castel Sant’Angelo. Più tardi un altro giubileo romano permetterà al papa di pagare le spese della Cupola di Michelangelo anche se costerà la perdita di metà del gregge europeo.
Il primo giubileo fu illuminato da una grande fiaccolata: a Parma con Gherardo Segarelli.
Dante osserva questi fatti, prima da Firenze, consigliere comunale e anche ministro del governo per 2 mesi, poi dall’esilio romagnolo-casentinese. Mette all’inferno sia il papa che fra Dolcino, per motivi diversi. Con più simpatia per fra Dolcino.
martedì, marzo 20, 2007
L’intervista (Mattino di Napoli, sabato 17 marzo 2007)
e
Il dialogo (in Fiorenza 1632)
martedì, dicembre 26, 2006

Ho finito ora di ascoltare Mina ai funerali di Piergiorgio Welby. Se hai la linea veloce fallo anche tu ...
Tutta la cerimonia la trovi Qui
Grazie Ruini, per aver rifiutato il funerale in chiesa a Piergiorgio Welby e avermi fatto godere l'emozione del funerale dolce e umano come la faccia di Piergiorgio sul letto di contenzione, come la faccia e la voce di Mina accanto alla bara, in mezzo agli amici. Grazie per avermi risparmiato l'esorcismo per la remissione dei peccati di Welby, le suppliche del dies irae. Bene voi fate ad accogliere i vostri amici peccatori veri, bisognosi davvero di intermediari autorizzati per allontanare o almeno attutire l'ira di lassù.
Grazie Ruini per aver dato modo anche alla vecchia madre di pensare che possa esistere una chiesa senza mura com'era quella che si è stretta accanto a lei ripiegata col suo cappellino sotto l'ombra del feretro che non incuteva timore, non richiamava i fantasmi di noi bambini, ma univa nel ricordo gioioso tutta quella gente venuta a ritrovare se stessa nel grande specchio di vita che ci veniva rimandato dall'immagine di Pier Giorgio proiettata nello schermo.
Grazie Ruini per aver ceduto la parola alla sorella di Piergiorgio che in poche brevi concetti ci spiega che il dolore inutile va evitato e che anche la morte può avere una sua serena dignità. E che non tutto nella vita è mistero imperscrutabile da affrontare con sottomessa rassegnazione al dio che parla solo attraverso gli interpreti diplomati alla gregoriana.
Grazie Ruini.
Spell
Contro tutti quei capoccioni di laici, non credenti, atei dichiarati, direttori di giornali, responsabili di telegiornali, politici in carriera, professori di chiara fama che si ostinano a dare la patente di chiesa cattolica a quel gruppo quasi umano che si è asserragliato in Vaticano e da lì impedisce la libera circolazione delle idee all'interno del popolo di dio, riducendo al silenzio - col loro aiuto - 8 contro mille, otto per mille, tutte le voci profetiche che salgono dall'interno dell'immensa schiera che sostiene divorzio, Legge 194, diritti civili, papa Giovanni, equiparazione uomo-donna, diritto alla felicità...
A B R A C A D A B R A
A B R A C A D A B R
A B R A C A D A B
A B R A C A D A
A B R A C A D
A B R A C A
A B R A C
A B R A
A B R
A B
A

lunedì, dicembre 11, 2006
Ci guardano dal cielo

Cile: Morto l'ex dittatore Augusto Pinochet
Augusto Pinochet è morto. Lo rende noto una nota dell'ospedale militare. Il 91enne ex dittatore cileno era stato ricoverato domenica scorsa nell'ospedale militare di Santiago dopo un infarto. Era stato sottoposto a un intervento di angioplastica e, poco dopo, aveva ricevuto l'estrema unzione.
«Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d'oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale. Giovanni Paolo II.» 18 febbraio 1993: la privatissima ricorrenza delle sue nozze d’oro viene allietata da due lettere autografe in spagnolo che portano in calce le firme di papa Wojtyla e del segretario di Stato Angelo Sodano.
Visti dalla terra
Noi Madri ci siamo incontrate con Lei in tre occasioni, ma Lei non ha impedito i massacri, non ha alzato la voce in difesa delle nostre migliaia di figli durante quegli anni di terrore.
Adesso non abbiamo più dubbi su da quale parte sta Lei, ma sappia che malgrado il suo potere immenso, non potrà arrivare nè a Dio nè a Gesù
Molti dei nostri figli si sono ispirati a Gesù nel loro impegno per il popolo.
Noi Membri dell'Associazione delle Madri di Plaza de Mayo, attraverso una preghiera immensa che arriverà al mondo, chiediamo a Dio che non perdoni Lei, Sig. Giovanni Paolo II, perchè Lei denigra la Chiesa del popolo che soffre. Lo facciamo in nome dei milioni di esseri umani che morirono e continuano a morire ad opera degli assassini che Lei difende e sostiene.
DICIAMO: SIGNORE NON PERDONARE GIOVANNI PAOLO II
Associazione Madri di Plaza de Mayo
Hebe Bonafini
Buenos Aires 23 febbraio 1999
qui
Spigolature del giorno
3:23 PM (3 hours ago)Pacs: Grillini e Bertinotti rispondono al cardinal Trujillo
from Cani Sciolti
"Non ci meraviglia che Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Consiglio vaticano per la famiglia, nonche' amico e sostenitore di ogni dittatura fascista argentina, quella di Pinochet compresa, non sia d'accordo sui pacs. Troviamo pero' che persino per uno come Trujillo non si dovrebbero oltrepassare i limiti della decenza oltre che del buon gusto: definire capricci o peggio ancora, 'banale espressione del desiderio', i diritti umani delle persone conviventi significa fare un'operazione moralmente orribile". E' quanto afferma, in una nota, il diessino Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay.
3:23 PM (3 hours ago)I vescovi dettano l'agenda politica: I Pacs non sono priorità del Paese
from Cani Sciolti
Una nota del Sir (Servizio informazione religiosa della Chiesa) dice:"La Chiesa ha pieno diritto a pronunciarsi su problemi morali".E sottolinea: il problema dei Pacs "non è in cima alle priorità del Paese, invece non ci si cura di ciò che è fondamentale,il sostegno alla famiglia formata da un uomo e una donna". E:"Non è accettabile che,invocando casi limite o situazioni che possono essere tutelate" in altro modo, "si intacchino gli architravi della società"."E'il momento di essere molto fermi sui principi". E non vale l'idea di omologarsi.
mercoledì, novembre 29, 2006

Cristo non è Dio
Era scritto in un cartello dei manifestanti contro la visita di Papa Ratzinger a Istambul. (Spero di ritrovarlo in internet, intendo il cartello ).
L'affermazione contraria si trova nel simbolo niceno-costantinopolitano: il nostro credo.
Costantinopoli è diventata istambul. E il simbolo costantiniano si è rovesciato nel simbolo istambuliano. Perché, non nascondiamoci dietro un dito, con tutto quello che i cristiani di Bush Blair e di noi truppe ausiliarie fanno da un po' di tempo a questa parte, è molto probabile, cioè sicuro, che almeno un miliardo di uomini si riconosce a gran voce sulla scritta di quel cartello.
Perché è importante che Cristo non sia dio? Perché se Cristo è dio che in arabo si dice Allah, Maometto è il suo profeta. Ma il papa è il vicario di Cristo e quindi sta sopra anche a Maometto. Perchè un conto è essere vicari di un profeta, un conto vicari di Dio. A Maometto non rimane che riconoscerlo, sottomettersi o fare la fine che segue:
Già veggia, per mezzul perdere o lulla,
com'io vidi un, così non si pertugia,
rotto dal mento infin dove si trulla. 24
Tra le gambe pendevan le minugia;
la corata pareva e 'l tristo sacco
che merda fa di quel che si trangugia. 27
Mentre che tutto in lui veder m'attacco,
guardommi e con le man s'aperse il petto,
dicendo: "Or vedi com'io mi dilacco! 30
vedi come storpiato è Mäometto!
Dinanzi a me sen va piangendo Alì,
fesso nel volto dal mento al ciuffetto. 33
E tutti li altri che tu vedi qui,
seminator di scandalo e di scisma
fuor vivi, e però son fessi così. 36
Un diavolo è qua dietro che n'accisma
sì crudelmente, al taglio de la spada
rimettendo ciascun di questa risma, 39
quand'avem volta la dolente strada;
però che le ferite son richiuse
prima ch'altri dinanzi li rivada.
Traduzione
Una botte, per il fatto che ha perduto la doga mediana o una delle laterali, non si apre certo così, come io vidi (aprirsi) un dannato, squarciato dal mento all’ano (dove si trulla=dove si scoreggia - ndr): gli intestini gli pendevano tra le gambe; gli si vedevano le interiora (la corata: polmoni, cuore, fegato, milza) e il lurido involucro che trasforma in sterco ciò che si inghiotte.
Mentre avidamente fissavo lo sguardo su di lui, mi guardò, e si aperse il petto con le mani, dicendo: " Vedi dunque come mi lacero! vedi come è straziato Maometto! Davanti a me lagrimando cammina Alì, spaccato nel volto dal mento ai capelli. E tutti gli altri che vedi in questo luogo, furono da vivi seminatori di discordia e di scissione, e perciò sono così spaccati. Qui dietro è un diavolo che ci acconcia in modo tanto crudele, sottoponendo di nuovo ciascuno di questa turba al taglio della sua spada, quando abbiamo fatto il giro della bolgia dolorosa; poiché le ferite sono rimarginate prima che ciascuno di noi gli ritorni davanti.
Lo scriveva un cristiano sette secoli fa, una mente superiore che aveva studiato filosofia e teologia presso i francescani di S.Croce e i domenicani di S.Maria Novella, qui a Firenze.
E' ancora in tutto e per tutto la teologia di Papa Ratzinger, da lui confermata, con un discorso non casuale, nella lectio magistralis di Ratisbona. E' ancora e sempre la teologia della "chiesa cattolica", come si usa chiamare dai mass media l'agenzia religiosa vaticana. Grande multinazionale governata da sempre da maschi che si riproducono per partenogenesi e si accordano puntualmente con tutti i poteri costituiti. Essi, come rappresentanti di Cristo per sua investitura diretta, non hanno da rendere conto agli uomini tanto meno alle donne perché sono emanazione diretta di Dio il quale ha affidato a loro il suo tribunale: quello che decidete voi è decisione mia; quello che sapete voi è sapienza mia, quello che pensate voi è pensiero mio. Con una esclusiva: la remissione dei peccati. Quali sono i peccati lo sapete voi meglio di me. Quello che non permisi a Lucifero lo concedo a voi. Anche dio invecchia.
Per questo è determinante il simbolo niceno-costantinopolitano: credo in Gesù Cristo suo unico figliolo.
E noi che credevamo di essere, come lui, tutti figli di dio.
Se questo è il dio dei crociati, a me, cristiano battezzato cresimato e comunicato, ora nella parte finale della mia vita, non rimane che dichiararmi ateo. Beninteso di questo dio che ha venduto la sua primogenitura a papa Ratzinger. E qui scatta la sorpresa: mi ritrovo pari pari consegnato da Caifa al braccio secolare del tribunale romano, finisco in cella e chi ci trovo? Gesù Cristo, dichiarato ateo e bestemmiatore e come tale condannato a morte per croce. Pena prevista dal diritto romano, non ebraico. Ma fu data tutta la colpa agli ebrei e i suoi pseudo successori si definirono romani. Uno scherzo da prete. Infatti sto scherzando.
Però. Se non fosse tutto uno scherzo?
Allora fuori dai denti mi dichiaro ateo per poter ritrovare Cristo. Ateo del dio niceno-costantinopolitano, spiacente. Ma se un dio c'è non intendo regalarlo ai romani. Me lo tengo per me. Potrebbe essere quello che Saulo poi apostolo Paolo trovò tra le tante statue di dei a Corinto, in Grecia: su una statua o cosa fosse c'era scritto: al dio ignoto. Così i soliti boccaloni dei mass media (media non midia per piacere) non potranno definirmi non credente. Perché uno che non crede all'agenzia vaticana deve definirsi non credente? Dobbiamo, prendi nota, imporre la dizione "diversamente credente". In seconda battuta passi "agnostico". Che ha il difetto di essere una parola troppo chic, molto intellettuale. Pazienza.
Per finire mi prendo questo dolce come dessert del post che anche voi avrete trovato piuttosto amaro, diciamo salato:
"I geni religiosi di tutti i tempi risentono di questa religiosità cosmica che non conosce né dogmi né Dei concepiti secondo l'immagine dell'uomo. Non vi è perciò alcuna Chiesa che basi il suo insegnamento fondamentale sulla religione cosmica. Accade di conseguenza che è precisamente fra gli eretici di tutti i tempi che troviamo uomini penetrati di questa religiosità superiore e che furono considerati dai loro contemporanei più spesso come atei, ma sovente anche come santi. Sotto questo aspetto uomini come Democrito, Francesco d'Assisi e Spinoza possono stare l'uno vicino all'altro.
La principale fonte dei conflitti odierni tra le sfere della religione e della scienza sta tutta in questa idea di un Dio personale. […] Nella lotta per il bene morale, i maestri della religione debbono avere la capacità di rinunciare alla dottrina d’un Dio personale, vale a dire rinunciare alla fonte della paura e della speranza, che nel passato ha garantito ai preti un potere così ampio.
Più l’uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.
A livello di logica pura tutti gli assiomi sono arbitrari, compresi gli assiomi dell’etica. Ma essi non sono affatto arbitrari da un punto di vista psicologico e genetico, […] All’individuazione e alla verifica degli assiomi etici si perviene in modo non dissimile da quello che riguarda gli assiomi della scienza. La verità è ciò che sopporta la verifica dell’esperienza.
Hai certamente capito chi l'ha scritto. Ma se ti viene curiosità guarda qui.
PS. Questo post è durato due giorni. L'ho cominciato il 29, è passata la mezzanotte e siamo il 30 novembre. Lo dedico a Pietro Leopoldo di Lorena che oggi viene festeggiato qui in Toscana perché in questo giorno, prima che in Francia scoppiasse la rivoluzione, emise il decreto che aboliva la tortura e la pena di morte. Abolì tanto vecchiume, tipo le corporazioni, l'inquisizione, la manomorta ecclesiastica. Una cosa non riuscì a fare: la riforma dell'organizzazione ecclesiastica che sostanzialmente sanciva il decentramento amministrativo della chiesa toscana (leggi indipendenza economica) dal Vaticano. Aveva dalla sua il più evoluto dei vescovi toscani che fu bloccato da? E si chiamava come? Italiani, datevi alle istorie.
Appendice con pallottoliere: A voi probabilmente no, ma a me modestamente fischiarono le orecchie quando Ruini si dichiarò molto preoccupato, diciamo contario, al decentramento politico-amministrativo deliberato dal governo Berlusconi. Quanto fa 8x1000:20?
Buona notte, buona fortuna.
venerdì, giugno 16, 2006

La porta d'Ungheria
Mi disturbano
1 - il terrore di qualsiasi politico americano, rep. o dem., di criticare Israele. Eppure tutti sanno, in America, (parlo dei politici)che Israele ha programmato la guerra continua in Iraq e M.O. come estensione della guerra di Palestina. Ed è evidente che Israele sta portando alla rovina gli Stati Uniti...
2 - il terrore di qualsiasi politico italiano, CDL o Unione, di criticare il Vaticano. Eppure tutti sanno che il Vaticano è in mano all'Opus dei, la quale ha sostituito la fede con il dogma, ha camuffato Caifa come un Cristo, dichiarando quest'ultimo - quello vero - ateo e materialista a causa della sua Teologia della liberazione.
3 - Così per il terrorismo: tutti sanno che il capo e l'organizzatore materiale di tutta l'infinita matassa della guerra non convenzionale si chiama Negroponte 007, ma nessuno ti giuro nessuno pensa di alloggiarlo nella cella lasciata libera da Milosevitc.
4 - Così per l'otto per mille: tutti sanno che i soldi vanno a finire nella banca d'italia vaticana che si chiama IOR - istituto per le opere di religione - che è la banca di Marcinkus, di Sindona, di Calvi frati bigi, di...Moggi arbitri rinchiusi; eppure lo Stato italiano insiste per buttarvi dentro anche i soldi degli italiani che non hanno espresso tale volontà. E per non dare i suoi 8X1000 alle ricerca, ha inventato il 5X1000 come azione diversiva.
5 - Così per TV e giornali: Tutti sanno che il papa e i cardinali di curia ripetono tutti i giorni le stesse pie banalità e sante trivialità di cui al processo di Galileo e al Sillabo di Pio nono; eppure TV e giornali riferiscono tutti i giorni con caratteri cubitali la novità di queste sempiterne ovvietà.
Questi incubi producono un sogno: Lo scoppio qui in Italia di uno scisma religioso, tramite l'unione dei dissidenti cattolici con le agenzie religiose minoritarie, prima fra tutte la Tavola valdese. Partendo da una iniziativa concreta: i dissidenti versano alla Tavola l'8 per mille ed essa lo mette a disposizione del clero cattolico emarginato dall'Opus dei vaticana. Insieme al sostentamento la Tavola valdese dà la legittimazione utile e necessaria per continuare a svolgere il servizio pastorale nel luogo dove uno viene a trovarsi al momento della condanna, emarginazione, espulsione comminata dalla gerarchia cattolica, alleata con lo Stato per niente laico.
Un'operazione tipo "Porta d'Ungheria" al tempo della fuga dalla Germania orientale. ***
*** Ogni tentativo di lasciare la DDR in direzione ovest equivaleva ancora a un suicidio, ma nell'estate del '89 la gente della DDR trovò un'altra via di fuga: erano le ambasciate della Germania Federale a Praga, Varsavia e Budapest il territorio occidentale dove si poteva arrivare molto più facilmente! Cominciò un assalto in massa a queste tre ambasciate che dovevano ospitare migliaia di persone stanche di vivere nella DDR. Ma il colpo decisivo arrivò quando l'Ungheria, il 10 settembre, aprì i suoi confini con l'Austria. Ora, la strada dalla Germania dell'est all'ovest (attraverso l'Ungheria e l'Austria) era libera! La valanga di fuga stava diventando inarrestabile.
Alla fine la dichiarazione di guerra a Fabio Mussi e alla sua posizione "iper laicista" dello Stato, Paola Binetti, medico e senatore cattolico della Margherita, presidente del comitato "Scienza e vita", l'ha rimessa nel cassetto. Ma è solo una tregua. Perché tanto è convinta che la sua battaglia per stoppare la revisione della legge 40, per fare coriandoli di qualsiasi proposta sui Pacs e, soprattutto, per riaprire il dibattito sulla 194, è arrivata ormai ad un punto di non ritorno. "Nulla sarà più come prima", ha infatti dichiarato l'altro ieri, baldanzosa, dopo che solo un intervento diretto di Rutelli, la mediazione felpata di Anna Finocchiaro e il fermo richiamo di Rosy Bindi a non spezzare il fronte dell'Unione sui temi caldi della bioetica, l'hanno convinta che i metodi da pasionaria del Cardinal Ruini potevano rivelarsi controproducenti. Non solo sul quadro politico generale, ma anche per la creazione di quella "lobby cattolica" all'interno della coalizione capace di stoppare sul nascere qualsiasi revisione "zapaterista", come la chiama lei, delle leggi che regolano il progresso della ricerca scientifica sul fronte delle staminali embrionali. E non solo di questo. E il centrodestra applaude. Paola Binetti è arrivata in Parlamento con un mandato diverso da quello che hanno inteso conferirle gli elettori della Margherita che l'hanno votata. Varcato il soglio di Palazzo Madama, ha immediatamente cercato di riunire intorno a sé quelli che, come lei, intendono la laicità dello Stato come emanazione secondaria del potere legislativo rispetto al primato del Papa e dei dettami di Santa Romana Chiesa. E dunque ha subito trovato corrispondenza d'amorosi sensi con un altro integralista convinto come Luigi Bobba e con Emanuela Baio Dossi, suoi compagni di partito, pronti a sacrificare sull'altare della Cei ogni convergenza politica interna all'Unione diversa dai diktat che ormai quotidianamente la Chiesa fa risuonare, roboante, contro aborto, ricerca e idee diverse di famiglia. Il testo integrale dell'articolo di Sara Nicoli è stato pubblicato sul sito "Altre Notizie" |
martedì, maggio 23, 2006
Patti civili di solidarietà


Questi PACS non s'han da fare
puoi premere sulle immagini
Aggiornamento del 25 maggio 2006 Roma, 24 mag. - (Apcom) Sí alle coppie di fatto, sí all'insegnamento aconfessionale della religione a scuola, aperture all'eutanasia e inclinazione a pregare regolarmente: un sondaggio presentato oggi dall'istituto di ricerca Eurisko fotografa cosí l'Italia odierna. Secondo il sondaggio "italiani tra religiosità e scelte etiche" - commissionato dalla Chiesa valdese (protestanti) e presentato oggi a Roma - il 65% degli italiani è favorevole al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, percentuale che scende al 53 per i cattolici praticanti. Sette italiani su dieci è "molto o abbastanza" favorevole all'attivazione dell'insegnamento, a scuola, di 'storia delle religioni' in chiavi laica e aconfessionale, che andrebbe a sostituire l'insegnamento della confessione cattolica in vigore attualmente (ma solo il 46% si dice d'accordo con l'insegnamento - confessionale - di un'altra religione). Sempre sulle religioni non cattoliche, il 59% gradirebbe piú spazio per loro sui media. Il 67% del campione intervistato è poi favorevole a qualche forma di eutanasia (il 45% solo su espressa indicazione del paziente, il 24%, accertata l'impossibilità di decidere ed esprimersi del paziente anche su indicazione dei parenti), ma solo il 53% dei cattolici sostiene la stessa posizione. Sempre sui temi della laicità, Eurisko rileva che sei italiani su dieci (anche cattolici) pensano che "è giusto che la Chiesa cattolica esprima le proprie opinioni, ma poi i legislatori devono decidere in piena autonomia". Il 67% (il 66% tra i cattolici praticanti) afferma di "cercare di capire le indicazioni della Chiesa cattolica" su materie di ordine sociale e politico ma alla fine "agisce secondo la propria coscienza". Quanto alla religiosità degli italiani, il sondaggio conferma un paese sensibile alla religione ma non in linea con l'ortoprassi cattolica. Il 78% degli intervistati possiede una Bibbia ma solo il 6% la legge almeno una volta alla settimana. Solo il 27% della popolazione va regolarmente in una chiesa cattolica. All'83% degli italiani, infine, "capita di pregare"; di questi, il 34% prega piú volte al giorno o quasi ogni giorno della settimana. Il sondaggio è stato realizzato su un campione di mille persone scelte, spiega Eurisko, su base rappresentativa.
mercoledì, aprile 05, 2006
Teocrazia "Peras imposuit Iuppiter nobis duas" (Giove ha imposto a noi due bisacce)

Charly Chaplin, durante una delle riunioni tra artisti, assai frequenti nella Hollywood dell’epoca, ebbe modo di incontrare il musicista Igor Stravinskij, il quale gli propose di fare un film insieme. «Inventai una storia lì per lì — racconta Chaplin —. “Dovrebbe essere una storia surrealista”, dissi. Descrissi un decadente locale notturno con i tavoli disposti tutt’intorno su una pista da ballo. A ogni tavolo coppie e comitive rappresentano il mondo terreno: qui l’avarizia, là l’ipocrisia, la crudeltà ecc. Lo spettacolo è costituito dalla passione di Cristo, e mentre è in atto la crocifissione del Redentore le comitive intorno ai tavoli la seguono con indifferenza, chi ordinando la cena, chi parlando d’affari, chi mostrando uno scarsissimo interesse. La folla, i sommi sacerdoti e i farisei agitano il pugno all’indirizzo della croce […].
«A un tavolo vicino c’è un gruppo di uomini d’affari che stanno parlando animatamente di una grossa operazione commerciale. Uno aspira nervosamente il fumo della sigaretta, solleva lo sguardo a Gesù, e lo soffia distrattamente nella sua direzione […]. Durante lo spettacolo un ubriaco, seduto a un tavolo per conto suo, sotto l’influenza dell’alcool comincia a piangere rumorosamente e a gridare: “Guardate! Lo crocifiggono, e tutti se ne infischiano!”. Cerca di alzarsi, ma cade a terra. Poi, sollevandosi a stento tende supplichevolmente le braccia verso la croce. La moglie di un pastore seduta lì vicino si lamenta col capo cameriere, e l’ubriaco viene messo alla porta […]. “Vede — dissi a Stravinskij —, lo buttano fuori perché rovina lo spettacolo”. Gli spiegai che rappresentare la passione di Cristo sulla pista da ballo di un night-club equivaleva a mostrare come era diventato cinico e convenzionale il mondo nella sua professione del cristianesimo. Sul viso del “maestro” si dipinse un’espressione assai grave. “Ma è una cosa sacrilega!”, disse». La collaborazione tra Chaplin e Stravinskij era terminata prima di cominciare. (Dall'autobiografia di Chaplin) Quod non fecerunt Chaplin et Stravinskij Ratzinger fecit cum Pera et eius vitiis.
lunedì, febbraio 20, 2006
Sentenze (v. nota)

Finalmente l’hanno capito. Io sono laico. Ateo e bestemmiatore, come da sentenza. Che c’entro io col Vaticano?
Ma ora eccomi qua:

Io da quei chiodi mi sono staccato
Esseni di tutto il mondo, unitevi. ( nota) Sentenza di Ponzio Pilato (33 d.C) e del Consiglio di Stato (2006 dC).
Aggiornamento del post.
Parla il crocefisso:
A proposito del Vaticano, aggiungi anche questo: certo mi hanno fatto uno scherzo da prete; avevo tolto l’intermediario tra Dio e gli uomini – e per questo mi hanno dichiarato ateo e bestemmiatore – ma poi, visto che tanti mi seguivano, si sono messi dietro il mio stendardo e si sono fatti mediatori esclusivi fra gli uomini e me. Ha ragione F. M. Dostoevskij quando fa dire all’Inquisitore nei fratelli Karamazof: Noi diremo che obbediamo a Te e che dominiamo in nome Tuo. Li inganneremo di nuovo, perché non Ti lasceremo piú avvicinare a noi uomini. Anche nel catechismo dell’Isolotto era stato scritto abbastanza bene: Al contempo, però, (Cristo) si trova a dover colpire alla radice l’apparato religioso ebraico retto e imposto dalle classi dominanti. Egli deve abbattere la pretesa, che avevano tali classi, di essere i rappresentanti esclusivi di Dio, gli intermediari o i mediatori tra Dio e gli uomini; deve distruggere l’immagine falsa e cristallizzata di Dio, che veniva imposta al popolo. Il contrasto tra Gesù e i capi del popolo ebraico mette in evidenza tutto questo in modo particolarmente chiaro. Ai loro occhi egli appare un sovversivo, un ateo, un bestemmiatore. E tale egli era nei confronti di una religione cristallizzata e strumentalizzata, nei confronti di un dio accaparrato dai potenti, dai ricchi e dai sapienti a scopo di dominio e di potenza. Essi, infatti, in sostanza dicevano: « chi vuole il perdono, la grazia e la benedizione di Dio deve accettare la nostra mediazione di sacerdoti, guide, maestri, dottori; deve assoggettarsi all’immagine di Dio che noi autenticamente offriamo; deve aver fiducia nei riti che soltanto noi in modo efficace celebriamo; deve ascoltare la nostra parola come parola di Dio, poichè di questa siamo depositari, interpreti e ripetitori; deve credere alle verità che noi, a nome di Dio, insegnamo; deve seguire la legge dì Dio di cui noi siamo I custodi e gli interpreti; è tenuto a rispettare i privilegi che spettano a noi come rappresentanti di Dio, a pagare i tributi che ci sono dovuti come ministri di Dio... Arriva un uomo, una persona ignorante ‘ del popolo, un operaio di Nazareth, e dice: « Il Figlio dell’Uomo ha sulla terra Il potere di rimettere i peccati! ». Di fronte a questa semplicissima affermazione, considerata blasfema cadono tutte quelle pretese di mediazione. Così Gesù toglie ai potenti, ai sapienti e ai ricchi l’arma più forte che essi avevano per tenere soggetto il popolo: la violenza sulle coscienze, attraverso la cristallizzazione di Dio e attraverso la pretesa di mediazione del rapporto con lui. Nonostante questa chiarezza evangelica, in epoche successive, ferma restando la verità che Gesù rimane l’unico mediatore, altri sapienti, potenti e ricchi hanno scoperto che c’era ancora posto per la loro strumentalizzazione e mediazione di Dio. Si sono fatti mediatori esclusivi fra gli uomini e Cristol Così essi hanno trovato il modo di tornare all’antico gioco, all’antico circolo vizioso. Accaparrando Cristo sono riusciti di nuovo ad accaparrare Dio e a dominare le coscienze.
Secondo aggiornamento (25.2.06)
SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO: "LASCIATE I CROCIFISSI NELLE AULE"
ROMA - Il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche non perché sia un "suppellettile" o un "oggetto di culto", ma perché "è un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili" (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti) che hanno un'origine religiosa, ma "che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato".
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con un'importante e articolata sentenza, ha respinto il ricorso di una cittadina finlandese, Soile Lauti, che chiedeva la rimozione del crocifisso dalla scuola media frequentata dai suoi figli ad Abano Terme in provincia di Padova.
Il Consiglio di Stato ritiene che la laicità dello Stato non è affatto intaccata dall'esposizione del crocifisso, anzi: appendere quel simbolo nelle aule, suggerisce agli scolari i valori a cui si ispira l'ordinamento costituzionale. "Il crocifisso - sottolinea il Consiglio di Stato - svolgerà una funzione simbolica educativa a prescindere dalla religione professata dagli alunni".
Secondo l'organo d'appello della giustizia amministrativa, "è evidente che in Italia il crocifisso esprime l'origine religiosa dei valori che connotano la civiltà italiana: tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, solidarietà umana, rifiuto di ogni discriminazione. Si tratta di valori che - prosegue la sentenza - hanno impregnato di sè tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano" e che "soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta Costituzionale".
"Il crocifisso esposto nelle aule scolastiche - riassume la sentenza - non può essere neppure equiparato ad un oggetto di culto; si deve pensare piuttosto come ad un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato". Commento. In tema di laicità dello Stato, ormai non ci meravigliamo più di nulla. Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di una cittadina finlandese di rimuovere il crocifisso dall'aula frequentata dai suoi figli ad Abano Terme in quanto "in Italia il crocifisso esprime l'origine religiosa dei valori che connotano la civiltà italiana". Il massimo organo di giustizia amministrativa della Repubblica italiana, democratica e laica, conferma così il dogma già espresso da Papa Ratzinger, ossia che il diritto discende da Dio. Il fatto che la Costituzione italiana è stata scritta da uomini, i quali hanno disposto che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale (art.3), che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani (art.7), che tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge (art. 8), che il simbolo (bandiera) della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni (art. 12), non sembrano essere ragioni sufficienti per il Consiglio di Stato per accogliere le rimostranze di coloro i quali non si riconoscono nel crocifisso. Anzi, proprio in base ai valori che hanno motivato la sentenza (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, solidarietà umana, rifiuto di ogni discriminazione), sarebbe stato giusto e coerente rimuovere QUALSIASI simbolo religioso da TUTTI i luoghi pubblici. A meno che si voglia negare che il crocifisso sia il simbolo di UNA religione, che non è più l'UNICA religione dello Stato italiano. Cordiali saluti Giampietro Sestini
venerdì, dicembre 09, 2005
Corsi e ricorsi
Il papa: «La scienza non minacci l'umanità» Benedetto XVI interviene su Pacs e aborto: «Salvaguardare i valori di matrimonio e amiglia. No all'uso arbitrario del progresso» Pronunciata il 3 dicembre 2005 Dal Corriere
Io Galileo, fìg.lo del q. Vinc.o Galileo di Fiorenza, dell'età mia d'anni 70, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Cardinali...sono stato giudicato veementemente sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo e imobile e che la terra non sia centro e che si muova; Pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d'ogni fedel Cristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non fìnta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie; ... e giuro che per l'avvenire ...se conoscerò alcun eretico o che sia sospetto d'eresia lo denonziarò a questo S. Offizio, o vero all'Inquisitore o Ordinario del luogo, dove mi trovarò. Letta il 22 giugno 1633
Il testo integrale dell'abiura
giovedì, dicembre 08, 2005
La macchiata concezione
L'8 dicembre ci regala quest'anno un bel ponte a quattro arcate. Merito di un dogma, cioè di una verità non dimostrata né dimostrabile; in questo caso l'immacolata concezione di Maria di Nazaret, vergine madre, figlia del suo figlio. Una eccezione proclamata a squarciagola nella seconda metà dell'800 da un papa in crisi d'identità; un'eccezione per confermare una regola: tutti i bambini nascono macchiati, non di liquido amniotico e parti di placenta, ma di sporcizia morale geneticamente trasmessa dai genitori, e questi bambini, futuri genitori, continueranno a trasmettere la macchia anche dopo il lavaggio fatto con l'acqua del battesimo, anche dopo il lavaggio fatto col sangue dell'Agnello, in questo caso un palestinese di 2000 anni fa, figlio di dio, anzi dio lui stesso. E tutto perché? Perché Dio Padre Onnipotente non perdona e non dimentica; i figli devono pagare insieme ai genitori, per sempre. Vendetta trasversale. Salvo inginocchiarsi davanti ai suoi rappresentanti, unici abilitati a concedere il perdono.
Tutto questo regala a noi italiani una festa in più, un bel ponte panoramico; non ai francesi, ma poco cale. Molti italiani attraversano oggi - l'ho fatto anch'io più di una volta - la val di Susa, il Fréjus per andare a sciare in Francia sulle piste meno affollate perchè là è giornata lavorativa. Gli itagliani fanno festa. Ma non è una festa regalata. Tutto si paga, amici miei. I fiorentini, memori dell'avarizia degli antichi loro banchieri che prestavano i fiorini d'oro a tutti i re d'Europa, puntano ora i piedi contro la banca vaticana e sabato 10, dopo aver fatto allegra festa l'8, si ritrovano in PIAZZA STROZZI, con questo O.d.G:
SABATO 10 DICEMBRE COMITATO ORGOGLIO LAICO ORGANIZZA PIU’ LAICITA’ PIU’ DIRITTI MANIFESTAZIONE PUBBLICA APPUNTAMENTO IN PIAZZA STROZZI dalle ore 15 FIRENZE CON PERFORMANCE E BANCHINI INFORMATIVI
Aderiscono: ARCI FIRENZE, ASSOCIAZIONE IQBAL, ASSOCIAZIONE SENEGALESI FIRENZE, ASSOCIAZIONE TESTARDA, AZIONE GAY E LESBICA FIRENZE, CIGS Siena, COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO VIOLETTA VAN GOGH, COLLETTIVO 8 MARZO, COLLETTIVO DI LETTERE E FILOSOFIA, COMITATO PERLA, COMITATO FIORENTINO DI SOSTEGNO A RAWA, COMITATO PER I DIRITTI CIVILI DI PISTOIA, COMITATO STATUNITENSI CONTRO LA GUERRA Firenze, COMUNISTI ITALIANI, CPA FIRENZE SUD, CSOA EX EMERSON, DONNE IN NERO, FORUM DELLE DONNE DI PRC, GRUPPO CONSILIARE UN’ALTRA CITTA’ UN ALTRO MONDO, GRUPPO LAICITA' EMPOLI, GIOVANI COMUNISTI/E, LABORATORIO PER LA DEMOCRAZIA, LA VOCE MIGRANTE, NOSOTRAS, PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA FIRENZE, PINK GENERATION, SNUR CGIL, VAGINE VOLANTI, UNIONE ATEI AGNOSTICI RAZIONALISTI FIRENZE, FARFALLE ROSSE- SIENA - orgogliolaico@libero.itorgogliolaico@libero.it
"Libera chiesa in libero stato", il motto di Cavour, in un paese normale dovrebbe essere archeologia politica, non certo una rivendicazione attuale. La chiesa cattolica mantiene invece non solo enormi vantaggi fiscali ma anche una più generale posizione di privilegio. Nonostante il regime concordatario vieti al clero di interferire nella vita politica del paese, il Vaticano, con Wojtyla e ancor più palesemente con Ratzinger, continua a interferire pesantemente su materie come sesso, procreazione, libertà di ricerca scientifica e perfino giustizia e finanza, facendo politica dai pulpiti, dal soglio pontificio, dalla televisione. Citiamo, per fare solo alcuni esempi:
L’esenzione dal pagamento dell’ICI per tutti gli immobili di proprietà della Chiesa cattolica, che non solo ricade sulle tasche di tutti/e i/le cittadini/e, ma introduce un nuovo privilegio per la Chiesa cattolica che riteniamo incostituzionale. La finanziaria del governo, mentre prevede tagli a vari settori della spesa pubblica, esonera la Chiesa dal pagamento dell'Ici anche per gli immobili di uso commerciale, per un valore di 300 milioni di euro. I municipi, già pesantemente colpiti dai tagli alla finanziaria, sono i più preoccupati, dovendo per giunta rimborsare alla Chiesa gli ultimi cinque anni di imposta. Lo scandalo dell’8 per mille: la Chiesa prende l’80 % dei contributi a fronte di un 30 % di preferenze espresse l’insegnamento della religione cattolica a spese dello Stato, la totale parificazione della scuola confessionale rispetto a quella pubblica, il tentativo del ministro Moratti di reintrodurre l’ora di religione obbligatoria, la corsia preferenziale per le assunzioni offerta agli insegnanti di religione La pesante campagna contro il diritto all’aborto e l’uso della pillola abortiva, nonché la proposta di inserire nei consultori volontari del Movimento per la vita, associazione integralista cattolica La forte opposizione ad una legge sui PACS (unioni di fatto tra persone dello stesso sesso) e la negazione dei diritti fondamentali per lesbiche, trans, gay.
E anche la Madonna smadonna; non quella di Civitavecchia, né quella di Pompei, La Guardia, Superga, Montenero, S.Luca...intendo quella del Magnificat. Il suo ghost sabato sarà presente tra le donne di Orgoglio laico. Come quello di Molly Malone nelle strade di Dublino. Per la madonna!
Ma i Francesi di Obelix oggi preferiscono lavorare.
PS. Su blog-aggregator trovo quest'altro post sull'8 dicembre.
Aggiornamento del 10 dicembre 2005: alcune foto della manifestazione Orgoglio laico, in Piazza Strozzi a Firenze. Ho assistito alla prima performance (gruppo donne 8 marzo). Molto brave, spiritose e simpatiche. Bella Toscana. Poi son venuto via: un freddo boia, ma senza pioggia.
giovedì, giugno 16, 2005
Esercitazioni lessicali: laici, relativisti, nichilisti, credenti...
Mi rendo conto che questo blog sta diventando una monografia incentrata sui rapporti stato-chiesa in Italia. Cercherò di uscirne, ma non sarà facile. Sta di fatto che ultimamente rapporto la mia vita associata al gruppo "laicità e diritti civili" dell'Istituto Gramsci di Firenze. Sta anche il fatto che sto seguendo la vicenda referendum attraverso la mailing-list di Libera Uscita, una delle due Associazioni italiane sull'eutanasia; sta anche il fatto che vivo all'Isolotto e ho vissuto direttamente le vicende della Parrocchia ribelle; sta anche il fatto...insomma, la mia storia un'altra volta, piano piano. Può essere non irrilevante che in questi tempi ho sul tavolo due grossi volumi (Tommaso Crudeli. Poppi 1702-1745. Contributo per uno studio sulla inquisizione a Firenze nella prima metà del XVIII secolo) di Morelli Timpanaro M. Augusta...
Sta di fatto che per ora navigo ancora sul ma-re-ferendum e incontro una barca amica che lancia segnali interessanti; lo skipper si chiama Gianpietro.
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From: Associazione Libera uscita
To: liberauscita@yahoogroups.com
Sent: Thursday, June 16, 2005 2:05 AM
Subject: [liberauscita] Ma i veri laici sono astensionisti?
Caro Mauro, grazie per la lettera del segretario CIGS di Siena, da te inviata al gruppo di LiberaUscita. La lettera contiene alcune riflessioni interessanti, ma permettimi di non condividerne l'impostazione di fondo, e cioè che il referendum l'abbiano vinto i laici perché sono "quelli che nel dubbio non credono a nessuno, che non la bevono comunque".
E' esattamente quello che sostiene Papa Ratzinger ed i vari Marcello Pera e Rocco Buttiglione: i laici sono coloro che riconoscono fondate tutte le tesi ma non credono a nessuna, coloro che non hanno una propria fede o etica o morale se non l'utilitarismo personale, insomma dei "relativisti", anzi "nichilisti" senza principi.
Sono invece dell'opinione opposta: i veri laici credono e si battono per una serie di valori più ricca e variegata di quelli di qualsiasi religione, valori che talvolta possono intrecciarsi con quelli religiosi - pace, libertà, amore verso il prossimo, ecc. - ma che traggono origine e convinzione non da dogmi assoluti bensì dalla propria ragione e coscienza.
Per dirla con Eugenio Scalfari: " Il laicismo ha il suo culmine nell' abolizione dell' idea stessa di peccato. Non c'è peccato se non quello che rafforza le pulsioni contro l' altrui libertà. Non c'è peccato se non l' egoismo dell' io e del noi contro il tu e il voi. Non c'è peccato se non la sopraffazione contro l' altro e contro il diverso". Ovviamente, ciò non significa ignorare che gli embrioni sono in potenza delle persone. I loro diritti vanno dunque tutelati ma non in misura uguale a quelli di una persona nata, i cui diritti non sono tutelati in misura uguale a quelli di una persona maggiorenne, e così via per i casi di interdizione, reclusione, etc.
Il vero laico, di fronte ai dubbi sollevati da scienziati e vescovi sulla fecondazione assistita, si pone anzitutto la domanda se sia giusto - con la sua astensione - impedire ad una coppia sterile di avere figli, se sia giusto limitare la ricerca scientifica per poter curare malattie devastanti, se sia giusto obbligare una donna ad impiantare embrioni affetti da gravi tare, se sia giusto insomma imporre ad altre persone le proprie convinzioni personali, siano esse religiose o anche scientifiche.
Purtroppo, così come moltissime persone che si professano credenti non vanno a messa e non osservano i comandamenti, così moltissime persone che si dicono laiche non hanno sentito il dovere morale di recarsi alle urne. Ma non per questo le une e le altre possono essere classificate come "veri credenti" o "veri laici".
Cordiali saluti - Giampietro Sestini
Il mio commento:
Sono d'accordo con Sestini, che ringrazio per la explicatio terminorum (laico, credente, non credente), perché
"The basic tool for the manipulation of reality is the
manipulation of words. If you can control the meaning of words,
you can control the people who must use the words."
Lo strumento base per camuffare la realtà consiste nel camuffare le parole. Se tu puoi controllare il significato di una parola tu puoi controllare coloro che devono usare queste parole. (Philip K.Dick)
Detto questo, entro anch'io nel merito delle questioni poste dalla lettera citata che comincia:
Ogni volta che il popolo compie il rito del suffragio universale e celebra la democrazia esprime ragioni profonde, che necessitano di comprensione ed
interpretazione.
Vero.
La lettera: prosegue:
...il popolo ha mostrato un livello superiore di saggezza e di istintiva prudenza, di ragione e di istinto.
Discutibile
Mia interpretazione:
...il popolo ha dimostrato disorientamento e cattiva percezione della posta in gioco, per motivi molteplici, con l'aggravante di un intervento del Vaticano che si è servito degli strumenti offerti dal Concordato e dalla decennale acquiescienza della classe politica italiana, per compiere un'azione estrema di interferenza nell'ordinamento politico dello Stato italiano.
Discutibile anche questa.
Postilla (ipotesi mia): Chi si astiene non dice niente, non compie il rito del suffragio universale né celebra la democrazia: gli USA insegnano.
Estratto della lettera che ha dato origine alla discussione:
...Dal Referendum gli italiani sono usciti divisi in quattro parti, in realtà:
1/4 (gli astensionisti-astensionisti) sono quelli che non hanno né dubbi né
certezze, sono coloro che davanti alla siepe che chiude l'orizzonte tornano
indietro senza preoccuparsi di cosa ci sia dietro;
1/4 (gli illuministi-illumisti) sono quelli che sono andati a votare per il
Sì, sono coloro che davanti alla siepe che chiude l'orizzonte la valicano
convinti che dietro vi siano solo meraviglie. E' anch'esso un atto di fede,
seppure nel progresso e nella scienza;
1/4 (i cattolici-cattolici e i cattolici-cittadinicattolici) sono quelli
che si sono astenunti consapevolmente, perché nel dubbio hanno creduto alla
Chiesa e quelli che sono andati a votare No (il 5-10% della popolazione,
mica pochi!), che si riconoscono nella dottrina della Chiesa, ma non seguono
le direttive dei vescovi. Sono comunque, insieme pur nelle diversità, coloro
che davanti alla siepe che chiude l'orizzonte, tornano indietro convinti che
le siepi esistono per non essere superate. A fare questo atto di fede sono
più di un quarto degli elettori, lo so, ma per semplicità faccio i conti
pari.
1/4 (i laici-laici), quelli che nel dubbio non credono a nessuno, che non la
bevono comunque. Sono gli astensionisti consapevoli (perché informati), ma
non per questo convinti. Che davanti alla siepe che chiude l'orizzonte si
stanno, non vanno né avanti né indietro, ma magari a occhi aperti sognano
l'infinito che sta davanti a loro, con paura e meraviglia insieme.
E' l'astensionismo laico, il vero fatto nuovo di questo Referendum. Se gli
astensionisti cattolici avessero sostenuto di andare a votare per il No,
forse sarebbero prevalsi lo stesso, ma quasi sicuramente non si sarebbe
raggiunto comunque il quorum .
Gl'italiani sono un popolo sempre più laico, laico veramente, sia verso la
gerarchia cattolica sia verso una certa fede cieca nella scienza e nel
progresso, tanto più verso certe ideologie.
Sbagliano i radicali a disperarsi per la morte della laicità, sbagliano
gl'integralisti cattolici a brindare alla nascita dello stato etico. ...
mercoledì, giugno 15, 2005
Re-muginandum
Nella parrocchia del piccolo paese nel quale vivono i genitori di mia moglie, domenica mattina durante la messa il prete ha distribuito un volantino nel quale si raccomandava di non andare a votare.
"...ho rimuginato e pensato anche un' altra cosa tanta colpa è di questa classe politica che ci rappresenta ..."
Marisa insiste. Cara mari, questa classe politica viene dopo.
Prima c'è, p.e., questo:
E prima di questo c'è questo:
e questo
la tua Sicilia
la mia Toscana
E via...
e via
Diciamo che questa è una delle bombole di ossido di carbonio che ci hanno ridotto allo stato di anemia perniciosa.
L'altra bombola da verificare sarà questa:
e ancora
e poi gli impianti generali:
tipo questo
e quest'altro
e poi anche questo
Nella parrocchia del piccolo paese nel quale vivono i genitori di mia moglie, domenica mattina durante la messa il prete ha distribuito un volantino nel quale si raccomandava di non andare a votare.
Ma l'Ipertesto dà alla testa. Alla prossima.
venerdì, giugno 03, 2005
Ma così li ruini!
D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche
Titolo VII - Disposizioni penali.
Art. 98. Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.
mercoledì, giugno 01, 2005

Santo subito
E se noi pur costretti dalla fame e dal freddo e dalla notte più picchieremo e chiameremo e pregheremo per l'amore di Dio con grande pianto che ci apra e mettaci pure dentro, e quelli più scandolezzato dirà: Costoro sono gaglioffi importuni, io li pagherò bene come son degni; e uscirà fuori con uno bastone nocchieruto, e piglieracci per lo cappuccio e gitteracci in terra e involgeracci nella neve e batteracci a nodo a nodo con quello bastone: se noi tutte queste cose sosterremo pazientemente e con allegrezza, pensando le pene di Cristo benedetto, le quali dobbiamo sostenere per suo amore; o frate Lione, iscrivi che qui e in questo è perfetta letizia. E però odi la conclusione, frate Lione. Sopra tutte le grazie e doni dello Spirito Santo, le quali Cristo concede agli amici suoi, si è di vincere se medesimo e volentieri per lo amore di Cristo sostenere pene, ingiurie e obbrobri e disagi; imperò che in tutti gli altri doni di Dio noi non ci possiamo gloriare, però che non sono nostri, ma di Dio, onde dice l'Apostolo: Che hai tu, che tu non abbi da Dio? e se tu l'hai avuto da lui perché te ne glorii come se tu l'avessi da te? Ma nella croce della tribolazione e dell'afflizione ci possiamo gloriare, però che dice l'Apostolo: Io non mi voglio gloriare se non nella croce del nostro Signore Gesù Cristo».
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.
Motivazione: per aver dimostrato rispetto, dedizione, affetto e finanche ammirazione verso colui che lo aveva bastonato e insultato, dichiarandolo, come laico, incapace di intendere i veri valori dell'amore, della sessualità, del rispetto della vita, del matrimonio...per essere stato come Erode uccisore di bambini tramite controllo artefatto delle nascite prima, tramite aborto poi, per avere operato stragi di gameti e di embrioni portatori di vita, rischiando di riesumare le esperienze naziste. Per non avere capito, con Sant'Agostino, che nella storia ciò che importa effettivamente è soltanto ciò che passa attraverso la mediazione della Chiesa, portatrice di salvezza sovrannaturale, mentre ciò che passa per la mediazione degli uomini non raggiunge la divina profondità e risulta insufficiente agli occhi di Dio. Amen.
L'antefatto:
Ai primi di Maggio, Il Gruppo Laicità e diritti civili che ha sede presso l'Istituto Gramsci di Firenze, di cui fa parte anche Barbabianca, aveva inviato una lettera al sindaco di roma Walter Veltroni, educatamente invitandolo a soprassedere alla decisione annunciata di intitolare la stazione di Roma Termini al defunto papa polacco, adducendo il fatto che l'operato di Vojtyla è stato molto contraddittorio e, nella fattispecie, negativo sempre nei confronti di tutti i portatori di valori non confessionali...
Questa la lettera:
Firenze I8 Aprile 2005
On. Walter Veltroni
Sindaco di Roma
Ci permettiamo farLe giungere una nostra opinione relativamente
a quanto diffuso dalla stampa circa la Sua intenzione di dedicare al defunto
Papa Giovanni Paolo II° la Stazione Termini. Possiamo comprendere sia la Sua
personale emozione a fronte dell'avvenimento sia la Sua personale
considerazione e stima nei confronti del Pontefice tuttavia ci permettiamo di consigliarle,
in quanto cittadini laici, credenti e non ,di riconsiderare la Sua decisione per i
motivi che sono stati oggetto della nostra riflessione.
Premettiamo che non ci anima nessuna velleità anticlericale né l'ostilità
a dedicare una strada o altro luogo a Papa Giovanni Paolo II°, anche se un giudizio
obbiettivamente sereno sull'opera e le posizioni del Pontefice crediamo
evidenzi la complessità del personaggio nella sua duplice funzione di uomo di Pace e
concordia tra i popoli e le religioni, ma anche la sua tenace negazione di
diritti fondamentali dell'individuo contraddicendo così il principio del
rispetto della dignità personale.
Perciò, considerando la Stazione Termini un luogo di frequentazione
giornaliera di migliaia di uomini e donne provenienti da tutta l'Italia e
dal mondo, con le loro diverse appartenenze religiose o senza tali
appartenenze,con diverse filosofie di vita, ci sembra assai più opportuno
che resti quel luogo , che di fatto già é anche sul piano simbolico, di
accoglienza e di rispetto di tutti.
Per queste ragioni ci sembrerebbe anche riduttivo della complessa
personalità di Giovanni Paolo II° dedicargli, come omaggio, proprio la
stazione Termini.
Se vorrà rispondere a questa nostra ne saremo lieti.
P. il "Gruppo laicità e diritti civili" dell'Istituto Gramsci Toscano
Loretta Montemaggi
Anna Scattigno
Antonio Bandino
Delia Dugini
Franco Quercioli
Debora Spini
Anna Bettarini
Urbano Cipriani
Maria Teresa Paggi
Graziella Rumer Mori
Paola Lucarini
e-mal: <stituto.gramsci@comune.fi.it
Questa la risposta.
Comune di Roma
dal Campidoglio, 27 MAG 2005
il Sindaco
Gentile signori,
rispondo volentieri alla vostra lettera relativa alla mia proposta, fatta propria dalle Ferrovie dello Stato, di intitolare la Stazione Termini a Papa Giovanni Paolo II. Vorrei prima di tutto chiarirvi che non si è proposto affatto di cambiare il nome della Stazione, e che quel nome, ‘Termini’ , - così profondamente legato alla storia millenaria di Roma - rimarrà. Ad esso sarà affiancato il nome di Giovanni Paolo II, proprio come è accaduto all'aeroporto di Fiumicino, che è restato tale anche quando è stato aggiunto il nome di Leonardo Da Vinci. Questa proposta è nata dalla convinzione che questo Papa sia stato un uomo che ha segnato profondamente la nostra storia, e di ciò credo ne abbiano dato un'importante testimonianza anche le tantissime persone di ogni fede religiosa, insieme alle massime autorità di quelle fedi, e i tantissimi laici che, in quei giorni, hanno reso omaggio a Giovanni Paolo II, riconoscendo soprattutto in lui il Papa del dialogo e dell'incontro fra le genti.
Roma ha consolidato la sua vocazione di città della pace, dell'incontro tra le genti del mondo, città della tolleranza e della solidarietà. Karol Wojtyla, a cui Roma ha conferito nel 2002 la cittadinanza onoraria, è stato l'uomo che ha fatto del viaggio uno strumento di unione di popoli e di conoscenza e di rispetto dell'altro, prima ancora che occasione d'incontro tra religioni diverse o di diffusione delle sue convinzioni religiose.
Proprio per questo motivo a un nostro illustre cittadino, che è già Storia nel presente, abbiamo proposto di intitolare il luogo della città che, più di altri, simboleggia il viaggio e l'incontro. Queste le nostre ragioni, senza pretendere di cambiare le vostre opinioni, ma desiderando, questo sì, spiegarvi i motivi di una proposta che i vertici delle Ferrovie dello Stato, a cui ovviamente spetta la decisione, hanno accolto con grande favore.
Con i miei cordiali saluti,
Walter Veltroni
Indirizzata al Gruppo laicità e diritti civili c/o Istituto Gramsci Toscano
La foto viene da qui
martedì, maggio 31, 2005

La battaglia infuria
Papa Benedetto XVI ha fatto una prima incursione nella vita
politica italiana ieri, invitando i vescovi a sostenere il
boicottaggio del referendum sulla fecondazione assistita.
La consultazione mira ad abolire alcuni articoli chiave
della legge 40, una delle più restrittive d'Europa in
materia: proibisce la donazione di sperma e ovuli,
stabilisce che la vita comincia con il concepimento e
ammette la fecondazione assistita solo per le coppie
eterosessuali sposate. Il referendum si profila sempre più
come un campo di battaglia importante per la chiesa
cattolica, che ha ritrovato vigore grazie a un nuovo
pontefice attento alle questioni sociali. Da quando il
partito radicale ha raccolto più di un milione di firme per
chiedere il referendum, la battaglia tra le opposte fazioni
infuria, dai pulpiti delle chiese e sui mezzi
d'informazione.
The New York Times, Stati Uniti [in inglese]
"La chiesa dice che la Terra è piatta,
ma io so che è rotonda, perché ne ho visto l'ombra sulla Luna, ed ho più fiducia in un'ombra che nella chiesa."
Ferdinando Magellano
Re Ferendum

SUA Santità Benedetto XVI, nel primo incontro con la Conferenza episcopale italiana dell'altro ieri, è intervenuto sul referendum della procreazione assistita. È intervenuto, come si direbbe in gergo calcistico, a gamba tesa, quando l'arbitro fischia il fallo per gioco pericoloso. Qui da noi l'arbitro non esiste da tempo, anzi non è mai esistito ..
Continua
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