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domenica, novembre 22, 2009
Paesi miei - Niente male
Pratomagno 
Guarda il percorso
L'Isolotto 
Il Quartiere 4 è una delle aree più verdi della città e questo percorso di 7,5 chilometri si svolge per oltre il 90% in aree verdi.
Scorrendo la pagina troverete le indicazioni per ripercorrerlo illustrate con vedute satellitari che - meglio di ogni altra parola - mettono in evidenza l'abbondanza di giardini e aree verdi del Quartiere.
Passeggiate guidate ogni secondo sabato del mese - da ottobre a maggio - con partenza dalla sede del Quartiere 4 alle 9.30
Guarda il percorso
domenica, novembre 08, 2009
Lungo 10 metri
 4 novembre 2009: la vittoria porge la chioma. Champions League Fiorentina-Debreceni 5 a 2 per la fiorentina.
sabato, ottobre 03, 2009
  Escort
v. (Mil) scortare; accompagnare
s. scorta, accompagnamento; accompagnatore; cavaliere
escort
v. accompany, attend (in order to guide, protect, guard, etc.) person or group of persons who protect or guide; armed guard (of ships, planes, etc.); man who accompanies a woman (on a date, to a dance, etc.) (Babylon ) Wikipedia Italiano - L'enciclopedia libera
Escort
Il termine escort o "accompagnatrice" è un termine che, in realtà, si discosta leggermente dalla mera "prostituzione".
Una ragazza escort, solitamente, è un'intrattenitrice. È colta (spesso laureata), conosce diverse lingue, sa come intrattenere una persona attraverso il dialogo. Per questi motivi la si può trovare spesso e volentieri accompagnare uomini d'affari in trasferta di lavoro, che la "sfruttano" per mostrarsi al fianco di una bella ragazza. Non di rado l'accompagnamento è seguito da incontri sessuali, che spesso sono il motivo principe del contatto con la ragazza in questione.
Il termine Escort può riferirsi a:
Ford Escort, un'autovettura
Escort, una rivista per adulti britannica
Escort, termine in lingua Inglese usato per indicare un accompagnatore/accompagnatrice e in senso lato una prostituta di alto bordo.
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Escort" Nota letteraria:
Voghiam voghiamo o disperate scorte
ai luminosi porti de l'oblio
a la scogliera bianca de la morte. (G. Carlucci) Reality italian show:
Lo Scudo Fiscale è passato al Senato per 20 voti. VENTINOVE senatori della più vergognosa opposizione della storia d'Italia erano assenti. VENTIDUE del PDmenoelle, SEI dell'Udc e UNO dell'Idv. Morfeo Napolitano ha detto che firmerà, non avevo dubbi. 300 miliardi di euro di capitali mafiosi e frutto dell'evasione torneranno in Italia ripuliti e con l'anonimato pagando il 5% allo Stato. Tra qualche tempo sapremo di chi sono, prima o poi la verità viene a galla. Sapremo se ci sono dei collegamenti di qualche natura con dei parlamentari. Nel frattempo i cittadini onesti sono spolpati dal Fisco ma, con questi esempi, per quanto pagheranno le tasse? Poco ancora. Domani sul blog l'elenco (permanente) dei dipendenti dell'opposizione che hanno fottuto gli italiani. (Beppe Grillo)
Dove eravate, 32 dipendenti infedeli? (aggiornamento del 4 ottobre 2009)
Trentadue senatori e senatrici sono responsabili di fronte ai loro elettori, e più in generale di fronte alla Nazione, di alto tradimento. Che si tratti di tradimento della fiducia di chi li ha votati è indiscutibile. E che sia alto pure. Al Senato, con il voto di fiducia sullo Scudo Fiscale potevano evitare il rientro di 300 miliardi di capitali mafiosi o sottratti al fisco e far CADERE il Governo. Bastavano 20 voti. Non lo hanno fatto. Non erano in aula. Dove si trovavano? Io vorrei saperlo e anche voi. Oggi parte il concorso: "Dove eravate, 32 dipendenti infedeli?". Datemi una mano. Il blog terrà traccia delle vostre segnalazioni e le riporterà nei prossimi giorni (se corrette) con il vostro nome o nick. Ecco l'elenco: 24 PDmenoelle: Argentin, Binetti, Bucchino, Capodicasa, Carra, Codurelli, D'Antoni, Esposito, Farina, Fioroni, Gaione, Ginefra, Giovanelli, Grassi, La Forgia, Lanzillotta, Madia, Mastromauro, Melandri, Misiani, Pistelli, Pompili, Porta, Portas. 7 UDC: Bosi, Ciccanti, Drago, Libè, Pisacane, Ruggeri, Volontè. 1 IDV: Misiti (elenco da: Il Fatto Quotidiano 3/10/09).
mercoledì, settembre 09, 2009
mercoledì, luglio 29, 2009
Il fosso dei massoni
Le mascottes del gruppo (Alessandro, Enrico)

breve video (clicca sopra la figura)
E' stato piacevole camminare per 3 ore tra faggi di alto fusto e abeti bianchi in spazi incantati, sempre all'interno di questa grande cattedrale aperta che ha per soffitto il cielo sorretto da un'infinita di faggi altissimi, dritti e ben piantati sulle rocce, a differenza degli abeti bianchi dai piedi (leggi radici) così fragili.
E' stato piacevole conoscere Sergio che conosce i funghi come nessun altro dei fungaioli che io abbia mai incontrato in vita mia. Perché, strada facendo si son trovati anche funghi...
E' stato piacevole ascoltare Giovanni Caselli, l'archeologo, che mi ha ricordato l'importanza di Arezzo per i tedeschi che percorrevano la via Romea: Arezzo era un enclave sassone, con sedi e ritrovi per chi proveniva dalla germania; i vescovi erano di nomina imperiale o quasi, c'è un palazzo ad Arezzo che si chiama...derivando il nome da...
Sarò più preciso col passare dei posts.
E' stato piacevole scambiar notizie e sensazioni con Franca, reduce recente da Washington, sempre "lucida e orientata" anche lungo la lunga salita che ci ha portato dalla Buca delle Fate al passo della Crocina.
E' stato piacevole terminar la camminata al ristorante di Corezzo, in Vallesanta, davanti a due vassoi di ravioli ricotta spinaci burro e salvia e tortelli di patate a sugo di carne.
Le foto su Facebook.
lunedì, luglio 27, 2009
Domenica 26 luglio
Siamo in cima alla Penna, in fronte alla Romagna, sopra la diga di Ridràcoli:

clicca sull'immagine
martedì, giugno 30, 2009
Sempre stati

lupa (f)
n. bitch, female dog
Lupae
Lupae (Latin, 'she wolves' - singular Lupa) can refer to:
- literal she-wolves
- the Greek goddess Artemis, in her 'wolf form'. Refer to story of Romulus and Remus.
- the lowest class of Roman prostitutes.
Latin-English Dictionary
lupa
N F
she-wolf; prostitute
lupanare (m)
bordel, maison de prostitution {brothel}
bordel, lupanar {whorehouse}
(da Babylon)
I lupanari (dal latino lupa = prostituta), erano, nel corso di tutta l'epoca romana, i luoghi deputati al piacere, ovvero delle vere e proprie case d'appuntamento, o bordelli. Alcuni sono tuttora visibili nelle rovine dell'antica Pompei.
Resti di lupanari si trovano presenti anche nel comune di Forio nell'isola partenopea di Ischia.
I bordelli a Roma
Le zone in Roma dove erano più diffusi i bordelli erano la Suburra, abitata dalla plebe, o i luoghi circostanti il Circo Massimo: «per andare al circo occorre passare dal bordello» si lamentava il cristiano Cipriano
Per evitare «il volgare e sudicio bordello» i romani più ricchi si facevano venire le prostitute in casa ma vi erano anche locali per gli uomini "migliori" come il lupanare costruito sul Palatino, di proprietà dell'imperatore Caligola, dove esercitavano donne di classe e fanciulli liberi le cui prestazioni venivano pubblicizzate al foro da un dipendente imperiale che «invitava giovani e vecchi a soddisfare le loro voglie»
(da Wikipedia)
Senza allusioni:
Conclusione sudicia e fuori stile:
Avete fatto il '68! Ora godetevi il nostro '69!
Nota lessicale
Neologismi: "PUTTANOPOLI"
Il termine "Puttanopoli" offende, manca di rispetto, è sviante... ma verso chi? Certamente nei confronti delle oneste operatrici del sesso che - per costrizione, o costume, o bisogno economico, o desiderio di ricchezza - forniscono ai propri clienti prestazioni chiare, concordate e ben definite... insomma, "perbene".
La variegata fauna umana - costituita da faccendieri, intrallazzatori, procuratori d'affari, ragazzotte arriviste senza scrupoli, aspiranti soubrette - che ruota attorno a festini, baccanali, con taciti accordi sotto banco, promesse, raccomandazioni, si muove in un ambito morale - questo sì - davvero squallidissimo. (r.t.)
La prostituzione in genere era considerata un fatto normale e naturale fin dai tempi del severo conservatore degli antichi costumi Catone il censore (234 a.C. circa – 149 a.C.) il quale vedendo uscire un giovane da un bordello si congratulò con lui perché in modo così tranquillo soddisfaceva i suoi istinti. Notando però, diverse altre volte lo stesso giovane, nella medesima occasione, gli disse: «Ti ho elogiato perché ci sei venuto, non perché ci abiti».
sabato, giugno 20, 2009
Mi è piaciuto

La morte sembra sovrastare ogni vicenda e ricorda ai protagonisti quanto sia fulminea e imprevista
L’epilogo di questo affresco così brillante e delicato è rappresentato da una pioggia che lava tutte le brutture, un po' come la pioggia dei Promessi Sposi che corrosponde alla fine della pestilenza. Senza promettere il paradiso, ma salvando dall'incubo dell'inferno.
Leggi la scheda che accentua credo eccessivamente l'aspetto positivo delle due vie o modi di intendere il nostro destino.
Brava Sarah Watt regista australiana.
Meno bravi i distributori monopolisti: hanno aspettato 4 anni per farci arrivare il film. C'era da far posto a Via col vento.
martedì, giugno 09, 2009
Convivium Dantis da June Bellamy

S.Frediano di Firenze, sera del 4 giugno 2009
Siamo nella sede della Associazione Culturale Arte e Gastronomia Orientale - Studio June Bellamy - qui convenuti dal monte e dal piano per un Convivium Dantis o Banchetto dei Saperi per condividere il Pane degli Angeli. Una cena iniziatica introdotta da Erminia Zampano che, invisibile a destra della foto, sta spiegando ai convenuti il legame figurato tra il Convivium di Dante Alighieri (L.I, cap.1) e il menu allestito da June (seduta dietro la tavola) su indicazione della stessa Erminia.
Convivio I cap.1
7 Oh beati quelli pochi che seggiono a quella mensa dove lo pane delli angeli si manuca! e miseri quelli che colle pecore hanno comune cibo!
11 Per che ora volendo loro apparecchiare, intendo fare un generale convivio di ciò ch'i' ho loro mostrato, e di quello pane ch'è mestiere a così fatta vivanda, sanza lo quale da loro non potrebbe essere mangiata.
13 Ma vegna qua qualunque è per cura familiare o civile nella umana fame rimaso, e ad una mensa colli altri simili impediti s'assetti; e alli loro piedi si pongano tutti quelli che per pigrizia si sono stati, ché non sono degni di più alto sedere: e quelli e questi prendano la mia vivanda col pane che la farà loro e gustare e patire.
14 La vivanda di questo convivio saràe di quattordici maniere ordinata, cioè [di] quattordici canzoni sì d'amor come di vertù materiate, le quali sanza lo presente pane aveano d'alcuna oscuritade ombra, sì che a molti loro bellezza più che loro bontade era in grado.
15 Ma questo pane, cioè la presente disposizione, sarà la luce la quale ogni colore di loro sentenza farà parvente.
16 E se nella presente opera, la quale è Convivio nominata e vo' che sia, più virilmente si trattasse che nella Vita Nova, non intendo però a quella in parte alcuna derogare, ma maggiormente giovare per questa quella; veggendo sì come ragionevolemente quella fervida e passionata, questa temperata e virile essere conviene.
18 E con ciò sia cosa che la vera intenzione mia fosse altra che quella che di fuori mostrano le canzoni predette, per allegorica esposizione quelle intendo mostrare, appresso la litterale istoria ragionata; sì che l'una ragione e l'altra darà sapore a coloro che a questa cena sono convitati.
19 Li quali priego tutti che se lo convivio non fosse tanto splendido quanto conviene alla sua grida, che non al mio volere ma alla mia facultade imputino ogni difetto: però che la mia voglia di compita e cara liberalitate è qui seguace.
Tradotto per noi:
Menu
( strettamente d'epoca)
Le tre virtù teologali (fede bianca, speranza verde, carità rossa) = sformatino di ricotta, radicchio rosso su un letto di spinaci verde)
Zuppa di porri
Peposo di Impruneta su pane nostrale
Finocchi con pecorino al forno
Frutta fresca e frutta secca in crosta
Vinsanto e biscotti.
Dante e Ciacco assenti giustificati, ma presenti in prosa e in rima.
Promotrice dell'incontro: Francesca White (terza da sinistra nella foto, scialle rosa acceso e pantaloni bianchi), la traduttrice del mio "Ivi è Romena, Dante in Casentino" di prossima auspicata pubblicazione. Con un capitolo suo esclusivo dedicato alle sorelle Ella e Dora Noyes e a John M. Dent editore del loro "Casentino and its story" Londra e NYC 1905.
La storia di June Bellamy è da favola e la trovi qui.
Posso solo dire che lo sformato di ricotta con letto di spinaci era di un gradimento unico, profumato, aromatizzato al punto giusto, un unicum nel suo genere. Anche il peposo di Impruneta, spezzatino di carne, è stato un bel pezzo di bravura per la principessa birmana.
Una bella sorpresa anche Erminia Zampano, l'ideatrice del "Banchetto di Saperi", insegnante al Convitto nazionale di Poggio Imperiale, fondatrice del "Teatro delle Emozioni", fine regista di programmi poetico-musicali. Nella sala del Cenacolo di S.Croce il 21 marzo ha celebrato la Giornata Mondiale della Poesia (lo sapevate?) facendo risorgere dai Sepolcri lì adiacenti, dalle urne dei forti, Machiavelli, Michelangelo, Galileo, Alfieri, Foscolo e Dante tutti intenti a recitar passi di loro scritture con accompagnamento di cori e musiche...Un'idea geniale.
Con la sua voce impostata e suadente ci ha recitato il Convivio di Dante col suo Pane degli Angeli, mentre le nostre forchette affondavano sullo sformatino di ricotta radicchio rosso e letto di spinaci.
Qui la vedi all'opera con uno spettacolo su Dante. Le proporrò un mio "Processo a Dante".
Un'altra bella sorpresa Rosalynd Pio, in piedi a sinistra nella foto: prenderà la parola dopo Erminia per presentare, nella nuova veste grafica un libro che non conoscevo: PETRARCA SIMONE MARTINI E LE CARTE. Lo sto leggendo con grande interesse soprattutto per quanto riguarda il Petrarca, perché attraverso le lettere e le opere latine mi fa scoprire un aspetto che va oltre le nozioni scolastiche legate al Canzoniere e a madonna Laura che qui viene sostituita dalla Donna di cuori. Divertente la definizione dell'opera del Petrarca data da S.Bernardino da Siena: la Bibbia del diavolo. E poi Simone Martini pittore, un altro tosco.
Sintesi dell'Opera
Queste primissime carte, illustravano le speranze politiche dei due cripto-ghibellini che vivevano ed operavano nella città di Avignone, divenuta dal 1304, la nuova Sede dello Stato Pontificio, sotto l’egida del re di Francia.
Se queste carte non si fossero subito rivelate un irresistibile strumento ludico, oltre che “un libro di pagine mobili” che comprendeva in maniera figurata, aspre critiche contro i papi di Avignone, esse sarebbero finite probabilmente nel dimenticatoio. Ma poiché, giocandoci, si abbinavano, per la prima volta, la fortuna all’abilità, esse divennero talmente trascinanti da essere subito copiate e ricopiate per diffondersi a macchia d’olio in tutta l’Europa.
Troppo rapida fu la loro espansione per poterla frenare. Petrarca e Simone non poterono certo ammettere apertamente di esserne gli autori, abitando gomito a gomito con la Curia di Avignone e facili obbiettivi dell’Inquisizione. Tacquero, e la loro invenzione svilita, smembrata e fatta oggetto di veementi ed inusitate censure da parte delle gerarchie della Chiesa francese, venne di fatto privata del nobile obbiettivo che gli autori si erano prefissati e dilagò tra i giocatori e gl’indovini che vedevano nelle allegorie delle immagini facilmente adattabili al mestiere di cartomanti.
Solo dopo la morte del Petrarca furono pubblicati gli scritti, che hanno permesso agli autori di comprendere come e perché i due toschi amici avessero inventato i Trionfi Dorati poi definiti da San Bernardino da Siena “la Bibbia del Diavolo”
Trovi tutto qui.
Un'altra presenza significante quella di Martha Specht Corsi, figlia della grande Flaminia Goretti de Flamini, una lunga vita bella, intensa, impegnata. Me ne parlava Mara Rengo, amica di famiglia, quando frequentò Porciano per diversi mesi, essendo incaricata di fare la scelta e schedatura dei reperti archeologici e degli attrezzi contadini della zona che oggi sono visibili dentro al Castello splendidamente recuperato. Martha ci ha raccontato un po' la storia del castello ed ha concordato con Francesca White delle possibili iniziative congiunte per far godere a inglesi e americani oltreché italiani una frequentazione del Castello che richiami anche alla figura di Dante, che da lì partiva per le sue peregrinazioni in Mugello, Romagna e in quel d'Arezzo negli anni travagliatissimi del primo esilio. Porciano è in fondo alla Valle chiusa appoggiato al Falterona come un re sul trono. Spero di poter presentare, con Francesca, il mio "Ivi è Romena" in edizione inglese quanto prima (con la sponsorizzazione della Comunità Montana del Casentino e del Consorzio "Casentino, Sviluppo e Turismo".
Nota: Ho saputo dal depliant consegnatoci da Martha che Flaminia Goretti è la creatrice del Giardino dell'Iris di Firenze, a lato del Piazzale Michelangelo. Una cosa splendida ai primi di Maggio quando vai a visitare la Mostra Concorso internazionale che dura dal 1956.
L'Iris è il Giglio di Firenze ed io ho qui il piacere di mostrartene la bellezza: apri le foto. Sono le mie, fatte in annate diverse.
Per il Castello v. qui.
Anch'io ho avuto il mio spazio pubblicitario con "Ivi è Romena. Dante in Casentino" di fronte a un pubblico competente o, comunque interessato. All'entrata c'erano in distribuzione copie di:
1 - Petrarca, Simone Martini e le carte;

2 - Ivi è Romena.

domenica, maggio 31, 2009
34a puntata (Parla con me)

giovedì, maggio 14, 2009
Gracijela e Paola

« Un'ora, non è solo un'ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi »
(Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto)
A spasso per Firenze, dove non arrivano i giapponesi. Tracciato: Isolotto bus 9, via Pisana bus12, Viale Petrarca, Porta Romana, Viale dei colli, discesa all'altezza del bar Fontana, Via S.Leonardo (la via di Ottone Rosai), Belvedere (chiuso a tempo...giudiziario), Costa S.Giorgio, casa Galileo, Giardino Bardini con visita di un'oretta, con tempo rallentato (vale il doppio, parola di Bergson (*). A volte ci vuole l'occasione di accompagnare l'ospite straniera per riandare i nostri sempiterni colli. E allora Grazie a te, dolce Gracijela. Ti vuoi presentare?
Everybody knows about Florence, this old city overwhelmingly filled with art and history. With so many things already said about it little can be ad. Still, between these narrow streets, to often filled with oceans of tourists and all "must do's" you can find some genuine pearls. Like the old monastry San Miniato al Monte up hill on the other side of the Arno, partly bilt to Michelangelo's idea with frescoes of Paulo Uccello, della Robbia among others. It's so beautiful and peacefull. Also the most breathtaking view of Florence is to be found here infront of the church. The streats around the Belvedere are full of flowers and very pleasent for strolling offering some excuisite details if you care to look. Of all the churches there are two less visited really enriching the experience of the city namely San Spirito by Bruneleschi and Ognissanti with frescoes of Ghirlandaio and Sandro Boticcelli. Boticcelli is also buried here in this former familychurch of the Vespuccis mostly famous on behalf of Amerigo who named the new continent. A good and calm lunch in a friendly atmosphere can be enjoyed at Ruth's near the Synagoge. These are a few reflexions of a quite regular visitor and for the moment guest of Paola and Urbano. Many thanks to my hosts and best regards.
Gracijela Bozovic, a radiologist from Sweden inlove with Italy.
Alcune foto
(*) Dalla confusione tra intuizione e intelligenza, è nata l'incomprensione sulla natura del tempo. L'intelligenza che ha sempre di mira fini pratici, concepisce il tempo, così come fa anche la scienza, come una serie di istanti concatenati e misurabili: ha una visione del tempo spazializzata come se in una pellicola cinematografica si pretendesse di cogliere la finzione del movimento da ogni singolo fotogramma e non dal loro fluire e scorrere in una unità indistinta.
Così per il tempo non esistono singoli istanti ma un loro continuo fluire non scomponibile ma vissuti nella loro durata reale nella coscienza di ognuno dove gli stati psichici non si succedono ma convivono. Diverso è quindi il tempo della scienza da quello reale che ciascuno di noi vive nella propria coscienza. Famoso è l'esempio della zolletta di zucchero che si scioglie in un bicchiere d'acqua: la fisica calcolerà il tempo che lo zucchero impiegherà a sciogliersi secondo un procedimento analitico che va dall'istante iniziale a quello finale della liquefazione e questo tempo così calcolato sarà definito simbolicamente uguale per tutte le volte che si misurerà nelle stesse condizioni: mentre molto diverso sarà il tempo vissuto della mia coscienza che non terrà conto del tempo spazializzato e oggettivato della fisica ma piuttosto dalle mie condizioni psicologiche di insofferenza o calma: questo sarà il vero tempo per me.
giovedì, aprile 30, 2009
E domani è il Primo Maggio.

Col raggio de l'april ch'omai s'invola
s'apre il mio cuore insieme alla speranza;
com'albero che sta, eppure vola
in cielo con la rondine che danza.
(C'era un gran volo di rondini, ma son volate via prima dello scatto).
Carducci la metteva così:
Co ‘l raggio de l’april nuovo che inonda
Roseo la stanza tu sorridi ancora
Improvvisa al mio cuore, o Maria bionda;
E il cuor che t’obliò, dopo tant’ora
Di tumulti oziosi in te riposa,
O amor mio primo, o d’amor dolce aurora.
mercoledì, aprile 29, 2009

Se hai tempo da perdere, clicca sulla foto col mouse per muovere le foglie
Vivere vorrei addormentato dentro il dolce rumore della vita.
mercoledi 29 aprile 2009, ore 18
Una giornata tra sole vento nuvole sereno sempre più nuvole bucato asciugato in vénti minuti dai vènti d'una pazza primavera che non riesce a staccarsi dal morso del lungo vero serio nevoso piovoso bellissimo inverno. Sul viale dei bambini pini aceri olmi abeti si scuotono la criniera come cavalli imbizzarriti. L'acero sotto la finestra, scampato alla caduta del grande olmo è il più agitato. Visto da dietro il vetro, mi trasmette, per contrappasso, un senso di sicurezza e pace. Su Facebook Diletta e Ingrid sono come uccellini tra le foglie spazzate dalle raffiche della primavera della vita.
Noi l’insueto allor gaudio ravviva
quando per l’etra liquido si volve
e per li campi trepidanti il flutto
polveroso de’ Noti, e quando il carro,
grave carro di Giove a noi sul capo,
tonando, il tenebroso aere divide.
Noi per le balze e le profonde valli
natar giova tra’ nembi, e noi la vasta
fuga de’ greggi sbigottiti, o d’alto
fiume alla dubbia sponda
il suono e la vittrice ira dell’onda.
Bello il tuo manto, o divo cielo, e bella
sei tu, rorida terra.
giovedì, aprile 16, 2009
Appunti di viaggio

La visita alla mostra dei Della Robbia, nel giorno di Pasqua, dopo una passeggiata al Pionta, parco storico che sta tra Saione e il nuovo ospedale. Su una collina dai pendii dolci, con le pietre scure degli scavi archeologici dell'antico Duomo medioevale e i tetti rossi del più recente manicomio, che ha conosciuti i nefasti del sistema segregazionista ed è poi scomparso coi fasti della L.180 che ha liberato i matti. Agostino Pirella si chiama il piccolo Mosè locale. Proprio una settimana fa c'è stata qui la tre giorni commemorativa della 180, alla presenza di Pirella. Mi ricordo un incontro con Basaglia all'Istituto Tecnico Geometri di via Giusti in Firenze in quegli anni ruggenti di forza e di passione. Adesso c'è la sede dell'Università.
Alle Lame, S.Piero in Frassino, Stefano Dei, mi regala una copia del suo video (37') che rievoca le fasi della liberazione (dalle serrature, dalle catene e funi, dalle mura). L'assemblea generale settimanale, anzi bisettimanale, dei matti e medici e infermieri nell'aula magna dalle poltroncine imbottite, il primo muro buttato giù a mazza e piccone da due matti rinsaviti, la rete divisoria tra l'Istituto Tecnico e il manicomio buttata giù dagli studenti impazziti..Un bel video; s'intitola "Voci" e andrebbe visto e diffuso.
Altro che dio patria famiglia; questa è grande storia. Stefano, se me lo dividi in sezioni di 10 minuti lo mettiamo su Youtube. Stefano è un grande filmaker e prima o poi sfonderà.
I Della Robbia vanno visti. Se passi da Arezzo, orario continuato, anche il giorno di Pasqua quando siamo andati noi. La terra, la mota, così fragile e poco attraente, invetriata e colorata, diviene industruttibile nella sua bellezza bianco e o colorata. Barbabianca, tra parecchi secoli, la vedrà uguale e precisa a come l'ho fatta ora io. Parole di Luca della Robbia, dette con la mente piena d'orgoglio e le tasche piene di fiorini. A giusta ragione. Una mostra "molto" completa, con opere di cui non immaginavo l'esistenza. Anche se il Casentino è pieno di opere dei Della Robbia. La novità per me sono state delle teste di ragazzi e ragazze dal vivo, fuori dal mito religioso del bell'angelo che annunzia alla divina Maria la prossima maternità..
Fateci una passata. E se vi serve pernottare B&B Petrarca, a due passi dalla Stazione: elegante pulito dignitoso a prezzo di saldo. Potete dire che vi manda Barbabianca.
Nota intravagante
Nei pochi giorni passati nell'alto Casentino ho trovato intere zone rimaste senza linea telefonica per più giorni, o con interruzioni a singhiozzo. Ripenso a Telecom - Teleko e a quello che da sempre ne dice Beppe Grillo.
L'Italia è disamministrata.
venerdì, febbraio 20, 2009
Ascoltata ora

clicca su Pacifico
sabato, febbraio 14, 2009
Ieri ero all'Abetone con Simone

Per chi va a sciare all'Abetone: Apri questo Album e dai una mano.
Nota del 18 febbraio:
Mi scrivono dall'Abetone che l'impianto della seggiovia quadriposto delle Regine non è comunale ma di proprietà della Società Ximenes S.p.A. alla quale compete di mettere in sicurezza quella situazione a rischio.
XIMENES scarl
Via del Pescinone 15 - 51012 Abetone - Pt
Tel: 0573 607823 - Fax: 0573 60475
a.corsini@comune.abetone.pt.it
Riferimento – Giancarlo Ciacci
venerdì, febbraio 06, 2009

Trovato nel facebook di Giulia.
giovedì, gennaio 15, 2009
per un pareggio

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Simone (foto)
Nr Impianti 78
Dislivello m. 23.734
Stima Km Pista 128
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Barba
Nr Impianti 60
Dislivello m. 17.370
Stima Km Pista 97
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Il conteggio si fa qui (in successione, con il proprio skipass:
Ti seguono giorno giorno, pista pista. Il giorno della foto, questi i passaggi memorizzati dallo skipass di Simone:
Data: 09-01-2009
1. BOÈ
2. VALLON
3. VALLON
4. COSTES DA EGA
5. COL ALTO
6. BRAIA FRAIDA
7. CIAMPAI
8. Fun. Lagazuoi And.
9. Segg. 5 Torri And.
10. Segg. Averau
11. Scio. F. Averau
12. Segg. Fedare And
13. Segg. Croda Negra
14. Segg. Falzarego
15. Fun. Lagazuoi And.
16. ARMENTAROLA
17. PIZ SOREGA
18. BIOK
Il servizio online ti permette di rivivere le tue discese sun diagramma interattivo...
E poi si dice la privacy.
martedì, gennaio 13, 2009

Clicca sulla foto per farli partire (con un po' di pazienza...)
Tre foto
Per vedere Simone sciare sul piz Boé del Sella apri le ultime su Flickr (in fondo alla colonna sinistra del Blog).
domenica, gennaio 11, 2009
entro il dolce rumore della vita

clicca sulla foto per ingrandire
Selva di Val Gardena, la mattina dell'8 gennaio 2009: arrivo della cabinovia del Ciampinoi.
Alle spalle del fotografo che fa ombra il Sella e Plan de Gralba, a fianco il Sassolungo. V. foto.
lunedì, gennaio 05, 2009

Dal 6 al 10 gennaio sono qui con Simone e Pierfrancesco. Previsione meteo: primi due giorni nuvolo (nevicate?), giovedi, venerdi,sabato sole. Ne riparliamo. Per la TV domani giornata spaventosa per clima glaciale (ma non dovevano sparire i ghaicciai?) e traffico assolutamente pazzesco (ma se non ci sono i TIR). Antonella (figlia di Pierfrancesco) mi telefona allarmata per il freddo polare, la lunghezza del percorso e le diffide del teledrogatogiornale. Quando nel 1941 Mussolini mandò in Russia gli Alpini siciliani e calabresi con le scarpe di cartone e i giornali da mettersi sul petto contro il freddo.
L'albergo: ...In hotel sono stati eseguiti importanti
interventi di ampliamento e ristrutturazione che riguardano gli spazi comuni.
Sono 29 le nuove camere "superior" e 25 le nuove "suite" con ampie vetrate e
balconi,dispongono di tv satellitare, telefono, internet, cassaforte, frigobar, bagni
con riscaldamento a pavimento, asciugacapelli, doccia e vasca, Una nuova
costruzione è stata affiancata alla precedente e dispone di 54 camere, una stube
con una tipica stufa in muratura, una zona benessere che comprende la piscina coperta
e scoperta , idromassaggi e idromassaggio cervicale, docce a pioggia. Accanto alle
piscine una zona "Wellness" vi attende dove potrete nello scegliere tra massaggi rigeneranti,
orientali e trattamenti estetici all'avanguardia. Per chi scia: ski room e servizio pubblico
gratuito di bus navetta per gli impianti di risalita. Parcheggio esterno incustodito e coperto a pagamento.
Impianti : 464 impianti che servono 1180 km di piste.
la madonna!
sabato, dicembre 13, 2008
Visita a Petra

clicca per ingrandire la foto (e vedere anche i piedi).
Dentro Petra, dentro la pietra. Dalla testa ai piedi. (Giordania, ottobre 2008)
Mai di Domenica

Tanto meno lunedi 8 dicembre. Meglio in Francia, dove è giorno feriale. Santa Madonna! Ci sono tutti gli italiani in recessione. L'ho fatto per Michele che non ha mai tempo infrasettimana. Che poi ha dato forfait per una botta al ginocchio. Figlio mio! In compenso ho ritrovato un Piero Martini in buona forma. Non la mia, fuori esercizio, sempre a questa tastiera (vero Paola?). La giornata splendida, ma le neve troppo dura per me. La prima discesa sulla Stucchi mi ha messo in difficoltà. Il miracolo del posteggio trovato alle Regine. Dai discorsi sentiti in ovovia sembra che in val di Luce abbiano chiuso l'entrata alle macchine per mancanza di spazio. Era il più bel posteggio dell'Abetone. L'hanno riempito di cemento. Merdaioli. Saluto Piero Caramelli al cellulare; so che è a Capannella (Dogana, Rotari per chi conosce il posto). Mi risponde beato dal Balzo delle Rose dove è salito con le pelli di foca. Sta discendendo su uno zoccolo di neve ricoperto da uno spolverino morbido; solo con Fiorella e il Marcucci. "Arriviamo con gli sci fino a casa". Grande sherpa, ti saluto. Goditela.
Due modi di stare sulla neve, due modi di stare al mondo. Oggi m'è toccato quello sbagliato.
Penso a quella serie di sventurati rientrati alla base col toboga (leggi: taboga): se ne sono visti almeno quattro; ma in ovovia parlavano di una dozzina. Speriamo sia il solito vizio di drogare le notizie. (Il problema delle tavole con una traiettoria poco compatibile con quella degli sci; si dovrà arrivare, almeno in certi giorni, a piste differenziate obbligatorie? ).
PS. Ho parlato del ex-posteggio di Val di Luce andato a ramengo. Ma alle Regine le cose non vanno ancora bene: per fare il biglietto 20 minuti di coda su uno spazio a rischio perché coincide con l'arrivo della Chieroni, stretto e in curva. Si sale alla biglietteria dalla strada nazionale su scale di cemento strette e ghiacciate. Penso alle scale ricoperte di caucciù e alle rampe mobili di Ulrich Ortisei. No, gli abetonesi continuano a rimanermi antipatici. Ma le piste sono belle. E loro lo sanno. In queste ultime stagioni hanno avuto un gran culo con la neve. Per piacere, sistemate le Regine.
mercoledì, dicembre 10, 2008
giovedì, novembre 20, 2008
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